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St-Imier: Senza fughe in avanti, né indietro

category internazionale | movimento anarchico | opinione / analisi author Tuesday February 05, 2013 19:31author by Donato Romito - FdCA Report this post to the editors

Uno straordinario momento di incontro del multiforme movimento anarchico internazionale, una prova del suo pluralismo interno. Ma c'è la necessità di non restare fermi ai blocchi di partenza. Soprattutto servono strategia rivoluzionaria e programma politico, organizzazione e alternativa sociale.
L'analisi dell'Incontro svizzero da parte di un militante della Federazione dei Comunisti Anarchici (FdCA).

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Senza fughe in avanti, né indietro


Sui geologicamente famosi Monti del Giura Svizzero sorge la cittadina di Saint-Imier. La storia del movimento internazionale dei lavoratori è passata di qui almeno tre volte: la prima per le lotte degli orologiai locali, la seconda per il congresso di Saint-Imier del 1872 (punto di partenza dell'internazionale antiautoritaria e dell'anarchismo), la terza – a 140 anni di distanza – nell'agosto del 2012.

Quest'ultima è stata sicuramente uno straordinario momento di incontro del multiforme movimento anarchico internazionale, una prova del suo pluralismo interno, lo specchio di una realtà composita delle varie correnti, delle diverse anime, delle storiche e più recenti identità, delle pratiche libertarie a piccola scala e di quelle di massa, degli approcci analitici mai stereotipati e delle politiche concrete e propositive. Un universo che non ama ieratici “ipse dixit“, né resta incantato dalle stridule sirene di un'ortodossia che non c'è, pronte con le loro litanie a emettere sentenze – e quelli sono bolscevichi, e quegli altri sono confusionari, e codesti sono vetero e quelli là, madonna, che riformisti! Gli insu, poi! E così via dicendo: inutilità anche comparse in qualche – per fortuna raro – resoconto su Saint-Imier 2012, piuttosto a corto di argomenti.

Ne ha fatta di strada il movimento anarchico da quel 1872 e quanto è cambiato attraversando la fine dell'800 e tutto il '900... e quanto è rimasto uguale a 140 anni fa.

Saint-Imier 2012 era iniziato sotto buoni auspici. Già da fine estate del 2011, l'Organizzazione Socialista Libertaria svizzera (aderente alla rete Anarkismo) e la Federazione Alta Montagna della Federazione Anarchica Francese (aderente alla Internazionale Federazioni Anarchiche-IFA) sviluppano un'idea commemorativa limitata ad un week end, maturata all'interno del Centro Sociale Espace Noir di Saint-Imier (fulcro e cuore pulsante di tutto Saint-Imier 2012), in direzione di una cinque giorni internazionale ed internazionalista.

La famosa Piattaforma di Makhno e Archinov

Nasce un comitato organizzativo internazionale a cui aderiscono diverse Federazioni nazionali, sia aderenti all'IFA che alla rete Anarkismo. Lo sforzo di ascolto e di cooperazione (politica, economica, logistica ecc.) dei delegati e delle delegate ai numerosissimi incontri preparatori svoltisi tra Svizzera e Francia produce una proposta di evento densa di conferenze, dibattiti, laboratori, gruppi di autogestione ufficiali, ai quali si sono aggiunti nei cinque giorni innumerevoli momenti informali autogeneratisi dalla disponibilità al confronto delle almeno tre migliaia di anarchici ed anarchiche convenuti/e a Saint-Imier. Un'assemblea internazionale che sembra promettere grandi novità sul piano del dialogo e del confronto politico fra tutte le componenti. Negli stessi giorni, infatti, l'IFA tiene il suo congresso: ne escono rafforzati i legami politici tra le federazioni aderenti e rinnovato l'impegno politico sul piano internazionale. Nella sola giornata di venerdì 10 agosto, la rete Anarkismo tiene il suo primo meeting intercontinentale in un tendone da Belle Époque a righe bianche e blu: non era prevista la nascita di nessuna internazionale delle organizzazioni aderenti a tale rete, per cui non è stato un obiettivo mancato e nemmeno rinviato. Anarkismo sembra star bene così, in forma reticolare. Il comune ispirarsi, da parte delle organizzazioni aderenti ad Anarkismo, alla Piattaforma Organizzativa dell'Unione Generale Anarchica del 1926 (quella di Makhno e Archinov per farla breve) o al Manifesto Comunista Libertario del 1953 di Georges Fontenis (1920-2010), o ancora a Verso una Nuova Rivoluzione della Agrupación de Los Amigos de Durruti (1937), o alla tradizione dell'“especifismo“ latino-americano, non è ragione storica sufficiente per costruire un'internazionale.

È il 2012, ma siamo fermi ai blocchi di partenza del 1872.

Occorre molto di più: occorrono strategia rivoluzionaria e programma politico per il presente. Organizzazione e alternativa sociale.Per il XXI secolo. E se ne sente la necessità, poi, proprio nel bel mezzo di una crisi di civiltà scatenata dalle contraddizioni del capitalismo a cui non sembra contrapporsi finora un movimento internazionale unitario (organizzazioni di lavoratori e lavoratrici, organizzazioni politiche, associazionismo e movimenti di base, pratiche alternative...) di lotta e di cambiamento in direzione del comunismo libertario.

Saint-Imier 2012 inizia con una conferenza delle organizzazioni sindacali alternative europee ispirantisi all'anarcosindacalismo o al sindacalismo rivoluzionario o al sindacalismo di base libertario. Beh, sembra proprio un bell'inizio. Lo spirito di Saint-Imier 2012 sembra produrre quelle situazioni di ascolto e di dialogo tra componenti diverse (anche nel campo sindacale, sì), auspice l'esemplare corso unitario (frutto di intelligenza politica e lungimiranza) assunto in Spagna dalla CNT-Confederación Nacional del Trabajo, dalla CGT-Confederación General del Trabajo e da SO-Solidaridad Obrera, con scioperi generali e mobilitazioni comuni in tutto il paese, a fronte della crisi devastante per la classe lavoratrice spagnola.

C'è stato il report delle varie situazioni? Eccome! Ma è mancato l'ascolto politico e quindi il dibattito e dunque anche il dialogo. Non era forse da mettere in conto dopo decenni in cui il sindacalismo libertario e l'anarcosindacalismo europeo si sono lacerati e divisi? Forse sì. Ma questo versante è una delle speranze più fondate su cui possiamo contare per ricostruire prassi libertaria nel movimento dei lavoratori, per uscire dallo stato di minorità e condividervi obiettivi conflittuali e di classe nel breve e nel medio termine. In uno spazio franco, esterno al tendone di Anarkismo, si sono poi ritrovati, la sera di sabato 11 agosto, militanti delle diverse organizzazioni sindacali presenti per aprire canali di comunicazione diretta. È già qualcosa.

Nessun comunicato unitario

Saint-Imier 2012 aveva in programma per il sabato, alle ore 9.00, un dibattito sulla crisi del debito sovrano nell'area dell'euro. Forse, nelle cinque giornate, uno dei pochissimi momenti di analisi e di confronto sulla questione centrale con cui volenti o nolenti stiamo facendo i conti quotidianamente almeno da quattro anni.

Paul Bowman (del Workers Solidarity Movement irlandese, aderente ad Anarkismo), Francesco Carlizza (della Federazione Anarchica Italiana, aderente all'IFA), Laurent Esquerre (di Alternative Libertaire francese, aderente ad Anarkismo), compongono un mirabile telaio argomentativo ed analitico, anche se da approcci diversi, davanti ad uno scarso pubblico, con scarso tempo e scarso dibattito. Sarà che le noiose questioni di analisi economica non hanno poi tanto “appeal“ nel movimento anarchico? Difficile rispondere. Ma questo era probabilmente uno dei momenti più importanti dove poter trovare un po' di dialogo e di propositività comune. I tre generosi compagni hanno relazionato a soggetto ed è finita lì, tra i ringraziamenti e gli applausi dei presenti.

Sembrava, quasi alla fine, che ci fossero le condizioni sufficienti per un comunicato conclusivo unitario di Sait-Imier 2012, pur sapendo che non era previsto. Un comunicato che servisse per l'azione politica e sociale dell'anarchismo organizzato e degli anarchici/anarchiche in quanto individui impegnati negli svariati campi di lotta, di resistenza e di creazione di sperimentazione e alternativa. Il tentativo di giungervi da parte di delegati dell'IFA (rappresentata dalla FA francese) e della rete Anarkismo (rappresentata da OSL svizzera, FdCA italiana ed Alternative Libertaire francese) c'è stato concretamente, ma si è arenato prima dell'assemblea generale conclusiva. Evidentemente, quelle condizioni politiche non c'erano e, nonostante lo spirito iniziale di Saint-Imier 2012, sono ancora tanti i ponti da ricostruire. Peccato, ma non dobbiamo disperare per il futuro.

Tracciare un bilancio politico di Saint-Imier non è cosa facile, una volta accertata la capacità del movimento anarchico internazionale di stare tra sé e sé in cinque giorni di autogestione e di intensa agenda di impegni. Incontri, abbracci, strette di mano, canti, brindisi ed esperienze coinvolgenti sul piano personale e collettivo, rafforzamento di rapporti internazionali, scoprire di saper parlare lingue sconosciute anche solo per riconoscersi l'un l'altro/a nella appartenenza ad uno stesso movimento, almeno per una volta nella vita, nella stessa occasione della sua storica rappresentazione commemorativa. Tutto questo è stato Saint-Imier 2012.

Per il coordinamento delle Federazioni Anarchiche

Ma non basta. Non può bastare.

Saint-Imier 2012 si è chiuso con un enorme deficit: il grande guadagno sul piano relazionale interno al movimento rischia di non tradursi in un investimento fattuale ed ideale di proposte politiche da condividere oggi con i lavoratori e le lavoratrici di tutto il mondo, con le sfruttate e gli sfruttati di tutto il pianeta, con gli oppressi e le oppresse di tutti gli Stati.

Non è infatti venuta fuori una chiara e forte indicazione politica su come far fronte alla attuale situazione di crisi economica, sociale, politica, ambientale, culturale, di civiltà, che sta sbaragliando noi tutti/e, proletari/e, classe lavoratrice, ceti popolari oppressi ed attivisti/e politici/che anarchici/che e libertari/e, noi naturali nemici/che del capitalismo. Non un'indicazione nitida, praticabile, diffondibile, per quanto sfaccettata, su come costruire l'alternativa libertaria allo stato di cose esistenti. È, questo, pretendere troppo da un incontro anarchico internazionale, intercontinentale, come quello di Saint-Imier 2012? Potrebbe essere consolatorio rispondere che sì, è pretendere troppo.

Eppure, oggi, soltanto dal movimento anarchico potrebbero giungere risposte al bisogno di comprensione della crisi, di risposta agli attacchi del capitalismo e degli Stati, di elaborazione e realizzazione di pratiche di solidarietà libertaria e di costruzione di un'altra dimensione sociale e collettiva, organizzata dal basso e a partire dai bisogni immediati. Che è esattamente quello che cercarono di fare i congressisti intervenuti nel 1872 a Saint-Imier.

Se non siamo ancora fermi lì, come movimento politico e come nostra capacità propositiva verso i nostri naturali interlocutori nella società, allora è giunto il momento di commemorare Bakunin, Guillaume, Cafiero, Malatesta e gli altri di Saint-Imier 1872, lavorando per l'unità degli sfruttati e degli oppressi, per il coordinamento delle federazioni anarchiche nel porsi come orientamento delle idee anti-autoritarie ed anti-capitaliste in tutta la società, per ricostruire le condizioni della nostra emancipazione dal capitalismo e dallo Stato.

Non ne abbiamo la forza? Allora ricostruiamola. Stando nella materialità del durissimo scontro sociale in corso, tra coloro che hanno sovente fatto forte nella storia il movimento anarchico internazionale, gli sfruttati e le sfruttate e le loro organizzazioni e i movimenti capaci di esprimere prassi libertaria. Senza fughe in avanti. Senza fughe indietro.

Donato Romito


Articolo pubblico nel numero 377, anno 43 - febbraio 2013, di A rivista anarchica

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