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Anarchismo e lotta contro gli aumenti nei trasporti

category brasile/guyana/suriname/guiana francese | lotte sul territorio | comunicato stampa author Wednesday June 19, 2013 23:31author by Coordenação Anarquista Brasileira - CAB Report this post to the editors

Nei primi sei mesi del 2013, diverse mobilitazioni dal nord al sud del Brasile hanno dovuto misurarsi con la reazione conservatrice del governo, degli apparati repressivi e dei media. Dalle lotte in difesa dei trasporti pubblici nelle città più importanti, agli scioperi nei cantieri del PAC (Programma di Accelerazione della Crescita, ndt), fino alla resistenza delle popolazioni native indigene, tutte queste lotte sono oggetto di criminalizzazione nel paese che sarà sede della Coppa del Mondo. Stiamo vivendo uno dei momenti più duri della lotta di classe in Brasile. Il capitale internazionale avanza quotidianamente a grandi passi, sfruttando i lavoratori e le lavoratrici alla ricerca del profitto. [Português]

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Anarchismo e lotta contro gli aumenti nei trasporti


Il contesto della nostra lotta

Nei primi sei mesi del 2013, diverse mobilitazioni dal nord al sud del Brasile hanno dovuto misurarsi con la reazione conservatrice del governo, degli apparati repressivi e dei media. Dalle lotte in difesa dei trasporti pubblici nelle città più importanti, agli scioperi nei cantieri del PAC (Programma di Accelerazione della Crescita, ndt), fino alla resistenza delle popolazioni native indigene, tutte queste lotte sono oggetto di criminalizzazione nel paese che sarà sede della Coppa del Mondo. Stiamo vivendo uno dei momenti più duri della lotta di classe in Brasile. Il capitale internazionale avanza quotidianamente a grandi passi, sfruttando i lavoratori e le lavoratrici alla ricerca del profitto.

Resistenza degli oppressi e delle oppresse e violenza degli oppressori

Una delle conseguenze di questa logica del capitalismo si evidenzia nella politica dei trasporti. Veniamo ogni giorno brutalizzati. Aspettiamo alle fermate in code lunghissime, viaggiamo ore ed ore su mezzi superaffollati ed in pessimo stato di manutenzione, correndo seri rischi per le nostre vite. Soffriamo la violenza della cupidigia, della rapina, del degrado, delle mafie delle imprese dei trasporti pubblici, supportate dai governi nell'estrarre sempre più profitti. Ma quando il popolo va in piazza a protestare contro questa ingiustizia, cosa accade? Viene represso! Truppe antisommossa, lacrimogeni, spray al peperoncino, granate, proiettili di gomma sparati da breve distanza che possono accecare o persino uccidere. Tutto un apparato di guerra viene schierato contro il popolo, e sono decine i manifestanti che vengono arrestati e feriti dalla polizia. Sia la brutalità della polizia che lo stato d'abbandono in cui il potere pubblico tiene il sociale, al pari dello spregio in cui le imprese del trasporto pubblico ci tengono ogni giorno, sono tutte forme di violenza ai danni del popolo. E tutte le modalità che il popolo usa per difendersi da questa violenza sono legittime. Ogni forma di resistenza, anche se portata con tattiche diverse, è legittima. In tutti i casi la violenza è stata SEMPRE scatenata da parte della polizia, fedele nel difendere le elites e la borghesia. Proprio quella polizia che, curiosamente, nel suo ultimo sciopero venne appoggiata dalla stampa di quella sinistra che oggi calunnia l'anarchismo per "trovare" un capro espiatorio che divida la nostra lotta.

Lottare non è un crimine

Il popolo che si organizza nei movimenti sociali, manifestando per la giustizia, non può essere criminalizzato, né aggredito o falcidiato dagli arresti. Dobbiamo stare attenti verso quella strategia dei poteri dominanti che punta a criminalizzare a livello "individuale" sia i militanti che gli attivisti che lottano contro l'aumento del biglietto. Molti sono già stati processati e tornano a lottare. Lottare non è un crimine! Non possiamo permettere che i nostri compagni e le nostre compagne vengano criminalizzati/e! Questa criminalizzazione deve essere denunciata! Questo è il vero volto della democrazia borghese, nascosto da due anni nelle urne e nella propaganda elettorale, ma che mostra gli artigli quando insorge la resistenza! Non possiamo portare all'interno delle nostre fila i ragionamenti sulla criminalizzazione di coloro che lottano ed alla cui base c'è il tentativo di trovare dei capri espiatori all'interno del nostro movimento. Tutti e tutte coloro che scendono in strada per opporsi alla mafia dei trasporti sono illegali di per sè, perché sfidano la borghesia e lo Stato di "diritto".

La nostra concezione dell'anarchismo

Noi anarchici organizzati politicamente nella Coordenação Anarquista Brasileira (CAB) partecipiamo con umiltà a diverse mobilitazioni, stretti nella fila con i lavoratori ed i militanti di diversi Stati del paese. La CAB é una istanza che ha riunito diverse organizzazioni anarchiche specifiste di tutto il Brasile per articolare la lotta e per costruire in futuro una organizzazione anarchica a livello nazionale. La CAB è composta da 9 organizzazioni di diversi Stati, che su basi federaliste hanno costruito - a partire dalle pratiche concrete - unità strategica e maggiore organicità per intensificare l'inserimento sociale in seno al nostro popolo. E' in questo senso, che già da 10 anni viene interpretato l'anarchismo, quale corrente libertaria del socialismo, organizzata politicamente ed inserita socialmente. La CAB é formata da una diversità di soggetti sociali che credono nella vecchia ma sempre attuale massima che recita: "l'emancipazione dei lavoratori sarà opera dei lavoratori stessi", purché coniugata con la prassi storica dell'organizzazione anarchica in quanto partito, come lo fu la Alleanza della Democrazia Socialista da parte dell' Ala Federalista e Anti-autoritaria della 1ª Internazionale (Bakunin, Guillaume, Malatesta, Cafiero e altri) e come lo è la nostra sorella Federación Anarquista Uruguaya, che rimase attiva durante la dittatura militare uruguaiana, sfidandola con l'inserimento popolare e studentesco e con un apparato armato.

Ma intanto, la nostra ricca storia che si intreccia con la storia della classe lavoratrice, subisce spesso attacchi infondati o offensivi: molte volte si tratta semplicemente di misconoscimento o di riproduzione di discorsi semplicistici e riduzionisti, tuttavia molte volte si tratta di malafede, di preconcetti e della necessità di costruire una politica sulla base della calunnia, delle menzogne e dell'auto-promozione. Non ci meravigliamo quando questi attacchi giungono da parte dei media corporativo/borghesi, che tentano sempre di criminalizzare e stereotipizzare coloro che lottano. Ma quando gli attacchi provengono dalle fila dei nostri lavoratori, dobbiamo posizionarci in maniera ferma per combattere il settarismo che sempre ha diviso la lotta popolare. Recentemente, l'ultimo testo che abbiamo letto in cui si fa riferimento agli "anarchici" in modo negativo é una nota lanciata da settori della gioventù del PSTU (Partido Socialista dos Trabalhadores Unificado, ndt) che sono nel mezzo della lotta contro l'aumento del biglietto. Così, ci troviamo ad assumere una posizione a livello nazionale, non perché vogliamo entrare in queste polemiche su chi è più rivoluzionario o su chi possiede la vera analisi sul periodo che stiamo vivendo, bensì perché giudichiamo necessario combattere le calunnie ed evitare la confusione all'interno delle nostre fila.

Questo nostro chiarimento come CAB proviene da un insieme di ragioni che normalmente fanno riferimento alle cose suddette: generalizzazione e stereotipizzazione dell'anarchismo; accuse che siamo una setta di sinistra e non ci prendiamo nessuna responsabilità; che siamo contro i partiti; che siamo settari ed intransigenti, che facciamo alleanze solamente con quelli che la pensano come noi; che attacchiamo tutti i sindacati, tutte le organizzazioni studentesche e quelle popolari in quanto organismi burocratici; che quindi lottare non serve a niente, che ci definiamo anarchici classisti e rivoluzionari, ma che siamo solo dei liberali/piccolo borghesi che difendiamo la lotta "individuale" come strategia di lotta.

Noi della CAB facciamo parte di una tradizione politico-organizzativa (anarchismo "especifista") che è nata tra i lavoratori. Si chiama così perché si fonda sui principi fondamentali dell'anarchismo e riafferma la necessità di organizzarsi politicamente in quanto militanti anarchici ed organizzarsi socialmente nei movimenti popolari. Questa necessità politica si esprime attraverso l'organizzazione politica anarchica, federalista e di quadri, con criteri di adesione, formazione dei militanti, dotata di un Programma Minimo, Strategia di breve e lungo termine ed Obiettivo Finale. Non scommettiamo dunque sulla lotta "individuale" e disorganizzata come strategia di vittoria, bensì sull'accumularsi di forza sociale all'interno dei movimenti popolari. Pertanto, non siamo spontaneisti, né pensiamo che l'organizzazione popolare si farà da sé. Al contrario di quello che dice qualcuno, siamo impegnati nel rafforzamento di questa organizzazione, con umiltà e fermezza, nel movimento popolare, nel movimento sindacale, in quello studentesco e contadino nei diversi Stati di questo paese.

Va inoltre aggiunto che noi non pretendiamo come organizzazione politica anarchica e di classe di "rappresentare" la totalità degli anarchici che sono fuori della nostra coordenação, così come non pretendiamo che determinati partiti marxisti rispondano per la totalità dei marxisti. Siamo parte di una organizzazione politica anarchica di classe che lavora con principi comuni, con criteri di adesione, strategia militante ed unità teorico/ideologica. Pertanto, respingiamo il pregiudizio di coloro che associano con un vincolo quasi automatico l'anarchismo alla disorganizzazione, stante che non vi è nessuna base storica per poter sostenere questa affermazione. Rispettiamo, anche se con qualche differenza, le diverse forme di associazione o di partito, di bandiera o indipendenti, che si sommano nella lotta. Ma respingiamo ogni tentativo di dividere il movimento al suo interno. Il settarismo da qualunque parte provenga è dannoso e divide la classe.

Pur in presenza di differenze di pratica politica ed ideologica, siamo convinti che il rispetto reciproco tra i settori della sinistra sia un punto di forza nella lotta. Dobbiamo sapere quando è il momento di sferrare un pugno contro il capitale. Per questo esigiamo rispetto per il contributo che l'anarchismo ha storicamente dato, in quanto corrente libertaria del socialismo, all'interno del movimenti dei lavoratori in lotta, come nel caso del sindacalismo rivoluzionario e dei contadini, e attualmente con la nostra umile e conseguente azione e contributo nei diversi campi di lotta sociale (in agricoltura, nel sindacato, con gli studenti, nel territorio).

Unità di lotta

Riteniamo che l'unità di lotta e di organizzazione alla base siano i principali presupposti per sconfiggere la mafia dei trasporti, costruendo l'unità dei diversi settori della sinistra sotto una bandiera comune: quella della sconfitta della mafia dei trasporti e della lotta contro il piano di riaggiustamento con la forza delle piazze. In questo senso, noi della CAB integriamo, costruiamo e rispettiamo tutti gli spazi di deliberazione collettiva che organizzeranno le lotte contro l'aumento del biglietto nei diversi Stati. Al contrario della calunnia messa in circolazione dal PSTU sull'anarchismo, non siamo degli spontaneisti né manchiamo di rispetto alla disciplina collettiva.

E' il caso di rilevare che la lotta non può essere appannaggio di nessun partito, né addomesticata da un giornale, poiché la lotta è un compito della classe. La lotta non è né "apolitica" né disorganizzata. Poiché in essa noi ci formiamo, in essa impariamo dagli errori, in essa cresciamo ed accumuliamo la forza per proseguire il giorno dopo. Difendiamo l'unità costruita senza settarismi e col rispetto per le diverse forze della sinistra. Fare una lotta a-partitica è cosa diversa dal fare una lotta anti-partitica. Questo significa rispettare i giornali e le bandiere che agiscono al'interno della mobilitazione popolare, unendo le diverse forze politiche su un'agenda comune.

Una scomoda verità: un movimento che nessuno controlla

Quello che preoccupa alcune testate politiche è il fatto che questo movimento sociale, sorto dalle strade per affrontare il governo ed i padroni, non è sotto il controllo di nessuna avanguardia "illuminata" e di nessun partito politico. É bene ricordare che alcuni di questi partiti che oggi condannano dall'alto della loro arroganza questo movimento popolar/studentesco ebbero a dire tempo fa in modo informale ai loro militanti "che non c'erano le condizioni oggettive per fare questa lotta". Fortunatamente sono stati smentiti e persino trascinati dalla volontà popolare che si muove a migliaia di manifestanti. Questo movimento, pur esprimendo molti principi comuni al nostro settore libertario ed alle tattiche di lotta della classe lavoratrice non può essere identificato chiaramente in nessun modo con nessuna ideologia politica avendo nel suo seno diverse ideologie di sinistra. Questo movimento inoltre non è nato da nessun partito politico, pur essendo stato costruito con lo sforzo di molti militanti di partito, cosa che deve essere valorizzata. Questo non significa che questo movimento non abbia dei problemi. Ma come direbbe uno storico compagno della sinistra é "meglio fare un sol passo insieme a tanti compagni che mille passi da solo" (citazione di Cafiero, ndt) e continuiamo a lavorare per costruire ed organizzare al meglio la lotta contro l'aumento dei biglietti insieme ad altri settori politici, senza pretendere di diventare "i maestri del movimento".

Siamo consapevoli delle innumerevoli carenze e degli ostacoli che dobbiamo affrontare e che affronteremo in questa lotta. Intanto, siamo anche consapevoli della nostra sincerità, della nostra umiltà e della nostra fermezza in ciò che proponiamo. Negli ultimi 10 anni abbiamo preso parte in misura maggiore o minore a diverse lotte in America Latina e nel Mondo e, indipendentemente dalle divergenze con altre tradizioni del socialismo, esigiamo rispetto. Stiamo insieme fianco a fianco nella lotta per il socialismo e per la libertà e da qui non deviamo. Proseguiremo la lotta contro l'aumento nei trasporti nei diversi Stati nonostante le calunnie dei media borghesi e, sfortunatamente, di alcuni settori politici.

Sconfiggere gli aumenti con la organizzazione popolare collettiva/di base e con la forza delle strade!!!

Lottar, crear, poder popular!


Coordenação Anarquista Brasileira - CAB

Traduzione a cura di FdCA-Ufficio Relazioni Internazionali.

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