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L'Incendio Furioso degli Stati Uniti

category nord america / messico | migrazione / razzismo | opinione / analisi author Tuesday June 16, 2020 02:42author by Wayne Price Report this post to the editors

La ribellione per le vite delle persone afroamericane

Un punto di vista anarchico della ribellione statunitense contro le azioni poliziesche e il razzismo
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L'esplosione di rabbia e di dolore che attraversa le città degli Stati Uniti è qualcosa che va oltre l'omicidio di George Floyd da parte della polizia. Ci parla della serie di persone di colore assassinate dai poliziotti e risale fino ai tempo dello schiavismo. Ci parla di uomini e donne assaliti da poliziotti o vigilantes armati mentre sedevano nelle loro case, camminavano o correvano per le strade, guidavano le loro auto, facevano birdwatching, facevano acquisti o semplicemente giravano per le strade. Sia che si tratti di cittadini del tutto innocenti e rispettabili o di persone colpevoli di “reati” minori (George Floyd era accusato di voler comprare sigarette con un assegno contraffatto), sono in molti ad essere stati uccisi. Ci parla anche dei milioni di giovani incarcerati per motivi spesso banali, come la detenzione di Marijuana.

E' qualcosa che va anche oltre i soliti maltrattamenti da parte della polizia, omicidi inclusi. E' una cosa che riguarda l'intera oppressione delle persone afroamericane e delle altre persone di colore. Sono passati decenni da Jim Crow, dalla segregazione razziale imposta dalla polizia e dal terrore illegale del Klan. Eppure ancora oggi assistiamo all'attacco al diritto di voto delle persone di colore (soppressione degli elettori).

La terribile pandemia ha colpito pesantemente la comunità nera, causando molte più infezioni e morti rispetto alla popolazione bianca, a causa della maggiore povertà e a uno stato di salute peggiore, oltre all'inferiore disponibilità dell'assistenza sanitaria. Questo è successo anche per altre comunità non bianche, i nativi americani ad esempio hanno sofferto molto; la nazione Navajo è stata colpita in maniera molto dura.

La pandemia ha causato una recessione economica (o depressione) dovuta ai metodi di contrasto al virus, come l'arresto di gran parte dell'economia. Il tasso di disoccupazione è più alto che negli anni della Grande Depressione. I più colpiti da tutto ciò sono stati gli afroamericani, i latinos e i nativi. Secondo la logica “l'ultimo assunto è il primo licenziato”, hanno perso il reddito e l'assicurazione pagata dal datore di lavoro. E' andata così per tutti, fuorchè per i lavori di servizi essenziali, che sono in grandissima parte membri di una minoranza e ovviamente più esposti al coronavirus.

Aggiungendo la beffa al danno, gli Stati Uniti hanno un presidente che lancia in continuazione appelli razzisti per assecondare il bigottismo di alcuni strati della popolazione bianca. Questo presidente ha dimostrato di essere assolutamente incompetente ed inetto nel gestire qualsivoglia crisi nazionale, continuando a incolpare di tutto i neri e le altre minoranze.

L'omicidio da parte della polizia di George Floyd all'aperto, registrato pubblicamente, con testimoni che hanno invitato i poliziotti a fermarsi è stato come un fiammifero acceso, che ha fatto esplodere la rabbia sommersa. Nessuno potrebbe giustificare le azioni dei poliziotti, né l'establishment politico, né i sindacati di polizia e nemmeno i media di destra. Nemmeno il presidente Trump. Milioni di lavoratori e di persone della classe media si sono schierati dalla parte della popolazione nera. Le dimostrazioni sono cominciate subito e (al momento della stesura dell'articolo) non si sono ancora fermate. Hanno avuto luogo in 140 città e in almeno 500 località nel complesso. Il governo ha immediatamente licenziato i quattro poliziotti coinvolti e accusato uno di omicidio; successivamente ha esteso le accuse anche agli altri tre. Non abbiamo assistito ai soliti ritardi che si trascinano per mesi.

Le dimostrazioni sono state perlopiù “pacifiche”, nel senso che, anche se rabbiose, sono state rispettose della legge. Molte persone bianche hanno partecipato. Perfino alcuni poliziotti hanno dimostrato supporto. Ci sono state anche frange di violenza, che hanno incluso la demolizione di finestre, saccheggi di negozi scontri con la polizia, incendi di auto e di edifici, tra cui una stazione di polizia. Nelle grandi città ci sono notizie di ronde di vicinato organizzate per impedire agli “estranei” di scatenare violenza e distruzione.

Ci sono delle controversie sul chi stia compiendo queste azioni violente (“violente” ma sempre contro le cose, mai contro le persone). C'è chi afferma che sono state fatte o guidate da attivisti antifa e/o anarchici. Ci sono anche prove che militanti di destra, inclusi i suprematisti bianchi, si stanno mescolando alle proteste, sperando di scatenare una sorta di “guerra razziale”. Non è chiaro però di quanti possano essere questi fascisti. In un certo senso, incolpare gli “estremisti bianchi di destra e di sinistra” serve a negare la rabbia delle persone di colore che potrebbe condurre a tali azioni. (In ogni caso il saccheggio dei poveri negozi di Target non è nulla in confronto al saccheggio dei miliardi di dollari di aiuti governativi destinati ai disoccupati e alle piccole imprese e invece arraffati dalle grosse corporations).

Le autorità hanno avuto reazioni diverse. I democratici hanno posto l'accento sulla loro simpatia per i manifestanti, mentre chiedevano nonviolenza e legalità imposte dalla polizia. Hanno cercato di convincere le persone ad “unirsi” alla polizia e a canalizzare la loro rabbia votando democratico. La destra, dopo aver fatto un rapido cenno alla giustezza delle proteste, si è concentrata sulla violenza e sulla distruzione. Denunciano i democratici di “debolezza” nei confronti dei “rivoltosi”.

Il presidente Trump, come al solito, si è comportato da duro per nascondere la sua codardia. Durante le dimostrazioni alla Casa Bianca si è nascosto in un bunker nel seminterrato. Ha chiesto l'uso dei militari contro i manifestanti, annunciando la necessità di dominare e dichiarando: “se ci sono saccheggi si spara”. Nel frattempo ha posato per una foto davanti a una nota chiesa episcopale di Washington danneggiata dalle fiamme; per farlo ha fatto sgomberare una folla pacifica con i gas lacrimogeni dai militari (la gerarchia episcopale non ha gradito il tutto). Centinaia di militari hanno dichiarato che non attaccheranno i loro concittadini che affermano pacificamente i loro diritti.

Mentre in alcuni luoghi la polizia si è dimostrata cooperativa, in altre posti hanno dimostrato il motivo per il quale le persone manifestavano. Hanno aggredito i dimostranti, sparato proiettili di gomma ad altezza d'uomo gettati a terra, malmenati, lanciato auto sulla folla, hanno minacciato e fomentato per obbligarli ad agire violentemente.

Nel frattempo gli eventi sono stati utilizzati per fomentare l'ostilità nei confronti degli anarchici. La portata delle violenze di destra è stata minimizzata o ignorata. Da tempo gli anarchici sono visti come bombaroli, assassini e terroristi. E' vero che, più di un secolo fa, un manipolo di anarchici uccise leader governativi, uomini d'affari e anche le persone comuni che li circondavano. Più recentemente “Unabomber” (che si considera anarchico), ha inviato pacchi bomba a persone che non gli piacevano. Ma questo è un comportamento non comune.

Gli anarchici hanno una vasta gamma di punti di vista (così come i liberali, i conservatori e i marxisti). Per la maggior parte sono pacifisti. Gli anarchici statunitensi spesso sono coinvolti in manifestazioni e prestano opera come medici e assistenti legali. Mentre è controproducente sollecitare la violenza non organizzata, gli anarchici correttamente si oppongono a dare fiducia ai politici democratici e alle belle parole dei poliziotti.

I liberal hanno fatto ogni sorta di proposta per riformare la polizia. Lo fanno da decenni. Se alcune di queste riforme potrebbero anche avere una qualche utilità, non hanno mai fatto né mai faranno alcuna differenza sostanziale. Questo tipo di società non può esistere senza polizia. I conflitti tra ricchi e poveri, uomini e donne, frazioni differenti all'interno della stessa classe eccetera creano continuamente scontri e un tipo di società conflittuale, in un'atmosfera quasi da guerra civile. C'è quindi bisogno di uno stato con corpi armati (militari e di polizia) per tenerla insieme. L'accusa secondo la quale la rimozione dello stato e dei suoi apparati creerebbe il caos va ribaltata. E' il caos della società capitalista che richiede lo stato. In una società libera e cooperativa di tipo socialista anarchico non ci sarebbe bisogno di polizia.

Piuttosto che concentrarsi sul “miglioramento dei rapporti con la polizia”, sarebbe meglio se almeno alcuni dei giovani militanti collegassero la questione della brutalità della polizia con altre questioni di oppressione. Questo deve includere idee per far ripartire l'economia sotto il controllo dei lavoratori delle comunità di tutte le razze e nazionalità. Questo deve includere anche il prelievo delle ricchezze dell'uno per cento della popolazione per ridistribuirle in maniera utile tra la popolazione. Significa affrontare la pestilenza in modo sano e sicuro.

Queste manifestazioni e ribellioni di per sé hanno un grosso impatto sulla società. Ma per una leva davvero forte, sarebbe necessario mobilitare i lavoratori che dovrebbero usare il loro potere potenziale sui luoghi di lavoro. Se i lavoratori smettono di lavorare, la società si ferma. E se ricominciano, possono farlo in un modo nuovo e migliore. Anche ora, i conducenti di autobus di New York e di altre città si sono rifiutati di caricare poliziotti ed arrestati nel corso delle manifestazioni, con il supporto del sindacato. I lavoratori dovrebbero richiedere il sostegno dei sindacati per le manifestazioni, dovrebbe essere sollevato lo slogan dello sciopero generale, come già qualcuno sta facendo.

Intanto i gruppi di quartiere e di vicinato, per quanto informali, dovrebbero organizzarsi e creare comitati cittadini. Comitati che potrebbero coordinare azioni decidere programmi ed avanzare richieste.

Questa società è in crisi profonda. Il suo governo attuale è incompetente. La crisi sanitaria causata dal Coronavirus è stata gestita in modo totalmente inetto. Ma una volta che la situazione sarà messa “sotto controllo”, la crisi economica sarà qui ad accompagnarci per parecchio tempo. Nel frattempo la catastrofe climatica e il cataclisma ecologico si aggravano sempre di più, dandoci sempre meno anni per poterlo combattere. L'oppressione razziale è parte integrante di un sistema capitalistico oppressivo e di sfruttamento globale. Il capitalismo deve terminare.

Queste proteste sono una ribellione, sono prove che la popolazione degli Stati Uniti non è sempre passiva e demoralizzata. Che c'è grande rabbia e sete di giustizia e libertà. Questo non porterà a una rivoluzione immediata, ma ne accresce l'eventuale possibilità.

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George Floyd: one death too many in the “land of the free”
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