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Mondiali di calcio 2010: tutto in nome del bel profitto

category africa meridionale | vari | comunicato stampa author Saturday June 12, 2010 13:47author by Zabalaza Anarchist Communist Front - ZACFauthor email zacf at zabalaza dot netauthor address Postnet Suite 47, Private Bag X1, Fordsburg, 2033, South Africa Report this post to the editors

Documento dello ZACF sui Mondiali di Calcio FIFA 2010 in Sud Africa

Questi mondiali di calcio 2010 sono una vergogna e bisogna denunciarlo. Il ZACF condanna fortemente l’arroganza e l’ipocrisia del governo sud-africano nel presentare questa occasione come una opportunità “irripetibile” per il miglioramento delle condizioni economiche e sociali degli abitanti del Sud Africa (e di tutto il continente). Quello che invece è del tutto chiaro è che è stata ed è una “opportunità” solo per gli appetiti del capitale globale e nazionale nonché per le classi governanti del Sud Africa. Infatti, l’evento dei mondiali ha avuto ed avrà conseguenze devastanti per i poveri e per la classe lavoratrice del Sud Africa – un processo in corso ed invisibile. [English] [Français]

Diamo alla FIFA il cartellino rosso & nero
Diamo alla FIFA il cartellino rosso & nero


Tutto in nome del bel profitto

Documento del Zabalaza Anarchist Communist Front sui Mondiali di Calcio 2010 in Sud Africa


Questi mondiali di calcio 2010 sono una vergogna e bisogna denunciarlo. Il ZACF condanna fortemente l'audacia e l'ipocrisia del governo sud-africano nel presentare questa occasione come una opportunità "irripetibile" per il miglioramento delle condizioni economiche e sociali degli abitanti del Sud Africa (e di tutto il continente). Quello che invece è del tutto chiaro è che è stata ed è una "opportunità" solo per gli appetiti del capitale globale e nazionale nonché per le classi governanti del Sud Africa. Infatti, l'evento dei mondiali ha avuto ed avrà conseguenze devastanti per i poveri e per la classe lavoratrice del Sud Africa - un processo in corso ed invisibile.

Per i preparativi dei mondiali, il governo ha speso quasi 800 miliardi di rand (757 miliardi per le infrastrutture e 30 miliardi per stadi che una volta passati i mondiali, resteranno vuoti), uno schiaffo pesantissimo sulla faccia di quel 40% di sudafricani che sono disoccupati in un paese segnato da una povertà disperata. Negli ultimi 5 anni le classi povere hanno espresso la loro rabbia ed il loro disappunto nei confronti del colossale fallimento del progetto del governo nell'affrontare la grande disuguaglianza sociale e nel soddisfare la richiesta di servizi sociali fondamentali e di piani per l'edilizia popolare. L'insufficienza del piano del governo non è che l'ulteriore dimostrazione del fallimento del modello neoliberista e della sua economia "truccata", che conduce inevitabilmente a maggiori disuguaglianze e ad una povertà globale. Il governo ha dovuto ammettere recentemente tutto questo, rettificando le sue precedenti affermazioni, ed ora vuole dare ad intendere che il suo progetto "non è mai stato inteso" come un'impresa per fare profitti [1].

Il Sud Africa ha un disperato bisogno di grandi infrastrutture pubbliche, specialmente nel settore dei trasporti pubblici, che in alcune città, come Johannesburg, è quasi del tutto assente. Il treno Gautrain, che è stato lanciato l'8 giugno (appena in tempo per l'inizio dei mondiali) è molto probabilmente il colmo dell'ironia in un paese in cui la gran parte della popolazione usa quasi ogni giorno inaffidabili mini-bus privati per coprire lunghe distanze, mentre il Gautrain offre alta velocità, servizi di lusso per i turisti e per chi viaggerà tra Johannesburg e Pretoria... ma chi se lo potrà permettere se un singolo spostamento dall'aereoporto costerà la bellezza di 100 rand. Lo stesso schema si ripete altrove: la compagnia degli aereoporti del Sud Africa (ACSA) ha speso oltre 16 miliardi di rand per migliorare gli aereoporti, la South African National Road Agency Ltd (SANRAL) ha speso oltre 23 miliardi di rand per una nuova rete stradale a pedaggio - per la quale prenderà presto misure di recupero dei costi con nessun beneficio però per i poveri del Sud Africa. In tutto il paese i comuni si sono impegnati in progetti di rinnovamento urbano... accompagnati da paralleli progetti di pulizia sociale, vedi i tentativi del governo di coprire in tutta fretta la dura realtà sudafricana. Solo a Johannesburg, oltre 15.000 senza casa e bambini di strada sono stati rastrellati e messi in ricoveri, a Cape Town il Comune ha sgomberato migliaia di persone dalle aree povere e dai campi di squatter all'interno del progetto della vanità dei mondiali. La città di Cape Town ha cercato (senza riuscirci) di sgomberare i 10.000 residenti di Joe Slovo dalle loro case allo scopo di nasconderli alla vista dei turisti che viaggeranno lungo la supestrada N2, ed in altri posti gli sgomberi sono serviti a far spazio agli stadi, ai parchi di divertimento o alle stazioni ferroviarie [2]. A Soweto, le strade sono state abbellite lungo i percorsi che saranno frequentati dai turisti e dagli esponenti della FIFA, mentre le strutture sportive delle scuole sono a pezzi, con le finestre in frantumi e gli edifici fatiscenti.

Sebbene molti sudafricani non ne siano convinti, altri vengono risucchiati dalla propaganda nazionalista per il circo dei mondiali. Ogni venerdì è stato dedicato al "venerdì del calcio", in cui la "nazione" viene incoraggiata (ma i bambini a scuola vengono costretti) a mettersi la maglietta dei Bafana-Bafana. Le auto sono adornate di bandiere, la gente impara la "Diski-dance" che viene suonata regolarmente in ogni ristorante per turisti, e poi si compra il pupazzo Zakumi, la mascot dei mondiali. Gli scettici vengono additati di antipatriottismo, come è successo con lo sciopero dei trasporti indetto dai lavoratori del South African Transport and Allied Workers Union (SATAWU), rinviato per venire incontro agli "interessi nazionali" [3]. In un contesto in cui si sono persi quasi 1 milione di posti di lavoro solo nel 2009, risultano vuote ed insultanti le dichiarazioni del governo sui 400.000 posti di lavoro che sarebbero stati creati per le celebrazioni dei Mondiali. Questi posti di lavoro sono di carattere saltuario o con "contratti a tempo determinato", per lavoratori non sindacalizzati oppure pagati ben al di sotto del salario minimo.

A parte la repressione contro i sindacati, anche i movimenti sociali hanno fatto i conti con l'ostilità dello Stato, il quale ha ufficiosamente vietato ogni protesta per la tutta la durata dei Mondiali. Sembra che questa politica abbia visto il battesimo a partire dall'1 marzo. Leggiamo cosa dice Jane Duncan:

Una rapida indagine condotta alla fine della scorsa settimana sulle località ospitanti i mondiali, ha rivelato che è operante un vero e proprio divieto per le manifestazioni. Nel comune di Rustenberg, "le manifestazioni non sono autorizzate durante i Mondiali". Anche il comune di Mbombela non autorizzerà manifestazioni durante i Mondiali. Il consiglio comunale di Cape Town ha dichiarato che continuerà ad accogliere richieste per manifestazioni, ma che "ci potrebbero essere dei problemi" nel periodo di svolgimento dei Mondiali. Nei comuni di Nelson Mandela Bay e di Ethekwini, la polizia non permetterà manifestazioni per tutta la durata dei Mondiali [4].
Sebbene sia evidente che la Costituzione sudafricana, spesso osannata per essere "progressista", è ben lontana dal garantire quella libertà e quell'uguaglianza di cui si bea il governo, questa nuova forma di repressione è del tutto in contraddizione con il diritto costituzionale alla libertà di espressione e di manifestazione. Tuttavia i movimenti sociali di Johannesburg tra cui il Forum Anti-Privatizzazioni e parecchi altri non hanno smesso di mobilitarsi e sono riusciti ad ottenere l'autorizzazione per un corteo di protesta nel giorno di apertura dei Mondiali, con l'aiuto dell'Istituto per la Libertà d'Espressione. Comunque, il corteo dovrà svolgersi a tre kilometri di distanza dallo stadio per non attirare quella attenzione dei media che preoccupa tanto il governo.

Non è solo lo Stato a reprimere severamente le manifestazioni e le attività contro i Mondiali, per promuovere invece un Sud Africa che apre le sua braccia a chi affollerà gli hotels, i B&B, i locali, ma pesa anche l'influenza sul governo da parte di Sepp Blatter e dei suoi amici di quell' impero criminale chiamato FIFA (molto ben rinominata THIEFA, [gioco di parole con thief, ladro, ndt], dal Social Forum di Durban). Non solo sono previsti per costoro guadagni per 1,2 miliardi di euro nel 2010, ma ne sono già entrati 1 miliardo solo per i diritti TV.

Gli stadi e le aree intorno agli stadi, a gestione FIFA per la durata del torneo (zone totalmente esentasse create dalla FIFA, controllate e monitorate fuori da ogni controllo fiscale previsto dalla legislazione nazionale), e tutte le strade da e per gli stadi sono stati vietati a chiunque non venda prodotti che non abbiano il marchio FIFA, compresi i campi squatter lungo le strade per l'aereoporto. Chi pensava di rimediare qualcosa dalle vendite durante i Mondiali, è stato messo fuori dal gioco.

LA FIFA, quale unico proprietario del marchio dei Mondiali e dei suoi prodotti derivati, dispone di un esercito di circa 100 avvocati che setacciano il paese alla ricerca di venditori non autorizzati. Questi prodotti vengono sequestrati ed i venditori vengono arrestati, nonostante il fatto che in Sud Africa ed in tutto il continente sia diffusissimo il mercato del commercio del falso, dato che solo pochissimi possono spendere 400 rand per una maglietta dei mondiali. Ci sono anche giornalisti accreditati che devono tutelare il buon nome della FIFA sulla stampa ed evitargli conflitti legali, con evidente violazione della libertà di stampa [5].

Il colmo di tutto ciò sta nel fatto che un tempo il calcio era il gioco della classe lavoratrice. Andare allo stadio costava poco e poteva permetterselo facilmente chiunque volesse per 90 minuti dimenticare la durezza di una vita passata sotto lo stivale dello Stato e dei padroni. Oggi il calcio professionistico ed i Mondiali portano profitti esorbitanti per una piccola minoranza di capitalisti locali e globali (con miliardi spesi senza nessuna utilità in un periodo di crisi), che gestiscono clientelarmente migliaia di rand, sterline, euro, etc. ad ogni stagione per guardare calciatori disgustosamente superpagati, vanitosi, circondati da agenti parassiti, incuranti del fatto se i loro altissimi stipendi siano meritati o no. Un gioco che per molti aspetti mantiene la sua bellezza, ma che ha perso la sua anima popolare ed è stato ridotto allo stato di un'altra merce di sfruttare.

Bakunin una volta diceva che "il popolo va in chiesa per la stessa ragione per cui frequenta le taverne: per l'ebbrezza, per dimenticare le miserie, per immaginarsi, almeno per pochi minuti, libero e felice". Forse, a tutto lo sventolio di bandiere ciecamente nazionaliste e al suono del vuvuzela, possiamo aggiungere l'equazione di Bakunin, che possa sembrare più facile dimenticare piuttosto che prendere parte attivamente alla lotta contro l'ingiustizia e la disuguaglianza. Sono molti quelli che nonostante tutto continuano a farlo, la classe lavoratrice e le sue organizzazioni non sono poi così malleabili e credulone come il governo vorrebbe dare a intendere. Dai campi provvisori degli squatter alle porte degli stadi, alle proteste ed alle manifestazioni di massa, agli scioperi diffusi in tutto il paese, vietati o no che siano, nonostante tutti i sarcasmi e gli sfottò e l'epiteto di "antipatriottico" che sono girati, nonostante la censura sulla libertà di parola, noi non smetteremo di far sentire la nostra voce per far sapere quali terribili disuguaglianze affliggono la nostra società e quali giochi vengono fatti a livello globale a spese delle vite di coloro sulle cui spalle vengono costruiti quegli imperi che prima o poi distruggeremo.

No ai Mondiali!
Combattere la repressione di Stato ed il nazionalismo!
Sostenere la lotta popolare contro lo sfruttamento ed il profitto!

Documento prodotto dal Zabalaza Anarchist Communist Front

Traduzione a cura di FdCA-Ufficio Relazioni Internazionali

Per ulteriori informazioni ed altri articoli critici:

http://www.ukzn.ac.za/ccs/default.asp?2,40,5,2037
http://antieviction.org.za/
http://www.abahlali.org/

Per altri articoli e documenti sull'attuale situazione di lotta e di repressione in Sud Africa:


Note:

1. Vedi Star Business Report, Monday 7th June, 2010
2. http://antieviction.org.za/2010/03/25/telling-the-world-that-neither-this-city-nor-the-world-cup-works-for-us/
3. http://www.politicsweb.co.za/politicsweb/view/politicsweb/en/page71654?oid=178399&sn=Detail
4. Per l'articolo vedi http://www.sacsis.org.za/site/article/489.1
5. http://www.sportsjournalists.co.uk/blog/?p=2336

Related Link: http://www.zabalaza.net
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