user preferences

New Events

Mashrek / Arabia / Irak

no event posted in the last week

L'attacco degli Hezbollah? È l'unico atto di solidarietà per Gaza

category mashrek / arabia / irak | imperialismo / guerra | opinione / analisi author Tuesday July 18, 2006 22:53author by Tanya Reinhart Report this post to the editors

È l'offensiva di Israele a Gaza che ha scatenato la nuova guerra in Libano. Da quando, nel 2000, si era ritirato dal Libano, gli Hezbollah avevano accuratamente evitato di scontrarsi con l'esercito israeliano in territorio di Israele (limitandosi a confronti nell'area di Shaba in Libano, che lo Stato ebraico continua a occupare)...


L'attacco degli Hezbollah? È l'unico atto di solidarietà per Gaza

Tanya Reinhart*

È l'offensiva di Israele a Gaza che ha scatenato la nuova guerra in Libano. Da quando, nel 2000, si era ritirato dal Libano, gli Hezbollah avevano accuratamente evitato di scontrarsi con l'esercito israeliano in territorio di Israele (limitandosi a confronti nell'area di Shaba in Libano, che lo Stato ebraico continua a occupare). Il momento scelto dai guerriglieri sciiti per il primo attacco, e la retorica successiva, indica che la loro intenzione era ridurre la pressione sui palestinesi aprendo un nuovo fronte. La loro azione dunque può essere vista come il primo atto militare di solidarietà con i palestinesi nel mondo arabo. Qualunque cosa si pensi di ciò che hanno fatto gli Hezbollah, è importante capire la natura della guerra di Israele contro i palestinesi a Gaza.

L'offensiva delle forze armate israeliane nella Striscia non riguarda il soldato lì prigioniero. L'esercito preparava un attacco da mesi e premeva per passare all'azione, con lo scopo di distruggere l'infrastruttura di Hamas e il suo governo. Perciò ha avviato l'escalation l'8 giugno, quando ha assassinato Abu Samhadana, membro del governo di Hamas, e ha intensificato i cannoneggiamenti sui civili nella Striscia di Gaza. Già il 12 giugno il governo aveva autorizzato un'azione più ampia, rinviata però a causa delle reazioni internazionali suscitate dall'uccisione di civili palestinesi nei bombardamenti aerei del giorno seguente. Il rapimento del soldato è servito a «togliere la sicura»: l'operazione è cominciata il 28 giugno con la distruzione di infrastrutture a Gaza e la detenzione in massa della dirigenza di Hamas in Cisgiordania, altra cosa che era stata pianificata con settimane di anticipo.

Nel discorso pubblico israeliano, Israele ha messo fine all'occupazione di Gaza quando ha evacuato i suoi coloni dalla Striscia, e il comportamento dei palestinesi sarebbe dunque «da ingrati». Ma nulla è più lontano dalla realtà di questa descrizione. Nei fatti, come era previsto dal Piano di Disimpegno, Gaza è rimasta sotto il totale controllo militare israeliano, dall'esterno. Israele ha impedito l'indipendenza economica della Striscia, e non ha mai applicato neppure una delle clausole degli accordi sui valichi di frontiera del novembre 2005. Ha semplicemente sostituito la costosa occupazione di Gaza con un'occupazione più economica, che dal suo punto di vista lo esenta dalla responsabilità dell'occupante a garantire la sopravvivenza del milione e mezzo di residenti della Striscia, come dettato dalla quarta Convenzione di Ginevra.

Israele non ha bisogno di questo pezzo di terra, uno dei più densamente popolati al mondo e sprovvisto di risorse naturali. Il problema è che non può lasciar andare Gaza se vuole mantenere la Cisgiordania. Un terzo dei palestinesi sotto occupazione vive nella Striscia di Gaza. Se liberi, diverranno il centro della lotta di liberazione palestinese, con libero accesso al mondo arabo e a quello occidentale. Per controllare la Cisgiordania, Israele ha bisogno del pieno controllo di Gaza. E la nuova forma di sottomissione che ha ideato è trasformare l'intera Striscia in un campo di prigionia isolato dal mondo. Persone occupate e assediate, con nulla in cui sperare, e nessun mezzo alternativo di lotta politica, cercheranno sempre di combattere il loro oppressore. I palestinesi prigionieri a Gaza hanno trovato un modo per disturbare la vita degli israeliani nelle vicinanze della Striscia lanciando missili artigianali Qassam contro le città israeliane che circondano la Striscia. Questi razzi rudimentali non hanno la precisione necessaria a colpire un obiettivo, e di rado hanno fatto vittime israeliane; causano però danni fisici e psicologici e disturbano la vita dei quartieri israeliani su cui si abbattono. Agli occhi di molti palestinesi, i Qassam sono una risposta alla guerra che Israele ha dichiarato loro. Come ha detto uno studente di Gaza al New York Times, «Perché dobbiamo essere solo noi a vivere nella paura? Con questi missili anche Israele ha paura. Dobbiamo vivere in pace insieme, o vivere insieme nella paura» (Nyt, 9 luglio 2006).

L'esercito più potente del Medio Oriente non ha risposte militari a questi razzi fatti in casa. Una risposta possibile è quella che Hamas ha sempre proposto, e il suo premier Haniyeh ha ripetuto questa settimana: un cessate il fuoco complessivo. Nei 17 mesi trascorsi da quando ha annunciato la decisione di abbandonare la lotta armata a favore della lotta politica, e dichiarato un cessate-il-fuoco unilaterale (tahdiya, calma), Hamas non ha preso parte al lancio dei Qassam, salvo sotto grave provocazione israeliana come nell'escalation di giugno. Hamas però continua a lottare contro l'occupazione di Gaza e Cisgiordania. Dal punto di vista di Israele, il risultato delle elezioni palestinesi è un disastro, perché per la prima volta hanno dei dirigenti che insistono nel rappresentare gli interessi palestinesi invece di limitarsi a collaborare con le richieste israeliane. Poiché finire l'occupazione è la cosa che Israele non vuole considerare, l'opzione seguita dall'esercito è spezzare i palestinesi con una forza devastante. Devono essere affamati, bombardati, terrorizzati con ordigni assordanti per mesi, finché capiranno che ribellarsi è futile e accettare la prigione a vita è la loro unica speranza di vita. Il loro sistema politico eletto, istituzioni e polizia vanno distrutte. Per Israele, Gaza dovrebbe essere governata da gangs che collaborano con i secondini della prigione.

L'esercito israeliano ha sete di guerra. Non si lascerà fermare da preoccupazioni per i soldati rapiti. Dal 2002 i militari sostengono che anche a Gaza è necessaria un'operazione tipo lo «Scudo difensivo» di Jenin. Esattamente un anno fa, il 15 luglio (prima del Disimpegno da Gaza), l'esercito aveva concentrato le forze sul confine della Striscia per procedere a un'offensiva di quel tipo a Gaza. Gli Stati uniti però opposero il veto. Il segretario di stato Usa Rice arrivò per una visita d'emergenza descritta come acrimoniosa e tempestosa, e l'esercito fu costretto a ritirarsi. Ora finalmente il suo momento è arrivato. Con l'islamofobia nell'amministrazione Bush giunta all'acme, sembra che gli Usa siano pronti ad autorizzare l'operazione, a condizione che non provochi l'indignazione globale con attacchi troppo pubblicizzati ai civili (sulla posizione attuale dell'amministrazione Usa vedi Ori Nir, «Us Seen Backing Israeli Moves to Topple Hamas», The Forward, 7 luglio 2006, www.forward.com/articles/8063).

Ricevuto il via libera alla sua offensiva, l'unica preoccupazione dell'esercito è l'immagine pubblica. Fishman ha riferito martedì scorso che per l'esercito «ciò che rischia di far deragliare questo imponente sforzo militare e diplomatico» sono le notizie di crisi umanitarie a Gaza. Perciò, avrà cura di lasciar entrare del cibo a Gaza. E' necessario nutrire i palestinesi perché sia possibile continuare indisturbati a ucciderli.


* [Anarchica e] Docente di linguistica alle università di Tel Aviv e di Utrecht, ha pubblicato per Marco Tropea «Distruggere la Palestina».


L'articolo è stato pubblicato sul Manifesto di domenica 16 luglio 2006 e in inglese su A-Infos a http://www.ainfos.ca/06/jul/ainfos00152.html.

author by delfino55publication date Sun Nov 26, 2006 18:48author email pfascella at alice dot itReport this post to the editors

Forse è meglio che si informa sulla situazione a Gaza. Israele è il cancro del MO oriente e fin quando non cambierà politica si troverà sempre a vivere nella paura, ma non per colpa dei Palestinesi ma per la loro determinazione e prepotenza. Chi semina raccoglie ed ora sta solo raccogliendo quello che criminalmente a seminato.

 
This page can be viewed in
English Italiano Deutsch
Freedom/Libertad #6

Front page

Exigimos la presentación con vida de David Venegas Reyes

Irã: prenúncio de mais uma invasão imperialista.

Solidarity with the Sparks!

Perú: Ollanta Humala y el gobierno nacionalista

الأناركيون و الإشتراكيون الثوريون في مصر 

Which way forward for the 99%?

A 10 años del levantamiento de diciembre de 2001

מותו של משליך אבנים

Los libertarios vuelven a la Federación de Estudiantes de la Universidad de Chile (FECH)

Un paso adelante, ¿dos atrás? Balance político del 2011 en Colombia

بيان تضامن التحرريين الأممين مع نضال شعب م

Iran-Israel: non aux menaces de guerre de l’Etat israélien

L'ora dei banchieri

Να προχωρήσουμε ένα βήμα πιο πέρα

Semana de Lucha (14-18 Nov) contra el Pacto Social y por la Huelga General

A un año de la muerte de Georges Fontenis

The Egyptian military council promotes sectarian strife and massacres protestors

Build on the Anarchist and Revolutionary Potentialities of the Occupy Wall Street Movement.

Intimidación Policial y Detención de 24 Compañeros en Oaxaca de Magón, México

نداء من اجل ملتقى أممي في تونس

6 settembre, sciopero generale di lotta e indignazione

Sobre el encuentro de Barrancabermeja: un paso adelante para el movimiento popular colombiano

London burns - causes & consequences of the riots - an anarchist perspective

Los libertarios y las Bases para un Acuerdo Social por la Educación Chilena

Latest News

Mashrek / Arabia / Irak | Imperialismo / Guerra | it

Sun 12 Feb, 17:06

browse text browse image

cr160110.jpg imageGaza: noi non vogliamo dimenticare 18:11 Tue 19 Jan by Nestor 0 comments

300_0___20_0_0_0_0_0_27_12_jaffa_4.jpg imageCi sono anche le mani insanguinate dell'Europa sulla strage di Gaza 21:29 Sat 03 Jan by Federazione dei Comunisti Anarchici 0 comments

textIsraele: "40° dell'Occupazione" - prime azioni a Tel Aviv 20:01 Thu 07 Jun by Ilan Shalif 1 comments

text"Resistenza, disobbedienza, solidarietà" - incontro con un refusnik israeliano 16:33 Tue 21 Nov by FdCA Fano 2 comments

textLibano, una finta pace tra una guerra interrotta e una guerra che verrà 16:18 Wed 06 Sep by Federazione dei Comunisti Anarchici 1 comments

textNord di Israele, azione diretta contro la guerra in Libano* 15:29 Sat 12 Aug by Ilan Shalif 0 comments

textRisoluzione del Comitato Confederale della CGT contro l'intervento israeliano 22:59 Mon 31 Jul by Confederación General del Trabajo 0 comments

rice.jpg imageLa Conferenza di Roma: La solitudine ed il massacro del proletariato in Medio-Oriente 16:17 Fri 28 Jul by Federazione dei Comunisti Anarchici 2 comments

textDel nuovo in Libano: l'attacco israeliano 23:34 Thu 27 Jul by Al-Badil al-Chououi al-Taharruri 0 comments

textLibano/Palestina: NO all'aggressione coloniale! 00:21 Wed 26 Jul by Alternative libertaire 1 comments

more >>

Opinion and Analysis

imageLa strada per la Palestina passa per il Cairo May 26 by José Antonio Gutiérrez D. 0 comments

textVerso un vero cambiamento democratico nel Medio Oriente Nov 10 by Mazen Kamalmaz 0 comments

textPer un nuovo Medio Oriente: un Medio Oriente dei popoli Mar 04 by Mazen Kamalmaz 0 comments

textUn testimone oculare in Libano: Nella terra dei ciechi Sep 07 by Michael Schmidt 1 comments

textLa verità dalla Terra di Israele Jul 26 by Ilan Shalif 1 comments

more >>
© 2005-2012 Anarkismo.net. Unless otherwise stated by the author, all content is free for non-commercial reuse, reprint, and rebroadcast, on the net and elsewhere. Opinions are those of the contributors and are not necessarily endorsed by Anarkismo.net. [ Disclaimer | Privacy ]