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Wednesday September 17, 2008 11:32 by Federação Anarquista Gaúcha - Fórum do Anarquismo Organizado - FAG - FAO
![]() In Bolivia si gioca il futuro dell'America Latina! L'impasse politica del governo Morales si dovrà risolvere andando al di là delle possibilità legali. Esiste una sinistra popolare molto più a sinistra rispetto a quella del recalcitrante vice presidente Linera ed i soliti burocrati, che oscillano tra le università latinamericane e governi con verniciatura nazionalista. A sinistra del MAS ci sono gli ex-guerriglieri del Movimento E.G. Pachakuti, c'è il Coordinamento Regionale de El Alto, ci sono le istituzioni sociali quali Giustizia Comunitaria, c'è un enorme tessuto sociale organizzato che non intende consegnare il paese e la terra ancestrale agli eredi di Cortés e Pizarro. [Português] Solidarietà al popolo boliviano!In Bolivia si gioca il futuro dell'America Latina!Gli attuali avvenimenti in Bolivia lasciano un senso di allarme tra gli anarchici organizzati della FAG. Il problema non è la difesa di un governo con profilo nazionalista e radici indigeni. Il discorso è la difesa incondizionata della lotta popolare dei popoli latinamericani. E' dal 2003 che noi abbiamo e manteniamo contatti organici con i compagni boliviani, prima cioè della vittoria popolare nella "Guerra del Gas", prima della caduta di Gonzalo Sanchez de Losada, prima della caduta del presidente che lo ha succeduto, Carlos Mesa, e molto prima la vittoria elettorale del MAS. Già allora, era chiaro alla FAG che in Bolivia il gioco politico era duro, senza limiti legali o istituzionali. La lotta per la costruzione del Potere Popolare ha diversi aspetti e al momento il governo di Evo Morales e Álvaro Garcia Linera esprime la volontà popolare di riprendere la sovranità definitiva del suo territorio ancestrale. Evo non fa quello che vuole e nemmeno governa con i banchieri, come fa l'ex metalmeccanico Lula. Oggi il paese che ha battuto il neoliberismo decine di volte vede davanti a sé la sua più grande sfida. L'insieme di popoli e nazionalità ancestrali del'antico viceregno dell'Alto Perù, le società tradizionali quéchua, aymara, guaranì, tupì e decine di altri gruppi etnici, i discendenti viventi nel crogiolo delle città, l'eroica resistenza nelle miniere, dei cocaleros, de El Alto, di Cochabamba, la lotta da strada a strada a La Paz, tutto ciò ha sconfitto il nemico diverse volte. Questo popolo ha fatto dell'organizzazione del tessuto sociale, della pratica della giustizia comunale e delle alleanze di base il baluardo della sconfitta di un sistema di partiti politici marci, corrotti dalle esperienze delle privatizzazione degli anni '80; con pietre e dinamita ha sconfitto nelle piazze l'Esercito che operava sotto il comando del generale trafficante Hugo Banzer; nell'avanzo della pratica cooperativa, nega la presenza nefasta delle transnazionali del petrolio e derivati, tra cui l'odiosa presenza subimperialista brasiliano nel paese fratello. Ora la lotta è intestina e affronta l'oligarchia della cosiddetta Mezza Luna, dominante nei dipartimenti di Tarija, Beni, Pando e Chuquisaca e controllata dai latifondisti di soia ed i trafficanti di droga di Santa Cruz contro gli interessi del popolo. Il governo di Morales è uno degli obiettivi, ma questa gente mira alla distruzione dell'organizzazione popolare e delle alternative indigene, delle forme tradizionali e comunitarie di controllare la vita sociale, della riappropriazione popolare della proprietà del sottosuolo e delle risorse naturali. Questa lotta per l'autonomia non è altro che la volontà politica di un'oligarchia alleata alle transnazionali, un tentativo di colpo patrocinato dal Dipartimento di Stato, dalla CIA e dalla DEA e finanziato con il denaro rubato dal popolo boliviano. La moltitudine di uomini e di donne che lottano per "autonomia" sono, in gran parte, impiegati, propagandisti e galoppini elettorali di queste oligarchie. La situazione di disobbedienza civile e non governo in Bolivia è enorme. A sinistra, le proteste sociali stanno diventando sempre più dure e le rivendicazioni obbligano Morales a fare ciò che la maggior parte del popolo organizzato propone. Ma a destra, l'oligarchia che è anche emersa vittoriosa in occasione del referendum revocatorio dei governi nazionale e regionali, spiega tutte le sue forze nel caos, nella serrata e nel blocco economico. Non vogliono pagare le tasse al governo de La Paz, vogliono accaparrarsi le ricchezze nazionali, così come le banche succhiano il nostro PIL e la squallida burocrazia sciuppava il sangue della Pedevesa venezuelana prima della vittoria del popolo nell'aprile del 2002. Compagne e compagni, in Bolivia oggi si porta avanti una lotta contro l'oligarchia, una lotta che fa parte della guerra del popolo latinamericano contro le catene dell'imperialismo sotto il mantello macabro della globalizzazione. Bisogna chiarire qualcosa. Dobbiamo specificare che la FAG in quanto organizzazione non sostiene la difesa di qualsiasi governo di tipo statale o borghese. Il nostro sostegno è sempre per il processo realizzato dai popoli che rivendicano il retaggio bolivariana e artigista, è accanto alla volontà politica delle istituzioni sociali e degli organismi di base che combattono arduamente contro la crescente burocrazia in Venezuela e le vacillazioni tipiche dei leader carismatici, ma senza l'organicità e la dovuta obbedienza al popolo come fanno i veri militanti socialisti. Infine, la nostra lotta è accanto alla CONAIE (Confederación de Nacionalidades Indígenas de Ecuador) ecuadoriana, all'ANMCLA (Associación Nacional Medios Comunitarios, Libres y Alternatives) venezuelana, all'eroica COR (Central Obrero Regional) de El Alto ed a tutto il movimento popolare in Bolivia. L'impasse politica del governo Morales si dovrà risolvere andando al di là delle possibilità legali. Esiste una sinistra popolare molto più a sinistra rispetto a quella del recalcitrante vice presidente Linera ed i soliti burocrati, che oscillano tra le università latinamericane e governi con verniciatura nazionalista. A sinistra del MAS ci sono gli ex-guerriglieri del Movimento E.G. Pachakuti, c'è il Coordinamento Regionale de El Alto, ci sono le istituzioni sociali quali Giustizia Comunitaria, c'è un enorme tessuto sociale organizzato che non intende consegnare il paese e la terra ancestrale agli eredi di Cortés e Pizarro. Un'altra Battaglia di Ayacucho, un altro Risorgimento del 1809Nel 1809, il coraggio e la viriltà dei giovani boliviani non riconosceva le pretese di Carlotta Gioacchina di Borbone di poter governare i Vicereami. Questa decisione indicò la direzione della liberazione d'America nel cuore del Continente. La risposta realistica venne rapidamente, quando il governatore di Potosí, fedele al colonialismo, occupò militarmente le città ribelli. Nel 1824, nella Battaglia di Ayacucho, la reazione fu sconfitta, politicamente e militarmente. L'indipendenza politica non assicurò la liberazione dei popoli, con Potere Popolare, Autogestione e Federalismo Politico. Quasi 190 anni più tardi e si vive lo stesso scontro. La destra si scontra con l'avanzo del potere del popolo, la trasformazione dello Stato nazionale in uno spazio pubblico e sotto il controllo diretto, lo smantellamento degli apparati borghesi di regolamento sociale. Oggi tocca alla Bolivia; nel 2002 è stato la volta di Venezuela; tre volte negli ultimi 11 anni il popolo dell'Ecuador ha rovesciato un loro presidente; nel dicembre del 2001 Argentina ha sconfitto il neoliberismo e tutto il suo progetto di smantellare la vita sociale. Oggi la guerra dei popoli latinamericani cammina verso la loro liberazione nella Battaglia della Mezzaluna boliviana.
Che la CIA, la DEA ed il Dipartimento di Stato statunitensi vengano sconfitti! Che il popolo boliviano superino i limiti del governo nazionale e avanzino lungo la strada del Potere Popolare! Perché il neoliberismo e l'imperialismo sono la stessa immondizia! Perché il Potere Popolare nell'America Latina si costruisce nella lotta! Tutta la nostra solidarietà al popolo boliviano! Il futuro di questo paese fratello sarà quechua, aymara, guaranì, tupì e popolare o non sarà! L'America Latina non si arrenderà mai! Potere Popolare, Autogestione Sociale e Federalismo Politico!
Porto Alegre, 13 settembre 2008
Federação Anarquista Gaúcha (FAG) – Fórum do Anarquismo Organizado (FAO) – alleanza strategica con la Federazione Anarchica Uruguaya (FAU)Traduzione a cura di FdCA-Ufficio relazioni internazionali |
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