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Cosa significa radicare il diritto alla casa nella lotta di classe

category nord america / messico | lotte sul territorio | opinione / analisi author Thursday November 28, 2013 13:38author by S.B. - Rochester Red & Black Report this post to the editors

Quando si prende in considerazione la creazione di una "Zona No Sfratto", ricordiamoci che si tratta solo di uno strumento simbolico in un percorso basato sulla lotta di classe. [English]

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Cosa significa radicare il diritto alla casa nella lotta di classe


La tradizione anarchica ed antiautoritaria ha le sue radici non in una teoria astratta ma in un intervento concreto sul terreno. Questo spesso si esprime in una sorta di reazione alle esperienze vissute; un modo di sintetizzare una teoria pragmatica estratta e ricavata da tentativi ed errori. David Graeber fa notare che questo aiuta a separare la scuola di pensiero anarchica da quella marxista, confontando le diversitÓ teoriche sul piano della diversitÓ della prassi.

"Ci sono gli anarco-sindacalisti, i comunisti-anarchici, gli insurrezionalisti, i cooperativisti, gli individualisti, i piattaformisti ... nessuno dei quali deve il proprio nome ad un Grande Pensatore; invece, tutti devono il loro nome ad un qualche tipo di prassi, o pi¨ spesso, a principi organizzativi. Agli anarchici piace differenziarsi in base a quello che fanno, ed a come organizzarsi per riuscire a farlo." (1)

Questo Ŕ il fondamento che in realtÓ distingue il carattere rivoluzionario dell'anarchismo dalle varie correnti ideologiche che cercano di sovvertire il sistema: Ŕ lo sforzo di realizzare un movimento ed un mondo per come potrebbe essere. L'anarchismo, col suo incentrarsi sull'azione diretta e sulla democrazia diretta, ritiene che i metodi per combattere le gerarchie e per sviluppare la rivoluzione siano esattamente gli stessi sistemi sociali che si dovrebbe porre in essere una volta che gli ostacoli maggiori siano stati rimossi. I metodi per realizzare un mondo nuovo dovrebbero essere le istituzioni intrinseche della societÓ liberata.

Le politiche prefigurative intervengono direttamente in questa teoria della prassi relativamente alla nostra capacitÓ di sviluppare ampie lotte e di costruire quelle contro-istituzioni in grado di porsi come modello del futuro sistema sociale. L'assemblea di quartiere, i sindacati degli inquilini, i sistemi di mutuo appoggio che possono difendere i quartieri durante le azioni anti-sfratto possono piantare i semi per un sistema in cui il controllo sugli alloggi possa essere in futuro mantenuto dalla comunitÓ. Questo pu˛ spesso indurci ad andare anche oltre, come a dire che le nostre tattiche possono diventare istituzioni salde in sÚ e per sÚ dal momento che sono utili alla creazione di questa forza controculturale. Il problema della tattica, per˛, come spesso sostiene Noam Chomsky, Ŕ che essa da sola non basta per creare movimenti.

Il paradosso che spesso emerge quando pensiamo al nostro progetto organizzativo, ora, nel prefigurare la societÓ del futuro sta nel fatto che la nostra politica odierna esiste in gran parte come performance, in cui spesso abbiamo a che fare con degli assoluti relativi. Un esempio di questo Ŕ l'azione difensiva contro i pignoramenti, in cui il termine Zona No Sfratto Ŕ stato spesso usato tatticamente. L'idea in questo caso Ŕ che noi attribuiamo un parametro pre-impostato in una cittÓ con magari un'alta densitÓ di famiglie colpite dagli sfratti. Dichiariamo quest'area "off limits" per gli sfratti e per sgomberi forzosi, cercando di creare in quei quartieri legami di solidarietÓ talmente forti da rendere letteralmente difficile per le banche passare a sfratti esecutivi su certi caseggiati. Questo progetto Ŕ spesso associato a vari slogan che evocano comunque la fine degli sfratti. Questo linguaggio risoluto Ŕ un grande segnale per scoraggiare i proprietari di case, ma non riflette la realtÓ di come funziona un quartiere sano.

Per quanto possa essere difficile da dire per chi sta nei movimenti anticapitalisti, bisogna mettere in conto che ci possano essere persone che dovrebbero semplicemente essere sfrattate.

In qualsiasi quartiere ci saranno dozzine di case di proprietÓ di costruttori che si rifiutano di pagare le tasse. Gli sfratti e gli sgomberi forzosi apparariranno logici per quasi tutti nel quartiere, specialmente se parliamo dei signori dei bassifondi sfitti che conducono una vita isolata da alta borghesia.

In secondo luogo, ci sono numerose situazioni in cui le persone di un quartiere possono creare situazioni pericolose per gli altri abitanti. Violenze domestiche, problemi di droga, ed un insieme di coercitive relazioni sociali possono creare situazioni problematiche che trasformano interi quartieri in zone alienate dove non si riesce a trovare un fertile spazio sociale. Ci sono una serie di motivi per cui una comunitÓ potrebbe giungere a chiedere a qualcuno di andarsene, anche se la cosa non Ŕ inquadrabile in termini di sfratto. Anche sotto il massimo controllo di base, questo principio del "no sfratto" non riesce ad assurgere ad assioma universale che potrebbe stare dietro in ciascuna ed in ogni situazione. Una comunitÓ dovrebbe essere in grado di giungere tutta insieme alla richiesta che uno stupratore od un militante fascista debbano andarsene ad ogni costo.

Questo tipo di slogan, sebbene siano incredibilmente utili nel creare delle parole d'ordine nel corso di una campagna di mobilitazione, portano anche a confondere i valori con le tattiche. Tatticamente, stiamo dichiarando un'area come zona no-sfratto. I valori che guidano questa campagna, tuttavia, vanno molto pi¨ in profonditÓ di un semplice ostacolo giuridico.

Nei nostri quartieri, gli sfratti riflettono sempre una disuguaglianza di classe, e non una rimozione forzosa perchÚ la presenza di quella persona Ŕ diventata fonte di insicurezza o perchÚ ha minato in qualche modo la fiducia reciproca nella comunitÓ Gli sfratti riflettono l'incapacitÓ di una persona di vivere al livello economico che gli viene richiesto, che non c'entra nulla con una sorta di incapacitÓ morale. La resistenza agli sfratti non sta nello sfratto in sÚ, ma nella profonda iniquitÓ di base che esso rappresenta nella nostra vita sociale. Lo sfratto Ŕ uno strumento dello sfruttamento di classe, e nello scontrarci con questa evenienza lo usiamo come un'arena per sviluppare lotta di classe. Gli sfratti diventano collaterali ad un pi¨ ampio ventaglio di forme intersecantisi di oppressione e di attacchi portati dalle istituzioni di classe dominanti. E' facile rendersi conto anche vagamente che esiste una disuguaglianza di classe nella societÓ, ma ci deve essere uno specifico in cui affrontarla. La lotta per la casa Ŕ una diretta manifestazione dell'antagonismo di classe, e perci˛ la resistenza agli sfratti diviene un fronte in cui contrastare la logica di questo rullo compressore capitalista. I pignoramenti sono frutti maturi per il raccolto, dato che le banche non vogliono pi¨ giocare col trucco: ora semplicemente vengono e si prendono quello che vogliono.

Lo scopo qui, come per qualsiasi movimento che voglia veramente spingere per una nuova impostazione delle relazioni sociali, Ŕ quello di paralizzare le attuali istituzioni di classe e spingere verso qualcosa di pi¨ umano con cui sostituirle. Le istituzioni popolari sotto il controllo della comunitÓ possono del resto venire incontro ai bisogni delle persone di qualsiasi strada, molto meglio delle lama affilata di una banca commerciale, e l'unico modo per farlo Ŕ spogliare del loro potere coloro che oggi ne hanno il controllo. La loro forza proviene dalla loro capacitÓ di dichiarare la proprietÓ, di ottenere il supporto della polizia, di costringere le persone a subire uno sfratto. FinchÚ iniziamo a dire di no. FinchÚ iniziamo a dire: noi non ce ne andiamo.

Il problema qui non sta nell'uso di un tipo di linguaggio assolutistico, dato che Ŕ questo tipo di retorica che poi fa vincere le campagne. Il problema reale si forma quando le persone fondano una cultura ed una prassi al di lÓ dello scopo della singola campagna piuttosto che sui valori che vi stanno dietro. L'intervento per una Zona No-Sfratto Ŕ utile solo nella misura in cui porta a lottare contro la classe dei banchieri e per creare contro-istituzioni che abbiano la capacitÓ di aprire nuove possibilitÓ. Altrimenti si tratta solo di opere di caritÓ o di mettere un cerotto su una ferita sociale aperta. Noi siamo per mettere fine agli sfratti usati come strumento volto a colpire una classe sociale, come mezzo per rompere la stabilitÓ delle famiglie e per diffondere la paura di finire in mezzo ad una strada, o come un metodo per distruggere i quartieri. Tutte cose che sono in netto contrasto con la funzione che hanno gli alloggi oggi. Da cui possiamo iniziare a creare una visione di lungo termine che si proietti al di lÓ delle campagne individuali e che abbia la capacitÓ di creare quel mondo che immaginiamo durante lunghe riunioni ed iniziative di quartiere. E' in questi momenti che possiamo cogliere uno scorcio di cosa potremmo costruire semplicemente a partire dal calore e dalla solidarietÓ tra vicini di casa, e cosa potrebbe succedere se puntiamo ad un crepa nel sistema e decidiamo di prenderlo a picconate.


Nota:
1. Graeber, David. Fragments of an Anarchist Anthropology (Chicago: Prickly Paradigm Press, LLC), 5.

Traduzione a cura di FdCA-Ufficio Relazioni Internazionali.

Related Link: http://libcom.org/blog/whats-name-grounding-housing-jus...92013
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