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Messico: terrorismo di stato, capitalismo criminale e resistenza antisistema

category nord america / messico | repressione / prigionieri | opinione / analisi author Sunday November 01, 2015 17:21author by Núcleo Comunista Libertarioauthor email nucleocomunistalibertario at gmail dot com Report this post to the editors

In territorio messicano, il governo di Peña Nieto si è reso responsabile di numerosi massacri contro quei cuori insorti che resistono all'oblio, alla morte ed all'impunità. Un esempio di questi massacri è la scomparsa, più di un anno fa, di 43 studenti della Scuola Normale Atyotzinapa all'interno di uno straziante processo di messa a tacere del pensiero critico, di persecuzione dei progetti educativi indipendenti e di contenimento della protesta sociale. Utilizzando i trafficanti di droga, il "para-Stato" messicano ha fisicamente ucciso decine di giovani speranze che cercavano di trasformare questo sistema marcio a partire dalla loro vita quotidiana e dal loro lavoro come insegnanti in formazione. [Castellano]
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Mano a mano che i popoli oppressi avanzano sul cammino della loro liberazione, si rafforza l'alleanza crudele tra lo Stato ed il capitale nella volontà di sterminare quei semi libertari di ribellione che germogliano e creano altri mondi possibili.

In territorio messicano, per non andare più lontano, il governo di Peña Nieto si è reso responsabile di numerosi massacri contro quei cuori insorti che resistono all'oblio, alla morte ed all'impunità. Un esempio di questi massacri è la scomparsa, più di un anno fa, di 43 studenti della Scuola Normale Atyotzinapa all'interno di uno straziante processo di messa a tacere del pensiero critico, di persecuzione dei progetti educativi indipendenti e di contenimento della protesta sociale. Utilizzando i trafficanti di droga, il "para-Stato" messicano ha fisicamente ucciso decine di giovani speranze che cercavano di trasformare questo sistema marcio a partire dalla loro vita quotidiana e dal loro lavoro come insegnanti in formazione.

Si tratta, in una prospettiva a lungo termine, di un progetto di classe che tenta di difendere i privilegi socio-economici delle ricche classi dirigenti, ricorrendo al terrore, alla criminalità e alla paura, mentre si procede alla creazione di una infrastruttura di dominazione ideologico-culturale persuasiva, in cui i mezzi di disinformazione al servizio del capitale svolgono un ruolo fondamentale; basta guardare le bugie dei grandi network televisivi come CNN o Televisa.

In questo senso, in Messico vari governi-fantoccio dell'impero e della classe capitalistica transnazionale hanno sempre fortemente represso i movimenti popolari, come accadde nella rivoluzione messicana del 1910, nel massacro di Tlatelolco nel 1968 dove vennero uccisi centinaia di studenti, nel massacro del Corpus Cristi nel 1971, nella guerra insensata contro i popoli ribelli del Chiapas a partire dal 1994 e nell'attacco della polizia contro il sindacato degli insegnanti a Oaxaca nel 2006. Anche nel passato più recente, questo modello di Stato violento e autoritario si è accompagnato ad un cronico servilismo neoliberista verso il potere politico transnazionale e globale, che decide dove depredare risorse naturali, deportando le comunità locali attraverso la repressione più banale.

Non è gratuito affermare che dietro la scomparsa degli studenti della Scuola Normale hanno agito i forti conglomerati economici in attesa che quei territori ribelli siano ripuliti da qualsiasi comunità che possa opporsi all'avanzata della macchina dell'estrazione energetico-mineraria.

Fortunatamente, queste antiche terre messicane hanno una bella storia di lotta, di resistenza e di ribellione, come evidenziato dalle lotte contro le riforme nocive promosse da Peña Nieto per l'istruzione, l'ambiente ed il lavoro. Lotte che preoccupano il governo che sta cercando con tutti i mezzi possibili di fermare queste istanze ribelli che illuminano le tenebre e danno nuova luce per un cambiamento dal basso e per un rafforzamento del movimento popolare.

In ciò risiede la vera speranza di vedere nuovi orizzonti all'interno di quel Messico che lotta, erede delle gesta rivoluzionarie guidate da Flores Magon e Emiliano Zapata, dall'EZLN e dal l'APPO, dalle scuole normali e dal movimento libertario. E' tempo di continuare a sostenere le caracoles zapatiste, insieme alla lotta dei genitori degli studenti scomparsi, insieme alla degna collera dei contadini e dei lavoratori, alla gioiosa ribellione nelle strade contro le politiche estrattive, contro le monocolture, contro la dominazione e l'amnesia storica.

Non si torna indietro, bisogna invece continuare lungo il sentiero antiautoritario della insurrezione sociale, dell'autonomia, della liberazione, dell'autogestione e delle assemblee popolari. Di fronte a questo attacco sempre più spietato e schizofrenico guidato dalle classi dirigenti, siamo in grado di armarci solo del nostro coraggio, della nostra dignità e della resistenza dal basso.

E' tempo di mettere fine alla sottomissione e di costruire un altro mondo più umano ed in armonia con la Madre Terra, per accendere la miccia che distruggerà ogni traccia dell'ordine borghese al fine di costruire una convivenza libertaria basata sulla diversità, sulla democrazia diretta e sul buon vivere.

Nucleo Comunista Libertario

Traduzione a cura di Alternativa Libertaria/FdCA - Ufficio Relazioni Internazionali

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