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Spiegare lo Specifismo

category internazionale | movimento anarchico | opinione / analisi author Wednesday September 12, 2012 17:23author by Collective Action Report this post to the editors

Il livello politico ed il livello sociale, il dualismo organizzativo e l'organizzazione anarchica

Nel discutere la piattaforma di Collective Action alcune individualità hanno evidenziato una certa confusione nel nostro uso della definizione di "specifismo " per descrivere la tradizione dell'anarchismo sociale a cui facciamo riferimento. Quella che segue è una breve introduzione ai concetti base del modello specifista. Si tratta di un adattamento di una intervista che uscirà per Shift Magazine sulle reatà anticapitaliste. [English]


Spiegare lo specifismo

Il livello sociale e quello politico, il dualismo organizzativo e l'organizzazione anarchica


Lo "Specifismo" fa riferimento ad una corrente organizzativa all'interno della tradizione anarchica che, attualmente, è stata rielaborata soprattutto dalla Federação Anarquista do Rio de Janeiro (FARJ), ma che affonda le sue radici storiche negli scritti di Bakunin, Malatesta e Makhno (tra gli altri). Molti associano queste idee solo alla "Piattaforma Organizzativa dell'Unione Generale degli Anarchici (Bozza)" di Makhno, ma queste idee si ritrovano in realtà già in uno uno dei primi documenti sull'organizzazione dell'anarchismo sociale: quello di Bakunin sul programma per l'Alleanza Internazionale della Democrazia Socialista. Al cuore della struttura specifista vi è una consapevolezza della divisione dell'attività anarchica in livello sociale e livello politico [1]. Gli specifisti sostengono che una quantità di errori a carico dei militanti anarchici derivi dalla confusione tra livello sociale e livello politico.

Il livello sociale viene inteso come quelle lotte che si verificano all'interno della struttura materiale ed ideologica del capitalismo (pane-e-burro per dirla terra terra). Queste lotte sono fortemente determinate dall'ideologia della società capitalistica e si collocano principalmente all'interno della logica del capitalismo, per esempio la rivendicazione per aumenti salariali in cambio di lavoro oppure il desiderio di riforme sociali emanate dallo Stato. Queste lotte sono anche influenzate da una più ampia struttura ideologica, economica e politica che ne delinea tanto le caratteristiche quanto le ragioni del loro livello di conflittualità e degli alti e bassi nella presa di coscienza, vedi a mo' di esempio il modo in cui l'attuale crisi finanziaria abbia provocato una accelerazione nella resistenza della classe lavoratrice in certi settori ed in certe aree geografiche. Gli anarchici hanno bisogno di trovare un modo per impegnarsi in queste lotte tale da porli direttamente in relazione con la loro composizione reale e col livello di coscienza presente all'interno della classe. Un impegno che abbia successo richiede sia un'approccio relazionale di studio, in termini di saper comprendere e valutare criticamente la reale composizione e le idee della classe, sia un approccio relazionale in termini di intervento, per presentare praticamente le idee e la prassi anarchiche, al fine di dimostrarne l'utilità e la pertinenza per coloro che sono attivi al livello sociale.

Gli anarchici hanno anche bisogno di mantenere una loro visione coerente della società alternativa, del comunismo anarchico. Questo è il livello politico. Il livello politico rappresenta l'idea (teoria) espressa dalle minoranze rivoluzionarie quale visione per una trasformazione sociale per la società alternativa. Questa linea politica non è ovviamente statica ed esiste in relazione al livello sociale. Il livello politico non può essere puramente l'espressione della propaganda dell'ideale. Il comunismo anarchico è una tradizione sviluppatasi dalle lezioni ricavate dalle lotte delle classi popolari. Il lavoro del livello politico si estrinseca tramite lo studio, l'auto-critica e l'attività organizzativa dei militanti comunisti anarchici che si esprime attraverso l'unità e la disciplina organizzativa della organizzazione anarchica di specifico (OAS). Mentre il livello sociale funziona da "compasso", come dice Magón, ed informa la teoria dei militanti rivoluzionari, il livello politico si distingue dal livello sociale nel fatto che le idee che lo caratterizzano non si producono in base alla struttura sociale e dunque non sono soggette alla mediazione del capitalismo e dello Stato. Il livello politico, dunque, nell'esprimere con chiarezza le idee rivoluzionarie, lo fa in forma di organizzazioni di minoranza che sono indipendenti e non rappresentative delle idee della classe in quanto tale.

Da questa coscienza dell'esistenza del livello politico e di quello sociale discende la prassi del "dualismo organizzativo". Le organizzazioni anarchiche specificatamente anarchiche (da cui il termine "specifismo") con posizioni di principio ben definite e che operano in condizioni di unità politica a livello di intervento politico, partecipano a, o cercano di costrure movimenti popolari al livello sociale. L'obiettivo di questo intervento non è quello di "conquistare" o di stabilire dei fronti anarchici bensì quello di creare le corrette condizioni, tramite la prassi le idee anarchiche, per lo sviluppo dell'autonomia di classe. E' questa autonomia che è la base per il contro-potere della classe lavoratrice e per il cambiamento rivoluzionario, come diceva un famoso scritto di Malatesta (1897): "Noi anarchici non vogliamo emancipare il popolo; noi vogliamo che il popolo sia autore della sua stessa emancipazione".

Come sostiene la Federazione dei Comunisti Anarchici (FdCA) in un suo scritto del 2005, il lavoro al livello sociale non dovrebbe essere la copia carbone delle organizzazioni del livello politico. L'intervento al livello sociale deve sorgere all'interno del contesto dei bisogni immediati del proletariato e del suo reale stato in termini di composizione tecnica ed ideologica. In questo senso il lavoro al livello sociale interviene ad accelerare quel processo che porta - come lo espresse Marx - dalla classe "in sé", soggetta ad una comune condizione indotta dal capitalismo, alla classe "per sé", e cioè ad un gruppo cosciente di sè che agisce per i propri interessi materiali in direzione del comunismo.

Lo specifismo è una prassi che cerca di stabilire l'equilibrio tra una sana relazione di influenza all'interno della classe ed una organizzazione comunista ideologicamente coerente, in cui venga respinto qualsiasi approccio avanguardistico di stampo leninista. Laddove la tradizione marxista rileva il fluttuare delle lotte al livello sociale e ne ricava la necessità di una leadership rivoluzionaria dall'esterno, gli specifisti sostengono che i comunisti anarchici lottano agendo in qualità di coscienza critica dall'interno.

Per questa ragione lo specifismo è fondamentalmente organizzatore nel fatto che respinge l'idea che l'anarchismo possa svilupparsi semplicemente attraverso l'attività di propaganda o tramite circoli di dibattito, gruppi o federazioni. Invece l'OAS necessita di sviluppare l'unità tattica e strategica quali basi del suo programma da realizzare attraverso le attività all'interno della classe.

Lo specifismo rappresenta sia un'alternativa all'attivismo anarchico, che non si ricompone formalmente nel livello politico, sia a certi modelli di anarcosindacalismo, i quali tentano di unificare la pratica del livello sociale con quella del livello politico nella costituzione di sindacati rivoluzionari.

Nel criticare l'attivismo anarchico, gli specifisti mettono in evidenza la necessità di una prassi di formazione e di auto-critica interna al livello politico per costruire un intervento nel livello sociale che sia sostenibile e di lunga durata. Altrimenti non c'è che un attivismo sporadico, un lavoro politico che non prevede un ciclo di critica e di valutazione dell'intervento. Come faceva notare Fabbri, la mancanza di "organizzazioni visibili" da parte dei militanti anarchici, cioè la mancanza di chiare ed accessibili percorsi di partecipazione, crea lo spazio per "l'affermarsi di organizzazioni arbitrarie e meno libertarie".

In risposta all'anarcosindacalismo, gli specifisti sostengono che la formazione al livello sociale di organizzazioni - come i sindacati - con principi rivoluzionari, non risolve il problema creato dalla mediazione capitalistica al livello sociale. Piuttosto, come sostiene la FdCA, si assiste spesso ad "uno strano mix tra organizzazione di massa ed organizzazione politica che è poi fondamentalmente un'organizzazione di anarchici che si mettono a fare lavoro sindacale". Questa situazione di solito porta sia all'esistenza di una minoranza rivoluzionaria all'interno dello stesso sindacato che cerca di preservare la linea a fronte delle fluttuazioni che si verificano al livello sociale, e che si trova spesso costretta ad agire in maniera non democratica oppure ad avere necessariamente pochi iscritti, sia ad una flessibilità dei principi anarchici che lascia aperta la questione di dove si colloca la radicalizzazione tra livello politico e livello sociale. A tale proposito la FARJ analizza storicamente come lo sciogliersi dell'attività anarchica nel livello sociale ha comportato in molti casi la perdita completa di qualsiasi punto di riferimento politico, una volta che la repressione abbia colpito queste organizzazioni sociali. L'OAS, in questo senso, può essere una vitale linea di continuità per le idee comuniste anarchiche.

Collective Action ritiene che le lezioni e gli insegnamenti derivati dalla teoria specifista siano uno strumento deciviso nel processo di raggruppamento anarchico. L'unica strada che ci può essere per la politica anarchica nel Regno Unito nel XXI secolo è qualla di fare delle idee e della prassi comunista anarchica un strumento pratico e coerente per organizzarsi nei posti di lavoro, per intervenire nelle lotte sociali e per dare forza alle comunità della classe lavoratrice. L'anarchismo ha bisogno di riguadagnare il suo tradizionale referente organizzativo, quello che Bakunin chiamava le "classi popolari" per abbandonare l'attivismo senza costrutto. Questo significa una fondamentale ridefinizione di ciò che siamo e di ciò che speriamo di fare. Significa anche, come avrebbe detto Vaneigem, tornare alla politica della "vita di tutti i giorni". E cioè ri-orientare la nostra prassi sia al livello sociale sia al livello politico ed utilizzare la ricchezza della nostra tradizione politica per chiarire e migliorare i nostri sforzi organizzativi.

Collective Action


Note:

1. Si deve prevedere una certa elasticità per questi termini che non vanno considerati rigidamente. Il livello "sociale" , ad esempio, è ovviamente a volte anche "politico" quale sfera sia di contestazione che di produzione di idee. Parimenti, il livello "politico" è simultaneamente "sociale" in relazione al fatto che le idee comuniste anarchiche derivano da un'analisi storica e materialistica della società e si sono formate sulla base delle esperienze e delle lezioni della lotta sociale (per ulteriori considerazioni sul carattere materialistico del comunismo anarchico vedi "Appendice 1: Materialismo Storico e Materialismo Dialettico" In: Federazione dei Comunisti Anarchici (2005) Anarchist Communists: A Question of Class. Studies for a Libertarian Alternative: FdCA).

Riferimenti:

  • Federazione dei Comunisti Anarchici (2005) Anarchist Communists: A Question of Class. Studies for a Libertarian Alternative: FdCA. [Originale in italiano FdCA, Comunisti anarchici: una questione di classe, I Quaderni di Alternativa Libertaria].
  • Malatesta, E. (1897) "Anarchism and Organisation". Available at: http://www.marxists.org/archive/malatesta/1897/xx/anarchorg.htm

    Traduzione a cura di FdCA-Ufficio Relazioni Internazionali.

    Related Link: http://www.anarchistcommunist.org/
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