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1986 - 2006: Venti anni di attività della F.d.C.A.

category italia / svizzera | movimento anarchico | cronaca author Friday September 15, 2006 16:21author by Ufficio relazioni internazionali - FdCAauthor email internazionale at fdca dot it Report this post to the editors

Compie 20 anni la Federazione dei Comunisti Anarchici, la più longeva e recente esperienza organizzativa e politica dei comunisti anarchici in Italia.

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1986 - 2006: VENTI ANNI DI ATTIVITA' DELLA F.d.C.A.

Compie 20 anni la Federazione dei Comunisti Anarchici, la più longeva e recente esperienza organizzativa e politica dei comunisti anarchici in Italia.

Sebbene gli sforzi per la costituzione di un'organizzazione politica dei comunisti anarchici inizino già alla metà degli anni '70 dello scorso secolo -attraverso la prima sperimentazione nazionale rappresentata dall'Organizzazione Rivoluzionaria Anarchica (ORA), successiva all'abbandono delle speranze di portare la Federazione Anarchica Italiana dell'epoca su posizioni nettamente di classe - quando erano diverse centinaia gli attivisti ed i militanti formatisi nella temperie di lotte di classe del decennio 1968-1977, soltanto nella prima metà degli anni '80 maturano le condizioni per l'aggregazione in un'organizzazione nazionale dei militanti comunisti anarchici più determinati e consapevoli della necessità di un simile approdo.

Se da un lato si tratta di una scelta che avviene quasi in controtendenza in una situazione calante del conflitto di classe e in una fase di profonda ristrutturazione capitalistica che va modificando tanto i rapporti di produzione quanto le relazioni sociali, dall'altro si tratta di una scelta resa necessaria proprio dall'esigenza di lettura della nuova fase capitalistica e della riorganizzazione delle forze di opposizione comuniste e libertarie per una ripresa delle lotte sociali.

Dopo un serrato percorso preliminare di confronto sul rispettivo bagaglio teorico, strategico e programmatico, giungono a convergenza due istanze complementari: quella dell'Unione dei Comunisti Anarchici della Toscana (UCAT), che abbina una rigorosa analisi materialistica delle condizioni materiali di sfruttamento e di dominio all'intervento dei comunisti anarchici radicato nel territorio e nelle organizzazioni di massa dei lavoratori; quello dell'ORA che abbina l'unità teorico-strategica dell'organizzazione al suo agire come soggetto politico autonomo e visibile nella società.

Nel 1985, si tiene a Cremona il Congresso di unificazione tra ORA ed UCAT. Sebbene l'unità teorico-strategica poggi su Tesi pre-esistenti, viene mantenuta la doppia sigla per un anno. La neonata organizzazione sceglie subito di confrontarsi con passaggi politici e culturali decisivi nella storia italiana, quali la battaglia sindacale contro la riduzione della scala mobile dei salari, la lotta ambientalista contro le centrali nucleari, la lotta anticlericale contro il nuovo Concordato e il sostegno politco-organizzativo dato al Meeting Anticlericale di Fano. Non esiterà ad entrare nell'agone politico, sostenendo sia il referendum per l'abrogazione della legge che tagliava la scala mobile, che quelle per la chiusura delle centrali nucleari. La sua presenza è circoscritta a Toscana, Puglia, Lombardia, Marche, veneto e Piemonte.

Nel 1986, si tiene sempre a Cremona il 2° Congresso in cui viene scelta la denominazione Federazione dei Comunisti Anarchici. Si tratta di un congresso di consolidamento organizzativo e di prime indicazioni tattiche sull'intervento sindacale, sull'intervento ambientalista e nel territorio, ma prende corpo anche l'orientamento analitico sull'evoluzione del capitalismo -già previsto in tendenza a-nazionale 10 anni prima- quale privo di una teoria di riferimento, essendosi già dimostrata insufficiente la scelta monetarista. Viene varata la rivista di politica e cultura Homo Sapiens, materiali della Sinistra Libertaria, rivolta all'area di movimenti ed organismi di base sul territorio di sensibilità antiautoritaria.

Nel 1992, si tiene a Livorno il 3° Congresso. Confluisce nella FdCA l'Organizzazione Comunista Libertaria di Livorno che porta con sé la rivista Comunismo Libertario. Si tratta di un momento espansivo della FdCA, che diviene presente anche nel Friuli.

La caduta dei regimi socialisti autoritari dell'est europeo implica un nuovo sguardo nell'analisi del capitalismo internazionale, di cui viene verificata la tendenza già ipotizzata nel 1976 ad una strategia di movimento dei flussi finanziari e delle merci senza orario e senza bandiera.

Il 3° Congresso sottopone anche a rigorosa verifica l'intervento sindacale tattico nella componente di classe interna alla CGIL e "apre" alle prime istanze di auto-organizzazione del sindacalismo di base (movimento dei comitati di base). Vengono messi in luce i primi interventi di modifica dei rapporti di produzione, compaiono i primi riferimenti analitici alla tendenza alla precarizzazione, alla flessibilità, allo sfruttamento dei migranti, alla necessità di aggregazioni autonome dei nuovi soggetti. Prende corpo una linea strategica sulla questione ambientale, che insiste sull'auto-organizzazione, alla luce della deriva politicista con la nascita di nuovi soggetti come i Verdi.

Nel 1994, si tiene a Firenze il 4° Congresso. Si tratta di un congresso di svolta, poiché si aggiorna lo sguardo sull'intervento sindacale e si sottopone ad analisi il mutamento istituzionale che avviene in Italia. I processi di "globalizzazione" sono già avvertiti e con essi quelli di deindustrializzazione e di declino del capitalismo di rischio. Ne discende una profonda critica alle scelte concertative del sindacato confederale italiano e quindi un rilancio della lotta salariale e per la democrazia sindacale, giocata sul ruolo degli attivisti anarchici nella CGIL e nei sindacati di base, ormai visti sempre più come spezzoni di classe organizzati. Netta è anche la scelta tattica di difesa delle parti della Costituzione nate dalla Resistenza di fronte agli attacchi ed ai tentativi di smantellamento sia formale che materiale dei diritti e delle libertà aggrediti dalla nuova destra che sorge in Italia nei primi anni '90. Viene rilanciato l'intervento nei movimenti sociali a cominciare dai migranti e dalle donne -entrambi spinti ai margini della società dal nuovo governo capitalistico della società- anche con una scelta di cooperazione con i centri sociali per gli aspetti che riguardano la formazione ed il mercato del lavoro.

Pochi mesi dopo, sempre nel 1994, si tiene a Firenze un congresso straordinario della FdCA in cui viene sconfitta una posizione tendente alla trasformazione della Federazione in un'organizzazione si sintesi, abolendo i principi di unità teorica e responsabilità collettiva, peculiari di un'organizzazione comunista anarchica. Il triste esito di questo congresso è l'abbandono di diversi militanti e la perdita della rivista Comunismo Libertario che segue la sorte della componente minoritaria. La maggioranza si trova di fronte una situazione in cui operare un forte ridimensionamento dei programmi della FdCA, come erano usciti dal 4° Congresso. Inizia una fase di ricostruzione e di lento ricambio generazionale.

Dopo tre anni di intenso dibattito pubblico e interno, si tiene a Firenze nel 1997, nei locali del Centro Popolare Autogestito, il 5° Congresso dedicato al Programma Minimo dei Comunisti Anarchici. Si tratta di uno sforzo analitico e propositivo che rilancia la FdCA come referente politico prima ed organizzativo poi per giovani e più maturi compagni che scoprono il comunismo anarchico e la FdCA quale casa ed approdo per una azione politica incisiva e concreta.

Le mozioni approvate dal 5° Congresso mettono in grado la FdCA di essere protagonista nelle lotte contro la cosiddetta "globalizzazione" e gli effetti che da essa derivano sulla condizione del lavoro e della società, contribuendo alla realizzazione delle Marce Europee contro la disoccupazione, la precarietà e l'emarginazione. Viene lanciato il giornale Alternativa Libertaria. Molto forte è l'iniziativa antimilitarista contro la guerra in Kossovo, altrettanto quella contro gli attacchi allo Statuto dei Lavoratori.

La FdCA aderisce alla rete di Solidarietà Internazionale Libertaria, costituita da sindacati ed organizzazioni politiche "sorelle" in tutto il mondo, per progetti di sostegno alle lotte ed agli organismi popolari di base.

Nel 2004, si tiene a Cremona, nel Centro Sociale Kavarna, il 6° Congresso.

I sette anni precedenti hanno prodotto grandi cambiamenti e novità nella FdCA, che pur restando una piccola realtà nell'ambito della sinistra rivoluzionaria, registra una forte fase di espansione geografica e numerica. La nascita di un sito web della Federazione, il rilancio della propaganda, l'intensificarsi dell'azione politica sia nazionale che locale, portano all'organizzazione dei comunisti anarchici nuove e giovani forze. Si tratta di un congresso di Tattica Generale in cui come sempre le novità nell'analisi dell'evoluzione del capitalismo (strategia neuronale) s'intreccia con l'analisi e le proposte di intervento nei vari specifici, da quello sindacale a quello sociale.

A livello sindacale si consolida la nuova linea della costruzione del "sindacalismo conflittuale a prassi libertaria" quale metodo di azione e interazione degli attivisti sindacali anarchici e libertari; viene costruito un ambito di lavoro e di intervento dedicato alla "politiche ed etiche di genere". La FdCA si dota di una rivista di politica, cultura e arte denominata "Antipodi" e di un foglio telematico denominato "Alternativa Libertaria".

A tutt'oggi è presente in Liguria, Lombardia, Emilia, Veneto, Friuli, Marche, Toscana, Lazio, Puglia, Sicilia, Calabria, con presenze anche in Svizzera e Portogallo.

La cospicua mole di elaborazione teorica e politica prodotta in questi 20 anni è oggi disponibile sul sito multilingue della FdCA e contribuisce alla progettualità delle altre organizzazioni comuniste anarchiche nel mondo.

La FdCA fa anche parte del comitato redazionale del portale comunista anarchico internazionale e multilingue www.anarkismo.net. (1)

Nel festeggiare i primi 20 anni di attività della FdCA, è doveroso ricordare e ringraziare tutti quei compagni e quelle compagne, quei gruppi e quelle organizzazioni che fin dalla fine degli anni '60 dello scorso secolo, in tutta Italia, hanno contributo a quel movimento ed a quel dibattito politico in cui la FdCA affonda le sue radici e di cui sta cercando di recuperare i contributi più significativi, per il loro valore storico e politico. Storie, elaborazioni, esperienze di lotta rappresentative degli sforzi di quella "meglio gioventù" che cercava di riportare il movimento anarchico organizzato al suo posto ed al suo ruolo propositivo e rivoluzionario nella società. Tra i lavoratori e le lavoratrici, nelle lotte, nella costruzione collettiva di un futuro di uguaglianza e libertà.

Oggi come ieri.

FdCA - Ufficio Relazioni Internazionali

(1) articolo tratto in gran parte dal n° 6 di "Antipodi", dedicato al "Comunismo Anarchico" - CP Editrice Firenze, 2006

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