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27 gennaio 2012: Sciopero generale e manifestazione nazionale a Roma

category italia / svizzera | lotte sindacali | comunicato stampa author Wednesday January 25, 2012 20:09author by USB - Orsa - SlaiCobas - Unicobas - Snater - SiCobas - USI Report this post to the editors

Piazza della Repubblica, h. 9.30

Il 27 gennaio scendiamo tutti in piazza e dimostriamo che i lavoratori, i pensionati, i precari, i disoccupati, i migranti e gli studenti - uniti e determinati - sono in grado di richiedere ed indicare un forte e concreto cambiamento nella gestione e nel governo del Paese in termini sociali, di maggiori diritti e democrazia. [English]
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27 gennaio 2012

Sciopero generale e manifestazione nazionale a Roma

Piazza della Repubblica, h. 9.30


Il primo stadio della manovra del governo Monti è compiuto con il consenso di un'ampia e articolata maggioranza parlamentare, favorevole a far pagare a chi ha sempre pagato il costo di una crisi che ha prodotto e continua a produrre profitti a padroni, banche, speculatori e finanza internazionale.

A questa prima manovra che recepisce in pieno le direttive della BCE e dell'Unione Europea segue in questi giorni la seconda fase, centrata sul mercato del lavoro e sulle nuove misure in tema di flessibilità in uscita; si tratta insomma della modifica dell'art.18 e della libertà di licenziare, richiesta a gran voce dalla Confindustria con il consenso non solo della destra, più o meno moderata, ma anche da settori non marginali del centro sinistra.

È ora di dire NO e di ribellarsi

  • Ti riducono il potere d'acquisto ed il valore reale di pensioni e salari, a te che non evadi un euro, ma non fanno nulla per recuperare i 120 miliardi annui di evasione fiscale.

  • Ti fanno pagare le tasse sulla prima casa dopo che ti costringono ad acquistarla perché ti sfrattano e perché non ci sono abitazioni in affitto, mentre evitano di introdurre una vera patrimoniale per quel 10% di ricchi che possiedono il 50% della ricchezza del paese.

  • Ti aumentano l'IVA, l'Irpef locale, i ticket sanitari e le accise sulla benzina mentre l'inflazione è già al 3,5% ed erode la tua busta paga, mentre la tua pensione, i contratti e il tuo salario sono bloccati, mentre ti licenziano, sei precario, in cassa-integrazione o in mobilità.

  • Ti allungano l'età pensionabile e ti costringono a lavorare di più proprio quando sei più stanco e vedevi la linea del "traguardo" e lasciano così tuo figlio e tuo nipote nel dramma della disoccupazione e della precarietà.

  • Il nuovo Governo non farà nulla per modificare le controriforme della Scuola e dell'Università prodotte dalla Gelmini, della quale Monti ha addirittura tessuto le lodi. Ha lasciato intatto il nuovo piano di accorpamenti e soppressioni ed addirittura proposto la riduzione di un anno per i Licei.

  • Ti prendono in giro dicendoti che sei un privilegiato perché ti è rimasto ancora un salario e qualche diritto sul posto di lavoro, perché non possono licenziarti senza un valido motivo e ti promettono con feroce e inaudita strumentalità che tuo figlio troverà sicuramente un lavoro se permetterai al tuo padrone di poterti licenziare con più facilità.

  • Ti dicono che le aziende devono essere aiutate in un momento di crisi come l'attuale e mentre a te aumentano le tasse le riducono alle aziende; così Marchionne, dopo aver deindustrializzato interi territori, esteso l'accordo Pomigliano in tutto il gruppo Fiat e nelle aziende metalmeccaniche collegate, cancellato il contratto nazionale ed impresso una svolta autoritaria nelle relazioni sindacali, riesce anche a portare più soldi e più fabbriche all'estero.

  • Ti raccontano che Cgil, Cisl e Uil stanno opponendosi alle manovre del governo Monti e vogliono farti dimenticare che il 28 giugno 2011 hanno sottoscritto un accordo con Confindustria che ha "autorizzato" il governo Berlusconi ad approvare il famigerato art. 8 che distrugge diritti e contratto nazionale.

  • Ti hanno chiesto di scioperare solo per qualche ora, per ottenere modifiche marginali alle misure del governo e senza un reale progetto complessivo e alternativo, perché l'obiettivo della Cgil è quello di tornare alla concertazione e quello di Cisl e Uil alla "collaborazione" come con l'ex ministro "amico" Sacconi.

  • Ti vogliono convincere che questo è un governo tecnico, serio, che è nato per "salvare l'Italia" mentre le misure adottate da Monti sono in perfetta continuità con quelle di Berlusconi e ci porteranno alle stesse condizioni della Grecia. Rappresenta gli interessi di banche, finanza internazionale, BCE, Fondo Internazionale Monetario tutti coloro che in questi anni si sono arricchiti ed hanno speculato sulle tue spalle e sulla tua vita.

  • Ti vogliono far credere che la globalizzazione e il "dio mercato" sono soltanto malati ma che, con un po' di sacrifici - i tuoi - tutto tornerà come prima. Ti nascondono che per decenni questi "mostri ideologici" hanno distrutto vite ed interi popoli in altri continenti ed oggi attaccano il cuore della vecchia Europa per il semplice motivo che qui è ancora possibile realizzare profitti innalzando il tasso di sfruttamento del lavoro, comprimendo diritti e democrazia.
Se tutto questo è chiaro e condiviso, non è più possibile stare a guardare o "sperare che io me la cavi", magari a danno di chi ti è più vicino sul lavoro, di tuo padre e di tua madre che non riescono a godersi qualche anno di giusto riposo dopo aver lavorato per decenni, di tuo figlio e di tua figlia che non trovano lavoro e quando lo trovano è precario e sfruttato più di te.

Bisogna alzare la testa e gridare con forza il nostro dissenso, esprimere giorno dopo giorno la voglia di cambiare, di non dire più sempre si, di opporsi e cercare tutti insieme di costruire un'alternativa sul lavoro e a questa società.

Il 27 gennaio scioperiamo contro tutto questo,

contro il governo Monti che rappresenta gli interessi della BCE e della grande finanza. Non vogliamo pagare un debito che non abbiamo contribuito a far crescere. È indispensabile costruire un forte movimento sociale e sindacale che parta dai posti di lavoro e si riversi nelle strade e nelle piazze di tutto il paese: siamo stanchi di subire e vogliamo riprenderci quello che ci hanno sottratto per decenni.

Il 27 gennaio scendiamo tutti in piazza e dimostriamo che i lavoratori, i pensionati, i precari, i disoccupati, i migranti e gli studenti - uniti e determinati - sono in grado di richiedere ed indicare un forte e concreto cambiamento nella gestione e nel governo del Paese in termini sociali, di maggiori diritti e democrazia.


USB - Orsa - SlaiCobas - Cib Unicobas - Snater - SiCobas - USI


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