Other Press
|
Recent articles by Mark Weisbrot
Plutonomía y precariado: el declive de la economía estadounidense May 18 12 ¿Qué podemos hacer el 99% para avanzar? Jan 07 12 Which way forward for the 99%? Jan 01 12 Quello che tutti dovrebbero sapere sulla "crisi del debito" negli Stati Uniti nord america / messico |
economia |
stampa non anarchica
Friday August 12, 2011 00:24 by Mark Weisbrot
![]() Questo articolo è stato pubblicato il 3 agosto 2011 sul giornale Folha de São Paulo, il più diffuso in tutto il Brasile. [English] Dal momento che la "crisi del debito" degli Stati Uniti è stata una grande storia internazionale che ha tenuto banco nelle ultime settimane, vale la pena di chiarire ciò che è reale e cosa non lo è. In primo luogo, il governo USA non ha una "crisi del debito." Il governo degli Stati Uniti paga interessi al netto di solo l'1,4% del PIL sul debito pubblico - che non è molto alla luce di un confronto su base storica ed internazionale. Il relativamente imponente deficit annuale attuale (9,3% del PIL) è di gran lunga il risultato della recessione e della debole ripresa. Le proiezioni a lungo termine sul deficit sono basate sui costi sanitari nel settore privato. Questi si riversano sulla spesa pubblica perché il governo degli Stati Uniti paga per quasi la metà della spesa sanitaria, ad un tasso che è due volte più alto degli altri paesi sviluppati - e pure in rapido aumento. Non c'è mai stata alcuna possibilità che gli Stati Uniti avessero davvero un default sul proprio debito. L'intera "crisi" è stata fabbricata fin dall'inizio dai repubblicani nella Camera dei Rappresentanti grazie ad un cavillo per far passare impopolari tagli di spesa che non sarebbero mai passati in campagna elettorale. Ha funzionato: hanno ottenuto un accordo che promette tagli alla spesa di grandi dimensioni senza alcun aumento delle tasse sui ricchi d'America o sui super-ricchi, i quali hanno notevolmente aumentato la loro quota del reddito nazionale negli ultimi tre decenni. La destra ha vinto perché il presidente Obama ha scelto di collaborare con loro, cercando anche di approfittare della "crisi" fabbricata per realizzare tagli che offendono e feriscono le persone che hanno votato per lui. Naturalmente anche lui voleva aumentare le tasse ai ricchi, ma avendo accettato come legittima l'estorsione dei repubblicani, ha perso anche su quello. Il danno peggiore di questa "arma di distrazione di massa" - e della capitolazione del presidente Obama ad essa - è che il dibattito politico negli Stati Uniti è stato fortemente alterato. La falsa "crisi del debito" è vista come il problema principale, e ancor più assurdamente, come una delle cause della debolezza dell'economia. L'economia statunitense è cresciuta poco nella prima metà di quest'anno, e abbiamo 25 milioni di disoccupati, lavoratori involontari a part-time, o che sono usciti dal mercato del lavoro. Siamo a più di un terzo di percorso di un "decennio perduto", e lo spostamento del dibattito politico verso la riduzione del deficit aumenterà la probabilità che lo vivremo tutto così. Se il Presidente Obama perde entrambe le camere del Congresso e/o la presidenza alle prossime elezioni, sarà il risultato di un'economia debole e di alta disoccupazione, e perché ha lasciato che i suoi avversari non solo sabotassero l'economia - cosa che sono tutti troppo felici di fare - ma anche che ridefinissero il dibattito economico di modo che il presidente e il suo partito si prenderanno la colpa per il disordine procurato. Così la prossima volta che qualcuno si lamenta che la maggior parte del Sud America è governata da una sinistra populista, da presidenti che si battono troppo contro le élite tradizionali dei loro paesi, sarà bene ricordarsi che ci sono tipi ben peggiori di leadership: quelle che commettono suicidio politico per il bene del "bipartitismo". Mark Weisbrot
Traduzione a cura di FdCA-Ufficio Relazioni Internazionali. |
Front pageMéxico: Convocatoria al Encuentro Nacional de Resistencias Autónomas Anticapitalistas En defensa del pensamiento crítico y en solidaridad con el profesor Renán Vega Cantor Venezuela and the ‘Bolivarian Revolution’: Beacon of hope or smoke and mirrors? Chile: Aporte para un balance y proyecciones de la movilización 2012 May 1st: After the Blooms of Spring, a Hot Summer "El movimiento popular vasco es el mayor movimiento contestatario de Europa" La victoire au bout des doigts CGT, CNT y SO llaman a participar en la Huelga General del 29M Για την οργανωση του Αναρχικου Κινηματοσ Randy "Prole Cat" Lowens Obituary Social Anarchism and Organisation Manifest en defensa del català com a llengua vehicular en el sistema educatiu Ne payons pas leur dette, sortons du capitalisme ! Se twòp atò: Nou mande fòk okipasyon militè Nasyonzini an Ayiti a kaba (29 fevriye 2012) Chile: Paro Nacional Portuario, 15 y 16 de febrero Exigimos la presentación con vida de David Venegas Reyes Irã: prenúncio de mais uma invasão imperialista. Perú: Ollanta Humala y el gobierno nacionalista الأناركيون و الإشتراكيون الثوريون في مصر Which way forward for the 99%? A 10 años del levantamiento de diciembre de 2001 Los libertarios vuelven a la Federación de Estudiantes de la Universidad de Chile (FECH) Latest NewsNord America / Messico | Economia | it Tue 22 May, 06:28 Opinion and Analysis
Press Releases
|