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489 miliardi in euro come regalo di Natale... per le banche

category italia / svizzera | economia | opinione / analisi author Monday January 09, 2012 23:34author by mm - FdCA (a titolo personale) Report this post to the editors

Draghi, presidente della BCE, ha aperto un'asta per fornire liquidità alle banche europee, mercoledi 21 dicembre, come aveva anticipato durante la seduta della Banca Centrale che aveva riposizionato il tasso di prestito all'1%, ponendosi così maggiormente in sintonia col tasso delle altre istituzioni centrali della area metropolitana (Fed, Banca Giapponese, Banca d'Inghilterra) che rasenta lo 0,5% come media.


489 miliardi in euro come regalo di Natale... per le banche


Draghi, presidente della BCE, ha aperto un'asta per fornire liquidità alle banche europee, mercoledi 21 dicembre, come aveva anticipato durante la seduta della Banca Centrale che aveva riposizionato il tasso di prestito all'1%, ponendosi così maggiormente in sintonia col tasso delle altre istituzioni centrali della area metropolitana (Fed, Banca Giapponese, Banca d'Inghilterra) che rasenta lo 0,5% come media.

Draghi ha inoltre allentato dal 2% all'1% la riserva allocata dalle singole banche presso la stessa Banca Centrale (circa €100 miliardi improvvisamente disponibili e liquidi).

Contemporaneamente ha riattivato un dispositivo già attuato nel 24 giugno del 2009, in piena crisi mondiale, che ampliava i termini e i tempi dei prestiti che la BCE attua per sostenere il sistema delle banche per un tempo che va da una settimana (massimo tre mesi) fino ad un periodo prolungato, in questo caso di 3 anni, ben maggiore del precedente di solo un anno. Qui emerge la consapevolezza dei termini della crisi economica strisciante e della sua durata, a cui si aggiunge la consapevolezza della non volontà o incapacità dei politici e dei governi di trovare soluzioni di politica fiscale e monetaria definitive, che allarghino i compiti e i ruoli della stessa BCE come prestatore in ultima istanza del debito pubblico; ma anche incapacità a soluzioni intermedie come gli Eurobond. La Merkel è tutta presa nel consultare i sondaggi preelettorali sulle elezioni del 2013 ed a muoversi per risollevare le percentuali della CDU che, ora, grazie alle sue "fermezze" e rigidità rispetto all'area dell'Europa del Mediterraneo, sono risalite al 36% con un vantaggio sulla SPD di pochi punti; ma è una leggera rimonta visto che il suo partito ha perso le ultime elezioni regionali.

La BCE opera come "prestatore in ultima istanza" del sistema bancario europeo, ponendo una liquidità indeterminata a completa disposizione, a condizione che le banche garantiscano con titoli da usare come collaterali, da dare in cambio di denaro "contante"; collaterali che sono stati allargati anche alle semplici obbigazioni, tipo ABS (Asset-backed securities), cioè cartolarizzazioni di crediti assistiti da garanzie reali, quali ipoteche su immobili, con un rating massimo di A-.

Infatti 523 banche hanno richiesto e ottenuto €489 miliardi, dando titoli (spesso Buoni del Tesoro) il cui importo è maggiorato del 10/20% come garanzia rispetto alla liquidità ottenuta, riuscendo a ricostruire i loro bilanci di fine anno. L'importo è di €46 miliardi maggiore del precedente del 2009 ed è la prima asta... La prossima è a febbraio. Questo per superare il "credit crunch", cioè la riluttanza dei prestiti interbancari che, non fidandosi della reciproca solvibilità, preferiscono dare a deposito alla stessa BCE, allo 0,5% di interesse, le disponibilità non utilizzate, le quali ammonterebbro ad oggi a quasi €350 miliardi. Una montagna di denaro, ben maggiore delle previsioni della vigilia che ipotizzavano solo €200 miliardi come richiesta e forse la partecipazione delle aree che stanno subendo il peso dello spread maggiorato.

In realtà il soccorso è stato richiesto da tutti, quindi qualche problema è condiviso comunemente. Dalla Spagna la richiesta è di circa €70/80 miliardi, più o meno stimati. Un importo maggiore nella richiesta delle Banche italiche, €110 miliardi, quasi 1/4 dell'importo totale. Importo discreto, ma è solo il 5% della raccolta annuale del sistema bancario (€2.200 miliardi). Questo garantisce le banche verso i rimborsi delle obbigazioni in scadenza per tutto il prossimo anno, che sono circa €80/90 miliardi, senza dover emetterne altre che sconterebbero un costo maggiore dei tassi dei BTP annuali, e quindi improponibili nel periodo breve, finché i tassi non sono in discesa.

In verità, il denaro per i rimborsi è già stato accantonato, per usarlo, come Sarkozy suggerisce, per acquistare i titoli del tesoro e quindi per ridurre il differenziale rispetto ai Bund, soprattutto dell'area del Sud che rendono un discreto differenziale rispetto all'interesse dell'1%. Certamente non serviranno a breve a rilanciare il credito all'attività economica "reale", anche perché il dato delle sofferenze, i crediti di difficile riscossione, sono saliti nel terzo trimestre del 2011 al 12% dei prestiti in corso, in rapida crescita rispetto agli anni precedenti - 3% nel 2008, 6% nel 2009, 7% nel 2010 (cfr. Sole 24 Ore del 23/12, pg.29) - cioè €103 miliardi.

Quindi rispetto ad un 2012 in cui già si prevede un rallentamento, o una flessione del Pil, la scelta di nessun rischio "imprenditoriale" favorirà un investimento in buoni del tesoro verso cui non si mette riserva e che possono essere rigirati alla BCE per ulteriori prestiti di liquidità. Un discreto circolo a rischio zero, ad interessi certi che potrebbero aumentare se la BCE riduce il tasso ulteriormente.

Importante è mantenere gli interessi italiani o spagnoli a un tasso remunerativo e quindi non farli diminuire eccessivamente.

In ogni caso l'EBA (European Banking Authority) ha già dichiarato che la ricapitalizzaione richiesta è sui dati dei titoli italiani nel portafoglio di settembre, cioè €172 miliardi per le banche nazionali, e quindi non sui nuovi acquisti. Forse anche per invogliare le banche tedesche e francesi ad "investire" sui titoli del Mediterraneo, ripristinando verso l'Italia, i €121 miliardi tedeschi che sono ritornati in patria (rimangono altri €205 miliardi, però!). Forse era quello che sosteneva Draghi quando richiamava che la BCE non avrebbe acquistato titoli del tesoro per tempi lunghi, anticipando che avrebbe aiutato le banche a farlo con una liquidità aggiuntiva e sostenuta.

Ma il regalo per le Banche italiane è stato duplice, perché nel decreto "salvare l'Italia" del governo Monti, approvato dal Senato il 23 dicembre in modo definitivo, è stato reso possibile usare il patrimonio di vigilanza, incluso il Tier 3 [1], per emettere obbligazioni, tra l'altro garantite dallo Stato, con piccola commissione [2], da usare come "collaterale" verso la Banca di Francoforte, per ottenere liquidità. Sono stati usati immediatamente circa €40 miliardi, in questo modo, sui €228 miliardi disponibili: solo 1/5 al momento. La formula è miracolosa, ottimo sistema alchimista: emettere bond (obbligazioni) garantiti dal patrimonio, la cui disponibilità rimane alla banca dove continua a figurare come patrimonio, poi girarli alla BCE che dà altro denaro liquido da utilizzare a piacimento, che può essere oggetto di investimento in altri titoli da rigirare per altro prestito sempre alla BCE.

Poi dicono che Babbo Natale non esiste!!!

mm

23 dicembre 2011


Note:

1. Tier 3: terzo livello della quantità di capitale immagazzinato che consente ad una banca di assorbire le perdite senza dover intaccare gli interessi dei depositanti con emissione di obbligazioni superiori a 2 anni ed a rischio elevato.

2. Per il periodo 2012-2016 duecento milioni di euro all'anno di garanzia offerta dallo Stato sui titoli di debito emessi dalle banche con scadenza tra i 3 mesi ed i 5 anni. La garanzia costerà alle banche una commissione pari allo 0,40% del valore nominale del titolo. Se il titolo è sotto i 12 mesi, la commissione sale allo 0,50%. Si aggiunge una commissione variabile tra lo 0,20% e lo 0,40% legato al rischio specifico della banca che chiede la garanzia statale. Le obbligazioni a garanzia saranno riconoscibili per essere a tasso fisso, in euro, rimborsabili in un'unica soluzione.

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