Benutzereinstellungen

Neue Veranstaltungshinweise

Mashrek / Arabia / Irak

Es wurden keine neuen Veranstaltungshinweise in der letzten Woche veröffentlicht

Kommende Veranstaltungen

Mashrek / Arabia / Irak | Imperialismo / Guerra

Keine kommenden Veranstaltungen veröffentlicht

La Rivoluzione siriana da vicino

category mashrek / arabia / irak | imperialismo / guerra | opinione / analisi author Mittwoch November 07, 2012 19:23author by A Syrian comrade Report this post to the editors

Un anarchico tra jihadisti

Questa scritta vuole raccontare la mia esperienza dentro i "territori liberati" in Siria, ossia quei territori controllati dall'esercito libero, le forze armate dell'opposizione siriana. [English]
siria_jihadist.jpg


La Rivoluzione siriana da vicino

Un anarchico tra jihadisti


Questa scritta vuole raccontare la mia esperienza dentro i "territori liberati" in Siria, ossia quei territori controllati dall'esercito libero, le forze armate dell'opposizione siriana. Ma non è comunque tutta la verità. E' vero che non tutti i militanti dell'esercito libero sono jihadisti devoti, anche se la maggior parte di loro pensano, o dicono, che praticano il "jihad".

La verità è che c'è molta gente semplice, anche ladri, ecc., tra di loro, come in qualsiasi lotta armata. La mia prima impressione, e che mi rimane, della situazione attuale in Siria è che non c'è più una rivoluzione popolare: si tratta invece di una rivoluzione armata che potrebbe degenerare semplicemente in una guerra civile. Il popolo siriano, che nei primi mesi della rivoluzione ha dimostrato tutto il suo coraggio e la sua determinazione per sfidare il regime di Assad e tutta la sua brutalità, è veramente esausto ora. Il suo spirito è indebolito da 19 lunghi mesi di feroce repressione e ultimamente di fame, di scarsità di risorse di ogni genere e dal continuo bombardamento da parte dell'esercito del regime.

Il beneficiario cinico di tutto ciò non è stato il regime, bensì l'opposizione, specialmente gli Islamisti. Grazie ai suoi rapporti internazionali, in particolare con i governi despotici dei ricchi stati del Golfo, l'opposizione ora può fornire cibo e sostegni alla popolazione povera delle aree sotto il suo controllo. Senza tale sostegno, ci sarebbe una tragica situazione umanitaria in quella zona. Ma questo sostegno non arriva gratis, né da parte degli stati del Golfo, né dai capi dell'opposizione. Come qualsiasi altra forza autoritaria, chiedono la sottomissione e l'obbedienza dalle masse. Questo significa, infatti, la morte della rivoluzione siriana in quanto atto coraggioso da parte delle masse siriane. Sì, ho aiutato alcuni jihadisti a rimanere in vita e altri a tornare a combattere (1); ma la mia vera intenzione era di aiutare le masse di cui io stesso faccio parte, prima come medico e secondo come anarchico.

A dire la verità, non credo che il nostro problema sia l'Islam stesso. L'Islam può essere egalitario o anche anarchico. Nella storia dell'Islam ci sono stati molti studiosi che si sono pronunciato a favore di una libera società musulmana senza stato, e anche di un universo libero senza alcuna sorta di autorità. Il problema è che quel che succede ora in Siria non è solamente il difficile e sanguinoso processo di eliminare una spietata dittatura: potrebbe essere peggio ancora se la dittatura viene sostituita con un'altra, ancora peggio e più sanguinosa.

All'inizio della rivoluzione, un piccolo numero di persone, principalmente Islamisti devoti, sostenevano di rappresentare le masse in rivolta e si sono autonominati i veri rivoluzionari, i veri rappresentanti della rivoluzione. Nessuno tra la maggioranza delle masse in rivolta e degli intellettuali li ha contestato. Noi [anarchici - ndt] sì abbiamo contestato tali affermazioni autoritarie e anche false, ma eravamo - e siamo tuttora - troppo pochi per fare la differenza. Questa gente sosteneva che si trattava di una guerra religiosa, non una semplice rivoluzione da parte delle masse oppresse contro il loro oppressore. Hanno spinto con molta forza l'idea che l'oppressore apparteneva ad un'altra setta dell'Islam, diversa da quella setta alla quale appartiene la maggior parte del popolo, una setta giudicata spesso dagli studiosi Sunniti di essere contro gli insegnamenti del vero Islam - cosa che è ancor peggior di essere non musulmano. Siamo rimasti sconvolti dal fatto che la maggior parte degli Alauiti - la setta dell'attuale dittatore, che sono più poveri e ancora più emarginati rispetto alla maggioranza Sunnita - sosteneva il regime; e partecipavano anche alla sua soppressione brutale delle masse in rivolta. Questo veniva considerata una "prova" della "vera guerra religiosa" che si combatteva tra Sunniti e Alauiti. Quindi questa gente poteva sostenere di essere i veri Sunniti: essendo studiosi musulmani e altamente settari, nessuno poteva contestarli. Hanno infatti costruito la loro autorità spirituale e morale prima di costruire quella materiale. Il sostegno materiale è arrivato poi dai grandi del Golfo.

Ora, il potenziale per una vera lotta popolare è in rapido declino. Siria è governato ormai dalle armi: solo chi detiene le armi può decidere sul presente e sul futuro del paese. E questo è vero non solo per il regime di Assad ma anche per l'opposizione Islamica. Ovunque nel Medio Oriente le grandi speranze stanno scomparendo. In Tunisia, in Egitto e altrove. I benefici delle coraggiose lotte delle masse sembrano andare tutti agli Islamisti. E potrebbero iniziare il processo di istituire il loro governo fanatico senza forte opposizione dalle masse. Mi sento come Emma Goldman nel 1922 quando ruppe con i Bolscevichi, infine disillusa. Nessuno, infatti, in tutto il mondo arabo e musulmano assomiglia più ai Bolscevichi che gli Islamisti, neanche il più nostalgico stalinista. Per molto tempo furono repressi dal dittatore di turno, utilizzati come spauracchi sia per le masse che per l'Occidente; e proprio per questo potevano sembrare essere la parte più decisiva dell'opposizione alle dittature. Allo stesso momento, hanno la stessa efficiente macchina propagandistica dei Bolscevichi di una volta. E sono veramente autoritari e aggressivi, esattamente come i Bolscevichi nei giorni decisive della Rivoluzione d‘ottobre. Quindi si capisce che i popoli arabi hanno optato per provarli, o accettare la loro ascesa al potere. E anche di sperare, come facevano i lavoratori e contadini russi una volta, che potessero davvero creare una società migliore e diversa. Emma ben presto perse le sue illusioni: per le masse invece, ci volle molto più tempo. Tuttavia Emma credeva, giustamente secondo me, che le masse erano state molto coraggiose nel sollevarsi nel tentativo di cambiare la propria realtà di miseria; il grande "errore", se si può chiamarlo errore, lo fecero le forze autoritarie che cercarono di dirottare la rivoluzione. Noi comunque sosteniamo la rivoluzione, non i suoi falsi "capi".

Costruire l'alternativa libertaria: propaganda e organizzazione anarchica

L'altra questione che, secondo me, è importante per noi anarchici arabi e masse arabe, è come costruire l'alternativa libertaria: ossia come iniziare una efficace propaganda anarchica o libertaria e come costruire organizzazioni anarchiche. A dire la verità, non ho mai provato a convincere nessuna a diventare anarchico. Ho scelto sempre il dialogo libera tra "uguali". Non ho mai sostenuto di sapere tutto o che qualsiasi anarchico o qualsiasi essere umano merita essere la "guida" o "leader" degli altri; che nessuno merita di essere un Papa, un Imam musulmano o il Segretario generale di qualche partito stalinista o leninista. Ho sempre creduto che cercare di influenzare altre persone fosse solo un altro modo di esercitare l'autorità su di loro. Ma ora vedo la questione da un'altra prospettiva: si tratta di rendere "disponibile" l'anarchismo, di renderlo conosciuto a tutti coloro che vogliono combattere qualsiasi autorità opprimente, che siano lavoratori, disoccupati, studenti, femministi, giovani, minoranze etniche e religiose, ecc. Si tratta di cercare di costruire un esempio o saggio della nuova vita libera nella forma di una organizzazione libertaria o libera: non solo una manifestazione vivente della sua possibilità, ma anche come MEZZO di arrivare a quella società. Dobbiamo rendere l'anarchismo conosciuto a tutti gli schiavi e le vittime degli attuali sistemi e autorità oppressive. Una EFFICACE PROPAGANDA ANARCHICA è, secondo me, il primo obiettivo di tali organizzazioni. In una parola, siamo testimoni del fallimento delle tendenze "laici" autoritarie (tra cui i nazionalisti e pan-arabisti, gli stalinisti e altri varietà di leninismo) e fra non molto del fallimento delle tendenze religiose autoritarie. La futura alternativa dovrebbe essere, logicamente, libertaria. Naturalmente, l'anarchismo non può essere impiantato artificialmente: deve essere un prodotto "naturale" delle lotte locali delle masse. Ma necessiterà comunque cura e attenzione. E questo sarà il ruolo della nostra propaganda. Non ci sarà alcun "centro" nella nostra organizzazione, nessuna burocrazia. Sarà tuttavia efficace quanto le organizzazioni autoritarie, se non più efficace ancora.

Il nostro Stalin o Bonaparte non è ancora salito al potere: le masse siriane hanno ancora la possibilità di ottenere un risultato migliore di quello della Rivoluzione russa. E' vero che è difficile e che diventa più difficile con ogni momento che passa. Ma la rivoluzione stessa era un miracolo e in questo mondo gli oppressi possono creare miracoli ogni tanto. Questa volta noi anarchici siriani abbiamo messo tutte le nostre carte sul tavolo, insieme alle masse. Non potrebbe essere diversamente - non saremmo degni del nome di libertari.



(1) Vorrei spendere due parole su questo fatto. Non è stato facile per me stare tra jihadisti, ma curarli era diverso. Mi era chiaro sin dal momento in cui sono entrato nell'ospedale: avrei curato chiunque avesse bisogno del mio aiuto, fossero civili o combattenti di qualsiasi gruppo, religione o setta. Sono stato scrupoloso: nessuno in quell'ospedale poteva essere maltrattato, anche se fossero dell'esercito di Assad. Lo dirò di nuovo qui: il mio vero problema, e credo quello degli oppressi in generale, non è con dio stesso, ma con gli essere umani che agiscono come fossero dei, che sono così ammalati di autoritarismo che pensano e agiscono come dei, che siano dittatori laici come Assad o Imam islamisti. Dio stesso non è mai pericoloso quanto coloro che pretendono di "parlare" per lui...

Traduzione a cura di FdCA-Ufficio relazioni internazionali

This page can be viewed in
English Italiano Deutsch
George Floyd: one death too many in the “land of the free”

Mashrek / Arabia / Irak | Imperialismo / Guerra | it

Mi 02 Dez, 03:21

browse text browse image

17883951_10154982962526900_1731651346826620226_n.jpg imageCurdi Sotto Tiro 02:57 Fr 18 Jan by Gianni Sartori 0 comments

Dagli intervento su "scala industriale" operati da Ankara in Bakur e Rojava, all'apparente modesta "attività artigianale2 della repressione operata da Teheran, per il popolo curdo è sempre perenne emergenza...

df0c1da5b22e4a8fbe74d256ebb68e2a_3.jpg imageAfrin: la guerra degli Stati verrà sconfitta dalla guerra popolare 17:41 So 28 Jan by Devrimci Anarşist Faaliyet 0 comments

Afrîn appartiene alla gente di Afrîn. La gente che vive nel cantone di Afrîn è nata in questa terra e vuole morire su di essa. Vivere lì non ha nulla a che fare con nessun piano o programma. Gli abitanti di Afrîn non vivono nel cantone di Afrîn per motivi strategici. Afrîn, per loro, è l’acqua, il pane, il cibo, il gioco, la storia, l’amicizia, la solidarietà, l’amore, la strada, la casa, il vicinato. Ma per lo Stato non è che un pezzo di una strategia. Una strategia che non si preoccupa certo della terra di Afrîn o della sua gente. [Türkçe] [English] [Castellano] [Ελληνικά] [Français]

gal_14771_1.jpg imageAttacco aereo turco sui Curdi Yezîdî e sui villaggi in Rojava 18:26 Do 27 Apr by KNK 0 comments

25 aprile 2017 - by KNK

Gli aerei turchi hanno bombardato Şengal (Sinjar-Iraq/Kurdistan) and Dêrik (Karaçokê-Rojava/Kurdistan).

Secondo le ultime informazioni, 26 aerei turchi hanno bombardato Amûd e Geliyê Kersê nel Şengal/Sinjar. Il bombardamento è ancora in corso. Si è appreso che prima delle operazioni aeree, le comunicazioni erano state del tutto interrotte a Dêrik e nelle aree circostanti.

rojava_1.png imageComunicato internazionale socialista-libertario in solidarietà con la resistenza curda 15:02 Di 21 Okt by Anarchist Organisations and Militants 0 comments

Da alcuni anni il movimento curdo sta vivendo un processo che si muove in direzione libertaria. Sebbene non si tratti di un movimento anarchico, questo processo indica che le idee anarchiche di libertà ed uguaglianza attraverso la solidarietà, attraverso la nostra idea di orizzontalità e di democrazia diretta e radicale ed attraverso la nostra critica radicale contro lo Stato non solo sono forti e valide, ma sono anche necessarie per i movimenti che vogliano operare una rottura con l'eredità autoritaria all'interno della sinistra. E' nostro dovere esprimere la nostra solidarietà con la Rojava e con il movimento curdo, poiché essi rappresentano una speranza in questa regione e perché si ergono come oppressi in lotta contro i loro oppressori. Le lotte reali non sono mai perfette ma portano con sé diversi gradi di potenzialità di realizzazione di una libera società. Nell'esprimere la nostra solidarietà al movimento rivoluzionario nella Rojava ribadiamo che il nostro ruolo è quello di continuare a sviluppare i principi fondamentali delle nostre idee allo scopo di ispirare le rivoluzioni ed i/le rivoluzionar* di tutto il mondo. - Gruppo Editoriale di Anarkismo.net [English]

daf_in_koban_10.jpg imageLa rivoluzione vincerà a Kobanê! 16:58 Fr 17 Okt by Devrimci Anarşist Faaliyet - DAF 1 comments

Siamo giunti al 24° giorno di attacchi dell'ISIS su Kobanê. Mentre le forze di difesa popolare in tutti i villaggi di confine fanno da scudo umano e da sentinelle per gli attacchi contro Kobanê, tutti ed ovunque nella regione in cui ci troviamo sono insorti per evitare la caduta di Kobanê. [English]

anarchist_womendafkobane.jpg image4 ottobre: Ultime da Kobane 16:26 Fr 17 Okt by Devrimci Anarşist Faaliyet - DAF 0 comments

Lo Stato turco che si sta preparando ad intervenire per evitare il pericolo ISIS è al tempo stesso infingardo verso l'offensiva portata dai sostenitori di ISIS attraverso i confini turchi, dimostrando così l'ipocrisia della politica di Istanbul. [English]

daf_in_kobane_3.jpg imageAnarchici turchi in Siria a sostegno del popolo curdo 16:56 Mo 13 Okt by Workers Solidarity Movement 0 comments

Anarchici di Istanbul insieme ad altri attivisti di sinistra, femministe e "gente del Gezi Park" sono riusciti ad attraversare il confine con la Siria ed a raggiungere la città di Kobani attualmente minacciata dall'ISIS. [English]

gaza.jpg imagePalestina, l'ostaggio perenne 01:06 Mi 23 Jul by Federazione dei Comunisti Anarchici 0 comments

Continua la guerra nella Striscia di Gaza governata da Hamas, anche se in tutto il mondo continuano le manifestazioni contro le scelte guerrafondaie di Israele. Dalla scomparsa dei tre coloni da Gush Etzion, (colonia per soli ebrei sotto il controllo totale dello stato di Israele in Cisgiordania), Israele ha posto sotto assedio quattro milioni di palestinesi, bombardando ospedali, scuole, ogni sorta di obiettivi civili, distruggendo e saccheggiando case, rubando, effettuando sequestri, ferendo e uccidendo sia in modo mirato che indiscriminato al di fuori di ogni legislazione internazionale.

pal.jpg imagePalestina: nessuna giustizia, nessuna pace! 15:47 Do 17 Jul by Alternative Libertaire 0 comments

Da molti giorni l'esercito israeliano bombarda la striscia di Gaza, in seguito al lancio di razzi sul territorio israeliano. Col pretesto di prendersela con i "terroristi", o con "quelli che rifiutano la pace", i bombardamenti colpiscono in realtà la popolazione civile, bambini compresi, e servono a scoraggiare con il terrore ogni volontà di resistenza. [Français]

oabubakralbaghdadi570.jpg imageSulla crisi in Iraq 17:22 So 29 Jun by Kurdish Anarchists Forum 0 comments

La crisi in Iraq risale al regime di Saddam Hussein ed è proseguita con "l'attuale regime democratico" dopo l'invasione del 2003. Non c'era libertà, né giustizia sociale; nessuna uguaglianza e pochissime opportunità per coloro che erano indipendenti dai partiti al potere. Oltre alle violenze ed alle discriminazioni contro le donne e la gente comune si è creata una forbice enorme tra i ricchi ed i poveri, con i ricchi sempre più ricchi ed i poveri sempre più poveri. [English]

more >>

imageDichiarazione di solidarietà con il Rojava di fronte alla guerra e alla pandemia globale! Apr 16 by vários 0 comments

COVID-19, che ha messo in quarantena un numero innumerevole di città e ha paralizzato interi settori economici, non ha ancora fermato la continua guerra sporca della Turchia e del suo alleato Daesh contro la popolazione della regione settentrionale della Siria, che ha dovuto continuare a difendersi senza alcuna tregua. In questo momento, l'assedio dormiente della Siria, promosso dalla Russia nel suo tentativo di essere egemone nella regione, è stato evidente, perché sta utilizzando questi territori come scenario di confronto contro l'imperialismo americano.

Attualmente, queste persone devono ora lottare contro la propagazione del nuovo coronavirus nei loro territori. L'amministrazione autonoma del Rojava affronta questo pericolo in uno stato di debolezza a causa della difficoltà di mantenere il suo sistema sanitario funzionante nonostante la guerra.

In questo momento tutte le organizzazioni popolari dovrebbero agire insieme per sfidare la guerra e aiutare il più possibile i popoli curdi, arabi e assiri, affinché la loro autonomia e il loro diritto all'autodeterminazione nei loro territori siano giustamente rispettati. Di fronte al silenzio cinico e ipocrita dello Stato e della borghesia, noi, anarchici del mondo, ribadiamo ancora una volta la nostra solidarietà internazionalista e dal basso con la rivoluzione del Rojava, così che essa trionfi sulla pandemia globale del coronavirus e sulla pandemia della guerra.
Di fatto, coloro che continuano a fare la guerra alle persone mentre i sistemi sanitari stanno crollando a causa di COVID-19 sono due volte più criminali.

Basta a tutte le guerre!

PER LA VITA E LA LIBERTÀ! LUNGA VITA AL ROJAVA!

image38 anni di rivoluzione in Iran non hanno cambiato lo status politico del popolo curdo Feb 14 by Alejandro Azadi 1 comments

La rivoluzione islamica nasconde una repressione crescente contro le donne e le popolazioni indipendentiste tradite dalla Nuova Repubblica: soprattutto i Curdi.

imageNella riconquista di Mosul, le YPG/J e la Guerriglia devono stare molto attente al piano segreto Aug 05 by Zaher Baher 0 comments

I piani e le cospirazioni tra Turchia, Qatar ed il Governo Regionale Curdo (KRG in Iraq) contro la Rojava non hanno mai fine. Documenti messi a disposizione da Wikileaks di recente riguardano incontri ed accordi tra questi tre soggetti ed un incontro segreto tra Abu Bakr al-Baghdadi e Barzani, il capo del KRG, caso mai ci fossero stati dei dubbi. Basta guadare i link in fondo all'articolo.

textSull'intervento di Putin in Siria Okt 11 by Mazen Kamalmaz 0 comments

Le classi dirigenti del Medio Oriente sono molto agitate in questi giorni, al pari delle loro controparti occidentali ed "internazionali", di fronte alla decisione di Putin di intervenire direttamente in Siria. Infatti, questo è il modo in cui loro "intendono" e fanno politica: combattere contro i loro contendenti regionali per conquistare l'egemonia regionale, appoggiati da schieramenti internazionali reciprocamente opposti.

textLa spada, simbolo dell'ISIS Sep 13 by Mazen Kamalmaz 0 comments

L'ISIS, insieme all'Islam politico, ha molte somiglianze col Nazismo e con lo Stalinismo. Si tratta di un movimento complesso, al tempo stesso rivoluzionario e reazionario, anticapitalista e ostile alla classe lavoratrice, antimperialista e aspirante imperialista. Al pari del fascismo occupa quello spazio dove le attuali lotte sociali e politiche si arenano, dove le vecchie classi dirigenti non possono più governare, ma anche dove i movimenti popolari di base non riescono a rovesciare il sistema.

more >>

imageAfrin: la guerra degli Stati verrà sconfitta dalla guerra popolare Jan 28 DAF 0 comments

Afrîn appartiene alla gente di Afrîn. La gente che vive nel cantone di Afrîn è nata in questa terra e vuole morire su di essa. Vivere lì non ha nulla a che fare con nessun piano o programma. Gli abitanti di Afrîn non vivono nel cantone di Afrîn per motivi strategici. Afrîn, per loro, è l’acqua, il pane, il cibo, il gioco, la storia, l’amicizia, la solidarietà, l’amore, la strada, la casa, il vicinato. Ma per lo Stato non è che un pezzo di una strategia. Una strategia che non si preoccupa certo della terra di Afrîn o della sua gente. [Türkçe] [English] [Castellano] [Ελληνικά] [Français]

imageAttacco aereo turco sui Curdi Yezîdî e sui villaggi in Rojava Apr 27 0 comments

25 aprile 2017 - by KNK

Gli aerei turchi hanno bombardato Şengal (Sinjar-Iraq/Kurdistan) and Dêrik (Karaçokê-Rojava/Kurdistan).

Secondo le ultime informazioni, 26 aerei turchi hanno bombardato Amûd e Geliyê Kersê nel Şengal/Sinjar. Il bombardamento è ancora in corso. Si è appreso che prima delle operazioni aeree, le comunicazioni erano state del tutto interrotte a Dêrik e nelle aree circostanti.

imageComunicato internazionale socialista-libertario in solidarietà con la resistenza curda Okt 21 0 comments

Da alcuni anni il movimento curdo sta vivendo un processo che si muove in direzione libertaria. Sebbene non si tratti di un movimento anarchico, questo processo indica che le idee anarchiche di libertà ed uguaglianza attraverso la solidarietà, attraverso la nostra idea di orizzontalità e di democrazia diretta e radicale ed attraverso la nostra critica radicale contro lo Stato non solo sono forti e valide, ma sono anche necessarie per i movimenti che vogliano operare una rottura con l'eredità autoritaria all'interno della sinistra. E' nostro dovere esprimere la nostra solidarietà con la Rojava e con il movimento curdo, poiché essi rappresentano una speranza in questa regione e perché si ergono come oppressi in lotta contro i loro oppressori. Le lotte reali non sono mai perfette ma portano con sé diversi gradi di potenzialità di realizzazione di una libera società. Nell'esprimere la nostra solidarietà al movimento rivoluzionario nella Rojava ribadiamo che il nostro ruolo è quello di continuare a sviluppare i principi fondamentali delle nostre idee allo scopo di ispirare le rivoluzioni ed i/le rivoluzionar* di tutto il mondo. - Gruppo Editoriale di Anarkismo.net [English]

imagePalestina, l'ostaggio perenne Jul 23 FdCA 0 comments

Continua la guerra nella Striscia di Gaza governata da Hamas, anche se in tutto il mondo continuano le manifestazioni contro le scelte guerrafondaie di Israele. Dalla scomparsa dei tre coloni da Gush Etzion, (colonia per soli ebrei sotto il controllo totale dello stato di Israele in Cisgiordania), Israele ha posto sotto assedio quattro milioni di palestinesi, bombardando ospedali, scuole, ogni sorta di obiettivi civili, distruggendo e saccheggiando case, rubando, effettuando sequestri, ferendo e uccidendo sia in modo mirato che indiscriminato al di fuori di ogni legislazione internazionale.

imagePalestina: nessuna giustizia, nessuna pace! Jul 17 AL 0 comments

Da molti giorni l'esercito israeliano bombarda la striscia di Gaza, in seguito al lancio di razzi sul territorio israeliano. Col pretesto di prendersela con i "terroristi", o con "quelli che rifiutano la pace", i bombardamenti colpiscono in realtà la popolazione civile, bambini compresi, e servono a scoraggiare con il terrore ogni volontà di resistenza. [Français]

more >>
© 2005-2020 Anarkismo.net. Unless otherwise stated by the author, all content is free for non-commercial reuse, reprint, and rebroadcast, on the net and elsewhere. Opinions are those of the contributors and are not necessarily endorsed by Anarkismo.net. [ Disclaimer | Privacy ]