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La lotta unitaria continua insieme al montare della tensione per il terremoto post-elettorale

category mashrek / arabia / irak | lotte sul territorio | cronaca author Friday February 15, 2013 18:01author by Ilan S. - Anarchists Against the Wall; Matzpen; A-Infosauthor email ilan at shalif dot comauthor address Tel Aviv Report this post to the editors

Report del 12.02.13

La tattica dell'azione diretta con le tendopoli continua insieme agli internazionali, ma con appoggio israeliano solo tramite i media e la solidarietà. La dura intensificazione della repressione si esprime più tramite la demolizione delle case che negli scontri diretti, ma anche nelle manifestazioni del venerdì abbiamo potuto sperimentare un inasprimento delle violenze da parte delle forze di stato. Sia sui media israeliani che nella pubblica arena la montante pressione internazionale ed il testardo rifiuto da parte della elite al governo di prenderne atto sta portando ad un imminente disastro. [English]

"Canaan Village", Beit Ummar
"Canaan Village", Beit Ummar


La lotta unitaria continua insieme al montare della tensione per il terremoto post-elettorale


La tattica dell'azione diretta con le tendopoli continua insieme agli internazionali, ma con appoggio israeliano solo tramite i media e la solidarietà. La dura intensificazione della repressione si esprime più tramite la demolizione delle case che negli scontri diretti, ma anche nelle manifestazioni del venerdì abbiamo potuto sperimentare un inasprimento delle violenze da parte delle forze di stato. Sia sui media israeliani che nella pubblica arena la montante pressione internazionale ed il testardo rifiuto da parte della elite al governo di prenderne atto sta portando ad un imminente disastro. Le crepe all'interno della elite al governo si stanno allargando e si minacciano interventi per investire una crescente parte del PIL nel progetto coloniale reclutando il sostegno dei ben organizzati partiti degli ebrei ortodossi promettendo loro benefici per le loro colonie.

Manifestazioni settimanali di protesta in Palestina, 8 febbraio 2013

Bil'in, Ni'lin, Nabi Saleh, Kafr Qaddum, Ma'sara, al-Issawiya, Abu Dis, al-Jalama, Hebron... Manifestazioni di protesta contro il muro israeliano dell'APARTHEID e contro gli ILLEGALI insediamenti ed in solidarietà con il leggendario Samer Issawi (200 giorni di sciopero della fame) e lo sciopero della fame dei prigionieri palestinesi nelle carceri israeliane:

http://www.facebook.com/media/set/?set=a.50056772665671...36986

Beit Ummar:

Appello per la partecipazione all'azione diretta: Comitato della Cisgiordania meridionale

Siamo i figli e le figlie dei Cananei e costruiremo il Villaggio di Canaan sulla terra palestinese-cananea in pericolo. Dichiariamo che è nostro diritto naturale sviluppare, reclamare, migliorare, usare e vivere sulle nostre terre, libere e senza minacce da parte di occupanti e colonizzatori. A cominciare da sabato 9 febbraio avremo parecchi giorni di lavoro diretto per aiutare i contadini della Cisgiordania sud a reclamare ed a migliorare le loro terre agricole.
Facciamo appello alle persone di coscienza ed ai media perché si uniscano a noi mentre lavoriamo le nostre terre difendendole così dai tentativi di usurpazione da parte dei coloni stranieri.
Se volete aiutarci, incontriamoci a Bab al-Zqaq in Betlemme alle 7 di sabato per poi spostarci sulle terre.

Comitato della Cisgiordania meridionale contro gli insediamenti e contro il muro dell'apartheid

Regione di sud-ovest oggi, il Comitato Popolare del sud-ovest insieme ad attivisti internazionali si è imbarcato in un nuovo sforzo, quello di costruire un villaggio, Canaan, su terra palestinese sulle colline a sud di Hebron. Il nome del villaggio non è casuale. Noi vogliamo dichiarare che siamo il popolo indigeno della Palestina. Noi siamo i discendenti dei Cananei ed i nostri legami con questa terra non potranno mai essere spezzati o spazzati via. Nelle prime ore della notte di ieri, vari attivisti palestinesi di un ampio spettro di villaggi della Cisgiordania meridionale, insieme ad attivisti internazionali, si sono incontrati in una casa per discutere i piani per il giorno successivo. Sono stati preparati cartelli con frasi come 'La nostra terra è un nostro diritto', 'Villaggio di Canaan' ed una dichiarazione di intenti che diceva "Siamo i figli e le figlie dei Cananei che costruiranno il Villaggio di Canaan sulla terra palestinese-cananea in pericoli. Dichiariamo che è nostro diritto naturale sviluppare, reclamare, migliorare, usare e vivere sulle nostre terre, libere e senza minacce da parte di occupanti e colonizzatori."

Il Comitato della Cisgiordania meridionale ha organizzato una protesta oggi 8/2/2013 per aprire la strada che collega Hebron con i villaggi meridionali; centinaia di palestinesi hanno partecipato a questa protesta. Questa strada è stata chiusa dalle forze di occupazione israeliane 10 anni fa impedendo a migliaia di palestinesi di poter usare questa arteria principale in quanto facente parte delle restrizioni di movimento imposte dalle forze di occupazione israeliane sui palestinesi. I manifestanti hanno scandito slogan contro l'apartheid israeliana, oltre a slogan che chiedevano la libertà di movimento, e slogan che chiedevano la liberazione dei prigionieri palestinesi nelle carceri israeliane. La protesta è stata repressa violentemente dalle forze di occupazione israeliane.

9 febbraio 2013: nelle prime ore del mattino, sulla base della pianificazione notturna, abbiamo messo le basi di Canaan quale nostro primo tentativo, a sud di Yatta (ingresso da Tuwani). In meno di un minuto, mentre eravamo appena riusciti a tirar su le tende, è giunta una jeep dell'esercito. I soldati ci hanno circondato e ci hanno detto di andarcene. Abbiamo rifiutato di obbedire ad una richiesta così razzista. Un ufficiale è poi andato a demolire una tenda, a sequestrare le altre tende e l'equipaggiamento per impedirci con la violenza di reclamare la nostra terra ed i nostri possedimenti.

Attivisti costruiscono il nuovo villaggio di protesta di Canaan, http://on.fb.me/V5P81X
https://www.facebook.com/photo.php?fbid=501047813270234

Parecchie ore dopo, siamo andati con un gruppo più numeroso di attivisti, di sostenitori internazionali e in particolare con molti giornalisti, ad est di Yatta, vicino a Ein Mai'in, Hazawai, dove abbiamo eretto una grande tenda ed iniziato a costruire un edificio con le pietre prese sul posto. In meno di mezz'ora, siamo stati circondati da almeno 6 jeep delle forze di occupazione. Hanno portato un grosso veicolo militare con cannone spara-acqua fetida. Ci hanno detto che avevamo 10 minuti per lasciare l'area che era stata dichiarata "zona militare chiusa". Non abbiamo obbedito naturalmente e siamo stati immediatamente inondati da un forte getto di acqua-puzzola. I soldati hanno poi attaccato i giornalisti e li hanno arrestati. Hanno picchiato una donna anziana ed altri attivisti. In parecchi attivisti sono sopraggiunti per impedire l'arresto di 2 persone. Dopo parecchie ore di lotta con i soldati che erano più di 50, 4 giornalisti, 8 Palestinesi e 2 internazionali sono stati arrestati, la nostra tenda è stata distrutta e ci è stato impedito di far ritorno sulla nostra terra. Per molte ore nel corso del caldo pomeriggio, centinaia di attivisti sono rimasti nell'area per chiedere il diritto a poter ritornare nel villaggio di Canaan.

Younes Arar:
https://plus.google.com/photos/100847693474150205774/al...cO7DQ

Bil'in

Venerdì 8 febbraio a Bil'in: manifestazione n°416

"Sembra esserci una recente tendenza ad un inasprimento della repressione da parte dell'esercito. La scorsa settimana i soldati hanno iniziato a sparare gas dal momento in cui la prima auto poteva essere vista avvicinarsi all'area della manifestazione, forse perché la pioggia li rendeva ansiosi di finire il loro lavoro al più presto. Questa settimana è stato sparato gas in grande quantità e direttamente sulla gente. L'esercito ha rallentato il lancio di lacrimogeni solo dopo che i pacifici manifestanti sono stati costretti a retrocedere, e dopo che i giovani sono venuti fuori con il loro lancio di pietre, aiutati da un vento favorevole (come sappiamo, per l'esercito i lanciatori di pietre costituiscono una ben minore minaccia rispetto alla gente che scandisce slogan). Quando i giovani hanno deciso di andarsene a casa, i soldati sono usciti dal muro con il cannone spara-acqua fetida, ma non sono riusciti a provocare una reazione da parte dei giovani. La mancanza di Ashraf, che era stato arrestato a Burin la scorsa settimana, si è fatta molto sentire."

http://on.fb.me/Wywsca
http://www.facebook.com/media/set/?set=a.56296670038030...80298
http://www.facebook.com/media/set/?set=a.40814893261105...26831

Al-Ma'sara

Manifestazione settimanale di venerdì 8 febbraio, 2013: http://on.fb.me/V3tCuF

Nabi Saleh

Manifestazione oggi a Nabi Saleh per il rilascio di tutti i prigionieri politici palestinesi ed a sostegno di Samer Issawi e di tutti i prigionieri politici palestinesi in sciopero della fame. Gli attivisti hanno raccontato che le forze di occupazione israeliane hanno sparato ininterrottamente gas lacrimogeni, proiettili di gomma e acqua-puzzola. Almeno 4 persone sono state colpite da proiettili di gomma e 2 da candelotti di lacrimogeni e molti altri sopraffatti dal gas.

Dozzine di soldati israeliani sono entrati nel villaggio per almeno 30-40 minuti e poi se ne sono andati. Mentre erano nel villaggio, i soldati hanno sparato molti lacrimogeni, granate assordanti, proiettili di gomma ed acqua-puzzola. I giornalisti sono stati deliberatamente bersagliati dall'esercito con lacrimogeni e granate assordanti. Sono stati sparati getti di acqua fetida sulle case. Si parla di almeno 10 persone ferite da proiettili di acciaio ricoperti di gomma ed almeno altri 2 sono rimasti feriti da candelotti lacrimogeni, tra cui uno alla mano.

"Abbastanza scossi dopo l'ultimo round di spari a Nabi Saleh. I soldati hanno invaso il villaggio, hanno spruzzato acqua puzzolente, hanno sparato proiettili di gomma, bombe assordanti e gas in ogni direzione. Ci siamo rifugiati di corsa in una casa, ma loro hanno cercato di spararvi dentro parecchie bombe, facendo tremare la casa e quelli che c'erano dentro."

Israel Putermam: http://www.youtube.com/watch?v=RqGbF1pvrfM
Haim Schwarczenberg: http://www.facebook.com/media/set/?set=a.32336804444956...50543
http://on.fb.me/XVBEEL

Ni'lin

Manifestazione settimanale contro il muro dell'apartheid israeliana:
https://www.facebook.com/photo.php?fbid=532246836797562
http://on.fb.me/WzbcTT

Kafr Qaddum

Manifestazione settimanale di venerdì 8 febbraio 2013:
http://on.fb.me/11U0Px1
http://www.facebook.com/media/set/?set=a.56300215037676...80298

Sheikh Jarrah

‎8 febbraio 2013: 150 persone a Sheikh Jarrah hanno eretto una tenda contro l'imminente sgombero della famiglia Shamasneh per il primo di marzo.

Amir Bitan: http://www.facebook.com/media/set/?set=a.60207277314107...37581
http://on.fb.me/XsA77f

Tel Aviv/Giaffa

Samer al-Issawi è un prigioniero politico palestinese di 'Issawiyeh (Gerusalemme), che è in sciopero della fame in un carcere israeliano da 202 giorni. Sebbene fosse stato rilasciato in uno scambio di prigionieri nell'ottobre 2011, Israele ha ri-arrestato Samer dicendo che aveva violato i termini del suo rilascio, allontanandosi da Gerusalemme, anche se è stato arrestato a Hizmeh, che si trova nei confini del municipio di Gerusalemme. Samer è in sciopero della fame dal 29 luglio 2012, e secondo recenti report la sua salute sta rapidamente peggiorando, mettendo in pericolo la sua vita. Unendosi alle manifestazioni di solidarietà in Palestina ed in tutto il mondo, un gruppo di attivisti di Giaffa ha iniziato un presidio di protesta in solidarietà con Samer 'Issawi e con tutti i prigionieri politici presso la torre dell'orologio della città, un famoso edificio simbolo locale. Manifestanti, sia Palestinesi che Ebrei, hanno partecipato al secondo presidio, chiedendo il rilascio di tutti i prigionieri politici e la fine delle detenzioni amministrative quali misure punitive illegali da parte dello Stato.

Haim Schwarczenberg: https://www.facebook.com/media/set/?set=a.3237666477430...50543
Protesta in supporto di Samer Issawi, Jaffa, 6 Feb. 2013: http://on.fb.me/X7GKiO
Protesta in supporto di Samer Issawi, Jaffa, 7 Feb. 2013: http://on.fb.me/UGfU3b
Protesta in supporto di Samer Issawi, Jaffa, 8 Feb.2013: http://on.fb.me/WUpxcZ

"Non dite che non lo sapevamo", n°348

Un altro modo di rubare la terra ai Palestinesi è quello di dichiarare che quella terra è Parco Nazionale.

https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10151689765629688

Lunedì 26 gennaio 2013, prima dell'alba, uno staff dell'Autorità dei Parchi Nazionali Israeliani è giunto a Wadi al-Rababa a Silwan con operai della municipalità di Gerusalemme. Erano scortati dalla Polizia di Confine, dalla polizia regolare, da una unità cinofila e da ruspe. Sono entrati in una terra privata ed hanno iniziato a demolire recinzioni, terrazze, ovili e magazzini, causando anche danni ad ulivi secolari. Hanno dato inizio ai lavori del Parco Nazionale che era stato annunciato nell'area.

Durante i lavori hanno lanciato i cani all'attacco di manifestanti palestinesi che protestavano contro il furto della loro terra e contro i danni alle loro proprietà. Ci sono stati feriti ed arresti.

Questions & queries: amosg@shefayim.org.il

Appello

Distribuite: APRILE CONTRO IL MURO: appello per benefit di solidarietà per Anarchici Contro Il Muro!!

* http://www.facebook.com/events/401468346610841/
* http://www.awalls.org/april_against_the_wall


Ilan Shalif
http://ilanisagainstwalls.blogspot.com/

Anarchici Contro Il Muro
http://www.awalls.org

Traduzione a cura di FdCA - Ufficio Relazioni Internazionali
Sito in italiano su Anarchici Contro il Muro:

Related Link: http://www.fdca.it/wall
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Mashrek / Arabia / Irak | Lotte sul territorio | Cronaca | it

Thu 05 May, 08:59

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textPalestina-Israele: E' ormai un solo Stato anche se nessuno lo riconosce come tale tranne gli intrans... 18:22 Sat 16 Jan by Ilan S. 0 comments

Le brutte notizie sono che la stragrande maggioranza degli Israeliani è a favore di un unico Stato - inclusi i centristi e persino la sinistra sionista (che dice di volere la soluzione dei "due Stati" ma con precondizioni impossibili). Le buone notizie sono che le potenze imperialiste le quali sostengono lo status quo stanno gradualmente cedendo alla pressione dell'opinione pubblica dei loro Stati che non vuole il regime di apartheid e di sgomberi imposto da Israele. La lotta unitaria non armata aveva suscitato ampia attenzione e spinto attivisti di ogni parte dei mondo ad impegnarsi nel movimento per mettere fine all'occupazione israeliana. [English]

textPalestina-Israele: la terza intifada è ufficialmente in corso... la lotta unitaria non cede alla pre... 15:25 Mon 04 Jan by Ilan S. 0 comments

Le autorità israeliane ammettono di non avere nessuna soluzione e nessuna strategia per fermare o anche contenere la intifada "non-organizzata" fatta per lo più a livello individuale e da giovani. Gli arresti di massa di centinaia di minorenni non sembra aver raggiunto nessun risultato. I tentativi di sgombero non si fermano, anzi sono in crescita nella Valle del Giordano, nell'Area C, a Gerusalemme e persino nei confini del 1948. Sui media israeliani la controversia riguarda il riconoscimento che c'è già un solo Stato e che bisogna organizzare un migliore ordine del Bantustan prima che la pressione internazionale costringa ad un ritiro sostanziale dai territori occupati con l'espansione del 1967. Le notizie dei media sulla campagna B.D.S. sono di solito ristrette solo ad un incremento del boicottaggio. [English]

textPalestina-Israele, l'unico stato che la lotta unitaria cerca di cambiare 16:39 Mon 07 Dec by Ilan S. 0 comments

Si lotta quando si ha la speranza di un cambiamento in corso. Si lotta quando ci si rifiuta di accettare lo stato di cose presente come l'unico possibile futuro. Si lotta anche quando la minima speranza tiene viva la tua dignità. E ci sono persone la cui collera è così forte che non c'è nessun ragionamento che possa trattenerle. Ora, quando sembra evaporata la speranza di un futuro migliore in comune e quando si è ridotta al minimo anche la speranza di un migliore futuro personale, la collera di tanti giovani è più forte della preservazione dell'istinto di vita... si aspetta solo quel grilletto rischioso che spinge un altro ragazzo o un'altra ragazza ad andare in una missione suicida. [English]

textE' il momento della Terza Intifada - la lotta unitaria continua 19:08 Sun 25 Oct by Ilan S. 0 comments

Il fallimento da parte dell'imperialismo USA nel prendere il controllo di paesi relativamente indipendenti come l'Iraq e la Siria ha portato al compromesso con l'indipendente Iran. Il ruolo minaccioso di Israele durante la trattativa ha permesso ad Israele di poter agire più liberamente nella repressione contro i Palestinesi. Il ritorno della Russia sullo scenario siriano ridà fiato ad Israele che può intensificare i suoi tentativi di assumere il controllo dell'area C in Cisgiordania. La terza intifada è una risposta disperata dei Palestinesi che vedono la fine dell'occupazione israeliana allontanarsi fino a scomparire all'orizzonte. La lotta unitaria continua non come speranza che cresce ma come tenace Tsumud (persistenza, ndt) di non arrendersi. [English]

textPalestina-Israele, cresce la lotta sociale non armata in risposta all'aumentare delle aggressioni di... 17:04 Fri 25 Sep by Ilan S. 0 comments

Dopo il fallimento dell'offensiva dell'anno scorso contro Hamas a Gaza, lo Stato di Israele vede diminuire il suo potere di contrattazione a livello internazionale, per cui manipola il malcontento interno aumentando l'invasione degli spazi palestinesi, sia quelli del 1967 nella Cisgiordania occupata sia all'interno dei confini del 1948. Il minore sostegno da parte delle classi dirigenti israeliane al primo ministro Netanyahu ed ai suoi accoliti lo inducono a spingere sull'azzardo politico che può trascinarlo nella sua prima grande sconfitta. Il suo fallimento nel far passare lo schema Gas e la causa civile in cui è coinvolta sua moglie, possono essere i primi segni del suo declino imminente. [English]

textPalestina-Israele, la lotta unitaria ha davvero cambiato il mondo 14:25 Mon 07 Sep by Ilan S. 0 comments

Il video del mancato arresto del ragazzino di 12 anni a Nabi Saleh è stato visto da milioni di persone in tutto il mondo. Quel fatto e la manifestazione unitaria del venerdì successivo hanno dimostrato ancora una volta quanto la presenza degli ebrei Israeliani Anarchici Contro il Muro abbia impedito in passato ed impedisca ora l'esaurirsi della lotta palestinese non-armata in fiumi di sangue. Furono gli spari contro Gil Naamati nel 2003 in una azione unitaria con gli Anarchici Contro il Muro che causarono uno vero e proprio scandalo mediatico in Israele (tanto da costringere il capo di stato maggiore dell'esercito a recarsi in ospedale per le scuse ufficiali) e che portarono ad un cambiamento nell'ordine di fare fuoco allo scopo di disperdere manifestazioni non autorizzate nei territori occupati, se in quelle manifestazioni vi erano presenti degli israeliani. [English]

textPalestina-Israele, la lotta unitaria non armata ha perso il suo carattere entusiastico di novità ma ... 15:42 Wed 02 Sep by Ilan S. 0 comments

Nessuno poteva prevedere che un campeggio unitario di attivisti palestinesi ed israeliani a Masha 12 anni fa sarebbe stato la scintilla di un ampio movimento di lotta unitaria non armata che il sistema di occupazione israeliana non è riuscito a distruggere. Nessuno si aspettava la partecipazione di migliaia di attivisti e di decine di migliaia di manifestanti. Molte piccole vittorie e la campagna internazionale B.D.S. riscaldano i cuori dei non più tanti che persistono nella lotta unitaria nonostante il lutto per coloro che sono caduti, l'empatia con i feriti e la solidarietà con gli arrestati. Il forte legame di partnership tra gli attivisti palestinesi e gli Anarchici Contro il Muro è stato sorprendente. Deludente ma non sorprendente è il modo con cui gli ambienti anarchici israeliani si sono tenuti alla larga dagli Anarchici Contro il Muro quale prioritario obiettivo di mobilitazione. Bil'in, Ni'lin, Ma'sara, Nabi Saleh e Qaddum tengono ancora alta la bandiera. [English]

Bil'in, 10.07.15. Foto: Mohammed Yasin Photography imagePalestina-Israele, gli attivisti della lotta unitaria invecchiano... ma la lotta è sempre giovane e ... 15:49 Thu 06 Aug by Ilan S. 0 comments

E' dura per molti attivisti, quando il significato reale della lotta non si concretizza in conquiste tangibili, ma in una lotta globale a livello mondiale. Questa settimana, il livello globale e quello della concretezza si sono combinati nella lotta contro la distruzione del villaggio di Susiya che ha avuto eco e sostegno a livello internazionale, costringendo Israele a rinviare se non a cancellare la demolizione del villaggio. Alle pressioni delle potenze imperiali su Israele si è aggiunto l'avvertimento della UE sull'approssimarsi di sanzioni contro il sistema bancario israeliano per il suo sostegno ai progetti dei coloni nella Cisgiordania occupata. [English]

textPalestina-Israele, il mondo in subbuglio; il vecchio ordine mondiale non sarà più lo stesso; e la lo... 15:42 Fri 24 Jul by Ilan S. 0 comments

L'1 gennaio del 1994 in Chiapas le masse innalzarono la bandiera della ribellione giusto dopo che il mondo capitalista aveva celebrato il suo trionfo sulle rivoluzioni del 20° secolo e si accingeva a lanciare la globalizzazione neoliberista a livello mondiale. Ma la lotta è proseguita con nuove modalità. I sorprendenti sviluppi nella Rojava, in cui le principali potenze imperialiste si trovano a dare sostegno aereo ai Curdi antiautoritari ed anticapitalisti di Siria, sono come uno stormo di passeri che segnano l'arrivo della primavera. In questo imminente cambiamento, si sviluppa il panico delle classi dirigenti sioniste israeliane di fronte alla veloce avanzata della campagna B.D.S.... Non possiamo misurare il contributo di ciascuna lotta al cambiamento, ma sembra che una quota importante spetti alle migliaia di attivisti internazionali che hanno condiviso con noi la lotta unitaria non-armata contro il muro della separazione, contro gli insediamenti e contro l'occupazione. [English]

textPalestina/Israele: La campagna B.D.S. ha successo e la classe dirigente israeliana ne teme gli svilu... 16:03 Wed 17 Jun by Ilan S. 0 comments

I danni della campagna BDS sull'economia israeliana sembrano essere ancora marginali... ma questi margini si stanno allargando velocemente. Già alcune imprese sottoposte a pressione perché operanti nelle aree degli insediamenti dell'occupazione del 1967, si stanno ritirando nei territori israeliani del 1948, pur rinunciando così agli aiuti governativi e ad una manodopera a minor costo. I media israeliani si riempiono di avvertimenti e dei timori dei commercianti. Ormai è evidente la connessione tra la lotta unitaria nelle manifestazioni e la campagna BDS con lo sviluppo dei boicottaggio. [English]

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textSulle attuali proteste in Libano: è meglio se la primavera arriva in ritardo? Sep 27 by Mazen Kamalmaz 0 comments

Le grandi mobilitazioni che hanno attraversato il Medio Oriente alla fine del 2010 sono state riassorbite se non addirittura trasformate in devastanti conflitti tra forze autoritarie in competizione. Quell'ondata risparmiò il Libano, che dopo il ritiro delle truppe siriane (di Assad) nel 2005 era governato da una classe dirigente che aveva da una parte i filo-iraniani, cioè la coalizione 8 marzo, guidata dagli "sciiti" di Hezbollah e dall'altro i filo-sauditi della coalizione 14 marzo, guidata dall'oligarca "sunnita" Hariri.

imageBil'in - 10 anni di lotta unitaria e persistente Mar 05 by Ilan Shalif 0 comments

Gli abitanti del villaggio palestinese di Bil'in lottano da 10 anni contro la costruzione del muro della separazione ed il conseguente esproprio delle loro terre. E' stata da subito una lotta non-violenta, portata avanti insieme ad attivisti ebreo-israeliani ed internazionali, che ha influenzato dozzine di altre lotte similari in tutta la Cisgiordania. In questo contributo, l'anarchico israeliano Ilan Shalif spiega qual è il significato della resistenza di Bil'in e vi ripercorre la sua esperienza personale. [English]

textRojava: Fantasie e realtà Nov 08 by Zafer Onat 0 comments

La resistenza a Kobane che dura da oltre 45 giorni ha spostato l'attenzione dei rivoluzionari di tutto il mondo sulla Rojava. Grazie al lavoro svolto da Azione Rivoluzionaria Anarchica (DAF, Turchia, ndt), i compagni anarchici di varie parti del mondo hanno inviato messaggi di solidarietà alla resistenza di Kobane (1). Questa posizione internazionalista è di grande importanza per il popolo che resiste a Kobane. Tuttavia, se non analizziamo cosa sta accadendo veramente e se invece facciamo del romanticismo, i nostri sogni potrebbero essere delusi in un breve lasso di tempo. [English]

imageLa sperimentazione del Kurdistan Occidentale (Kurdistan siriano) ha dimostrato che il popolo può cam... Sep 03 by Zaher Baher 0 comments

Ciò che leggerete di seguito è l'esperienza della mia visita di un paio di settimane nel maggio di quest'anno, 2014, nel Nord Est della Siria o Kurdistan siriano (Ovest del Kurdistan) con un mio caro amico. Durante la visita abbiamo avuto piena libertà e l'opportunità di vedere e di parlare con chiunque. Incluse donne, uomini, giovani e partiti politici. Ci sono più di 20 partiti dai curdi ai cristiani, alcuni sono nell'Auto Amministrazione Democratica (DSA) o Autogestione Democratica (DSM) della regione di Al-Jazera. Al-Jazera è una delle tre regioni (cantoni) del Kurdistan dell'Ovest. Abbiamo incontrato anche i partiti politici curdi e cristiani che non fanno parte della DSA o della DSM. Inoltre abbiamo incontrato i vertici della DSM, membri di diversi comitati, gruppi locali e comuni così come uomini d'affari, negozianti, lavoratori, persone al mercato e gente che semplicemente camminava per strada.
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imageVita e opera dell'anarchico Omar Aziz... Sep 11 by Leila Shrooms 0 comments

Omar Aziz nacque a Damasco. Rientrò in Siria dal suo esilio in Arabia Saudita e negli Stati Uniti nei primi giorni della rivoluzione siriana. Intellettuale, economista, anarchico, marito e padre, all'età di 63 anni si è impegnato nella lotta rivoluzionaria. Lavorò con attivisti locali per raccogliere e distribuire aiuti umanitari nei sobborghi di Damasco, posti sotto assedio dal regime. Attraverso scritti ed attività ha promosso l'autogoverno locale, l'organizzazione orizzontale, la cooperazione, la solidarietà e il mutuo sostegno, quali mezzi attraverso i quali le persone possono liberarsi dalla tirannia dello Stato. Insieme con i suoi compagni, Aziz fondò il primo Consiglio Locale a Barzeh, Damasco. L'esempio si è poi diffuso attraverso la Siria e con esso sono nati alcuni dei più promettenti e duraturi esempi di autorganizzazione non gerarchica nei paesi della Primavera araba. [Ελληνικά]

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imageCade il muro israeliano a Bil'in in Palestina Jul 08 Federazione dei Comunisti Anarchici 0 comments

Una lotta durata 6 anni e 4 mesi ha costretto lo Stato di Israele a restituire quasi metà delle terre sottratte al villaggio di Bil'in e che erano destinate alla costruzione dell'insediamento coloniale di Modi'in Illit. La rimozione del vecchio muro della separazione è la vittoria della lotta unitaria che, a Bil'in come in tanti altri villaggi della Cisgiordania, vede insieme ogni settimana Palestinesi ed attivisti israeliani ed internazionali sfidare le forze di occupazione, per restituire la libertà e la terra ai palestinesi.

textIsraele-Palestina: L'assassinio di Ahmad Husam Yousef Mousa Jul 30 Anarchists Against the Wall 0 comments

Ahmad Husam Yousef Mousa, di 10 anni, è stato assassinato ieri mentre manifestava insieme agli amici contro il muro della separazione che attualmente si sta costruendo sui terreni del suo villaggio, Ni'ilin. Arrivati al cantiere del muro, i militari hanno sparato proiettili di gomma verso i ragazzi, che hanno poi cominciato a ritirarsi. A quel punto, uno dei militari ha sparato un proiettile carico alla testa di Ahmad da una distanza di circa 10 metri.

textBil'in, prosegue la lotta unitaria non-violenta nonostante le provocazioni e la crisi militare Jul 17 FdCA 0 comments

In un momento di escalation drammatico come questo sostenere, diffondere e rendere merito a questi piccoli/grandi momenti di lotta di base non violenta, che con continuità resistono ad opporsi alle logiche di stato, di dominio e di violenza, è forse la sola risposta che possiamo dare come comunisti anarchici per la costruzione di una società senza muri, senza stati e senza frontiere, senza più guerre.

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