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I prossimi attacchi ai lavoratori irlandesi

category irlanda / gran bretagna | la sinistra | opinione / analisi author Sunday July 10, 2011 15:38author by Dara MacAoidh - Workers Solidarity Movement Report this post to the editors

Un'analisi di cosa occorre fare per ricostruire una forza di classe in Irlanda

Dopo l'iperbole della campagna elettorale, abbiamo cominciato a capire che le voci di un nuovo giorno nella politica irlandese sono state grandemente esagerate. Ora che la cosa si è un po' sgonfiata, si affonda nuovamente dentro la stessa vecchia crisi. Mentre l'inchiesta Moriarty ci fa conoscere - con parsimonia - come funziona la politica per i ricchi, noi siamo in grado di sapere come funzionano esattamente le cose per tutti noi. [English]
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I prossimi attacchi ai lavoratori irlandesi


Dopo l'iperbole della campagna elettorale, abbiamo cominciato a capire che le voci di un nuovo giorno nella politica irlandese sono state grandemente esagerate. Ora che la cosa si è un po' sgonfiata, si affonda nuovamente dentro la stessa vecchia crisi. Mentre l'inchiesta Moriarty [una pubblica inchiesta sulla corruzione politica in Irlanda, ndr.] ci fa conoscere - con parsimonia - come funziona la politica per i ricchi, noi siamo in grado di sapere come funzionano esattamente le cose per tutti noi.

Il nuovo governo è gravato dal debito, proprio come il vecchio, ed è anche vincolato dal piano di salvataggio e dalle sue condizioni. Ci saranno più tasse e più tagli ai servizi, meno soldi per la maggior parte della popolazione. I dirigenti laburisti e quelli sindacali colludono, alla ricerca di "efficienza" nel settore pubblico. Chiamiamolo pure Pippo, le ferite saranno ugualmente profonde.

Se le dirigenze dei sindacati non combatteranno i tagli e le tasse, e finora non hanno dato segno di volerlo fare, ci ritroveremo in una situazione in cui non ci saranno organizzazioni esistenti che potranno costringere il governo a cambiare rotta. Anche se l'opzione ideale sarebbe che l'ala radicale del movimento sindacale guadagnasse influenza sufficiente per portare le organizzazioni sindacali su una posizione conflittuale e mobilitasse gli iscritti in una resistenza attiva, la situazione attuale rende tutto questo alquanto improbabile. Ci sono attivisti di sinistra che lavorano nel sindacato con un qualche coordinamento in alcuni luoghi di lavoro, ma non sono in grado di rimuovere ostacoli antidemocratici all'interno delle strutture sindacali, n[ una leadership consolidata. Dove c'è democrazia c'è speranza, ma non si puà contare solo sui sindacati per condurre la resistenza alla austerità.

In assenza di posizioni di forza significative, la sinistra dovrebbe cercare un punto da cui iniziare a ricostruire. L'imposizione di tasse locali, sotto forma di oneri sull'acqua o sulla proprietà, offrono ampie opportunità di opposizione, dato che su questi temi non ci sono strutture organizzative tanto forti da controllare e sviare le lotte. Per questa ragione, gli attivisti di sinistra hanno l'opportunità di ripartire da capo, utilizzando le precedenti esperienze della campagna contro la tassa sull'acqua e per pianificare una strategia efficace a breve e medio termine.

Guardando a queste lotte sul territorio, se ne trae una lezione comune: che alla base di una forte campagna c'è la partecipazione negli organismi territoriali. E' il coinvolgimento costante e di massa che dà alle persone la fiducia e la volontà di intraprendere le azioni necessarie per vincere. Lo stesso metodo ha funzionato per la lotta britannica contro la Poll Tax [tassa municipale voluta dal governo Thatcher, ndt.] nel primi anni '90, che ha avuto successo grazie alla combinazione di forti organismi democratici locali e la chiara strategia di non pagare. La particolare forma di resistenza che potrà essere prescelta dipenderà da come la tassa sarà imposta, ma l'azione di massa dovrebbe essere la priorità sia per la sua efficacia che per le prospettive future.

L'altro elemento è quello della legittimità morale. Fine Gael e il Partito Laburista [coalizione di governo, ndt.] giustificheranno questi attacchi ai lavoratori irlandesi con la comoda scusa dell'eredità di bilancio che gli ha lasciato il Fianna Fail ​​e sosterranno che la tassa sull'acqua sia una "misura ambientale". Questa è una scusa sottile per una tassa sgradevole e ingiusta, ma che non viene contestata con forza dalla grande stampa. La sinistra ha su questo il vantaggio di 5 deputati dell'Alleanza di Sinistra Unita che sono in una posizione di dare una copertura mediatica e di forza, ma i media faranno del loro meglio per deriderli e screditarli contando sulla forza dei numeri. Pertanto, le campagne anti-tasse dovrebbero anche concentrarsi sul coinvolgimento in progetti locali dei mezzi di comunicazione come parte di una più ampia politica di sviluppo di una sfera di comunicazione alternativa in grado di minare il predominio dello Stato e dei mass media.

In definitiva, la sede naturale per un movimento progressista sta nei sindacati. Come dimostrano le varie campagne contro la poll tax, la tassa sui rifiuti e quella sull'acqua, un serio coinvolgimento della sinistra in queste campagne sul territorio può aiutare a evitare gli attacchi, ma la dissipazione di energie dopo la loro conclusione dovrebbe essere un segnale di avvertimento. Ogni conquista nell'organizzazione di queste lotte deve contribuire alla costruzione di una presenza radicale e democratica nei sindacati.

Il nuovo governo, come quello precedente, è legato alle preoccupazioni della Banca Centrale Europea. Sarebbe sciocco pensare che una opposizione efficace a questa pulsione distruttiva possa essere evocata dal nulla, solo perché essa è assolutamente necessaria. Chi cerca un'alternativa migliore dovrebbe concentrarsi sullo sviluppo delle organizzazioni e dei movimenti che possono promuovere un simile programma di resistenza. Le campagne mirate contro le tasse locali possono essere una parte di questo processo; non saranno sufficienti, ma possono almeno avviare il processo di costruzione di un'opposizione abbastanza forte con cui dover fare i conti.

Dara MacAoidh (WSM)


Articolo tratto da "Workers Solidarity", n°122 - luglio 2011, foglio bimensile del Workers Solidarity Movement. Traduzione a cura di FdCA-Ufficio Relazioni Internazionali.

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