user preferences

New Events

Internazionale

no event posted in the last week

Riflessioni tardive sul massacro di Charlie Hebdo

category internazionale | religione | opinione / analisi author Sunday March 29, 2015 17:57author by Mazen Kamalmaz Report this post to the editors

L'attacco a Charlie Hebdo dello scorso gennaio era stato attentamente concepito per dare il massimo vantaggio allo Stato Islamico, ma ne ha tratto vantaggio anche la classe dominante del mondo a capitalismo avanzato. Non si cercava di punire l'atteggiamento satirico di Charlie Hebdo verso ciò che ISIS considera "sacro", bensì di punire quei milioni di musulmani che avevano accettato tale atteggiamento in silenzio, specialmente quei musulmani che vivono in Francia e in occidente. [English]


Riflessioni tardive sul massacro di Charlie Hebdo


L'attacco a Charlie Hebdo dello scorso gennaio era stato attentamente concepito per dare il massimo vantaggio allo Stato Islamico, ma ne ha tratto vantaggio anche la classe dominante del mondo a capitalismo avanzato. Non si cercava di punire l'atteggiamento satirico di Charlie Hebdo verso ciò che ISIS considera "sacro", bensì di punire quei milioni di musulmani che avevano accettato tale atteggiamento in silenzio, specialmente quei musulmani che vivono in Francia e in occidente. L'ISIS, come chiunque altro, sapeva benissimo che i musulmani in Europa ed in Occidente avrebbero subito fortissime pressioni dopo un attentato del genere. L'ISIS ha così offerto ai musulmani un solo modo per difendersi: quello di accettare la sua versione fondamentalista ed iper-dogmatica dell'Islam, di entrare nei suoi ranghi per perseguire il martirio ed il paradiso tramite l'assassinio ed i bombardamenti suicidi. Il messaggio di ISIS era chiaro: la libertà di coscienza e di espressione non hanno mai fatto parte dell'identità dei musulmani, pe cui essa deve essere rifiutata, negata e combattuta. Sia l'ISIS che le classi dirigenti occidentali hanno accettato tutto questo come un "fatto". Le classi dirigenti occidentali hanno usato questo stesso messaggio per sostenere che solo i bianchi europei possono capire e praticare la libertà di coscienza e di espressione, che si suppone costituisca l'identità della costruzione politica all'interno delle società occidentali a capitalismo avanzato. La guerra al terrore e la Crociata contro l'Islam sono solo le due facce della stessa moneta.

Ora, io non sono un esperto di media, ma la rivista Charlie Hebdo non è di quelle che tirano. E naturalmente, non è nemmeno il Pentagono o Wall Street. Credo anche che le loro critiche verso i dogmi dell'Islam siano alquanto differenti da quelle tipiche dell'orientalismo. Il che significa che l'ISIS aveva scelto bene il suo obiettivo, dato che in realtà volevano attaccare la pratica ed il concetto vero e proprio di libertà di espressione. Questa ambivalente strumentalizzazione dell'attacco da parte dell'ISIS e delle classi dirigenti occidentali si è reso evidente sui media (sia quelli occidentali che arabi): l'attenzione era sempre su come avevano reagito gli anziani accademici, i jihadisti o i politici corrotti... Questa è una falsa guerra, combattuta sulla questione sbagliata. E' completamente vero che dovrebbero essere i Musulmani ad essere difesi dall'intensificarsi del razzismo nei loro confronti, ma non i dogmi dell'Islam. Il piano dell'ISIS è ben differente: è quello di "difendere" l'Islam e non i Musulmani (infatti, l'obiettivo è quello di esporre i musulmani a maggiore razzismo e maggiore repressione, non il contrario), di modo che sempre più Musulmani si avvicinino a quegli stereotipi orientalisti che mettano in contrasto i bianchi europei illuminati con i musulmani arretrati, cosa che fa il gioco sia dell'ISIS che della classe dirigente occidentale.

La libertà di espressione e di coscienza deve essere difesa senza esitazione. Questa libertà non fa parte della costruzione capitalista in occidente - ma è stata conquistata da generazioni di rivoluzionari e dalle masse. Non è stata concessa da nessun governante e da nessuna classe dominante; è ancora oggi un passo verso un mondo diverso, in cui non esistano nè schiavi nè padroni, ma solo persone libere ed eguali.

Mazen Kamalmaz

L'autore è un anarchico siriano.

Traduzione a cura di Alternativa Libertaria/FdCA - Ufficio Relazioni internazionali.

This page can be viewed in
English Italiano Deutsch
George Floyd: one death too many in the “land of the free”
© 2005-2020 Anarkismo.net. Unless otherwise stated by the author, all content is free for non-commercial reuse, reprint, and rebroadcast, on the net and elsewhere. Opinions are those of the contributors and are not necessarily endorsed by Anarkismo.net. [ Disclaimer | Privacy ]