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Madrid: Conferenze sulla rivoluzione libertaria

category iberia | storia dell'anarchismo | cronaca author Thursday July 27, 2006 22:05author by Manuel Baptista - AC-Interpro Report this post to the editors

70° anniversario del 19 luglio 1936

All'Ateneo di Madrid, alle 19 del 19 luglio si è svolta una manifestazione densamente simbolica e di grande significato politico, con l'inaugurazione di un'esposizione allestita dalla CGT di Madrid-Castilla-La Mancha con la collaborazione dell'Ateneu Libertário La Idea e della Fundación Salvador Seguí.


70º ANNIVERSARIO DEL 19 LUGLIO 1936

All'Ateneo di Madrid, alle 19 del 19 luglio si è svolta una manifestazione densamente simbolica e di grande significato politico, con l'inaugurazione di un'esposizione allestita dalla CGT di Madrid-Castilla-La Mancha con la collaborazione dell'Ateneu Libertário La Idea e della Fundación Salvador Seguí.

La segretaria della CGT di Madrid-Castilla-La Mancha, Cristina Escrivá, ha pronunciato un breve discorso di saluto e di presentazione del programma della sessione. Rafael Mestre, della Fundación Salvador Segui, ha spiegato che la preoccupazione principale sottostante all'esposizione consisteva nel mostrare l'opera della Rivoluzione Spagnola, le realizzazioni nei vari ambiti della vita, dall'economia e dalle collettivizzazioni fino alle ricche e diversificate forme di promozione di un'arte, di una cultura e di valori libertari e alternativi, che si espandevano nell'ambito del proletariato agricolo e industriale molto prima del 19 luglio del 1936, e che spiegano l'atteggiamento dei protagonisti nelle giornate di luglio e nei tre anni di tenace lotta contro il fascismo e contro quanti, dalla parte del governo - col pretesto di introdurre disciplina - vollero soffocare la rivoluzione libertaria.

Franck Mintz, della CNT-F, nel suo intervento ha sottolineato l'importanza dell'esperienza dell'autogestione nelle collettività dell'Aragona e del Levante, delle soluzioni adottate nei diversi settori dell'economia e della società, città comprese, della loro attualità come oggetto di studio, non per motivi nostalgici, ma perché costituirono un ricchissimo laboratorio di esperienza libertaria, che andò tanto lontano nell'applicazione dei principi a una società intera, finora mai superato.

La guerra civile svoltasi in simultanea influenzò l'impeto rivoluzionario posto in essere dalla base della CNT e di altre realtà (incluse la UGT e il PCE) ma non lo annullò. Per la base cenetista la guerra contro il fascismo non era vista come un ragione per rinunciare alla rivoluzione, bensì al contrario per edificare con energia ancora maggiore un nuovo modo di produrre e di relazionamento reciproco tra le persone. La commemorazione dei 70 anni dalla Rivoluzione è stata fatta propria con prevedibile serietà dai diversi rami dell'anarcosindacalismo e dell'anarchismo spagnoli e mondiali, ma con esclusione di altre correnti, dimostrando che alla fine c'è stata un'importante deriva del campo socialista autoritario, poiché anche qui si sarebbe potuto ricordare con orgoglio i compagni di UGT, PSOE, PCE e POUM, che avevavno operato dalla parte della rivoluzione e fin dalla prima ora con i militanti della FAI e della CNT nelle citate collettivizzazioni. Inoltre, i riformisti contemporanei fanno cadere il silenzio sui primi tentativi di inziativa soprattutto di elementi rivoluzionari della UGT con la partecipazione minoritaria della CNT, seguiti dalla repressione armata dele forze repressive della Repubblica borghese.

Prima del 19 luglio vi furono molteplici insurrezioni e scioperi armati proletari, dei minatori delle Asturie, dei proletari agricoli in Andalusìa e in altre località, insurrezioni comuniste libertariein cui il popolo di un centro abitato se ne impadroniva dando luogo alla collettivizzazione delle terre, con un'autogestione di ispirazione libertaria. Sia che fossero stati membri della CNT, della UGT o di altre organizzazioni, o semplicemente rivoluzionari colti - per quanto molti di essi fossero analfabeti - avevano ascoltato e dibattuto a lungo le idee e le soluzioni pratiche propugnate dagli scritti di Kropotkin, Isaac Puente e tanti altri autori.

L'intervento del professore universitario e militante della CGT Félix Garcia Moriyón ha richiamato l'attenzione sulla legge della "memoria storica" che in questo periodo è in discussione al paralamento per iniziativa del PSOE, la quale alla fine dei conti va in senso contrario a quelle che sono le nostre rivendicazioni fondamentali: in particolare, la revisione delle sentenze comminate alle vittime della "giustizia" franchista, come il caso di Granado e Delgado, di Puig Antich e di tanti altri condannati a morte come vittime e come resistenti, insieme a varie migliaia di sopravvissuti alle carceri franchiste a cui non è stata fatta alcuna riparazione, come il gesto simbolico di una "pulizia" del registro criminale; gesto che il potere ipocrita risultante dal Patto della Moncloa non ha la grandezza e l'onesta di compiere, temendo di essere sgradito a una nomenclatura franchista ben installata nel potere (basta pensare alle forze armate, ai tribunali e ad esponenti di partito come Fraga, che presiede il governo autonomo della Galizia, e che fu ministro degli interni di Franco e responsabile della morte di resistenti). Questa legge è vista come una specie di punto finale da parte delle forze dell'arco parlamentare, per seppellire una seconda volta in un mare di oblio i milioni di vittime del francismo. Si tratta dei degni eredi politici di questo regime cominciato com l'oblio della c.d. transizione, che non puo mai essere una forma soddisfacente per risolvere i drammi del passato. Rendere omaggio senza fare giustizia, ecco il trucco del potere.

Da essi non ci si poteva aspettare altro. Ma nell'ambito libertario ci si deve aspettare, al contrario, un'approfondita analisi delle questioni postesi all'epoca della rivoluzione, e che asllora divisero le opinioni, con divergenze profonde, che fanno sì che oggi esistano accesui dibattiti nelle fila libertarie su questioni così delicate come la partecipazione anarchica al governo, la rinuncia della maggior parte dei dirigenti della CNT e della FAI al programma rivoluzionario per "salvare la repubblica", per "combattere il fascismo prima di tutto il resto".

Oggigiorno queste divergenze sono causa di profondo dibattito, perché vanno al cuore di quello che si considera costituire l'etica dell'azione libertaria. Nell'animato dibattito seguito alle esposizioni ha partecipato anche un membro della CNT di Madrid, e tutti hanno manifestato una forte volontà di unità nella diversità, una forma naturale e tollerante di relazionamento tra compagni di uno stesso ideale, per quanto ancora divisi da scuole diverse di pensiero tattico e strategico.


Manuel Baptista


Traduzione a cura di FdCA-Ufficio relazioni internazionali


* I giorni 15, 19, 21, 22 e 23 di settembre il ciclo di conferenze/dibattito continuerà all'Ateneo di Madrid.

Per ulteriori informazioni:
www.memorialibertaria.org

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