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Il complotto

category italia / svizzera | antifascismo | stampa non anarchica author Wednesday March 06, 2013 04:00author by Lucio Garofalo Report this post to the editors

Provo a scrivere un post dedicato al tema del “complotto”, visto che ultimamente sta circolando la notizia concernente il giudizio entusiastico espresso da Goldman Sachs sull’esito delle elezioni politiche italiane ed in particolare rispetto alla vittoria del M5S.

Premetto anzitutto che non amo le dietrologie o le ipotesi complottiste, anche perché costituiscono un retaggio ed un malcostume culturale tipico dell’estrema destra, in modo particolare delle tradizioni esoteriche ed occultiste di origine e di marca nazista.

Detto ciò, aggiungo che il mio ragionamento aspira ad essere molto più ampio, articolato e complesso e non limitarsi semplicemente a riportare o a commentare una semplice “notizia di cronaca”, la cui veridicità è, ovviamente, tutta da dubitare e da verificare.

Nel contempo, è evidente che non è possibile costruire, sulla base di un solo elemento di cronaca, un impianto di natura complottistica e dietrologica. E’ un’operazione ottusa.

Infatti, esistono ulteriori dati di fatto, come la “devozione” del comico genovese verso Santa Romana Chiesa, in modo particolare la sua devozione, da buon genovese, verso le finanze vaticane e, nella fattispecie specifica, verso gli affari e i conti bancari dello IOR.

Ecco spuntare, guarda caso, l’inquietante figura del cardinal Bertone, prossimo “papabile” al quale il “leader maximo” del M5S ha reso di recente i suoi umili omaggi, essendo, per sua stessa ammissione, un “servo devoto” alle gerarchie ecclesiastiche.

Parimenti esistono altri “indizi” che mi inducono a ragionare, non a sospettare, sulle ragioni della rapida ascesa del movimento grillino, elementi che tuttavia non giustificano affatto una tesi complottistica, bensì un’idea molto più verosimile e legittima, di stampo meno nazista e più marxista, secondo cui il fenomeno grillino, assorto improvvisamente alla ribalta istituzionale, possa godere del sostegno (in parte attuale, ovverosia in atto, in parte ancora potenziale) di alcuni sponsor che sono facilmente riconducibili ai cosiddetti “poteri forti” che da sempre condizionano ed inficiano la vita democratica del Belpaese: il Vaticano, la Nato, la massoneria, le banche d’affari e l’alta finanza internazionale, le multinazionali, la stampa e le televisioni nazionali, insomma i principali organi dell’informazione di regime e via discorrendo.

Aggiungo altresì che non sono affatto felice né soddisfatto che tanti, troppi compagni siano stati sedotti dalle “sirene” del grillismo in quanto considero questo un movimento oltremodo ambiguo, eterogeneo e controverso sul piano ideologico, dunque pericoloso.

Non a caso il suo stesso programma è alquanto confuso e contraddittorio. Il substrato ideologico del movimento è intriso di un mix di fanatismo, estremismo parolaio e fascio-qualunquismo. Non a caso, sul web è molto facile incrociare numerosi fascio-grillini che non apprezzano e non tollerano le critiche rivolte al loro “ducetto”. Si tratta di fanatici che non esitano a ricorrere alla violenza verbale e allo squadrismo sia pure solo virtuale.

Converrebbe imparare a discernere tra il programma politico di un partito (o un movimento che sia), che può essere redatto ed elaborato in una forma elegante, gradevole e corretta, e può presentare contenuti accettabili e persino seducenti, e l’ideologia politica, che invece è solitamente ben mascherata e riparata dietro falsi orpelli, tra cui potrebbe brillare un bel “programma di sinistra” oppure una serie di proposte che fanno presa sulla gente comune. Questa è la politica. Non so se mi spiego.

Aggiungo pure che sono alquanto sospettoso e diffidente verso un movimento politico assorto alla ribalta istituzionale in breve tempo senza partire dal basso, cioè dalla partecipazione alle lotte e ai movimenti di piazza, eccetto forse le manifestazioni No Tav (nelle vertenze operaie degli ultimi anni, dei grillini non s’è vista neanche l’ombra).

Insomma, appare evidente che qualcuno, dall’alto, ha permesso e ha voluto che il M5S diventasse ciò che è diventato: si pensi solo all’enorme spazio televisivo che è stato generosamente concesso a Grillo, malgrado questi avesse espresso la volontà di boicottare i talk-show politico-televisivi. Di contro, la stessa ospitalità non è stata concessa ad altri. E’ pertanto legittimo sospettare o supporre che in questo particolare momento storico il M5S faccia comodo a qualcuno collocato nelle “alte sfere”, essendo funzionale al sistema di potere in quanto serve a distrarre l’attenzione dell’opinione pubblica nazionale da quelli che sono i veri detentori del potere e della ricchezza e a catalizzare la rabbia popolare contro la cosiddetta “casta” dei politici che non conta una mazza rispetto ai superpoteri costituiti dalle banche e dal capitale finanziario globale.

Infine, ancora in tema di parallelismi storici ricordo che nel programma nazional-socialista di Hitler erano presenti vari aspetti e contenuti “di sinistra” e tra le fila del partito nazista militavano elementi “di estrema sinistra”: si pensi alle famigerate SA, le formazioni para-militari guidate da Ernst Röhm, che manifestavano una forte componente proletaria e sovversiva, tant’è vero che le loro posizioni estremistiche scavalcavano “a sinistra” i partiti che in Germania si proclamavano apertamente tali.

Lucio Garofalo

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