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[Cile] Melissa Sepúlveda "Una delle sfide più importanti è quella di porsi come vera alternativa"

category bolivia / perù / ecuador / cile | scuola e università | intervista author Monday December 09, 2013 14:55author by José Antonio Gutiérrez D. Report this post to the editors

Melissa Sepúlveda, 22 anni, studentessa in medicina, militante del Frente de Estudiantes Libertarios (FeL) e femminista libertaria de La Alzada, è stata eletta a metà novembre presidente della Federación de Estudiantes de la Universidad de Chile (Fech) come candidata della lista Luchar, con il 31,2% dei voti. Intervistiamo Melissa che ci spiega la sua posizione come portavoce della Fech nella fase attuale. Chiara e concisa, ci offre una rassegna delle sfide che il movimento popolare, il movimento studentesco ed il movimento libertario devono affrontare in questo momento in cui, di fronte alla crisi di sistema, il blocco al potere avverte l'imperativo di fare delle riforme per guadagnarne in governabilità. [Castellano] [Português]
Melissa Sepúlveda, presidente della Federación de Estudiantes de la Universidad de Chile
Melissa Sepúlveda, presidente della Federación de Estudiantes de la Universidad de Chile


Melissa Sepúlveda: "Una delle sfide più importanti è quella di porsi come vera alternativa"


Melissa Sepúlveda, 22 anni, studentessa in medicina, militante del Frente de Estudiantes Libertarios (FeL) e femminista libertaria de La Alzada, è stata eletta a metà novembre presidente della Federación de Estudiantes de la Universidad de Chile (Fech) come candidata della lista Luchar, con il 31,2% dei voti. Questa lista è l'espressione di “uno spazio di costruzione politico e sociale nato alla fine del 2011 con la finalità di far convergere differenti interventi di base presenti all'interno dell'Università cilena, portati avanti da organizzazioni ed indipendenti della Izquierda de Intención Revolucionaria che puntano allo sviluppo di un progetto di Università e di formazione al servizio del contesto sociale”, come spiegato nel suo stesso programma. La FeL è una delle anime ed una forza importante all'interno di questa ampia coalizione che non si mobilita solo nelle scadenze elettorali ma che lavora permanentemente negli spazi di costruzione e di mobilitazione, sviluppando una proposta di università all'interno di un progetto di trasformazione sociale radicale del Cile.

Intervistiamo Melissa che ci spiega la sua posizione come portavoce della Fech nella fase attuale. Chiara e concisa, ci offre una rassegna delle sfide che il movimento popolare, il movimento studentesco ed il movimento libertario devono affrontare in questo momento in cui, di fronte alla crisi di sistema, il blocco al potere avverte l'imperativo di fare delle riforme per guadagnarne in governabilità.

I media hanno dato molto spazio al fatto che sei la prima presidente anarchica della Fech in 91 anni. Come vedi questa sfida per il movimento libertario, in particolare per la FeL, soprattutto quando non solo assumi la massima carica di rappresentanza della più importante federazione studentesca del paese, ma anche di uno dei movimenti sociali più importanti in Cile?

Una delle sfide più importanti in questo momento è quella di riuscire a porsi come una alternativa reale, ben oltre la marginalità rappresentata dalla sinistra rivoluzionaria… la quale non è mai esistita se non in quanto sinistra alla sinistra del Partito Comunista. Si tratta di una sfida per la FeL perché tramite la federazione, che è una delle voci più importanti dei movimenti sociali a livello nazionale, occorre tradurre la proposta politica per questa fase in un linguagio comprensibile per la popolazione. E cerchiamo anche di de-stigmatizzare gli anarchici ed i libertari che i media amano criminalizzare di fronte all'opinione pubblica.

Come vedi l'articolazione del movimento studentesco con gli altri movimenti sociali?

Bene, questa è l'indicazione principale uscita dalla lista Luchar. Quello che cerchiamo di fare è di mutare l'atteggiamento della Fech per perseguire l'articolazione con altri settori sociali. Noi affermiano che l'istruzione non è solo un problema degli studenti, ma anche una questione di disuguaglianza esistente nel paese, e che questa distribuzione disuguale della ricchezza si riflette nel modello formativo, nel modello di sanità, nel mondo del lavoro. Sono aspetti diversi di un medesimo problema e per questa ragione cerchiamo l'unità di quei settori che si sono mobilitati contro questo modello, soprattutto nel settore sindacale, puntando ad articolare un blocco multisettoriale.

Una delle indicazioni del movimento comunista-anarchico per il periodo di riarticolazione, assunta anche dalla FeL, è che l'unità del popolo si debba forgiare dal basso e nella lotta… Come interpreti questa indicazione?

Come un'indicazione per la multisettorialità. Abbiamo ben chiaro che le alleanze dei dirigenti studenteschi con quelli sindacali della CUT o della Unión Portuaria non sono sufficienti, sappiamo che i lavoratori alla base, che gli studenti alla base, sono parte di uno stesso progetto storico e si debba costruire un'unità solidale e cooperativa tra lavoratori e studenti alla base.

Non è un segreto per nessuno che in Cile si sta vivendo un periodo di crescita delle lotte popolari e che diversi settori hanno avanzato diverse proposte per affrontare la congiuntura... alcuni parlano di assemblea costituente, altri di rottura democratica, e così dicendo. Tu parli di tradurre l'indicazione politica di questa fase in un linguaggio accessibile alle personi comuni, affinchè possa diventare un'alternativa reale. Ma in cosa consiste questa alternativa?

Quello che è veramente chiaro è che questa fase è segnata dalla irriformabilità del modello neoliberista cileno e dalla instabilità che i movimenti sociali stanno generando o possono generare. Bachelet tratterà per dare una governabilità al paese. Devono fare delle riforme, sanno che la chiusura istituzionale che esiste in Cile dai tempi della dittatura deve finire. Se queste riforme porteranno i movimenti sociali in un nuovo passo avanti per la lotta di classe in Cile, questo dipende dal movimento popolare, la Bachelet non darà nulla gratis, ma deve essere una conquista del popolo. Ci sono alcuni punti chiave di non ritorno per questo nuovo scenario di lotta che dobbiamo essere capaci di determinare... alcuni di questi fanno parte dei movimenti sociali dal 2005 in poi, come deve essere il sistema previdenziale, un codice del lavoro che preveda la contrattazione collettiva, la riforma fiscale, l'istruzione, la redistribuzione della ricchezza mediante riforme nell'istruzione, riforma delle tasse, la stessa capacità di contrattazione collettiva… Sappiamo che si richiede una nuova costituzione, però c'è da discutere molto bene la proposta di assemblea costituente, perchè bisogna vedere se sarà favorevole al movimento popolare oppure no. Bachelet ha la piena legittimità davanti al popolo, questo lo dicono tutte le inchieste ed è così, è la verità, tuttavia c'è molta paura di una dittatura, paura di cambiamenti radicali e profondi… occorre valutare criticamente tutte le proposte, poiché tutte convergono nel dire che questo modello ha bisogno di cambiamenti.


Traduzione a cura di FdCA-Ufficio Relazioni Internazionali.

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