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A Conference of the "National Anarchists"

category international | anti-fascism | opinion / analysis author Thursday July 13, 2017 10:23author by Wayne Priceauthor email drwdprice at aol dot com Report this post to the editors

The fascists who call themselves "anarchists"

A libertarian Marxist friend sent me a reference to a report on an international gathering of “National Anarchists.” It appeared in Keith Preston’s site, “Attack the System,” at https://attackthesystem.com/2017/07/10/national-anarchi...47073

This is my response.

You ask who these people are, sending me an account of an international gathering of the “National Anarchist Movement” in Spain this year. The short answer is that they are fascists, and no more “anarchist” than the National Socialists were “socialist.” However, they deny being fascist, and the article repeatedly says that they are not fascist, let alone Nazi. The article is written by one Keith Preston, who has claimed to be trying to pull together left and right libertarianism, anarchist-communism and national-anarchism.

The Nazis denounced capitalism and big business (especially their “left wing” which stupidly believed this rhetoric, until Hitler got into power and had “left Nazis” killed). So these pseudo-anarchists denounce the state, the international capitalist ruling class, imperialism, and the dangerous misuse of technology by capitalism. Preston summarizes, “much of what was said was highly relevant to the ideas of the libertarian-left and the libertarian-right alike, as well as those affiliated with anti-globalization, environmental, anti-imperialist, indigenous, anti-state, and anti-corporate movements generally.”

The NA propose replacing the centralized state and mass society by more-or-less autonomous communities. The communities will form themselves on whatever basis they want, but (surprise!) the NA suggest forming them on the basis of “ethnicity.” “The overwhelming, incontrovertible, widespread return of a series of racial issues is undeniable,… National-anarchist communities can be the positive answer to the problem. …In this context, I would like to focus on ethnicity.” They reject internationalism or “universalism.” Hence the term “National” Anarchists.

The underlying assumptions show through the anarchist rhetoric. One speaker “integrated not only the pro-national and pro-ethnic standpoints of the Right into his Weltanschauung,” but also methods of psychotherapy from the Left (not quite equivalent), This person (Peter Topfer) decided “that there is no good humanism.” Apparently, “humanism…merely becomes a weapon of Jewish ethnocentrism and supremacy.” He thinks that “while Islamism is a threat…Jewish ethnocentrism…exercises a much greater influence.” Another speaker “synthesized the ideas of Otto Strasser with those of Murray Bookchin.” Strasser was a Nazi.

Another speaker pointed out that liberal capitalist democratic states are the most common and most accepted right now. Therefore National Anarchists should not focus on defending the democratic rights of the people, but “the anarchist struggle in the twenty-first century is essentially a struggle against liberal parliamentary states.” At no point do these NAs advocate democracy, even of the most radical, direct, participatory, kind.

Sean Jobst gave a talk, “Zionism and Globalism: A Threat to All Communities.” “We can define Zionism as Jewish chauvinistic nationalism…a global threat.” Jobst did quote Bakunin as making an anti-semitic attack on Marx in 1871, referring to “the parasitic Jewish nation.” This says something about Bakunin, as well as Jobst, but not much about either anarchism or the Jews. I won’t go through the full rationalization which is offered. Preston does not criticize either one of the anti-semitic presentations he reports.

From historical experience, we expect fascist “ideology” to be confused, contradictory, and irrational. No doubt many of these “National Anarchists" are sincere muddleheads. They may think that they are not fascists and have convinced themselves that they do not want to oppress people. But this nonsense can only serve to support capitalist statism in its actual practice—as did National Socialism.

I am pretty broad in accepting self-described anarchists as anarchists: primitivists, gradualists, individualists, pro-market (but anti-capitalist) anarchists, etc. I argue that they are mistaken in their ideas and strategy, but not that they aren’t “anarchists.” They mostly share the same goals as revolutionary class-struggle anarchist-socialists, which have been the historical mainstream of the movement. But I draw the line at “anarchist-capitalists” (right “libertarians” who oppose the state but support capitalism). They are not anarchists if they accept capitalism. Similarly people are not anarchists if they accept racism, anti-semitism, and nationalism, even if they pretend not to be fascists.

author by Alternativa Libertaria/FdCA - Ufficio Relazioni Internazionalipublication date Sat Aug 05, 2017 23:00Report this post to the editors

Convegno dei "Nazional Anarchici"

Fascisti che si autodefiniscono "anarchici"

Un amico marxista-libertario mi ha mandato il riferimento ad un report del raduno internazionale dei “Nazional Anarchici.” Si trova sul sito di Keith Preston, “Attack the System,” su https://attackthesystem.com/2017/07/10/national-anarchi...47073

Questa è la mia risposta.

Tu mi chiedi chi sono costoro, inviandomi l'indirizzo di un raduno internazionale del "Movimento Nazional Anarchico" tenutosi in Spagna nel 2017. La mia breve risposta è che si tratta di fascisti, tutt'altro che "anarchici" così come i nazional socialisti non avevano niente di "socialista". Eppure, essi negano di essere fascisti e nell'articolo si ripete continuamente che non sono fascisti, tanto meno nazisti. L'articolo è scritto da un certo Keith Preston, che dice di essere impegnato nel cercare di mettere insieme il libertarianesimo di sinistra con quello di destra, il comunismo-anarchico col nazional-anarchismo.

I Nazisti erano contro il capitalismo ed il grande mondo degli affari (specialmente la loro "corrente di sinistra" che stupidamente credette a questa retorica, finchè Hitler andò al potere e soppresse i "nazisti di sinistra"). Così, questi pseudo-anarchici si dichiarano contro lo Stato, contro la classe capitalista dominante a livello internazionale, contro l'imperialismo e contro il pericoloso abuso di tecnologia da parte del capitalismo. Preston così sintetizza:“molto di quello che si è detto ha notevole rilevanza per le idee della sinistra-libertaria al pari della destra-libertaria, come pure per i movimenti generalmente anti-globalizzazione, ambientalisti, anti-imperialisti, indigeni, anti-statalisti ed anti-corporations.”

I Nazional Anarchici vogliono sostituire lo Stato centralizzato e la società di massa con comunità più o meno autonome. Queste comunità si auto-costituirebbero sulle basi che desiderano, ma (sorpresa!) i Nazional Anarchici suggeriscono di farlo su basi "etniche". Ancora Preston:“Il travolgente, incontrovertibile, ampio ritorno di una serie di tematiche razziali è innegabile,… le comunità nazional anarchiche possono essere la risposta positiva al problema …In questo contesto, ritengo appropriata la scelta etnica.” Costoro respingono l'internazionalismo o l'“universalismo.” Da qui il termine di “Nazional” Anarchici.

L'assunto sottostante si mostra attraverso la retorica anarchica. Dice uno degli intervenuti che ha “integrato non solo i punti di vista pro-nazionali e pro-etnici della Destra nella sua Weltanschauung,” ma anche metodi di psicoterapia propri della Sinistra (non abbastanza equivalenti). Costui (Peter Topfer) ha deciso “che non esiste alcun buon umanesimo.” Ovviamente, “l'umanesimo…non è che un'arma dell'etnocentrismo e della supremazia degli Ebrei.” Egli ritiene che “se l'Islamismo è una minaccia…l'etnocentrismo ebraico…esercita un'influenza maggiore.” Un altro intervenuto dice che ha “fatto la sintesi fra le idee di Otto Strasser e quelle di Murray Bookchin.” Strasser era un nazista.

Un altro degli intervenuti ha messo in evidenza che gli Stati democratico-capitalisti sono oggi la forma più comune e più accettata. Per cui i Nazional Anarchici non dovrebbero impegnarsi nel difendere i diritti democratici delle persone, ma “la lotta anarchica nel 21°secolo è essenzialmente una lotta contro gli Stati liberal-parlamentari.” Questi Nazional Anarchici non fanno mai riferimento alla democrazia, nemmeno alla sua forma più radicale, quella diretta e partecipativa.

Uno dei relatori, Sean Jobst, è intervenuto su “Sionismo e Globalismo: una minaccia per tutte le comunità.” “Possiamo definire il Sionismo come nazionalismo sciovinista ebraico…una minaccia globale.” Jobst cita Bakunin ed il suo attacco anti-semita a Marx nel 1871, riferendosi alla “parassita nazione ebraica.” Il che ha qualcosa a che vedere con Bakunin, come pure con Jobst, ma non ha niente a che vedere con l'anarchismo o con gli Ebrei. Non mi dilungherò sulla piena razionalizzazione di ciò che viene detto nel convegno. Preston non critica nessuna delle presentazioni anti-ebraiche che cita.

Per esperienza storica, ci aspettiamo che l' "ideologia" fascista si presenti confusionaria, contraddittoria ed irrazionale. Senza dubbio, molti di questi "Nazional Anarchici" hanno la testa nel pallone. Loro possono pensare di non essere fascisti e possono anche essersi autoconvinti che non vogliono opprimere nessuno. Ma questo nonsense può solo servire a supportare lo statalismo capitalista nella sua sua attuale prassi—proprio cone fece il Nazionalsocialismo.

Io sono di larghe vedute pronto ad accettare come anarchico chi si autodichiara anarchico: primitivisti, gradualisti, individualisti, anarchici favorevoli al mercato (ma anti-capitalisti), etc. Posso sostenere che questi anarchici si sbagliano come idee e come strategia, ma non direi mai che non sono "anarchici". Infatti essi condividono in gran parte gli stessi scopi che perseguono i socialisti-anarchici rivoluzionari su posizioni di classe, che sono stati la corrente principale del movimento. Però non posso non tirare una linea davanti agli "anarco-capitalisti" (“libertari” di destra che si oppongono allo Stato ma che sostengono il capitalismo). Se accettano il capitalismo, allora non sono anarchici. Allo stesso modo non possono essere anarchici coloro che accettano il razzismo, l'anti-semitismo ed il nazionalismo, anche se fanno finta di non essere fascisti.
Wayne Price
(traduzione a cura di Alternativa Libertaria-Ufficio Relazioni Internazionali)

 
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