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argentina / uruguay / paraguay / community struggles / news report Saturday October 21, 2017 12:06 byFAR

Maldonado present!

We share now with you the recent note from the comrades of the Anarchist Federation of Rosario (FAR), Argentina on the confirmation of the death of the militant anarchist Santiago Maldonado.

SANTIAGO MALDONADO PRESENT!

In these last days, it has been completed three years of the appearance of the body of Luciano Arruga, seven years of the murder of Mariano Ferreira and today October 20th,it is confirmed what we all intuited, the body found on the Chubut river, is Santiago Maldonado’s.

A neighborhood boy disappears because he does not want to steal for the police, one dies at the hands of a pact to fight against labor precarization, and another one was disappeared for fighting for the autonomy of the Mapuche people. In all of them there are elements in common, the repression of the state points to those who are dangerous because it is part of a youth that does not submit, does not bows its head and does not assume the mandates of the system.

Against repression in the neighborhoods, against precarious labor and for the self-determination of peoples, for all these urgent demands will continue to fight.

The state showed its most terrible and voracious face, the mechanism of enforced disappearance is a methodology that the dominant classeswith their peculiarities, maintain in the different conjunctures.And also appear the media operations, desperate to install in society a discourse that demobilizes, and seek from below the responsibility of what has been happening.

Even so, they have not been able to stop the gigantic popular mobilizations of various sectors in all this throughout, and they fear for the magnitude of the displeasureand the indignation of our people, that before such an offense to their dignity will appear sooner than later in the streets of all country.

THE ONE WHO DIE FIGHTING LIVE IN EVERY SINGLE ONE OF OUR COMRADES!

SANTIAGO MALDONADO PRESENT!

Rosario’s Anarchist Federation
Translate: CAB

argentina / uruguai / paraguai / community struggles / opinião / análise Saturday October 21, 2017 11:15 byFAR

Santiago Maldonado vive!

Divulgamos a recente nota da companheirada da Federação Anarquista de Rosário (FAR), Argentina sobre a confirmação da morte do militante anarquista Santiago MAldonado

SANTIAGO MALDONADO PRESENTE!

Nestes últimos dias se cumpriram 3 anos da aparição do corpo de Luciano Arruga, 7 anos do assassinato de Mariano Ferreira e hoje 20 de outubro se confirma o que todos/as intuíamos o corpo encontrado, rio acima, é de Santiago Maldonado.

Um jovem de bairro desaparece por não querer roubar para a polícia, um morre nas mãos de uma patota por lutar contra a precarização laboral, e outro é desaparecido por lutar pela autonomia do povo mapuche. Em todos eles há elementos em comum, a repressão do estado aponta para aqueles que resultam perigosos por se parte de uma juventude que não se submete, que não abaixa a cabeça, e que não assume os mandatos do sistema.

Contra a repressão nos bairros, contra a precarização laboral e pela autodeterminação dos povos, por todas essas reivindicações tão urgentes seguiremos lutando.

O estado mostrou sua cara mais terrível e voraz, o mecanismo da desaparição forçada é uma metodologia que as classes dominantes sustentam, com suas particularidades, nas distintas conjunturas. E aparecem também as operações midiáticas, desesperadas por instalar na sociedade um discurso que desmobilize, e busque nos de baixo a responsabilidade do que vem acontecendo.

Ainda assim, não puderam freiar as gigantescas mobilizações populares de variados setores em todo este tempo, e temem pela magnitude do fastio e da indignação de nosso povo, que ante semelhante ofensa a sua dignidade, se manifestará mais cedo ou mais tarde nas ruas de todo país.

O QUE MORREU LUTANDO VIVE EM CADA COMPANHEIRO

SANTIAGO MALDONADO PRESENTE!

Federación Anarquista de Rosário

Tradução: Coordenação Anarquista Brasileira (CAB)
argentina/uruguay/paraguay / community struggles / comunicado de prensa Saturday October 21, 2017 11:06 byFederación Anarquista de Rosário

Nota de la Federación Anarquista de Rosário

¡SANTIAGO MALDONADO PRESENTE!

En estos últimos días se cumplieron 3 años de la aparición del cuerpo de Luciano Arruga, 7 años del asesinato de Mariano Ferreira y hoy 20 de octubre se confirma lo que todos/as intuíamos el cuerpo encontrado, río arriba, es de Santiago Maldonado.
Un joven de barrio desaparece por no querer robar para la policía, uno muere a manos de una patota por luchar contra la precarización laboral, y otro es desaparecido por luchar por la autonomía del pueblo mapuche. En todos ellos hay elementos en común, la represión del estado apunta a aquellos que resultan peligrosos por ser parte de una juventud que no se somete, que no agacha la cabeza y que no asume los mandatos del sistema. Contra la represión en los barrios, contra la precarización laboral y por la autodeterminación de los pueblos, por todas esas reivindicaciones tan urgentes seguiremos luchando.

El estado mostró su cara más terrible y voraz, el mecanismo de la desaparición forzada es una metodología que las clases dominantes sostienen, con sus particularidades, en las distintas coyunturas. Y aparecen también las operaciones mediáticas, desesperadas por instalar en la sociedad un discurso que desmovilice, y busque en los de abajo la responsabilidad de lo que viene sucediendo.
Aun así, no han podido frenar las gigantescas movilizaciones populares de variados sectores en todo este tiempo, y temen por la magnitud del hastío y la indignación de nuestro pueblo, que ante semejante ofensa a su dignidad, se manifestará más temprano que tarde en las calles de todo el país.

¡EL QUE MURIÓ PELEANDO VIVE EN CADA COMPAÑERO!
¡SANTIAGO MALDONADO PRESENTE!
italia / svizzera / imperialismo / guerra / opinione / analisi Friday October 20, 2017 23:23 byAlternativa Libertaria/fdca

Le rilevanze della crisi:
Piano di riarmo in tutti i paesi del mondo
Libertà di espressione
Contrazione dei diritti e dei salari in tutti i paesi
Convulsioni politiche
La lotta culturale di classe per i diritti dell’individuo, contro neo fascismo e razzismo

La crisi o meglio la ristrutturazione del capitale sta macinando carne umana a conferma che il capitalismo non è un sistema chiuso che si auto-riproduce, ma un rapporto sociale nel quale giocano forze antagoniste storicamente e che oggi vedono una di queste forze, il proletariato, in ritirata.

A chi aggiunge che oggi la crisi del capitalismo è anche crisi del soggetto umano e quindi inserita in un mutamento antropologico che lascia attoniti e senza strumenti è il caso di ricordare che in tutte le epoche di grandi sconvolgimenti economici e sociali si è avuta questa approssimazione al disastro percepito e solamente grandi pensatori sono riusciti a coglierne il senso ed a ricondurre al senso una nuova situazione. Ma sempre si è ripartiti dalla democrazia e dalle pratiche di lotta degli oppressi per modificare l’esistente, non abbiamo dei ai quali affidare le nostre suppliche, le mura delle carceri non crolleranno con un “mantra”ma con l’azione rivoluzionaria.

Alcune rilevanze:

Piano di riarmo in tutti i paesi del mondo

Libertà di espressione nei paesi europei

Contrazione dei diritti e dei salari in tutti i paesi

Convulsioni politiche

La lotta culturale di classe per i diritti dell’individuo, contro neo fascismo e razzismo

1) Piano di riarmo in tutti i paesi del mondo

Il riarmo sta facendo passi da gigante, tutti i paesi europei sono coinvolti in politiche belliche, dentro l’alleanza atlantica (come sempre a guida USA ) che sempre più ha acquisito un potere spropositato. Nelle scelte di politica estera dei governi europei si gioca il futuro della indipendenza europea e il proprio riconoscimento come uno dei poli imperialisti sulla scena mondiale; le spese militari e la produzione bellica sono escluse da ogni riduzione dei volumi di spesa, nei bilanci statali è la sola voce che aumenta le proprie spese, nel silenzio più assoluto. Come si addice alle operazioni sporche e di guerra, gli Stati fanno passare le vendite di armamenti come grandi successi commerciali.

Le guerre in corso vedono con differente profondità l’intervento diretto dei paesi europei, nei vari scenari bellici: in Ucraina, in Siria, in Iraq, in Yemen, la presenza militare in centro Africa ed in Sudan, mentre si consumano a decine repressioni sanguinose ed operazioni di contenimento delle fratture regionali di questo scontro interimperialistico, che come nella vicenda libica ha decretato un rinvio delle mire imperialistiche del capitale europeo, essendo intervenuti sul territorio libico ed in pieno antagonismo, interessi nazionali da salvaguardare. Francia, Inghilterra ed USA hanno di fatto destabilizzato un regime per assicurarsi commesse e fonti energetiche altrimenti dirette al capitalismo italiano che la faceva da padrone nell’area per motivi storici e politici, una guerra quella in Libia che ha assunto tutte le caratteristiche del vecchio colonialismo europeo, uno dei motivi di arresto della costruzione del polo imperialistico auspicato dalla BCE.

Le guerre e la spoliazione di materie prime restano il principale motivo all’esodo di milioni di persone da quelle aree, le guerre volute dai potenti come sempre sono pagate dal proletariato, e l’arrivo di milioni di braccia e di bocche da sfamare danno fiato alle più becere forme e fortune politiche che rispolverano razzismo e fascismo.

In questa drammatica fase sta a noi riconoscere che questo fenomeno è la regola del capitalismo, l’eccezione sono i momenti alti di lotta che il proletariato ha costruito. Rompere questa continuità di potere è nostro compito, e per questo dovremo usare tutta la nostra intelligenza, per costruire basi solide a recuperare la forza necessaria alla azione anarchica e rivoluzionaria.

Il debito dei paesi guerreschi resta il detonatore delle future crisi belliche, l’imperialismo come categoria unitaria è il metro di lettura di eventi che sembrano estraniarci dalla realtà del conflitto imperialista in corso, il quale non esclude l’utilizzo delle armi chimiche e termonucleari. Nostro impegno deve essere quello di una costante lotta antimilitarista: la risposta al caos informativo si trova nell’analisi sistemica.

2) Contrazione dei diritti e dei salari in tutti i paesi

Tutti i paesi europei sono sconvolti dalla crisi di accumulazione del capitale, il quale per far fronte al fenomeno non ha esitato a modificare pesantemente le condizioni di vita dei lavoratori. Dalla Germania, all’Italia, la Francia, la Spagna, l’Inghilterra e l’Irlanda tutti i governi di emanazione padronale hanno cancellato diritti e modificato legislazioni che avevano un impatto importante sulla vita dei lavoratori. Bassi salari, disoccupazione e precarizzazione del lavoro hanno favorito il sistema finanziario, ultimo terminale dell’accumulazione del capitale attraverso la manifattura. I sindacati si sono lacerati e sono stati travolti da questa onda politica, nel peggiore dei modi si è pensato di ricorrere al potere politico del proprio Stato per equilibrarne gli eccessi, senza vedere che la posta in gioco era altissima ed il solo pensarsi come interlocutore del proprio capitalismo nazionale ci ha condotti ad una resa incondizionata. Se il progetto neoliberale ha solide basi nella propria azione politica anche il sindacato deve trovare nel livello europeo un campo minimo di azione, visto che nessun governo europeo e tantomeno i tecnocrati che lavorano al polo imperiale pensano di rendere omogeneo il prelievo fiscale e la tassazione, e stipulare accordi europei che valgano per tutti. Il dumping sociale è ingrediente indispensabile all’attacco dei diritti dei lavoratori, che stanno pagando un prezzo altissimo in questa ristrutturazione del capitale.

L’errore della sinistra europea è stato quello di pensarsi supporto attivo alle politiche neoliberali, quella sindacale inclusa. Sullo sfondo di una crisi del capitale senza vie d’uscita che non fosse la macelleria sociale si è rivolta ad elucubrazioni sulla moneta evitando di avere al centro il soggetto di classe.

Una nuova politica passa attraverso la richiesta di maggior salario, di riduzione di orario di lavoro, di difesa del reddito, e di maggiore welfare, una tassazione dei patrimoni e progressiva. La classe al centro dunque e lavorare per una sua ricomposizione su scala europea.

3) Convulsioni politiche

La risultante politica della fase è drammatica: l’abbandono ormai decennale del campo sociale da parte della social democrazia, artefice delle politiche liberiste, antioperaie e antisociali, ha modificato in profondità ogni capacità di resistenza e di solidarietà di classe e laddove sopravvivono non hanno grande risultanza. Quello che fu il movimento rivoluzionario è quasi estinto e rischia di vivere di slogan proclamati da un Personal Computer, la vittoria del capitale è ramificata e sconvolgente, ideologicamente e nella rappresentazione di sé; le classi subalterne sono in balia di demagoghi e ciarlatani che ambiscono a carriere politiche con facili vittorie basate sull’istinto della paura e sulla impotenza di ogni azione collettiva, nonostante in qualche luogo si tenti di ripartire con battaglie elettorali con al centro la prassi democratica, visti i tempi necessariamente interclassisti, con successi alterni ( in Grecia e Spagna in modo particolare). E' urgente la ricostruzione e radicamento a livello territoriale di soggetti sociali collettivi capaci di esprimere rappresentanza di classe, con riconquista di spazi e di conflitto/negoziazione nei territori.

4) Libertà di espressione nei paesi europei

La libertà di stampa ritenuta da sempre nel movimento rivoluzionario un'appendice borghese deve essere oggi riconsiderata a pieno titolo come necessaria al diritto alla informazione. Strumento del sistema di potere globale della oligarchia finanziaria esercita un potere dissuadente ed orienta le coscienze degli individui distraendole dalle operazioni guerresche e dagli affari di rapinatori in doppio petto. I media in generale assolvono a questo compito indispensabile per la creazione del consenso attorno ai governanti, il caos disfunzionale di immissione massiccia di informazioni inutili, parziali e false, sono parte di questa tattica di controllo sociale e serve alla atomizzazione individuale ed alla assoluta mancanza di prospettiva collettiva di un riconoscimento storico della classe in quanto tale, la verità è sempre la prima vittima della guerra, quella militare e quella sociale.

5) La lotta culturale di classe per i diritti dell’individuo, contro neo fascismo e razzismo

L’impegno e la militanza e la presenza dei compagni e delle compagne nei più svariati settori del sociale e del mondo sindacale è un passaggio obbligatorio per restare ancorati alla realtà ( anche quando non ci piace), per esplicitare la nostra azione nello “spirito del tempo” calandoci in realtà complesse e contraddittorie per modificarne il corso storico.

Quando realizziamo che oggi ci sono Stati europei ( in maggioranza almeno) che appoggiano le lotte per i diritti civili, per gli omosessuali e per la battaglia di genere, e che buona parte del mondo finanziario si dichiara antirazzista ed antifascista (nel senso di anti-protezionismo statale), allora nostro compito è quello di stare in queste lotte e di metterne in evidenza il lato classista, fare emergere le contraddizioni tra il diritto borghese e la struttura classista che ne regola il campo e la rivendicazione.

La barbarie che avanza non può vederci relegati a semplici spettatori, non possiamo alimentare il disincanto ed il cinismo diffuso, l’indifferenza a quanto avviene nel mondo ed in Europa sta forgiando le nuove leve del nazismo e del razzismo. Nostro compito è innanzi tutto organizzare sui territori la nostra presenza di libertari e di anarchici calati nella dura realtà del momento, nelle battaglie culturali e storiche, per respingere un revisionismo ignorante che fa breccia nella nostra classe e conquista spazi al fascismo, quello politico e quello religioso, che affronti le migrazioni epocali che avvengono sotto i nostri occhi e che ci vedono schierati in difesa della vita delle persone.

La necessità di ribadire queste basi ideali e di elaborarne la tattica e la strategia è nostro compito essenziale, non possiamo arrenderci proprio ora che la crisi del capitale sta mostrando la propria mostruosità tra le sue pieghe, stare sempre da questa parte della barricata è nostro compito storico.

Alternativa Libertaria/fdca99° Consiglio dei Delegati - Correggio, 8 ottobre 2017
italia / svizzera / migrazione / razzismo / comunicato stampa Friday October 20, 2017 23:04 byAlternativa Libertaria/fdca

Per la libera circolazione, contro la criminalizzazione della povertà, della solidarietà, del dissenso

E’ vero, gli esseri umani si sono sempre spostati nella storia. Da soli o popoli interi, per fame di conoscenza, di cibo e di libertà. E se anche oggi si muovono milioni di persone in marcia o condotte in luoghi di segregazione, questo rappresenta non la fine della storia ma solo la fine del sogno liberista, che pretende che i confini degli Stati consentano la libera circolazione delle merci e del capitale ma tengano imprigionati gli uomini.

Sabato 21 ottobre alle 14:30 in Piazza della Repubblica per dire che:
- migrare #nonèreato
- accogliere #nonèreato
- povertà #nonèreato
- solidarietà #nonèreato
- dissenso #nonèreato

Nessuno potrà domani chiederci voi dove eravate, il nostro compito, il nostro dovere, è sempre quello di stare dalla parte di chi i torti li subisce, dalla parte degli sfruttati, degli ultimi della terra che così tanto stanno spaventando le certezze borghesi di un’ Europa finita sugli scogli della paura alimentata da stregoni sanguinari, spaventati dall’arrivo di milioni di persone che si volevano sottosviluppati e diversi, psichiatrizzati avrebbe detto Franz Fanon. Non sarà facile sorreggere il peso dello scontro, una nuova fase della lotta antimilitarista ed antifascista ci vedrà coinvolti come sempre, per l’internazionalismo proletario contro il capitalismo e le sue sempre nuove, sempre vecchie, forme di sfruttamento e di violenza. Perchè nostra patria è il mondo intero....

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