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La minaccia del progetto TAV in Trentino è sempre attuale

category italia / svizzera | lotte sul territorio | stampa non anarchica author Monday February 18, 2013 19:55author by Comitato No TAV Lavis - Comitato No TAV Mamme Marco Report this post to the editors

E ancora arresti contro i movimenti No TAV

Del progetto di costruire tra Verona e Innsbruck una nuova linea ferroviaria ad alta velocità la Provincia di Trento e la stampa parlano il meno possibile in questo periodo, sperando di far passare inosservate le decisioni che continuano a promuoverlo.

Ma la vigilanza di chi si oppone non conosce pause.

Da fine 2009 attendono l’approvazione del CIPE – tra l’altro – il progetto preliminare della circonvallazione ferroviaria di Trento e Rovereto e gli studi di fattibilità delle tratte Nord verso l’Alto Adige e Sud verso il Veneto, tutti elementi essenziali della nuova linea; su questi la Provincia ha espresso parere favorevole dopo una consultazione solo formale dei Comuni interessati e senza la condivisione delle popolazioni coinvolte. L’approvazione può giungere all’improvviso, con l’effetto di far avviare subito i cantieri per i sondaggi geognostici, i cunicoli esplorativi e altre opere accessorie.

Le iniziative dei promotori e le intimidazioni che investono il movimento trentino No TAV sono segnali significativi cui rispondiamo rilanciando l’informazione e la mobilitazione.

L’Unione Europea sta per approvare la nuova strategia 2014-2020… per gli interventi e i finanziamenti europei sulle grandi infrastrutture di comunicazione: il progetto sull’asse del Brennero – su pressione dell’Italia (non è l’Europa che lo impone) – è confermato tra le priorità più alte, insieme alla possibilità che il cofinanziamento UE oltrepassi l’attuale 27%.

Con la legge di stabilità 2013 il Parlamento italiano ha stanziato 600 milioni per il 2013 e 100 milioni per il 2014-2015 per gli investimenti nelle infrastrutture ferroviarie, con priorità sui progetti compresi nei corridoi strategici europei (come il Brennero) e per i quali sono stati approvati lotti costruttivi del progetto definitivo (la parte di progetto definita in Alto Adige ne prevede ben 3 su 7 in tutta Italia).

Le Province autonome si impegnano a loro volta in modo diretto e – mentre continuano a sostenere acriticamente l’opera – impegnano risorse proprie per progettare le tratte restanti (la Provincia di Trento ha sostenuto quasi tutta la progettazione dell’opera in Trentino con più di 1,5 mllioni) e per pagare le opere di compensazione ai Comuni (la Provincia di Bolzano ha appena approvato un piano per 47 milioni di interventi).

Il 27 febbraio 2013 – esattamente un anno dopo che Luca Abbà, pressato dalla polizia, è “stato fatto cadere” dal traliccio su cui si era arrampicato per resistere allo sgombero del presidio No TAV a Chiomonte in Valsusa – riprende a Trento il processo contro gli anarchici accusati di associazione sovversiva anche per aver partecipato ad iniziative contro i progetti TAV in Italia.

Questo processo si aggiunge a tutti gli altri interventi repressivi in corso contro l’opposizione No TAV, attaccata specialmente quando contrasta il progetto TAV in Valsusa e quando si può provare a farla coincidere con i gruppi anarchici. Basta ricordare, tra gli ultimi: a) arresti domiciliari e avvisi di garanzia per l’allontanamento da una zona della Valsusa di una troupe di “Corriere.tv” che il 29.2.2012 faceva riprese senza permesso; b) perquisizioni, arresti e altre misure cautelari per l’occupazione dimostrativa (24.8.2012) degli uffici torinesi dello studio di progettazione Geostudio, impegnato attraverso Geovalsusa in progettazioni per il cunicolo esplorativo a Chiomonte, cui si aggiungono gli altri arresti domiciliari del 29.1.2013 (uno in Trentino); c) smantellamento del presidio Notav davanti al cancello 1 de l cantiere a Chiomonte (29.11.2012) con il pretesto di costruzione abusiva e violazione di norme di sicurezza.

Anche chi può non condividere i contenuti di qualche singola iniziativa vede benissimo che lo Stato e i suoi apparati si muovono per cercare di impaurire tutti gli oppositori al TAV, di qualunque appartenenza, e per alimentare nei loro confronti un clima di diffidenza e di lontananza.

Il movimento trentino No TAV non si lascia né intimidire né indebolire perché pensa di interpretare il rifiuto diffuso contro l’opera che si progetta sul corridoio del Brennero, con le sue devastazioni ambientali, i suoi costi improponibili (circa 63 miliardi), la sua totale inutilità rispetto all’obiettivo dichiarato di eliminare il traffico dei TIR dall’autostrada; risorse pubbliche gettate via, dunque, come quelle per le spese militari, mentre dilagano disoccupazione e tagli alle spese sociali.

Partecipate il 27 febbraio alle ore 9,00 davanti al Tribunale di Trento, al presidio di solidarietà a tutti gli indagati e arrestati.

Comitato No TAV Lavis, Comitato No TAV Mamme Marco

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