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Taranto libera!

category italia / svizzera | ambiente | cronaca author Friday December 28, 2012 15:34author by Tulipanonero Report this post to the editors

Il 15 Dicembre le strade di Taranto sono state protagoniste del Corteo “Taranto Libera” organizzato dal comitato15dicembre che raccoglie cittadini di Taranto e non, uniti per l’occasione.

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TARANTO LIBERA!


15 Dicembre 2012, Bari, raggiungo un amico, Gianni, e partiamo alle 3,10 pm alla volta di Taranto. Lì ci attende un compagno, Antonio, uno che negli anni '70 faceva parte del "movimento". Il cielo è coperto, pioviggina a tratti. Imbocchiamo l'autostrada, alle 4,15 pm siamo arrivati e davanti a noi si staglia l'incredibile mostro causa di tanto male, nato dall'avidità irrefrenabile degli uomini, concepito dalle fantasie di una mente malsana, nel nome del "progresso" e all'insegna di quelle "alte tecnologie" che, anziché orientare la produzione verso la compatibilità con l'ambiente, ne fanno un vero e proprio ostacolo patologico all'esistenza, un male incurabile e cronico, che ammorba con i suoi fumi e le sue scorie chimiche tutto ciò che lo circonda. Produttori agricoli e allevatori rovinati, ammalati essi stessi: lo scempio portato da questo stabilimento in quella che era un tempo una tra le più importanti città della Magna Grecia e nel territorio circostante, dura da 40 anni ed è incalcolabile.

Giungiamo a casa di Antonio, ci dirigiamo verso piazza Sicilia: la gente invade le strade, cartelli, striscioni, c'è una bandiera pirata, nera col teschio e le ossa incrociate, uno scheletro ricavato nel cartone, disegnato nei minimi particolari, un cartello raffigura il "mostro", come una grande piovra sulla città...

Il corteo è immenso, gremito da persone di tutte le età e i ceti sociali... Vi è uno spezzone dove ci sono solo bambini. Dagli altoparlanti del famoso Apecar del Comitato dei cittadini liberi e pensanti vengono scanditi slogans contro Riva, a un certo punto parte "Vieni a ballare in Puglia", di CapaRezza e tutti insieme a cantare e poi "Taranto libera,Taranto libera!", sì, libera dal malgoverno, da un modello di sviluppo retrogrado e gretto, che sacrifica un territorio di valore storico e ambientale con tutti i suoi abitanti all'insegna di un profitto per pochi, che non trova alcun riscontro di emancipazione e progresso per chi lo incrementa, ma solo malattia, corruzione e morte!

Uno striscione riporta la scritta a caratteri cubitali: "IO NON DELEGO - PARTECIPO": ecco, in sintesi la nuova volontà espressa dal popolo di Taranto, in sintonia con i movimenti No TAV, Occupy Wall Street, gli operai dell'Alcoa e i recenti movimenti del Medio Oriente. E ancora: "Riva, tu hai distrutto il nostro ambiente, noi vogliamo un futuro differente!". Vi sono rappresentanze da Genova e dalla Val di Susa. Si sente un forte boato, cos'è, chiedo, no, sono solo botti di natale, e ogni tanto se ne sente uno, che squassa l'aria, una forma pacifica per esprimere la rabbia, troppo a lungo soffocata e zittita, quella rabbia che sorge quando si sa, ma non si può parlare! Nessun partito politico, né Comune, né Regione Puglia hanno mai tutelato questa gente e questa città, eppure anche coloro che sono in quelle istituzioni devono la propria vita a questa terra: quale degrado morale, quale vergognosa bassura li ha portati a tradire e a vessare così i propri concittadini e il loro territorio dalla cultura millenaria, solo per il vile denaro.

Ma il corteo procede in un'atmosfera caratterizzata dalla più alta dignità e compostezza, a volte in silenzio, un silenzio ricolmo di storie e significati, per poi esplodere nell'entusiasmo e nella richiesta di giustizia espressa dagli slogans. Un elicottero sorvola la manifestazione, a bassa quota: ci controllano, hanno paura? E sì, si deve aver paura di chi non ha più nulla da perdere! Parlo con un ex operaio ILVA, anziano, Giuseppe: gli chiedo se ha fiducia in una possibilità di cambiamento... "Sono malato", mi dice con rassegnazione, "malato di cancro. Spero che cambi per i nostri figli e nipoti." Gli stringo la mano, mentre mi si stringe il cuore e di lì a poco alcuni ragazzi gridano: "Noi restiamo, noi non ce ne andiamo!" Eh si, mi dico, questa gente è la degna discendente dei coloni del nobile popolo spartano che, in base alle testimonianze riportate dallo storico Eusebio di Cesarea, fondarono, nel lontano 706 a.C. la città chiamata Taras, Taranto!

Sono le 8,30 pm, siamo arrivati a piazza della Vittoria, una piccola compagnia teatrale inizia a rappresentare in metafora la tragedia reale, vi sono altri artisti che suonano, la manifestazione è finita, ora inizia la kermesse, noi andiamo via, ma lasciamo a Taranto un po' di cuore e tutta la nostra solidarietà!

Queste, in sintesi, le direttive indicate dal Comitato 15dicembre:


MANIFESTAZIONE "TARANTO LIBERA"

sabato 15 Dicembre 2012


Il 15 Dicembre le strade di Taranto sono state protagoniste del Corteo "Taranto Libera" organizzato dal comitato15dicembre che raccoglie cittadini di Taranto e non, uniti per l'occasione.

Il corteo, partito da Piazza Sicilia e giunto in Piazza della Vittoria, è sceso in strada per i diritti ineludibili della SALUTE, del LAVORO, dell'AMBIENTE, del REDDITO e della CULTURA e CONTRO il Decreto Legge "Salva-Ilva".

Il provvedimento, firmato dal Presidente della Repubblica il 3 Dicembre, permette allo stabilimento siderurgico tarantino ILVA S.p.a. di continuare a produrre nonostante le ordinanze dell'autorità giudiziaria che ne ha sequestrato gli impianti lo scorso 26 Luglio poiché non rispondenti alle normative a tutela della salute e dell'ambiente.

Il nuovo decreto legge compromette i principi costituzionali legati al rispetto dell'ambiente e alla garanzia della salute dell'individuo e valuta il diritto alla vita dei tarantini meno importante della corsa capitalistica di un imprenditore agli arresti.

A fronte di tutto ciò il comitato15dicembre manifesta per:

  • SALUTE - perché il diritto alla vita non accetta compromessi.
  • REDDITO - per garantire un'esistenza dignitosa ai lavoratori e ai cittadini di Taranto dopo cinquant'anni di ricatto e inquinamento.
  • AMBIENTE - perché non permetteremo più che il nostro territorio venga sfruttato e devastato in nome del profitto.
  • OCCUPAZIONE - perché il deserto creato attorno al colosso d'acciaio conta il 40% di disoccupazione e innumerevoli attività storiche (pescicoltura, mitilicoltura, agricoltura) distrutte a causa dello sviluppo selvaggio.
  • CULTURA - perché da qui parta la nuova idea di sviluppo.
Il corteo terminerà in Piazza della Vittoria dove numerosi artisti si esibiranno gratuitamente in concerto per dare il proprio sostegno alla causa.

Non ci saranno interventi dal palco e vi invitiamo a NON ESIBIRE simboli associativi o partitici di alcun tipo.

Siete tutti invitati a decidere del vostro futuro.

TARANTO SCENDE IN PIAZZA SENZA BANDIERE

Concentramento alle ore 16:30 in Piazza Sicilia.

CHI INQUINA PAGA

TARANTO LIBERA

Non è più ammissibile che la città di Taranto venga condannata per gli sporchi interessi di pochi e che un decreto legge, ultima azione statale, sacrifichi ancora una volta le nostre esistenze.

CHIEDIAMO che lo Stato non volti nuovamente le spalle a questa città e alla sua provincia, ma vigili e sostenga in ogni modo, anche finanziariamente, le bonifiche di tutto il territorio contaminato dall'inquinamento dell'industria pesante nel più breve tempo possibile.

PRETENDIAMO il risarcimento da parte di chi ha danneggiato il territorio e i suoi cittadini, con sequestro immediato e alienazione dei beni mobili e immobili.

DICHIARIAMO sdegno nei confronti dei rappresentanti istituzionali che hanno agevolato il processo di distruzione del territorio ionico e opposizione critica verso le forze politiche e partitiche che hanno approvato supinamente le ultime misure governative pro ILVA e, di conseguenza, che hanno autorizzato attività produttive altamente inquinanti.

PRETENDIAMO che qualsiasi decisione di rilevanza sociale, politica ed economica per Taranto venga presa assieme a tutte le parti sociali che la rappresentano.

PRETENDIAMO di vivere in una città in cui esistano alternative alla monocoltura dell'acciaio. Le vocazioni territoriali e le tradizioni non devono più essere sacrificate in nome del profitto: l'aria, la terra, l'acqua devono essere tutelate e viste come risorse indispensabili e preziose utili alla costruzione di un reddito dignitoso e salubre.

Perché tutto questo parta dalla Cultura e dall'intero sistema di trasmissione della conoscenza, unico motore endogeno di sviluppo anche economico.

«Non esiste un costo, in termini di salute, sopportabile in uno Stato civile per le esigenze produttive e non è accettabile che il presente e il futuro dei bambini di Taranto sia segnato irrimediabilmente. Nessun ragionamento di carattere economico e produttivo dovrà e potrà mai mettere minimamente in dubbio questo concetto».

Il Comitato15dicembre

Per info: comitato15dicembre@gmail.com

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Issue #3 of the Newsletter of the Tokologo African Anarchist Collective

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