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Iran-Israele: no alle minacce di guerra dello Stato israeliano

category mashrek / arabia / irak | imperialismo / guerra | documento politico author Saturday November 19, 2011 15:24author by Alternative Libertaire - AL Report this post to the editors

I tamburi di guerra suonano di nuovo in Medio oriente. Si assiste ad un'offensiva concertata da Israele, dagli Stati Uniti, dalla Francia e dal Regno Unito contro l'Iran. Cominciata qualche settimana fa in Israele da un dibattito pubblico sulla necessità di attaccare l'Iran prima che si doti di un'arma nucleare, la campagna è stata inoltrata al G20 di Nizza da Obama e Sarkozy, che hanno fatto appello perché si esercitasse una pressione senza precedenti sull'Iran, mentre la stampa britannica parla di preparativi di guerra da parte degli USA e del Regno Unito. [Français] [Castellano] [English]

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Iran-Israele: no alle minacce di guerra dello Stato israeliano


I tamburi di guerra suonano di nuovo in Medio oriente. Si assiste ad un'offensiva concertata da Israele, dagli Stati Uniti, dalla Francia e dal Regno Unito contro l'Iran. Cominciata qualche settimana fa in Israele da un dibattito pubblico sulla necessità di attaccare l'Iran prima che si doti di un'arma nucleare, la campagna è stata inoltrata al G20 di Nizza da Obama e Sarkozy, che hanno fatto appello perché si esercitasse una pressione senza precedenti sull'Iran, mentre la stampa britannica parla di preparativi di guerra da parte degli USA e del Regno Unito. Questo fracasso aveva il solo scopo di creare un clima di tensione in attesa dell'uscita l'8 novembre del rapporto dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (AIEA) sul programma nucleare iraniano.

Questo rapporto, come quelli precedenti, non aggiunge alcun elemento che possa provare che il programma nucleare civile nasconda un programma militare segreto. Ma a differenza dei suoi predecessori, il nuovo direttore dell'AIEA, l'ex ambasciatore giapponese presso Washington Yukiya Amano, è totalmente allineato sulle posizioni occidentali. Il rapporto fa eco di "informazioni" fornite dai servizi segreti dei paesi membri dell'AIEA ostili all'Iran che parlano di "gravi preoccupazioni riguardanti una possibile dimensione militare del programma nucleare". Nell'assenza di prove concrete, i falchi fanno ricorso ad insinuazioni e manipolazioni per preparare l'opinione pubblica ad un'avventura militare contro la teocrazia iraniana.

È così da anni: le minacce di attacchi imminenti contro l'Iran sono regolarmente al primo piano nei notiziari. Oggi, sono più seri del solito? Si tratta principalmente di far sì che la Cina e la Russia non usino il loro diritto di veto nel Consiglio di Sicurezza dell'ONU per bloccare una nuova serie di sanzioni economiche contro l'Iran. Finora, la strategia occidentale è stato quella di isolare e asfissiare il paese per rendere più docile la sua classe dirigente. Il fiasco iracheno invita alla prudenza... Tant'è che il capo del Pentagono Leon Panetta ha messo in guardia contro le "conseguenze imprevedibili" che potrebbe avere un'azione militare contro l'Iran.

Ma il pericolo di una guerra è ben lungi dall'essere scartato. Non siamo immuni da una fuga in avanti dei più estremisti di Tel Aviv e Washington, che potrebbero essere tentati di montare una provocazione per raggiungere i loro scopi. Perché la situazione strategica di Israele si è deteriorata notevolmente negli ultimi anni creando grande febbrilità in mezzo alla nomenclatura militare che dirige il paese. A livello regionale, l'alleanza militare con la Turchia si è rotta, in Egitto il sempre conciliatorio regime del dittatore Mubarak è stato sostituito da un regime instabile meno allineato con la politica di Tel Aviv e Washington. Anche le difficoltà del vecchio nemico baathista in Siria, alleato di Teheran, sono fonti di ansia; possono creare una situazione all'irachena dove potrebbero approfittarne dei combattenti islamisti per portare avanti operazioni in Israele. A livello internazionale la mobilitazione attorno alla campagna BDS (Boicottaggio, Disinvestimento, Sanzioni) ha avuto un effetto, soprattutto tra i tradizionali alleati di Israele, mentre a livello nazionale il potere deve vedersela con i movimenti sociali di massa. C'è chi sogna di porre fine a questa serie di battute d'arresto per mezzo di una "vittoria" contro l'Iran.

Il peggio non è inevitabile in Medio Oriente, siamo in grado di fermare la spirale di violenza. Ma per questo dobbiamo affrontare i problemi alle radici:

Non ci sarà pace finché le rivendicazioni legittime del popolo palestinese non saranno soddisfatte.

Alternative Libertaire si oppone al nucleare civile così come al nucleare militare e sostiene la denuclearizzazione a livello mondiale, compresi tutti i grandi poteri dotati di armi nucleari (Francia, USA, Regno Unito, India, Pakistan, Cina e Russia) nonché i paesi come l'Israele e l'Iran, che devono tutti distruggere i propri arsenali e non acquisirne altri.

Tutte le truppe straniere devono ritirarsi dalla regione, e in particolare bisogna smantellare le basi americane.

Alternative Libertaire

16 novembre 2011

Traduzione a cura di FdCA-Ufficio relazioni internazionali

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Verso lo sciopero generale e sociale nel mondo del lavoro, nei territori, nelle piazze

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