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Palestina-Israele, la lotta unitaria va forte nonostante gli scettici

category mashrek / arabia / irak | lotte sul territorio | cronaca author Monday January 21, 2013 17:53author by Ilan S. - Anarchists Against the Wall; Matzpen; A-Infosauthor address Tel Aviv Report this post to the editors

Report del 15.01.13

Bab al-Shams (la porta del sole) ha segnato un passo in avanti nelle azioni dirette non-armate organizzate dal comitato unitario dei comitati popolari dei villaggi coinvolti. I partiti politici che sostengono marginalmente la lotta non sono riusciti da tempo a cooptarla. La creatività del comitato unitario si è manifestata ad un livello superiore in questa azione, costringendo lo Stato israeliano a venir meno alle sue pretese di legge ed ordine, ad agire contro la sua stessa Alta Corte ed a distruggere il campeggio. I media mondiali sono stati nuovamente "arruolati" per promuovere la lotta non violenta contro l'occupazione. In ogni villaggio in cui si sono tenute le manifestazioni settimanali, alcuni attivisti sono stati tenuti nelle retrovie per garantire il prosieguo della lotta unitaria. [English]


La lotta unitaria va forte nonostante gli scettici


Bab al-Shams (la porta del sole) ha segnato un passo in avanti nelle azioni dirette non-armate organizzate dal comitato unitario dei comitati popolari dei villaggi coinvolti. I partiti politici che sostengono marginalmente la lotta non sono riusciti da tempo a cooptarla. La creatività del comitato unitario si è manifestata ad un livello superiore in questa azione, costringendo lo Stato israeliano a venir meno alle sue pretese di legge ed ordine, ad agire contro la sua stessa Alta Corte ed a distruggere il campeggio. I media mondiali sono stati nuovamente "arruolati" per promuovere la lotta non violenta contro l'occupazione. In ogni villaggio in cui si sono tenute le manifestazioni settimanali, alcuni attivisti sono stati tenuti nelle retrovie per garantire il prosieguo della lotta unitaria.

Bab al-Shams

Progetto dei Comitati Popolari. Venerdì 11 gennaio dozzine di palestinesi hanno realizzato un avamposto nell'area E1 tra Gerusalemme e Ma'ale Adumim istituendo la "Area di non evacuazione". Gli attivisti, che hanno portato con sè tutto il necessario per piantare 25 tende permanenti, hanno dichiarato che intendono espandere il loro insediamento permanente: "noi terremo questo villaggio con ostinazione".

"Centinaia di Palestinesi hanno realizzato questa mattina (venerdì) un avamposto sulla E1 , che hanno battezzato "Bab al-Shams" (Porta del Sole). Gli attivisti, che hanno portato con sé tutto il necessario per piantare 25 tende permanenti, hanno detto che intendono espandere l'iniziale avamposto per trasformarlo in un insediamento permanente. La polizia è giunta sul luogo ma non ha ancora deciso come regolarsi con gli attivisti."

"Abdullah Abu Rahma, una figura di spicco della lotta palestinese, ha detto che l'appello per la realizzazione di un avamposto era stato lanciato più di un mese fa, in particolare tra i Palestinesi nei quartieri e nelle comunità le cu terre erano a rischio di esproprio per la costruzione di nuovi insediamenti coloniali. Tra gli altri sono stati coinvolti anche attivisti da Hattori, Issawiya, Abu Dis, e 'Anata al'Izri.

Uno degli organizzatori, Mohammed Khatib, ha detto: "E' un atto simbolico, ma è pure una risposta agli insediamenti israeliani. Inviamo così un messaggio alla comunità internazionale perché faccia immediatamente qualcosa per fermare gli insediamenti israeliani."

Con la realizzazione di questo campeggio, il gruppo ha diffuso questa dichiarazione: "Noi, figli e figlie di Palestina, annunciamo la realizzazione del villaggio di Bab al-Shams (Porta del Sole), su mandato del popolo, senza permesso delle autorità d'occupazione, senza aver chiesto il permesso a nessuno, perché questa terra è la nostra terra e noi abbiamo il diritto di costruirvi sopra."

Il nome dell'avamposto palestinese nella E1 è tratto dal romanzo "Bab al-Shams" di Elias Khoury. Il libro racconta la storia di rifugiati palestinesi in Libano dopo la guerra del 1948.

Viene anche detto nel comunicato che "noi abbiamo costruito questo villaggio perché non possiamo più restare in silenzio di fronte all'avanzare della costruzione di insediamenti coloniali sulle terre che ci hanno rubato, e perché crediamo che l'azione diretta e la resistenza popolare ci faranno raggiungere i nostri scopi. Siamo decisi a tenere a tutti i costi questo villaggio ed a non abbandonarlo, fino a che i Palestinesi non riguadagneranno il diritto alla proprietà su Questa terra."

Secondo gli attivisti, "per decenni, i governi israeliani hanno usato la tattica del fatto compiuto sul terreno, mentre la comunità internazionale continuava a restare silente. E' tempo di cambiare le regole del gioco. Ora siamo noi a determinare il fatto compiuto sul terreno, sulla terra che è nostra. L'azione, a cui hanno partecipato donne ed uomini del nord e del sud, è organizzata dai comitati popolari. Nei prossimi giorni terremo qui seminari e dibattiti, eventi culturali ed artistici, come pure proiezioni cinematografiche."

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Il villaggio palestinese di Bab al-Shams resta in piedi. Di fronte alle dichiarate minacce di sgombero da parte di Netanyahu e sotto l'assedio dell'esercito israeliano, il villaggio di Bab al-Shams continua resistere arditamente.

Sabato, 12 gennaio:

L'esercito israeliano e la polizia hanno messo sotto assedio il nuovo villaggio palestinese di Bab al-Shams sin dalle prime ore del mattino, bloccando tutte le strade d'accesso. L'area è stata dichiarata zona militare chiusa. Il villaggio è stato inaugurato ieri su terra palestinese, a est di Gerusalemme, in un'area che Israele chiama E1, destinata all'espansione dell'insediamento di Ma'ale Adumim.

Nonostante l'assedio, un centinaio di simpatizzanti da tutta la Palestina sono riusciti a raggiungere il villaggio, passando su un percorso roccioso. Stamattina presto, Abdallah Abu Rahmah del Comitato di Coordinamento della Lotta Popolare ha detto: "Israele ha sfidato la legislazione internazionale per decenni costruendo insediamenti illegali su terreni rubati e demolendo le case dei palestinesi. Noi siamo qui per dire che l'impunità israeliana deve finire. Noi abbiamo il diritto di costruire e di vivere sulla nostra terra".

Questa mattina ai residenti del villaggio è stato notificato dalla polizia israeliana che sarebbero stati sgomberati nonostante un'ordinanza emessa dall'Alta Corte Israeliana, con cui si proibisce la demolizione del villaggio per sei giorni. Gli ufficiali hanno informato i residenti che l'ordinanza proibisce la rimozione delle strutture del villaggio ma non dei suoi abitanti. Nonostante questa ordinanza, il governo israeliano ha fatto ricorso all'Alta Corte perché la revocasse. Poiché un crescente numero di forze israeliane si è concentrato intorno al villaggio, apparentemente per preparare l'attuazione dello sgombero, i residenti di Bab al-Shams restano fermi nella loro risoluzione di restare sulla loro terra.

Nel frattempo, i soldati israeliani hanno impedito ai giuristi palestinesi Hannan Ashrawi, Saeb Arekat e Ahmed Majdalani di raggiungere il villaggio ed hanno confiscato a Majdalani la sua VIP card.

Il famoso scrittore libanese, Elias Khoury, autore del romanzo epico "Bab al-Shams", dopo aver saputo del nome dato al villaggio ha telefonato ai residenti per esprimere il suo sostegno. "Voi avete ridato vita a Bab al-Shams", ha detto "Vorrei essere lì con voi".

Domenica 13 gennaio alle 3.00 del mattino, circa 500 soldati israeliani hanno dato inizio all'evacuazione. "Forze di sicurezza israeliane evacuano gli attivisti palestinesi dall'avamposto di tende nell'area E-1. Numerose forze di sicurezza israeliane portano via i manifestanti nonostante la contemporanea ordinanza dell'Alta Corte.

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Gli attivisti riportano che due autobus pieni di attivisti arrestati a Bab al-Shams sono arrivati al checkpoint di Qalandiya dove i fermati sono stati rilasciati. Altri, però, sono rimasti in custodia israeliana per un altro po' prima di essere liberati. A. dice che c'erano 5 soldati per ciascun residente, che sono stati percossi con dei bastoni e che ci sono molti feriti.

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Bil'in

Dozzine di palestinesi e di attivisti pro-Palestinesi (Israeliani ed internazionali) hanno rischiato l'asfissia dopo aver inalato i lacrimogeni israeliani sparati a Bil'in dall'esercito israeliano nel corso della manifestazione contro gli insediamenti e contro il muro dell'Apartheid.

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Ma'sara

Foto: soldati israeliani che guardano la parola libertà fatta con palle di neve nel corso della manifestazione non violenta:
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Nabi Saleh

Durante la manifestazione settimanale a Nabi Saleh, l'esercito israeliano ha tentato di reprimere la protesta usando acqua putrida e raffiche di proiettili d'acciaio ricoperti di gomma insieme a lacrimogeni fin dall'inizio della manifestazione.

"Abbiamo cercato di raggiungere la fonte, ma l'esercito ci ha attaccato; abbiamo tentato una lunga trattativa con loro ma poi ci hanno puntato i fucili addosso". Attivisti riportano che la manifestazione a Nabi Saleh è stata a ranghi ridotti (a causa del tempo) ma molto energica. Sette attivisti (internazionali ed israeliani degli Anarchici Contro il Muro) sono stati arrestati col pretesto di essere entrati in una "zona militare chiusa". Alcuni manifestanti sono stati feriti da proiettili di gomma, uno dei quali (Mutaz Tamimi) ha subito una ferita al viso ed è stato ricoverato in ospedale per essere medicato, dopo una lunga attesa dato che i soldati sionisti impedivano all'ambulanza di avvicinarsi all'area per soccorrerlo. A dozzine sono stati soffocati dai lacrimogeni.

Israel Puterman: http://www.youtube.com/watch?v=LOT0h2dnN6w
David Reeb: http://youtu.be/INZGlPEQc8M
Tamimi Press: http://www.youtube.com/watch?v=m_Sxc968WsU
Haim Schwarczenberg: http://www.facebook.com/media/set/?set=a.30636854948284...50543

Arresti:

Aggiornamento a cura di L. R.: "La polizia israeliana sta deliberatamente trattenendo in mezzo al gelo i 5 attivisti israeliani ed i 2 attivisti internazionali arrestati nel corso della manifestazione di Nabi Saleh, senza dubbio come forma di punizione per aver sostenuto i palestinesi. Le forze di occupazione hanno rilasciato l'ultimo arrestato intorno a mezzanotte. Sono stato liberato in una notte freddissima, ma tra caldi abbracci, succo e falafel. Era freddo (specialmente nelle lunghe ore in cui siamo stati tenuti all'aperto), non passava mai (specialmente dopo che avevano lasciato andare tutti gli altri, mi sono seduto per terra, immaginando se sarei stato solo io a passare la notte) e mi annoiavo (ho letto quasi tutto il numero del venerdì di "Israel Today", risolto un cruciverba con Michal e letto metà libro di Camus, La Peste), ma è stato un fermo relativamente sopportabile e credo che siamo stati tutti più o meno bene. Gli Israeliani tra noi hanno ricevuto un'ordinanza di 2 settimane di restrizioni da Nabi Saleh. Gli internazionali sono stati convocati in aeroporto per domenica, e noi abbiamo fatto gli scongiuri perché non fossero rimpatriati. Grazie mille a tutti voi che ci avete sostenuto dall'esterno, ed a tutti coloro che ci hanno sostenuto dall'interno.

Da "The Irish Times":

Attivisti palestinesi denunciano l'uso da parte delle forze di sicurezza israeliane di un liquido puzzolente, soprannominato "puzzola", contro i manifestanti ed, in certi casi, sulle case private, a rischio della vita di tutti.

Lo scorso venerdì, 4 gennaio, la polizia di confine israeliana ha diretto i getti di acqua-puzzola verso la casa della famiglia Tamimi nel villaggio di Nabi Saleh nella Cisgiordania occupata, dopo la manifestazione settimanale contro la confisca della terra da parte di Israele.

Un fotografo ha ripreso un tank israeliano che spruzza il liquido putrido sulla casa di una famiglia palestinese. Un portavoce della polizia di confine, Supt. Shai Hakimi, ha detto a "The Irish Times" che il getto era diretto ai lanciatori di pietre palestinesi che erano sul tetto della casa.

Ma nella foto non si vede nessun individuo sulla casa.

"Le forze israeliane hanno colpito la mia casa a Nabi Saleh dozzine di volte. In un'occasione il potente getto ha rotto una finestra ed anche il televisore che era vicino a mio figlio di 7 anni. Le sostanze chimiche nell'acqua-puzzola distruggono i mobili e non c'è detergente che possa togliere il tanfo."

Le dichiarazioni del portavoce della polizia di confine sono stati smentiti da Haim Schwarczenberg, il fotografo israeliano testimone del fatto.

"Non c'era nessun giovane lanciatore di pietre sul tetto della casa," ha detto a "The Irish Times" la scorsa notte. "Questa non è la prima volta che questo liquido puzzolente viene spruzzato sulle case della gente e non è la prima volta che sono testimone di come le autorità israeliane infliggano punizioni collettive alla gente di questo villaggio."

I residenti di Nabi Saleh, un piccolo villaggio di meno di 600 abitanti, a nord-ovest di Ramallah,ospitano da 4 anni le manifestazioni settimanali contro la confisca della terra e contro il vicino insediamento ebraico di Halamish.

fonte: http://www.irishtimes.com/newspaper/world/2013/0111/122....html

http://on.fb.me/WJAdql

Ni'lin

Venerdì, scontri dopo che l'esercito l'israeliano ha attaccato la pacifica manifestazione contro il muro dell'apartheid.

http://www.facebook.com/media/set/?set=a.18627084139516...09315

Kafr Qaddum

"Cari amici, i migliori auguri a tutti. Oggi abbiamo fatto una manifestazione combattiva con quasi 600 palestinesi oltre ai nostri amici israeliani e dell'ISM. L'esercito e la polizia di confine israeliani hanno sparato molti lacrimogeni tutti diretti sui manifestanti. Molte persone sono rimaste soffocate. Nessun arresto e nessun ferito. Vedete:

http://www.facebook.com/AlMasira.KufurKaddom/photos_stream
https://www.facebook.com/media/set/?set=a.5135233486697...14816
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Colline a sud di Hebron

12.01.13:

Guy Butavia: http://www.facebook.com/media/set/?set=a.10151347840302...92137


Ilan Shalif
http://ilanisagainstwalls.blogspot.com/

Anarchici Contro Il Muro
http://www.awalls.org

Traduzione a cura di FdCA - Ufficio Relazioni Internazionali
Sito in italiano su Anarchici Contro il Muro:

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Zabalaza no.14 Out Now

Mashrek / Arabia / Irak | Lotte sul territorio | Cronaca | it

Fri 04 Sep, 20:24

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Omar Aziz nacque a Damasco. Rientrò in Siria dal suo esilio in Arabia Saudita e negli Stati Uniti nei primi giorni della rivoluzione siriana. Intellettuale, economista, anarchico, marito e padre, all'età di 63 anni si è impegnato nella lotta rivoluzionaria. Lavorò con attivisti locali per raccogliere e distribuire aiuti umanitari nei sobborghi di Damasco, posti sotto assedio dal regime. Attraverso scritti ed attività ha promosso l'autogoverno locale, l'organizzazione orizzontale, la cooperazione, la solidarietà e il mutuo sostegno, quali mezzi attraverso i quali le persone possono liberarsi dalla tirannia dello Stato. Insieme con i suoi compagni, Aziz fondò il primo Consiglio Locale a Barzeh, Damasco. L'esempio si è poi diffuso attraverso la Siria e con esso sono nati alcuni dei più promettenti e duraturi esempi di autorganizzazione non gerarchica nei paesi della Primavera araba. [Ελληνικά]

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La caratteristica principale della rivoluzione siriana sta nel suo aspetto giovanile e spontaneo, perché creato dalla strada e ad essa direttamente collegata. Si tratta di una rivoluzione senza controllo centralizzato, sorta dalla ribellione individuale, pertanto nessuno può pretendere di governarla o di condurla, ed il motivo è semplice: i giovani ribelli si sono levati spontaneamente e la partecipazione dei religiosi, specialmente quelli estremamente reazionari o di qualsiasi altra tendenza, non è visibile. [العربية ]

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imageCade il muro israeliano a Bil'in in Palestina Jul 08 Federazione dei Comunisti Anarchici 0 comments

Una lotta durata 6 anni e 4 mesi ha costretto lo Stato di Israele a restituire quasi metà delle terre sottratte al villaggio di Bil'in e che erano destinate alla costruzione dell'insediamento coloniale di Modi'in Illit. La rimozione del vecchio muro della separazione è la vittoria della lotta unitaria che, a Bil'in come in tanti altri villaggi della Cisgiordania, vede insieme ogni settimana Palestinesi ed attivisti israeliani ed internazionali sfidare le forze di occupazione, per restituire la libertà e la terra ai palestinesi.

textIsraele-Palestina: L'assassinio di Ahmad Husam Yousef Mousa Jul 30 Anarchists Against the Wall 0 comments

Ahmad Husam Yousef Mousa, di 10 anni, è stato assassinato ieri mentre manifestava insieme agli amici contro il muro della separazione che attualmente si sta costruendo sui terreni del suo villaggio, Ni'ilin. Arrivati al cantiere del muro, i militari hanno sparato proiettili di gomma verso i ragazzi, che hanno poi cominciato a ritirarsi. A quel punto, uno dei militari ha sparato un proiettile carico alla testa di Ahmad da una distanza di circa 10 metri.

textBil'in, prosegue la lotta unitaria non-violenta nonostante le provocazioni e la crisi militare Jul 17 FdCA 0 comments

In un momento di escalation drammatico come questo sostenere, diffondere e rendere merito a questi piccoli/grandi momenti di lotta di base non violenta, che con continuità resistono ad opporsi alle logiche di stato, di dominio e di violenza, è forse la sola risposta che possiamo dare come comunisti anarchici per la costruzione di una società senza muri, senza stati e senza frontiere, senza più guerre.

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