user preferences

New Events

Internazionale

no event posted in the last week

Weidmann, chi è costui?

category internazionale | economia | editoriale author Monday May 28, 2012 22:33author by Monte - Federazione dei Comunisti Anarchici (FdCA) Report this post to the editors

Derivati, colpa e debito, immobili e crediti nell'Unione Europea

featured image
La crisi dell'euro

Derivati, colpa e debito, immobili e crediti nell'Unione Europea

Mentre l'Eurogruppo dei 27 informalmente si incontra e la Merkel perde le elezioni in Vestfalia, i mercati sembrano oscillanti sulle misure che verranno prese dopo le prossime elezioni in Grecia, nel caso di una fuoriuscita dall'euro; l'instabilità delle borse continua e gli spreads dei BTP e dei Bonos continuano ad oscillare.


Weidmann, chi è costui?

Derivati, colpa e debito, immobili e crediti nell'Unione Europea


Mentre l'Eurogruppo dei 27 informalmente si incontra e la Merkel perde le elezioni in Vestfalia, i mercati sembrano oscillanti sulle misure che verranno prese dopo le prossime elezioni in Grecia, nel caso di una fuoriuscita dall'euro; l'instabilità delle borse continua e gli spreads dei BTP e dei Bonos continuano ad oscillare.

Derivati alla deriva

"La verità è che non ci sono motivi strutturali per vedere le borse orientate stabilmente verso l'alto. Il 2012 sarà per l'Europa un anno di rallentamento; terranno gli USA e gli emergenti, ma a un passo di marcia meno tonico del solito. E se sarà così, verrà a mancare il vero propellente di un rialzo sano sui mercati che è quello degli utili", i quali - stimati in agosto del 13% - scivolano ogni mese, attestandosi a un 5%, stime UBS, per l'Europa, meglio in USA. In ogni caso il P/R, cioè il prezzo delle azioni rispetto ai profitti, del 10/12, esprime parere di un ciclo normale non in contesti di shock esogeni.

Tutto sotto controllo: chi gestisce patrimoni da investire deve, quando è necessario, produrre situazioni per fare business e le oscillazioni sui titoli offrono incentivi a rapidi posizionamenti di vendita o acquisti che fruttano plusvalenze; in più si amplia il volume dei derivati, mentre i futures sulle materie prime perdono attrattive in una riduzione della congiuntura economica nella locomotiva mondiale, la Cina. Un fondo tranquillo come un private equity USA dispone in cassa circa di 1.000 miliardi che deve posizionare e motivare la scarsa redditività legata all'instabilità. Diversamente come potrebbero crescere i prodotti derivati che nel 2008 erano 673 trilioni (1.OOO miliardi) per scendere a 600 trilioni nel 2010 e riprendersi a fine 2011 a 700 trilioni? Nelle banche USA, ne sono concentrati almeno 1/3, principalmente nella J. P. Morgan Chase che detiene 70 trilioni, di cui 5 trilioni in CDS, poi Citibank e Bank of America solo 50 trilioni, la famosa Goldman Sachs è solo al quarto posto, comunque l'81% è sui tassi di interesse, che prossimamente non oscillano certamente, seguiti dai cambi, dai crediti un 6%, circa 15 trilioni di nominale, principalmente over the counter, fuori mercati ufficiali.

Jamie Dimon, il CEO di J. P. Morgan, aveva appena chiuso la trimestrale della banca con un utile di 5,4 miliardi per trovarsi con una perdita iniziale di 2 miliardi fatta nell'ufficio di Londra, il Chief Investiment Office della stessa, su una posizioni di 100 miliardi, legato al CDX.NA.IG.9, un corporate, collegato a 121 grandi aziende in Nordamerica, puntando su un miglioramento dell'indice, cioè delle condizioni aziendali che invece 12 hedge fund hanno posizionato in negativo: quindi guadagnandoci.

Ugualmente l'ottimismo sulla salute del mercato ha nociuto alla J. P. Morgan, che ha qualche tensione su ABS (Asset-backed securities) collaterali di mutui europei degli ultimi tre anni, che risultano tendenzialmente tossici almeno per 100/150 miliardi (su 500), quindi difficilmente con cash-flow prossimamente (cioè pagabili).

Comunque i Credit default swap (CDS) sono definiti come "strumenti finanziari che funzionano come polizze assicurative. Pagando un premio, qualunque investitore può assicurarsi contro l'insolvenza di uno Stato, di un azienda: in caso di default, chi ha venduto il CDS dovrà risarcire il danno restituendo all'investitore l'intero capitale". Però, poiché il loro valore cambia rapidamente, la oscillazione percepisce il rischio e quindi influenza il costo della "polizza" [dal Sole24Ore].

Quindi un "venticello" sui CDS influenza il rendimento dei titoli di stato o aziendali a cui fanno riferimento. Il paese al mondo su cui ci sono più CDS è l'Italia (circa 342 miliardi per 20 miliardi netti: segue la Spagna per 184 miliardi, Brasile e Turchia, poi la Francia per 147 miliardi, e pure la Germania per 123 miliardi (Sole24Ore del 12 maggio 2012).

In ogni caso la finanza-ombra muove negli USA 15 trilioni di dollari, il 53% del totale dell'intermediazione bancaria e finanziaria, in Europa solo il 28% circa 11 trilioni di euro, quasi il valore del PIL dei paesi: USA $14,5 trilioni, Europa $12 trilioni, BRIC $11 trilioni, (Cina $6 trilioni) - stime Bloomberg.

Ma non sono solo i perfidi speculatori USA che puntano sui derivati, anche salde istituzioni centrali e monetarie: la Banca d'Italia ha chiuso in perdita, all'inizio del 2012, un derivato con la Morgan Stanley con 2,5 miliardi, istituito dal 1994, mantenendone altri per un valore assicurato di 160 miliardi che stimano a prezzi correnti perdere 20 miliardi. Semplice trasferimento di ricchezza monetaria se l'incendio non divampa.

Colpa e debito

In realtà la mediazione in Europa è già stata trovata, ma prima tutti i parlamenti debbono approvare il "fiscal compact", il pareggio di bilancio in Costituzione, in primis la Germania che lo deve ancora ratificare e dove la convergenza con i socialdemocratici, divenuti maggioranza con il voto in Renania Settentrionale-Vestfalia nel parlamento dei Lander, è imprescindibile e dove si individueranno i termini della mediazione da allargare in Eurolandia. In ogni caso nel Fiscal Compact, all'articolo 3, paragrafo 3, lettera b), si legge il riferimento "alle circostanze eccezionali che potrebbero giustificare un parziale allontanamento della disciplina di bilancio [...], in periodi di grave recessione economica", purché il bilancio a medio termine sia sostenibile.

Nel frattempo la Commissione Affari Economici del Parlamento Europeo ha proposto la nascita di un fondo di redenzione del debito dove mettere il debito superiore al 60%, garantito da tutti gli Stati, con rimborsi a tempi prefissati, in grado di emettere bond a tassi calmierati; proposta sostenuta dalla SPD (Partito Socialdemocratico Tedesco) e dal FDP (Partito Liberale Democratico), i liberali tedeschi che sono più rigoristi della Merkel stessa. Il "redemption fund" è proposto da Alexander Graf Lambsdorff, deputato europeo liberale, con questa motivazione "...è che rispetta i dettami della Corte Costituzionale di Karlsruhe: le garanzie nazionali sarebbero limitate nel tempo e nell'ammontare"; praticamente sono gli stessi Eurobond proposti da Prodi e Quadrio Curzio, però a tempo variabile e asimmetrico. In ogni caso, si dà il via al potenziamento della BEI (Banca di Investimento), dei project bond, obbligazioni per investimenti in infrastrutture e a banda larga, preparando un firewall con il prossimo passaggio dal EFSF all'ESM a luglio di un fondo - di riserva - attorno ai 700 milirdi, per interventi urgenti al sostegno delle economie nazionali già difficoltà (Irlanda, Portogallo, Grecia) a cui sono andati 300 miliardi (+ 90 da parte del FMI) e anche a quelle che prossimamente avranno difficoltà a reperire finanziamenti per i loro buoni di Stato (Spagna?). I fondi salva Stati sono coperti da garanzie dei paesi dell'Europa, per EFSF la Germania ha garantito per 211 miliardi, la Francia per 158, l'Italia per 140; la Spagna per 92; sono stanziamenti virtuali, "diventerebbero reali solo in caso di bancarotta dei Paesi assistiti"; invece per ESM, con inizio nel luglio 2012, con 5 rate da 80 miliardi, ultima a giugno 2014: quota tedesca 21,7, quota francese 16,3, quota italiana 14,3 miliardi. Ma la Germania è un paese dove - ci ricorda Nietzsche in Genealogia della Morale - "l'idea di colpa è legata al debito", (in lingua tedesca schuld significa sia debito che colpa), per cui da buoni protestanti, esiste una propensione affinché i debitori espiino la propria colpa.

In ogni caso, la Germania dopo un decennio di rigidità salariale ha improvvisamente riconosciuto aumenti del 6% ai dipendenti pubblici, ai telefonici ed ai bancari, mentre IG Metall (metalmeccanici e elettrici) ha ottenuto un incremento del 4,3% con un contratto a fine aprile 2014, in pochi mesi, con garanzie di controllo sui tempi determinati da 18 mesi, massimo 20, per inserimento a tempo indeterminato; nel frattempo i metalmeccanici delle grandi aziende avevano per il 2011 ottenuto discreti premi di produttività.

Nulla di particolare: un'economia tedesca che nel 2010 ha visto un aumento del 3,7 e nel 2011 del 3% e che nella trimestrale del 2012 riesce a definirsi con un positivo 0,5%, mentre si prevedeva uno scarso 0,6 annuale; con una disoccupazione del 6,8% - anche se una caratteristica sono i nuovi lavori detti minijob, cioè forme di precariato legalizzato, attività da 15 ore pagate, senza tasse, a 400 euro. Un'economia che esporta un valore di 1.000 miliardi di euro (Italia 400, Francia 400, Spagna 200), principalmente in UE (60%), ma anche nei BRIC e USA. La composizione nel 2011 è legata per 2,1% alla crescita della domanda interna, meta per spesa per consumi, solo lo 0,8% da export netto, e questo per crescita della massa salariale con 41 milioni di occupati.

Invece nel trimestre l'esportazioni hanno garantito leggera crescita che ha trainato anche le esportazioni dell'Italia con un 11%. Quindi un'economia che definisce il 27% dell'area, necessità di stimolare i consumi interni con aumenti salariali per evitare la stagnazione e favorire un leggero traino all'insieme dell'Europa, in modo anticiclico, intrecciandosi con un calo nello scambio rispetto al dollaro a 1,25 euro, dopo 2 anni, cosa che aiuta l'area meridionale dell'Euro nelle esportazioni verso il resto del mondo, questa una delle principali richieste della Confindustria italiana. Oggi la Bundesbank ci ricorda che il patrimonio finanziario dei tedeschi è a quota 4.715 miliardi, incrementato nel 2011 di 149 miliardi, incremento per nulla stravolgente, visto che la Cina ottiene solo $128 miliardi dagli investimenti di circa 1.770 miliardi all'estero e la Fed ha versato al Tesoro degli USA nel 2011 utili per $77 miliardi (nel 2010, 79).

Immobili e crediti

La situazione spagnola, a detta del governatore della Banca di Spagna è "nelle condizioni del capitano che ordina l'abbandono della nave e nello stesso tempo deve riparare le scialuppe di salvataggio" citato da Onado sul Sole 24 Ore, perché la bolla immobiliare che aveva raggiunto il 35% del PIL, in una situazione di depressione economica, accentua le difficoltà di capitalizzazione delle stesse banche e di tenuta della riserva rispetto ai crediti in sofferenza i quali, pur avendo aumentato le riserve di 50 miliardi, dovrebbero raddoppiare per mantenere un rapporto del 50% tra riserve e prestiti dubbi. Il settore immobiliare in spagna vale almeno 330 miliardi (1/3 del PIL), e i crediti deteriorati, di difficile riscossione, sono stimati a 184 miliardi. Precedentemente le banche spagnole hanno svalutato un valore di 155 miliardi di immobili; nel frattempo la liquidità ottenuta dalla BCE, circa 200 miliardi, tra rimborso obbligazioni in scadenza, sostegno ai Bonos, ricapitalizzazione e dovendo sopperire ala fuoriuscita dei depositi clienti (nel febbraio 2012, circa 65 miliardi, cfr. Sole24Ore di fine aprile) ha solo 20 miliardi da poter usare.

Zingales ci ricorda che essendo diversa la normativa sui crack immobiliari in USA, dove il debitore non diventa debitore insolvente, qui il crollo è del 9% contro il 3% della Spagna. Ma non che altri paesi siano messi meglio. L'Italia, secondo la Banca d'Italia, nel dicembre 2011 aveva crediti di difficile recupero per il 10% del totale degli impieghi; alla stessa data quelle spagnole solo dello 7,6%. Infatti sembra che se le banche italiane portassero a "fair value" (valore corrente e reale) i loro crediti, perderebbero 23 miliardi, ma anche le tedesche "brucerebbero 12 miliardi. Se il mercato immobiliare continuasse a deprezzarsi nei prossimi anni, in Francia avremmo perdite per 140 miliardi e in Inghilterra solo 110 miliardi. Le banche italiane e spagnole hanno in "pancia" molti titoli del tesoro, il 7,8 e 7%, rispetto alle concorrenti europee al 3/4%, sempre su attivi totali; per l'Italia circa 323 miliardi (sui 1.600 miliardi emessi), quindi influenzati dai movimenti dello spread. In realtà il Sole24Ore del 16 maggio ci ricorda che Credit Suisse a giugno del 2011 aveva 37 miliardi di euro di titoli tossici, pochi rispetto agli 81 miliardi del 2008, per 111% del patrimonio netto e 93% del patrimonio di vigilanza. Abbastanza esposta anche la Deutsche Bank, ancora metà dei 45 miliardi del 2008, quasi l'88% del patrimonio netto, ma solo 2,5% sugli attivi totali; Barclays 36 miliardi, circa il 52% sul patrimonio, BNP Paribas solo 30 miliardi, il 35% sul patrimonio. Unicredit solo 10 miliardi, il 15% sul patrimonio!

Weidmann, chi è costui?

"Chi è Weidmann", chiese Obama, quando la Merkel interruppe una riunione per andargli a telefonare e ottenere valutazioni del governatore della Bundesbank sugli argomenti all'ordine del giorno!

Il "poliziotto cattivo", quello degli interrogatori fatti con rigidità, che proprio l'altro ieri dichiara a "Le Monde", riportato dal "Sole24Ore" del 26 maggio: "dareste mai la vostra carta di credito a qualcuno, senza avere il controllo della spesa?" Non è la Germania lo Stato che mette più soldi nella BCE, più denaro nel Fondo EFSF e ESM, senza aver alcun vantaggio?". In realtà in Germania esiste un altro tema, quello del Target 2, da noi sconosciuto che indica il trasferimento e i flussi tra le Banche centrali dei diversi paesi, dove risulta che la Bundesbank ha negli ultimi anni un flusso di 600 miliardi verso i paesi detti Piigs o Club Medi, cioè un attivo che copre il passivo dei conti correnti e della bilancia dei pagamenti dei singoli paesi, situazione descritta come perdita di produttività delle aree, che quindi acquistano importazioni e dispongono di un deficit nei pagamenti.

Fugnoli, strategist di Kairos ricorda, "Eurolandia è in pareggio di partite correnti, ha il disavanzo pubblico più basso (e in veloce diminuzione)..., ha il sistema pensionistico più in ordine..., ma cosi descrive il "dramma"... "I soldi in fuga dai BTP vanno sui Bond, le banche greche si svuotano a favore di quelle tedesche che depositano i soldi in BCE. La BCE, a sua volta, li presta alle banche greche e il cerchio si chiude. Tutto viene riciclato all'interno di un circuito talmente sigillato che persino la Banca Nazionale Svizzera, quando riceve euro in fuga dal Mediterraneo (es., dalla Grecia almeno 80 miliardi negli ultimi mesi), li reinveste immediatamente in Bund. La convinzione è che l'area periferica europea non andrà in frantumi. Non conviene a nessuno".

Situazione che dura da alcuni anni e che solo attraverso molti anni potrà riequilibrarsi, invertendo il flusso e qui, la ragione delle politiche deflattive in atto per ridurre le importazioni attraverso la diminuzione dei consumi. Infatti in questo periodo la bilancia commerciale italiana è finita in attivo, "solo perché la crisi ha compresso consumi e le importazioni". Vedi ad es. il reddito necessario per acquistare un immobile: il numero di stipendi annui necessari è passato da 4,7% a 6,7% (dal 2000 al 2011)", anche se il 20% degli acquisti del settore, il 20%, circa 130.000 case è di investimento nel 2011.

Ma il dibattito in Germania, in vista della attuazione del fiscal compact dove è necessario la maggioranza dei 2/3 del parlamento, ha già il compromesso, dal novembre scorso con il documento dei "5 saggi", messo nel cassetto per i momenti opportuni, a cui le mozioni al parlamento europeo di SPD, Verdi, FPD, stanno preparando: l'allestimento del "Redemption fund" (durata 25 anni, 2.300 miliardi, il 40% debiti italiani), appena come dice Schäuble, ministro delle finanze, si inizia a definire una vera unione fiscale.

Nel frattempo si può accettare una inflazione del 3% annuo, stante il costo inesistente del debito pubblico in Germania, che significa una discreta riduzione del proprio debito tra inflazione e tassi negativi sui Bond, ma anche un sostegno della domanda interna che traini l'insieme dell'area europea, almeno un poco. Anche perché da un sondaggio fatto per una televisione, i tedeschi non sono d'accordo con gli Eurobond per i greci, ma al 62% non sono intenzionati ad annullare il debito che invece recepiscono come stimolo all'economia e sono pure intenzionati ad incrementare.

Per questo la SPD vince in Renania Settentrionale-Vestfalia e la Merkel perde molti elettori. Ma la lentezza dei tempi della politica europea e delle decisioni che necessitano di imposizione, almeno all'esterno, e di costruzione del consenso all'interno (situazioni di emergenza), potrebbero essere diversi dai tempi economici della flessione del PIL del sistema mondo: quindi la sfasatura dei tempi crea l'imprevisto probabile.

Monte

25 maggio 2011

Related Link: http://www.fdca.it
This page can be viewed in
English Italiano Deutsch

Internazionale | Economia | it

Sun 23 Nov, 15:41

browse text browse image

stopttip.jpg imageSiamo proprio trattati male! 13:52 Sun 12 Oct by Federazione dei Comunisti Anarchici 0 comments

Sabato 11 ottobre partecipiamo alla giornata europea contro i trattati economici in corso. TTIP, CETA, TISA, TTP. Acronimi che sembrano lettere accostate una alle altre prive di significato, a qualcuno ricorderanno il famigerato WTO del 1995, quel trattato sulla libertà degli scambi commerciali che con la deregolamentazione dei mercati finanziari creò la bomba sociale sulla quale siamo seduti. Fu un accordo che portò in tutto il mondo milioni di persone in piazza per denunciare quella che poi si dimostrò essere una grande rapina ai danni dei lavoratori e dei ceti subalterni. Ma chi si ricorda più i tanto vituperati e derisi No Global?

textChi dice che il futuro è finito? 14:28 Sun 13 Jul by Segreteri Nazionale FdCA 0 comments

I diversi fattori che al momento sembrano scollegati tra loro delineano il punto di caduta o, almeno, il tentativo del capitale di trovare un nuovo equilibrio internazionale per assicurare una nuova fase di accumulazione capitalistica, in area occidentale (USA-EU). Ciò che viene comunemente definita crisi e che dal 2008 affligge interi popoli sembra non poter uscire dalla propria dimensione monetaria. Una politica monetaria - che vede le banche commerciali protagoniste nella creazione di danaro attraverso il prestito reso possibile dall'aumento del debito - ha una funzione temporale necessaria a proteggere la capitalizzazione del sistema finanziario, ma ha il pregio di mostrare a tutti quali sono le dinamiche del potere finanziario.

rb.jpg imageNon paghiamo la loro crisi 18:53 Fri 09 Nov by Rete Europea del Sindacalismo Alternativo e di Base 0 comments

Mercoledì 14 novembre 2012 scioperi generali avranno luogo in Grecia, Portogallo, Spagna, Italia, Cipro e Malta e scioperi di categoria in Belgio e Francia. Cortei sono previsti in tutti questi paesi ma anche in Slovenia e Repubblica Ceca.
[Français] [Castellano]

euroa.jpg imageNon paghiamo il loro debito, usciamo dal capitalismo! 04:54 Sat 03 Mar by EuroAnarkismo 0 comments

Per andare oltre, e per costruire un movimento di solidarietà internazionale, è anche necessaria una convergenza dei movimenti su scala europea. I capitalisti sanno come organizzarsi a livello europeo e sanno come adottare i trattati con cui pretendono di sigillare il destino dei popoli. Noi, i lavoratori e le lavoratrici d'Europa, ancora non vi riusciamo, anche se esistono delle convergenze tra il sindacalismo alternativo. E' necessario proseguire con questo sforzo e organizzare una risposta a livello internazionale. [Français] [English] [Ελληνικά] [Nederlands] [Română]

resab.jpg imageNon vogliamo pagare la loro crisi! LOTTIAMO! 19:43 Tue 11 Oct by Rete europea del sindacalismo alternativo e di base 0 comments

Devono pagare per la loro crisi. Tocca a noi imporre con le lotte le nostre esigenze sociali. Insieme sosteniamo gli scioperi e le lotte nei vari paesi, la giornata internazionale del 15 ottobre, le manifestazioni contro il G20! [Català] [Français] [Castellano]

no.jpg imageLacrime e sangue dei proletari europei 15:01 Thu 18 Aug by Segreteria Internazionale FdCA 0 comments

E' ora di radunare le forze in un grande fronte europeo, come fu a cavallo del secolo, per contrattaccare. E' ora di costruire solidarietà dal basso. E' ora di riprendersi euro per euro tutto quello che è stato tagliato. E' ora di non pagare i debiti. Non abbiamo più nulla da perdere!

solidarity.jpg imageSolidarietà con i popoli europei in lotta! 04:28 Sun 12 Dec by Coordinamento Europeo di Anarkismo 0 comments

Di fronte a questa situazione, dobbiamo rispondere con la lotta e la solidarietà tra i lavoratori dei paesi colpiti. Di fronte a questi attacchi, l'internazionalismo è ancor più necessario che mai: abbiamo bisogno di un movimento di dimensioni europee. [Français] [English] [Ελληνικά] [Deutsch] [Dansk]

300_0___20_0_0_0_0_0_al.jpg imageSolidarietà con i popoli d'Europa in lotta! 19:16 Thu 02 Dec by Alternative Libertaire 0 comments

Nelle ultime settimane, i segni della rabbia tra i popoli d'Europa si sono fatti sempre più evidenti: uno sciopero generale in Portogallo, manifestazioni di storiche proporzioni in Irlanda, il movimento degli studenti in Inghilterra e, auspicabilmente, l'inizio di un movimento duraturo a seguire le mobilitazioni contro la riforma delle pensioni in Francia. [Français] [English] [Castellano] [Português] [Català]

textComunicato comunista anarchico sulla crisi economica globale e sul G20 16:11 Mon 17 Nov by Anarkismo 1 comments

Comunicato internazionale comunista anarchico sulla crisi economica mondiale e la riunione del G20, a firma di Alternative Libertaire (Francia), Federazione dei Comunisti Anarchici (Italia), Melbourne Anarchist Communist Group (Australia), Zabalaza Anarchist Communist Front (Sud Africa), Federação Anarquista do Rio de Janeiro (Brasile), Common Cause (Ontario, Canada), Unión Socialista Libertaria (Perù), Union Communiste Libertaire (Québec, Canada), Liberty & Solidarity (Regno Unito), Asociación Obrera de Canarias (Africa) e Anarchistische Föderation Berlin (Germania). [English] [Français] [Castellano] [Ελληνικά] [Polska] [Deutsch] [中文] [عَرَبيْ ] [Nederlands] [Português]

textGas Gas Gas, Tovarishch Gazprom! 02:57 Thu 05 Jan by Federazione dei Comunisti Anarchici 0 comments

Nella tragica e sanguinaria cornice delle guerre guerreggiate e di quelle geopolitiche per il controllo strategico delle materie prime che dal Medio Oriente all’area turanica vede confrontarsi gli interessi imperialistici per il controllo dei giacimenti energetici e dei vari corridoi che portano petrolio, gas, acqua verso i 4 punti cardinali, alza la posta la Russia di Putin e di Gazprom...

more >>

textArgentina, fondi avvoltoi e BRICS: solo coincidenze? Aug 27 by Donato Romito 0 comments

Nel 2001-2002 l'Argentina andò in default. Bancarotta. Tutti ricordiamo l'ira popolare, le manifestazioni del "cacelorazo", i mercati di quartiere con moneta libera e di libero scambio, l'esperienza delle "fabricas recuperadas" ed autogestite. Crogiuolo di rinascita anche del movimento libertario organizzato. Magari ricordiamo pure l'ira dei non pochi investitori italiani, mica solo quelli milionari, mal consigliati dalle banche, mobilitarsi per avere il rimborso dei bond argentini da loro acquistati per pura speculazione. Dopo il default, l'Argentina ha ristrutturato il suo debito per 191 mld di dollari, dilazionando le scadenze dei bond al 2005 e 2010, senza ricorrere alle draculesche politiche di austerity del FMI.

imageI Brics e il nuovo asse di espansione capitalista Jul 26 by BrunoL 0 comments

Dalla 6ª Riunione del Vertice dei leader del blocco di paesi composto da Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa (Brics) sono uscite indicazioni per un obiettivo e per due certezze. Il fatto concreto è dare ordine alla redistribuzione geografica del capitalismo mondiale. Fondare i pilastri di una Nuova Banca per lo Sviluppo ed un Fondo di Contingenza sono passi importante per sovrapporsi al moribondo ordine scaturito da Bretton Woods. [Português]

imageTempi interessanti Sep 05 by Monte 0 comments

L'instabilità nel mondo cresce e la concorrenza tra nazioni, tra imprese transnazionali, tra flussi di moneta è sempre maggiore. Infatti questa instabilità economica diventa pressione sociale. La lotta di classe riappare sempre più spesso nel mondo dopo decenni da "vecchia talpa".

imageEconomia anarchica, economia marxista ed economia partecipativa Jul 04 by Wayne Price 0 comments

A sostegno degli scopi anarchici e per capire come funziona il capitalismo, torna utile agli anarchici ricorrere alla teoria economica di Marx. A tal fine, si criticano qui di seguito 3 saggi sull'economia capitalista elaborati da teorici della parecon (Participatory Economics). [English]

imageIl nuovo consenso della destra finanziaria Jun 05 by Bruno Lima Rocha 0 comments

Per la stampa mondiale, la cosiddetta crisi è il risultato della spesa pubblica in materia di diritti e garanzie sociali. La rivista "The Economist" aveva definito pericolosa la candidatura del socialista francese François Hollande. Il presidente ora eletto rappresentava, fino ad allora, il confronto tra populismo ed austerità. [Português]

more >>

imageSiamo proprio trattati male! Oct 12 FdCA 0 comments

Sabato 11 ottobre partecipiamo alla giornata europea contro i trattati economici in corso. TTIP, CETA, TISA, TTP. Acronimi che sembrano lettere accostate una alle altre prive di significato, a qualcuno ricorderanno il famigerato WTO del 1995, quel trattato sulla libertà degli scambi commerciali che con la deregolamentazione dei mercati finanziari creò la bomba sociale sulla quale siamo seduti. Fu un accordo che portò in tutto il mondo milioni di persone in piazza per denunciare quella che poi si dimostrò essere una grande rapina ai danni dei lavoratori e dei ceti subalterni. Ma chi si ricorda più i tanto vituperati e derisi No Global?

textChi dice che il futuro è finito? Jul 13 Federazione dei Comunisti Anarchici 0 comments

I diversi fattori che al momento sembrano scollegati tra loro delineano il punto di caduta o, almeno, il tentativo del capitale di trovare un nuovo equilibrio internazionale per assicurare una nuova fase di accumulazione capitalistica, in area occidentale (USA-EU). Ciò che viene comunemente definita crisi e che dal 2008 affligge interi popoli sembra non poter uscire dalla propria dimensione monetaria. Una politica monetaria - che vede le banche commerciali protagoniste nella creazione di danaro attraverso il prestito reso possibile dall'aumento del debito - ha una funzione temporale necessaria a proteggere la capitalizzazione del sistema finanziario, ma ha il pregio di mostrare a tutti quali sono le dinamiche del potere finanziario.

imageNon paghiamo la loro crisi Nov 09 0 comments

Mercoledì 14 novembre 2012 scioperi generali avranno luogo in Grecia, Portogallo, Spagna, Italia, Cipro e Malta e scioperi di categoria in Belgio e Francia. Cortei sono previsti in tutti questi paesi ma anche in Slovenia e Repubblica Ceca.
[Français] [Castellano]

imageNon paghiamo il loro debito, usciamo dal capitalismo! Mar 03 Coordinamento Europeo di Anarkismo 0 comments

Per andare oltre, e per costruire un movimento di solidarietà internazionale, è anche necessaria una convergenza dei movimenti su scala europea. I capitalisti sanno come organizzarsi a livello europeo e sanno come adottare i trattati con cui pretendono di sigillare il destino dei popoli. Noi, i lavoratori e le lavoratrici d'Europa, ancora non vi riusciamo, anche se esistono delle convergenze tra il sindacalismo alternativo. E' necessario proseguire con questo sforzo e organizzare una risposta a livello internazionale. [Français] [English] [Ελληνικά] [Nederlands] [Română]

imageNon vogliamo pagare la loro crisi! LOTTIAMO! Oct 11 0 comments

Devono pagare per la loro crisi. Tocca a noi imporre con le lotte le nostre esigenze sociali. Insieme sosteniamo gli scioperi e le lotte nei vari paesi, la giornata internazionale del 15 ottobre, le manifestazioni contro il G20! [Català] [Français] [Castellano]

more >>
© 2005-2014 Anarkismo.net. Unless otherwise stated by the author, all content is free for non-commercial reuse, reprint, and rebroadcast, on the net and elsewhere. Opinions are those of the contributors and are not necessarily endorsed by Anarkismo.net. [ Disclaimer | Privacy ]