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Resoconto iniziativa 14 luglio 2009 della Rete nazionale sicurezza sul lavoro a Roma

category italia / svizzera | lotte sindacali | stampa non anarchica author Thursday July 16, 2009 17:07author by Comitato “5 Aprile” Roma - Rete nazionale sulla sicurezza sui posti di lavoro Report this post to the editors

Si è svolto il 14 luglio dalle 10 alle 13, il presidio al Ministero del Lavoro, Welfare e P.S. in Via Veneto 56 a Roma, deciso all’assemblea nazionale della rete nazionale sulla sicurezza sui posti di lavoro del 27 Giugno.


RESOCONTO INIZIATIVA 14 LUGLIO 2009 RETE NAZIONALE SICUREZZA SUL LAVORO A ROMA – MINISTERO DEL LAVORO E ALTRE SEDI NAZIONALI


Si è svolto il 14 luglio dalle 10 alle 13, il presidio al Ministero del Lavoro, Welfare e P.S. in Via Veneto 56 a Roma, deciso all’assemblea nazionale della rete nazionale sulla sicurezza sui posti di lavoro del 27 Giugno.

Al presidio hanno partecipato le varie situazioni romane che fanno parte del comitato “5 aprile” di Roma, che rappresenta la rete nazionale in città, una delegazione del SLL da Napoli e tra i familiari delle vittime sul lavoro, presente la sorella e il nipote di Giuseppe Coletti dall’Umbria, dell’omonima associazione.

Si precisa che la stessa Questura di Roma, nel prendere atto della comunicazione preventiva dell’iniziativa, aveva a causa della vicinanza con l’Ambasciata USA imposto un limite massimo di 30 partecipanti al presidio.

Erano presenti durante il presidio delegati sindacali e RLS di Telecom, ferrovieri, della Farmacap, di Zètema, del Comune di Roma, di diverse cooperative sociali, della Comunità di Capodarco, tecnici della prevenzione di ASL, lavoratori della scuola e di altre strutture pubbliche e private. Hanno raggiunto il presidio anche avvocati tra i quali il responsabile della sezione romana dell’Associazione Giuristi Democratici, che aveva dato la sua adesione nei giorni scorsi come Associazione a livello nazionale.

Durante il presidio, che ha visto l’affissione di cartelloni con fotografie di vari “momenti” che rappresentavano aspetti di “insicurezza sul-del lavoro” e degli striscioni della rete nazionale sulla sicurezza sui posti di lavoro, del comitato “5 aprile” di Roma, del SLL, dell’Unione Sindacale Italiana, sono stati distribuiti volantini della rete nel testo condiviso che è stato utilizzato per le altre iniziative di sostegno svoltesi nella stessa giornata in varie parti d’Italia, fatti interventi ai megafoni a disposizione che hanno illustrato le motivazioni dell’iniziativa.

Sono state fatte riprese del presidio e interviste a componenti della rete sull’iniziativa da alcune televisioni locali e fatte interviste e report con Radio Onda Rossa, Radio Città Aperta e Radio Popolare.

Verso le 11.30 una delegazione di tre persone in rappresentanza della rete ha avuto un colloquio con il Dott. Edoardo Gambacciani (vice capo ufficio legislativo del Ministero), al quale sono state espresse le motivazioni sia politico-sindacali dell’iniziativa in corso nella mattinata, sia i rilievi di natura tecnico giuridica sulle proposte di modifica, in senso peggiorativo secondo la rete nazionale, del T.U. sulla sicurezza.

In particolare si sono concentrate le nostre osservazioni sugli articoli identificati come 2bis, 10bis, 15bis, relativi alla deresponsabilizzazione dei padroni (lodo salva managers) in caso di infortuni e anche morti sul lavoro, sullo svuotamento delle funzioni e prerogative dei RLS, del ruolo degli Enti Bilaterali, della carenza in termini di formazione-informazione e di prevenzione e sul generale aspetto della tendenza all’abbassamento delle soglie di tutela. Si è espressa preoccupazione per il fatto che tramite questa operazione, che incide complessivamente su circa 170 articoli dei 306 (esclusi gli allegati) che compongono il T.U., si attaccano principi e diritti già previsti dall’art. 9 dello Statuto dei Lavoratori e addirittura dall’art. 2087 del codice civile.

E’ stato ribadito che non siamo intenzionati a chiudere con l’iniziativa del 14 luglio la fase di pressione per far tornare indietro il Governo sul peggioramento della legislazione in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, anche perché le stesse modifiche introdurrebbero una disparità di trattamento e una modifica del codice penale (art. 40 comma 2) con effetti devastanti anche su processi in corso quindi con un effetto retroattivo non giustificabile, citando il processo della Thyssenkrupp che il 14 luglio vedeva la testimonianza di lavoratori e Rsu come Ciro Argentino, della Umbria Olii e dei processi come quello di Molfetta o di Viareggio, con istruttorie preliminari in corso o come i numerosi incidenti mortali nelle ferrovie, dove chi ha denunciato le pessime condizioni di lavoro o di scarsa o inesistente prevenzione e manutenzione, ha subito licenziamenti come i casi di Dante De Angelis nelle ferrovie o di Salvatore Palombo ai Cantieri navali di Palermo, per i quali anche in quella sede si è chiesto di intervenire per sostenerne la reintegrazione al lavoro.

Si è infine segnalata la illegittimità di diverse disposizioni di modifica al Testo Unico, per incostituzionalità e per contrasto e violazione a disposizioni comunitarie (già applicate con la vecchia 626 del ‘94), lo straripamento di competenza e l’eccesso di delega da parte del governo rispetto alla 123 del 2007 e ribadito che se necessario, si farà ricorso alla Corte di Giustizia Europea per cercare di fermare tale operazione di modifica peggiorativa.

Il dirigente del Ministero, prendendo atto dei nostri rilievi tecnici, che ci ha consigliato di inviare in forma scritta per essere valutati, come gli altri già pervenuti in questi mesi, nonché delle considerazioni di ordine politico che ci hanno spinto alle mobilitazioni (a partire di quella del 20 giugno dell’anno scorso), ci ha voluto per così dire “tranquillizzare”, sostenendo che dei tanti articoli oggetto di modifica, la maggior parte riguarda un lavoro di “correzione” di errori di battitura, trascrizione nel testo pubblicato in G. Uff., “ripulitura” di discrasie e incongruenze tecniche da parte di chi aveva licenziato il testo l’anno scorso, allo scopo di dare una certa trasparenza e chiarezza di comprensione giuridica, di semplificazione delle procedure e di maggiore snellezza del testo unico, evitando così il rischio che la magistratura in caso di contenzioso, potesse con sentenze sostituirsi al legislatore per interpretazioni poco chiare del testo nella sua versione originaria.

Ha voluto ribadire quanto già affermato in precedenza in altri contesti dal Ministro Sacconi, che sui punti più controversi (come quelli dell’art. 2bis, 10bis…) si stanno facendo valutazioni e approfondimenti che avrebbero avuto anche come effetto finale il “superamento” anche delle critiche e dei rilievi mossi pure da noi in quella mattinata, come da altri in precedenza, per rimanere coerenti con le finalità e i criteri sopra descritti di semplificazione di procedure, chiarezza sulle responsabilità e di trasparenza.

Il Dott. Gambacciani ha detto poi che la procedura per arrivare ad un testo di modifica era già in fase avanzata e che nelle prossime tre settimane tale lavoro per il ministero sarà concluso.

Al termine dell’incontro, la delegazione è tornata al presidio dove dopo aver relazionato ai presenti il contenuto del colloquio, risposto ad alcune domande dei giornalisti e concordato con gli avvocati dell’Ass. Giuristi Democratici, presenti alla manifestazione, di elaborare le osservazioni della Rete in forma scritta (anche utilizzando il meccanismo di partecipazione popolare su provvedimenti con contenuto anche normativo, in base alla legge 241 del 90, articoli 7-9 come forma di partecipazione di associazioni, a tutela di interessi collettivi diffusi) e a firma congiunta entro una decina di giorni al massimo, data la fase avanzata dei lavori di “ripulitura” da parte di tecnici del ministero, nonché la bozza della lettera a Napolitano (faremo pure quella…tanto per non farci mancare nulla), alle 13 circa il presidio si è sciolto.

Si ringraziano tutti e tutte le persone, le strutture che nella giornata del 14 luglio a livello nazionale hanno fatto iniziative, dagli operai della Thyssenkrupp di Torino impegnati in udienza, alle situazioni di Bergamo, Ravenna, Milano, Taranto, Palermo, Roma e altre di cui non abbiamo avuto notizie, in una giornata che ha dimostrato la validità del lavoro autorganizzato della rete nazionale e la continuità del nostro percorso.

Nei prossimi giorni si metteranno in forma scritta le osservazioni e rilievi sulle modifiche al T.U. da inviare al Ministero del Lavoro per condividere velocemente anche questo passaggio e si dovrà verificare l’inserimento delle questioni sulla salute e sicurezza nelle piattaforme dei prossimi scioperi (a partire da quello in cantiere dei sindacati di base e autorganizzati del 23 ottobre), fino alla costruzione di uno sciopero “generalizzato” su questi temi, che rimane un obiettivo caratterizzante il percorso della rete nazionale con il coinvolgimento anche delle strutture, rappresentanze sindacali, RLS, che fanno riferimento alle opposizioni di “sinistra sindacale” in CGIL. Così come dovrà continuare l’opera di aggregazione e sostegno ai familiari dei morti sul lavoro, alle loro associazioni già costituite e la loro autorganizzazione in rete.


Comitato “5 Aprile” Roma – rete nazionale sulla sicurezza sui posti di lavoro

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