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Bil'in - 10 anni di lotta unitaria e persistente

category mashrek / arabia / irak | lotte sul territorio | opinione / analisi author Thursday March 05, 2015 22:35author by Ilan Shalif - Anarchists Against the Wall; A-Infos; Ahdutauthor email ilan.shalif at gmail dot comauthor address Tel Aviv Report this post to the editors

Gli abitanti del villaggio palestinese di Bil'in lottano da 10 anni contro la costruzione del muro della separazione ed il conseguente esproprio delle loro terre. E' stata da subito una lotta non-violenta, portata avanti insieme ad attivisti ebreo-israeliani ed internazionali, che ha influenzato dozzine di altre lotte similari in tutta la Cisgiordania. In questo contributo, l'anarchico israeliano Ilan Shalif spiega qual è il significato della resistenza di Bil'in e vi ripercorre la sua esperienza personale. [English]
La settimanale manifestazione del venerdì a Bil'in. Foto da Bil'ins Struggles 2013.
La settimanale manifestazione del venerdì a Bil'in. Foto da Bil'ins Struggles 2013.


Bil'in - 10 anni di lotta unitaria e persistente


La lotta di Bil'in è solo una parte della lunga serie di lotte che dura da più di 120 anni tra la popolazione indigena della Palestina ed il progetto colonialista sionista di trasferire i Palestinesi. La lotta di Bil'in è anche il culmine della lotta unitaria di Palestinesi e giovani ebrei che "tradiscono" la loro comunità ebraica di appartenenza, risucchiata nel progetto sionista di costruzione di insediamenti e di sgombero dei Palestinesi. In quanto partners secondi per importanza solo agli attivisti locali, abbiamo tra noi forgiato una insolita alleanza, come raramente si è potuto vedere nel corso di 500 anni di lotta tra il colonialismo europeo e gli altri abitanti del mondo. Pochi sanno che le origini di questa alleanza per Bil'in vanno ricercate in realtà in Chiapas, nel Messico.

Il secondo incontro intercontinentale dell'EZLN in Spagna nel 1997, in solidarietà con la lotta del Chiapas, diede i natali all'iniziativa nota come Peoples' Global Action (PGA) per sostenere le lotte contro la globalizzazione neo-liberista.

Nel 2002, una dozzina circa di attivisti israeliani che erano già stati in Spagna, parteciparono a Leida, in Olanda, ad una conferenza della sezione europea di PGA. In quella conferenza era previsto un workshop palestino-israeliano dove maturò l'idea di organizzare un campo unitario.

Ci vollero 6 mesi e l'inizio della lotta contro il muro della separazione -pianificato per annettere i territori della Cisgiordania occupati nel 1967 e soprattutto quelle porzioni di territorio dei villaggi palestinesi lungo i confini tracciati nel 1948 - perché si materializzasse l'idea di fare un campo unitario nel villaggio di Mas'ha.

E ci vollero ancora alcuni mesi perché la lotta comune facesse breccia nel muro dei mass media dominanti. Ed avvenne in occasione di una manifestazione unitaria, quando i manifestanti tagliarono una decina di metri della nuova recinzione della separazione nei pressi del villaggio di Zbuba. Non molto tempo dopo, nel corso di un'azione unitaria nel villaggio di Mas'ha, un attivista ebreo venne colpito ad una gamba da un proiettile vero, cosa che una volta finita sui media, causò grande scandalo.

Il fatto venne ripreso da tutti i canali mediatici e lo scandalo fu tale che il capo di stato maggiore dell'esercito israeliano fu costretto ad andare a far visita in ospedale a Gil N. per fargli le scuse. Le regole d'ingaggio per aprire il fuoco sui manifestanti nella Cisgiordania occupata vennero cambiate e venne bandito l'uso di proiettili veri in caso di manifestazioni in cui si supponeva la partecipazione di attivisti (ebrei) israeliani.

Tra i partecipanti alle mobilitazioni - in cui si usava una sigla diversa per ogni azione - c'erano attivisti dell'organizzazione anarchica per la lotta sociale "One Struggle", anarchici non organizzati ed altri attivisti per l'azione diretta. L'azione fatta a Mas'ha e che aveva avuto così tanta pubblicità venne siglata come "Anarchici Contro le Recinzioni/Muri" per cui alla fine venne adottato questo nome, nonostante fra gli attivisti gli anarchici fossero a volte la minoranza.

Poco dopo, il campo unitario di Mas'ha venne smantellato. Le lotte unitarie contro la recinzione della separazione si spostarono nei vari villaggi lungo il percorso del muro, con una timida partecipazione da parte della sinistra radicale (spesso bloccata lungo la strada).

In nessun altro villaggio la lotta prese piede rafforzandosi settimana dopo settimana, mese dopo mese ed anno dopo anno come è successo per la lotta scaturita da Bil'in.

La lotta a Bil'in iniziò poi un anno dopo - dopo che erano iniziati i lavori della recinzione della separazione sulle terre di Bil'in. La partecipazione di Anarchici Contro il Muro insieme agli attivisti locali nelle azioni contro la recinzione della separazione portarono alla partecipazione di Anarchici Contro il Muro alla prima manifestazione di Bil'in nella tarda estate del 2004 ed alla manifestazione di venerdì 20 febbraio 2005 - la prima di un'incessante catena di manifestazioni del venerdì a Bil'in.

La prima volta che ho partecipato ad una manifestazione unitaria del venerdì a Bil'in è stato nel marzo 2005, una volta liberatomi da alcuni gravosi impegni collegati alla gestione di A-Infos. Poi non ne ho più mancata una sia a Bil'in che altrove.

Un'istantanea della lotta a Bil'in

Dopo mesi di tentativi falliti da parte delle forze di israeliane di impedire che degli israeliani partecipassero alle manifestazioni del venerdì, si è sviluppata una certa consuetudine. Una volta evitati i blocchi militari israeliani sulla strada per Bil'in, si ascoltava la preghiera del venerdì a mezzogiorno e ci si dirigeva verso il muro. E lì c'erano dislocate le forze israeliane che bloccavano fisicamente il nostro cammino. Spesso, prima che i soldati prendessero misure più restrittive, c'erano scontri a base di spintoni reciproci. Un venerdì, mi resi conto che a Bil'in i Palestinesi potevano respingere le forze armate israeliane.

Un'altra cosa che è stata ripetuta molte volte riguarda la partecipazione di delegazioni e di attivisti da varie parti della Cisgiordania alle manifestazioni del venerdì a Bil'in. In alcuni casi si trattava "solo" di una visita di solidarietà, ma a volte si traduceva in una vera e propria "lezione" che ha insegnato a far partire la lotta in altri villaggi.

Riunioni

Nei primi anni di lotta a Bil'in, si tenevano ogni settimana incontri per pianificare la manifestazione settimanale. In questi anni, per ogni manifestazione settimanale erano previste performances creative per aumentarne la visibilità. La documentazione di queste performances - in foto e video - giungeva sui media israeliani e da lì su quelli internazionali.

Copertura mediatica

Spesso, alla fine di ogni manifestazione, i fotografi producevano un breve video-clip che ognuno di noi si portava a casa per portarlo alle emittenti televisive. Non era infrequente che tali video fossero mandati in onda nella sera stessa del venerdì o durante il weekend.

"Tutto tace sul fronte occidentale"

Nei primi anni, i media pubblici e quelli commerciali davano copertura alle manifestazioni del venerdì e spesso anche nelle ore successive, fino a diventare un appuntamento fisso del venerdì. I resoconti erano ben lungi dall'essere veritieri, ma come spesso capita con l'esposizione mediatica si acquista comunque in visibilità. Un venerdì mi capitò di ascoltare un notiziario incredibile in cui si diceva:"Questa settimana nessuno scontro durante la manifestazione settimanale a Bil'in".

La copertura mediatica di Bil'in quale contributo alla lotta si è tradotto in un lavoro continuativo da parte degli attivisti presenti. Ogni anno si teneva una conferenza internazionale di promozione della lotta (a cui il comitato popolare di Bil'in voleva ogni volta la partecipazione di un esponente degli Anarchici Contro il Muro). Venivano individualità e delegazioni da ogni parte del mondo, osservavano e poi raccontavano una volta tornati a casa.

L'attività di "PR" di Bil'in prevedevano giri di conferenze all'estero degli attivisti di Bil'in e di Anarchici Contro il Muro.

La lotta unitaria degli Anarchici Contro il Muro con gli attivisti locali ha avuto anche il conferimento di un "riconoscimento". Nel 2008, la Lega Internazionale per i Diritti Umani conferì agli Anarchici Contro il Muro ed al Comitato Popolare di Bil'in la medaglia Carl von Ossietzky.

Il quadro attuale

Ora, da anni, Bil'in non è più l'unico luogo in cui ci sono Israeliani che partecipano alle manifestazioni settimanali. Ci sono altre lotte oltre a quelle contro il muro della separazione o quelle a cui partecipano regolarmente anche gli Anarchici Contro il Muro ed altri attivisti israeliani. Ma il maggiore e decisivo contributo dato dagli Anarchici Contro il Muro sta nel cambiamento delle regole d'ingaggio nei confronti dei manifestanti nei territori occupati in Cisgiordania. E' stata infatti abolita la norma che prevedeva di sparare per uccidere i dirigenti palestinesi delle manifestazioni. Anche nelle manifestazioni in cui non sono coinvolti cittadini israeliani. Sebbene nel corso degli anni, parecchi manifestanti siano stati uccisi (anche nelle manifestazioni unitarie), la consuetudine delle forze di stato di sparare proiettili veri per disperdere i cortei - con l'intenzione di uccidere - non è stata più ripristinata.

La fermezza

Il muro della separazione lungo il confine dei territori occupati è ormai completato. Decine di migliaia di Palestinesi autorizzati (soprattutto lavoratori) ed altrettanti illegali attraversano il muro della separazione. Persino i vari sistemi che le decine di migliaia di lavoratori palestinesi "illegali" usano per superare la barriera del muro sono diventati una routine ed i divieti sul loro transito non vengono applicati. Il numero di attivisti palestinesi ed israeliani che partecipano regolarmente alle manifestazioni unitarie è in diminuzione. Non si partecipa più o si preferisce indirizzare i propri sforzi in altre direzioni. Ma, ce ne sono ancora che non mollano. Alcuni attivisti palestinesi che hanno subito restrizioni, che sono stati in galera o che hanno subito violenze fisiche, non mollano. Alcuni attivisti israeliani restano agganciati alla lotta unitaria anche quando il clamore dei media e tra la sinistra radicale non è più così udibile e visibile. Ci sono anche nuovi attivisti che si uniscono a noi e continuiamo a ricevere sostegno da ex-attivisti.

I pesci non sanno che si trovano nell'acqua

Non è in dubbio il contributo della lotta unitaria a Bil'in contro l'occupazione e gli espropri, ma qual è il suo significato oggi? Poco meno della metà delle terre espropriate al villaggio è stata restituita, ma non ci sono possibilità di ottenere altre restituzioni. Anche la diffusione della lotta è molto limitata e non dà segnali di significativi progressi, salvo rallentare l'attuazione di sgomberi nelle località "calde".

Eppure, la lotta di Bil'in è parte di una decisa lotta globale. Ed anche se non siamo in grado di quantificarne i progressi, ci sono alcuni sprazzi di luce. Il numero di link mediatici che riportano a Bil'in hanno da tempo superato il milione. Due documentari sulla lotta a Bil'in hanno avuto copertura mediatica mondiale ed uno ha vinto anche un Oscar. Anche la delusione per il fatto che la lotta popolare non sia riuscita a sconfiggere l'occupazione viene oggi compensata dal soprendente contributo alla lotta per la campagna mondiale di boicottaggio BDS (Boycott, Disinvestment, Sanctions) contro l'occupazione israeliana. Migliaia di attivisti che hanno partecipato alle manifestazioni unitarie (compresi anarchici da ogni dove) anche se per breve tempo, hanno dato il là a mobilitazioni in tutto il mondo che mettono davvero paura ai dirigenti israeliani.

Il contributo

La storiella della potenziale relazione tra il battito d'ali di una farfalla ai piedi dell'Himalaya ed un ciclone che quasi investe il mondo ci aiuta a comprendere quanto siamo parte di un sistema globale e quale sia la capacità di eventi anche marginali di scuotere l'intero sistema. Ora il movimento di PGA non c'è più né a livello mondiale e nemmeno in Israele. Ma la "staffetta" non si è interrotta ed il testimone continua a passare di mano in mano. Lo spirito del Chiapas (periferia del Messico) si sta ora manifestando nella Rojava -centro di una lotta titanica nella regione ad est del Mediterraneo. Gli Anarchici Contro il Muro hanno ricevuto il testimone dai gruppi locali di PGA in Israele ad hanno dato una mano ad accendere le tante torce della lotta internazionale del BDS.

In Israele, ma anche in tutto il mondo, quando i media vogliono perseguitare oppure mettere in cattiva luce gli attivisti, li chiamano "anarchici", dato che il termine "comunisti" non è più significativo.

Ed il metodo non-gerarchico di organizzare le lotte sociali non è più una stranezza dei Quaccheri o di anarchici esoterici, ma è diventato il metodo comune a tutte le lotte sociali.

Riflessioni finali

La lotta unitaria degli Anarchici Contro il Muro e degli attivisti della lotta popolare villaggio per villaggio ha contribuito a far sì che gli anarchici di tutto il mondo guardassero alle lotte dei popoli indigeni contro i colonizzatori e contro altri regimi oppressivi non più come alla lotta per la "liberazione nazionale" e per "l'autodeterminazione" di una classe dirigente capitalista che vuole il privilegio di governare e sfruttare il proprio popolo, ma come a lotte di intersezione a cui gli anarchici dovrebbero partecipare allo scopo di contribuire alla formazione della classe lavoratrice e ad accrescere il prestigio dell'anarchismo.

Ilan Shalif

Traduzione a cura di Alternativa Libertaria/FdCA - Ufficio Relazioni Internazionali

http://ilanisagainstwalls.blogspot.com/

Anarchici Contro Il Muro
http://www.awalls.org

Ahdut (Unity)
http://unityispa.wordpress.com/

Confronto tra un attivista di Bil'in ed un soldato. Foto tratta da Bil'ins Struggles 2013
Confronto tra un attivista di Bil'in ed un soldato. Foto tratta da Bil'ins Struggles 2013

The author in Bil'in during a tear gas attack. Photo: Hamza Burnat
The author in Bil'in during a tear gas attack. Photo: Hamza Burnat

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