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Paraguay: il colpo di Stato e gli anarchici

category argentina / uruguay / paraguay | la sinistra | opinione / analisi author Thursday July 12, 2012 17:32author by Grupo de Afinidad "La Calle" Report this post to the editors

Noi indichiamo la resistenza come la risposta adeguata al momento, in quanto permette di autogestire le lotte, di rendere autonoma la risposta al conflitto, di assemblare l'analisi ed il processo decisionale rispetto alla resistenza e, per questa via, rompere coll'impronta politica e culturale del coloradismo, vale a dire rompere con le pratiche politiche del clientelismo, della dipendenza e della vendita di cariche. Una resistenza seria porterà a cambiamenti profondi nella cultura politica e sociale del Paraguay, rompendo così con i costumi funzionali alla dominazione oligarchica che ci influenzano quotidianamente.
Coloro i quali assumano la resistenza seriamente non potranno che trovarsi in difficoltà a causa degli ambienti timorosi di centro e dei calcoli elettorali della sinistra, la quale a parole fa propria la resistenza, però nella pratica resta immobile. [Castellano]

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Paraguay: il colpo di Stato e gli anarchici


Dopo l'insediamento del governo Lugo, nell'agosto 2008, il processo di cambiamento si è tradotto, tra le altre cose, in una calma della conflittualità sociale, in una diminuzione delle mobilitazioni sociali, in un aumento dei profitti degli speculatori finanziari ed immobiliari e delle multinazionali dell'agrobusiness, ed in una sostenuta politica di criminalizzazione dei movimenti sociali in lotta, arrivando fino a militarizzare alcune aree geografiche del paese, con la scusa dell'emergere di una "guerrilla" che aveva sequestrato un allevatore di bestiame.

Tuttavia, il governo Lugo aveva portato ad un cambiamento nella dinamica politica del paese e, attraverso la politica dell'esecutivo, si era consolidato sulla scena politica del paese un nuovo attore: la sinistra progressista. Questa sinistra progressista era riuscita a rafforzare i suoi legami con i settori popolari tramite la gestione di programmi e progetti sociali e culturali, che le hanno dato una visibilità preoccupante agli occhi dei due partiti tradizionali (entrambi di destra: quello liberale [1] ed il Partido Colorado [2]), in vista delle elezioni del 2013. Preoccupante soprattutto per il Partido Liberal in quanto una parte interessante dei suoi quadri intermedi e di base aveva stabilito un'alleanza con la sinistra progressista.

La minaccia di impeachment come strumento per scalzare Lugo dall'esercizio del potere esecutivo è stata una costante fin dai primi giorni della presidenza Lugo, mentre questi cercava di opporsi a questa minaccia attraverso due modalità: controllare la conflittualità sociale ed allargare l'alleanza di governo alla destra, incorporando dei settori del Partido Colorado nel governo. Il controllo sociale avveniva tramite i classici meccanismi in uso presso i governi progressisti: negoziazione e cooptazione combinate con una repressione intensiva. La presenza nella gestione e nelle decisioni dell'esecutivo di militanti e dirigenti della sinistra, così come di dirigenti delle ONG, aveva permesso al governo Lugo di avere un fluido scambio di idee con i movimenti e le organizzazioni sociali, coinvolgendoli nella gestione dei progetti e fornendo loro le risorse per realizzare iniziative e proposte in ambito sociale, mentre nella sanità ed in altre aree sociali venivano inseriti massicciamente esponenti delle parti sociali, rafforzando il vincolo con le organizzazioni sociali di base. La repressione invece seguiva due modalità principali una, indiretta, era quella che passava attraverso i partiti politici della sinistra e dell'area progressista, i quali chiedevano sistematicamente alla propria base e dintorni di non criticare di non usare le mobilitazioni per interferire con "il processo", mentre la seconda modalità, diretta, era quella di criminalizzare i movimenti sociali che apparivano più "radicali", collegandoli al supposto "terrorismo" dell'EPP [3], una sorta di guerriglia sorta nel nord del paese, con origini e sviluppo non molto chiari, però molto utile per giustificare una dura repressione contro i movimenti contadini della zona.

La combinazione di entrambi questi fattori aveva provocato un immobilismo dei movimenti sociali che si è protratto per tutta l'era Lugo.

D'altra parte, la cultura delle prebende del Coloradismo come forma del fare politica non era stata combattuta efficacemente da parte della sinistra e dei progressisti una volta giunti al potere. Salvo poche eccezioni, la pratica delle prebende e della corruzione insita nel Coloradismo, su cui esso basava le sue relazioni elettorali, era stata ripresa dalla stessa sinistra al governo, dando così alla stampa di destra l'opportunità di accusare la sinistra di corruzione, lavando così la faccia alla destra, fino a quel momento campione per antonomasia della corruzione. La sinistra era giunta anche ad usare la pratica cosiddetta della "pastorizia", cioè portare masse di gente alle manifestazioni o alle mobilitazioni in cambio di qualche compenso monetario o alimentare.

E' in questo contesto che avviene il massacro di Curuguaty (venerdì 15 giugno 2012) in cui muoiono 11 contadini e 6 poliziotti nel corso di una sparatoria iniziata dalla polizia. I poliziotti caduti, secondo le dichiarazioni di testimoni contadini, erano morti per "fuoco amico", tutti tranne uno. Il massacro viene sfruttato dalla stampa di destra (caso unico nel paese) per dare la colpa ai contadini, accusandoli di essere degli assassini, delinquenti e terroristi, e questo senza aver fatto nessuna seria indagine sui fatti.

La sinistra cade in uno stato di torpore, il governo finisce con l'accettare solo la versione della polizia (funzionale alla strategia mediatica della destra di criminalizzare i contadini in lotta per la terra) ed i movimenti contadini prendono l'iniziativa per solidarizzare e scendere in campo per aiutare i contadini e le contadine che vengono perseguitati repressi ed incarcerati.

Da questo momento, sale la tensione nella sinistra con settori che volevano mobilitarsi per solidarizzare con i contadini uccisi (compresi i poliziotti figli di contadini) e frenare anche l'attacco della stampa che criminalizzava i contadini in lotta per la terra. Questo immobilismo, che ha origine nel calcolo politico e nella (logica) paura che diffondeva la stampa, fà sì che non vi era nessuna risposta immediata al circo mediatico contrario al movimento contadino, in particolare ai settori meno organici dei senza-terra, della Liga Nacional de Carperos [4].

In questo scenario, noi anarchici abbiamo puntato a portare solidarietà effettiva attraverso la mobilitazione sociale in risposta all'attacco della stampa e della destra per spezzare la paura che imperava dappertutto. Abbiamo fatto alcune cose in questo senso, nonostante le pressioni che certa parte della sinistra esercitava affinché i propri militanti restassero solo meri spettatori degli eventi. Appena 4 giorni dopo il massacro, un lunedì, abbiamo realizzato il primo atto di solidarietà nella città di Asunción, con una mobilitazione militante ed unitaria. Unitaria perché si relazionava, per vincoli e partecipazione, con la sinistra marxista che era parte attiva nella solidarietà, e militante perché sappiamo che il prezzo dell'immobilismo sarà sempre troppo alto per il popolo, perché l'immobilismo non ci dà nessuna garanzia di fronte ad una destra che alimenta pregiudizi, condanne e repressione.

Poi è arrivato il colpo di stato parlamentare. Questa situazione si era rivelata molto complessa da affrontare da parte degli anarchici, in quanto non volevamo confonderci con chi appoggiava il governo Lugo. Il nostro approccio è stato lo stesso usato nel caso del massacro di Curuguaty: solidarietà e mobilitazione. Abbiamo visto che l'unico modo per frenare l'avanzata della destra (e della violenza sui settori poveri e popolari del paese) era quello della mobilitazione nelle strade, come abbiamo fatto nel caso della mobilitazione più famosa quando abbiamo occupato la Piazza del Congresso dal primo momento dell'impeachment a Lugo. Durante quei due giorni siamo rimasti in piazza, cercando di favorire il dispiegarsi della creatività, di fasi di azione e di riflessione pensando a far agire la resistenza legata a quel momento.

Anche in questa critica situazione, buona parte della sinistra non è stata all'altezza delle circostanze, diffondendo voci, placando i manifestanti, cercando di controllare le opinioni e diffondendo discorsi altalenanti su come far fronte all'emergenza. Tanto che quando è giunto il momento del giudizio, con la condanna di Lugo, la polizia ha attaccato brutalmente la gente che si era mobilitata. Così pessime erano state la preparazione e la difesa delle persone, che la gente è dovuta fuggire precipitosamente dai gas lacrimogeni e dai proiettili di gomma, mettendo a rischio la propria vita e quella di altri. Non si erano prese misure preventive relative alla situazione e le informazioni che circolavano erano svariate ed incontrollate, dando così forza ai si dice. Scommettendo tutto sul sostegno al mito di Lugo, i dirigenti della sinistra sono rimasti in Piazza del Congresso fino a tarda notte dopo l'impeachment nella speranza che Lugo si presentasse lì per unirsi al popolo paraguayano. Però Lugo si era dimesso dalla carica di presidente in diretta televisiva ed in piazza la gente ha sentito la notizia per radio. La delusione era così tanta che tre piazze occupate per un giorno intero, si sono svuotate in meno di un'ora.

La sensazione di sconfitta a sinistra era tale, che il giorno seguente molta gente che era giunta in piazza all'alba per resistere, si trovò davanti un panorama da pianto: l'abbandono assoluto.

Il sabato, primo giorno di vita del governo golpista, si è tradotto in una lotta autogestionaria contro il muro della comunicazione. Gestita dai lavoratori della comunicazione, tanto della TV che della radio pubbliche, la resistenza era iniziata nella TV pubblica, ubicata nel centro di Asunción. Una decina di persone ha dato inizio a questa resistenza chiedendo l'appoggio alla lotta tramite sms e chiamate tramite cellulare. In un'ora si potevano contare circa 300 persone all'inizio del programma a microfono aperto, minacciato di censura la notte precedente. Questo primo momento di lotta, con il microfono che amplificava le parole della resistenza, è stato francamente un'opera perfetta di resistenza e di autogestione. Siamo stati una parte modesta di questo momento e ne andiamo orgogliosi con modestia. Successivamente, vista l'ampiezza che stava raggiungendo la resistenza nella TV pubblica, i partiti politici hanno cercato di far propria, controllare e dirigere questa mobilitazione. E' stato organizzato un "gruppo per la sicurezza" che si è comportato aggressivamente come una polizia interna. Cercava di controllare anche le espressioni della gente e cosa diceva, proibendo le assemblee proprio in quel posto (dove tutto era iniziato con una assemblea aperta ed autoconvocata) e vietando anche manifesti o scritte che non erano coerenti con le cose concordate come prudenti. Al tempo stesso si dava forza agli obiettivi dei sostenitori di Lugo ed alla sua stessa figura.

La sinistra ha cercato di dirigere lo sforzo della resistenza, allargando il Frente Guasú [5] a destra per coinvolgere i dissidenti dei partiti golpisti (il Colorado ed il Liberale), mentre cercava di darsi una base sociale più ampia, coinvolgendo anche le organizzazioni sociali in quello che ora si chiama Frente de Defensa de la Democracia (FDD). Dopo la costituzione di questo fronte, tutto lo sforzo punta a centralizzare ed a controllare la manifestazione della gente in quello che era il blocco della TV pubblica. Proprio a metà della prossima settimana la lotta potrebbe tracimare da questo blocco, dando inizio a mobilitazioni nelle campagne e nelle città. Mobilitazioni intermittenti di massa.

Un aspetto interessante è che la resistenza proposta dal FDD e dall'ex-governo di Lugo si definisce "pacifica" o di disobbedienza civile. In pratica, questa resistenza si riduce ad mezzo di mobilitazione in cui in ogni momento si cerca di non dare fastidio a nessuno per non essere accusati di essere "violenti", per cui le azioni (o meglio le inazioni) del FDD e dell'ex-gabinetto di Lugo si rivelano funzionali alla normalizzazione ed alla rassicurazione che cerca di imporre il governo golpista, in pieno accordo con le leggi e le decisioni economiche che favoriscono, una volta di più, le multinazionali ed il capitalismo speculativo. Il discorso non-violento della disobbedienza civile appare poi insensato e sbagliato nello scopo: non c'è nessuna vera resistenza fino a che non si assume la conflittualità sociale innescata dal colpo di stato parlamentare e non si usa il conflitto per mettere a nudo la natura repressiva ed antipopolare del governo golpista. Prima di oggi viene sempre il calcolo elettorale.

Noi indichiamo la resistenza come la risposta adeguata al momento, in quanto permette di autogestire le lotte, di rendere autonoma la risposta al conflitto, di assemblare l'analisi ed il processo decisionale rispetto alla resistenza e, per questa via, rompere coll'impronta politica e culturale del coloradismo, vale a dire rompere con le pratiche politiche del clientelismo, della dipendenza e della vendita di cariche. Una resistenza seria porterà a cambiamenti profondi nella cultura politica e sociale del Paraguay, rompendo così con i costumi funzionali alla dominazione oligarchica che ci influenzano quotidianamente.

Coloro i quali assumano la resistenza seriamente non potranno che trovarsi in difficoltà a causa degli ambienti timorosi di centro e dei calcoli elettorali della sinistra, la quale a parole fa propria la resistenza, però nella pratica resta immobile o si mobilita solo in funzione di arruolare personaggi e candidature in segreto, anche a costo di sprofondare nel discredito in cui è già caduta.

Grupo de Afinidad "La Calle"

Asunción, 03 luglio 2012

Traduzione a cura di FdCA-Ufficio Relazioni Internazionali.


Note del traduttore:

1. Partido Liberal Radical Auténtico, fondato nel 1978 come continuazione dello storico Partido Liberal.
2. Asociación Nacional Republicana, chiamato il "partito rosso". Guidò il paese dal 1947 al 2008.
3. Ejército del Pueblo Paraguayo.
4. Lega nazionale dei campesinos senza terra.
5. "Fronte Ampio", una coalizione di oltre 18 partiti e formazioni politiche.

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