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Facciamo Breccia a Genova

category italia / svizzera | antifascismo | altra stampa libertaria author Friday November 16, 2007 04:50author by FACCIAMO BRECCIAauthor email info at facciamobreccia dot org Report this post to the editors

Chi era a Genova quel luglio 2001 non dimentica e sa che la vergogna di cui si è coperta nel 2001 la polizia aveva un mandante: la politica di palazzo, che oggi decreta la decorrenza dei termini per le violenze fasciste, processa la resistenza, condanna le/gli antifasciste/i a pene spropositate, ostacola la richiesta di verità ed espone alla violenza ogni espressione non conforme - salvo ipocritamente condannarla in nome della sicurezza del potere.
Dobbiamo a noi stess* una seconda possibilità di portare a destinazione i nostri corpi e i nostri striscioni, per dire apertamente che dai processi non viene giustizia ma volontà di vendetta.


17 NOVEMBRE 2007: FACCIAMO BRECCIA IN PIAZZA A GENOVA

In quel luglio 2001 in centinaia di migliaia sono arrivat* a Genova per manifestare dinanzi ai potenti della terra le idee, i valori e le pratiche per un altro, possibile, mondo. Un mondo dove la forza propositiva dei movimenti, le diverse elaborazioni culturali e i percorsi di autodeterminazione di tutte le soggettività contribuiscono a ridefinire i rapporti di potere, economici e politici 'globalizzando' diritti e opportunità di tutt*.

Hanno ricevuto invece una repressione organizzata, feroce e brutale, dapprima fisica e psicologica (a Bolzaneto, alla Diaz, in piazza Alimonda…) e quindi più strisciante, secondo un vergognoso processo di revisione propagandistica di quei giorni che da allora non sembra avere fine. Una sequenza di arretramenti pubblici, depistaggi esemplari e accuse calunniose che dentro e fuori le aule di tribunale, le sale televisive e i palazzi di governo persegue il fine di criminalizzare il dissenso consapevole dei manifestanti e nascondere le responsabilità di chi ha perpetrato pestaggi organizzati, molestie razziste e sessiste, fermi arbitrari, provocazioni oscure nel peggiore stile fascista, sino ad uccidere Carlo Giuliani.

Si arriva così a condanne spaventose a carico di chi (a Genova come a Milano nel marzo 2006, a Torino e in tante altre occasioni nelle città) ha denunciato politicamente la violenza squadrista di forze dell'ordine e gruppi neofascisti organizzati - spesso esponendosi personalmente, oltre che politicamente. Il tutto orchestrato da una classe dirigente che mette in scena la recita della democrazia compiuta, finalmente dotata delle pedine del neoliberismo, del buon governo, della rispettabilità, senza mai mettere in discussione la sottomissione di oggi come di ieri dinanzi al più forte. Sia che si tratti del poliziotto che umilia con manganello e cori fascisti o di quella casta vaticana che da sempre pontifica sulle scelte di vita, relazione, impegno sociale, proponendo nuovi alibi all'odio sessista, omofobo, xenofobo.

Facciamo Breccia sarà in piazza a Genova sabato 17 novembre 2007 perché ancora subiamo la violenza e gli abusi di quei giorni e perché la maggioranza di governo ha dimostrato di non essere degna dell'eredità della resistenza, di essere rappresentativa soltanto delle dinamiche di oppressione che ri/produce.

Chi era a Genova quel luglio 2001 non dimentica e sa che la vergogna di cui si è coperta nel 2001 la polizia aveva un mandante: la politica di palazzo, che oggi decreta la decorrenza dei termini per le violenze fasciste, processa la resistenza, condanna le/gli antifasciste/i a pene spropositate, ostacola la richiesta di verità ed espone alla violenza ogni espressione non conforme - salvo ipocritamente condannarla in nome della sicurezza del potere.

Dobbiamo a noi stess* una seconda possibilità di portare a destinazione i nostri corpi e i nostri striscioni, per dire apertamente che dai processi non viene giustizia ma volontà di vendetta.

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