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100 anni della SAC: "L'essenza della lotta per gli attivisti sindacali"

category scandinavia / danimarca / islanda | lotte sindacali | intervista author Friday September 10, 2010 18:31author by Сибирская Конфедерация Труда - SKT - Confederazione Siberiana del Lavoro Report this post to the editors

Il centenario della SAC svedese commentato da un'attivista sindacale della SKT siberiana

Intervista con un'attivista della Confederazione Siberiana del Lavoro (SKT), Elena Starostin, in cui parla del modello sindacale svedese e della Sveriges Arbetares Centralorganisation (SAC). Questo vecchio sindacato svedese ha festeggiato il suo centenario nel giugno del 2010. [Français]

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100 anni della SAC

L'essenza della lotta per gli attivisti sindacali


Una delegazione della SKT [Sibirskaya Konfederatsiya Truda, confederazione siberiana del lavoro] ha partecipato alle iniziative per il centenario della SAC nel giugno scorso. Elena Starostina, molto brevemente, cosa ci puoi dire della SAC?

L'Organizzazione Centrale dei Lavoratori di Svezia, la SAC, esiste da 100 anni. E' un vero sindacato operaio. La SAC organizza i lavoratori sulla base di una visione tattica ed ideologica anarcosindacalista. E cioè un sindacato di classe, che difende l'internazionalismo e la solidarietà tra lavoratori. Essi stessi hanno creato il sindacato nelle loro aziende, per lottare per i loro diritti sul luogo di lavoro e nel territorio, a fronte delle violazioni e delle strumentalizzazioni dei partiti politici per giungere al potere. La struttura della SAC, come sindacato autentico, è di tipo orizzontale, visibilmente antiautoritaria, con le radici nell'autogestione, e quindi controllata dai lavoratori e non da ideologie o da dirigenti autoritari.

La SAC conta ufficialmente ad oggi più di 6.000 iscritti. Inoltre ha un'organizzazione parallela, un'organizzazione della gioventù, la SUF (Federazione sindacale dei giovani) ed un'organizzazione antifascista che lavora con la SAC.

La SAC ha delle sezioni denominate LS (sezione locale) in molte città e nei villaggi, con una sorta d'unione di cellule. Sono indipendenti, hanno le loro finanze e possono avere locali propri. I delegati delle sezioni locali hanno un congresso ogni 3 anni per coordinare l'attività. Ogni sezione ha diversi sindacati, ma non solo. Ci sono anche delle associazioni nei sindacati che si occupano di problemi sociali, come il gruppo di "regolarizzazione" che organizza gli immigrati clandestini per la loro difesa ed i loro diritti.

Quattro volte all'anno i rappresentanti delle sezioni locali si riuniscono per le attività e per risolvere i problemi più urgenti. Ho avuto la possibilità di assistere ad una di queste riunioni e sono rimasta piacevolmente sorpresa dalla responsabilità e dall'attenzione fra i delegati delle reti locali della SAC e gli altri compagni. Come pure nel vedere i lavoratori decidere e pianificare le azioni sindacali a lungo termine, la tattica delle loro cellule o le azioni di solidarietà. E' evidente che queste persone hanno acquisito la tradizione libertaria e combattiva del loro sindacato e che non hanno nessuna paura di esprimersi.

Qual è la differenza principale tra la SAC ed il sindacalismo tradizionale? Quale definizione daresti del sindacalismo come teoria e prassi operaia?

Per me, la SAC è un sindacato che possiede e mantiene la tradizione di classe vera del sindacalismo, alla quale i lavoratori approdano da sé, senza i loro padroni, per cui il sindacato è organizzato dagli stessi lavoratori, per proteggere e difendere i loro diritti nel luogo di lavoro e fuori. D'altra parte, la SAC è un sindacato ideologico ed io sono rimasta sorpresa nel conoscere lavoratori di diverse sezioni che si presentavano come anarcosindacalisti o come comunisti anarchici. Mi hanno dato degli opuscoli di contenuto libertario. Si tratta chiaramente della presenza di una continuità della tradizione dei sindacati operai il cui obiettivo finale è che i lavoratori si impossessino dei mezzi di produzione.

Il principio di non partecipare a nessun partito politico né alle elezioni, insieme alla pressione sul governo tramite l'azione diretta ed il controllo pubblico sui mezzi dei sindacati, permettono alla SAC di preservarsi dalla corruzione e dall'azione dei partiti a favore dei padroni e dei sindacati filo-padronali. Ed eccola la differenza tra la SAC ed I sindacati tradizionali. Purtroppo, in Russia i lavoratori si sono formati all'ombra della macchina statale e del paternalismo prima bolscevico ed ora neo-liberista e gli operai hanno tendenze conformiste, non riescono ad immaginarsi un mondo con un'altra ideologia e nemmeno una tendenza all'auto-organizzazione e ad un pizzico di autogestione. E' molto difficile ricreare nelle persone i principi di vicinanza, di solidarietà, ma in Svezia c'è un sindacato ideologico operaio e ci sono organismi autogestiti.

Infatti, la differenza tra la SAC ed i "sindacati" può essere semplificata mettendo a confronto i sindacati inglesi che partecipano alle elezioni e che nominano i loro uomini nei partiti. Ma in Russia non c'è nemmeno questo, c'è semplicemente uno spettacolo di finti attivisti sindacali nelle sigle della FNPR [Federatsiya Nezavisimikh Profsoyuzov Rossii, la Federazione dei sindacati indipendenti di Russia]. Ci sono situazioni peggiori.

In generale, la SAC continua la sua tradizione sindacale 100 anni dopo la sua costituzione, non senza difficoltà beninteso, mantenendo la solidarietà tra i lavoratori, la visione di riscatto finale del lavoro nella giustizia e senza padroni, con i lavoratori gestori e proprietari essi stessi delle fabbriche.

Le organizzazioni sindacali operaie combattive e quelle anarcosindacaliste non hanno più dimensioni di massa e c'è un calo del sindacalismo. E' possibile che l'adesione di massa, di una massa poi teorica, non sia più così importante?

L'associazione delle persone in una organizzazione si fa per la difesa dei loro diritti e delle loro libertà, per mettere in pratica le loro idee, per aiutare le organizzazioni sorelle, per dimostrare la capacità delle persone a sapersi autogestire alla base. À mio avviso, queste associazioni sorgono di sovente in modo spontaneo, per risolvere tutti i problemi sociali che hanno davanti. E quando questo succede, quel gruppo di persone ha acquisito una prassi di lotta sociale, ha colto l'essenza della solidarietà, la sensazione della gioia della cooperazione e la soddisfazione di aiutare gli altri, e allora non si disgrega più. Guarda al futuro, sviluppa i principi della sua organizzazione, senza dirigenti, su basi volontarie, per trovare nuove soluzioni insieme. Si può eccepire che queste siano solo azioni sindacali combattive di poche persone. E' difficile immaginarsi che in epoca di neoliberismo, le persone siano capaci di associarsi in grandi numeri in organizzazioni che agiscano nel nome della solidarietà, dell'auto-organizzazione, dell'autogestione, senza capi. [...]

Quali sono i sindacati di altri paesi che collaborano con la SAC ? Come vedi questi rapporti?

Beninteso, parliamo dei sindacati rosso&neri che sono alla loro base dell'anarcosindacalismo. C'è l'IWW, ormai leggendaria e con una storia interessante. La CNT francese, il sindacato tedesco della FAU, che non ha una grande forza, ma di contro ha una politica basata sull'azione diretta e sulla denuncia delle ingiustizie. La centrale sindacale della CGT spagnola, il sindacato più compatto con circa 60.000 iscritti. Infine alcuni sindacati italiani, Unicobas ed USI.

Io penso che la cooperazione con la SAC abbia giocato un ruolo importante per noi. Nel 1990 e nel 2000 la SAC ha realizzato dei seminari e delle riunioni per i lavoratori in Siberia, da cui siamo nati poi come sindacato. C'è stato un aiuto pratico per la SKT nelle sue attività. Con questa cooperazione abbiamo guadagnato non poco sul piano teorico rispetto al movimento operaio europeo e sul piano sindacale verso tutto il movimento operaio.

La cooperazione tra sindacati si concretizza soprattutto nell'aiuto ai sindacati sotto pressione da parte delle autorità e dei padroni. Vanno scambiate le esperienze di lotta, le azioni di solidarietà, il materiale teorico, le idee sulla società libertaria. [...]

Nel suo programma e nei suoi documenti, la SAC si esprime contro il capitalismo e contro il lavoro salariato. Vede la futura società come un socialismo libertario (libero). Che cos'è il socialismo libertario ed in cosa si diversifica dal socialismo della ex-Unione Sovietica?

Ho visto l'apogeo di quello che si definisce il socialismo da caserma dell'URSS. Io vengo da una famiglia operai. Al pari di altri bambini, essi stessi figli di famiglie operaie, ho vissuto come loro tutto il travaglio interiore. Non si può vivere per lavorare. Mio padre lavorava, metteva da parte i soldi per le vacanze, centesimo dopo centesimo per la famiglia. Nelle famiglie si parlava dei dirigenti come dei grandi proprietari terrieri, con lo stesso punto di vista. Nei nostri paesi il socialismo dell'URSS con i nostri lavoratori, da voi essere liberi ed eroi. Alla radio ed alla televisione i discorsi ripugnanti dei dirigenti del PC, dei burocrati, dei direttori d'impresa. [...] La massa dei lavoratori sfruttata in un tale socialismo autoritario. Ma c'era di peggio. A noi che andavamo a scuola ci insegnavano che i lavoratori erano liberi perché lavoravano per il bene dello stato, che era sbagliato protestare, chiedere la liberà d'espressione, perché noi avevamo il socialismo...

I lavoratori, in questo socialismo da caserma, non si esprimevano più e peggio ancora, avevano dimenticato completamente il senso della ribellione, della protesta. Tutto ciò che è stato insegnato alla massa dei lavoratori è che lo Stato socialista in quel socialismo si nutre di loro. Il socialismo autoritario, dove il governo è nelle mani della nomenklatura del Partito (la classe sfruttatrice) assorbe tutti i benefici ottenuti dal lavoro operaio e li distribuisce a sua discrezione. Ecco perché la gente non sa più pensare e lottare. E' per tutto questo che ancora oggi esiste una massa di lavoratori passivi, soggetti al paternalismo.

Ma il socialismo libertario è tutt'altro. L'autogestione si fa dal basso verso l'alto, c'è la liquidazione dello Stato (ebbene sì, sono questi i principi anarchici, signori governanti). La società sarà fondata su gruppi, comuni di persone auto-organizzate, in cui la gente prende le proprie decisioni. Ma ci vuole una maggioranza con idee non conformiste, che persegua e desideri l'autogestione, con il senso della giustizia e delle forme giuste di gestione. Come la SAC che ha già preso questa strada con la sua azione sindacale. [...]


Testo russo completo, con foto su http://www.avtonom.org/node/12747 e http://skt.pp.ru/news/111111/2010-07-14-71. Versione francese su http://www.fondation-besnard.org.

Traduzione ed adattamento all'italiano a cura di FdCA-Ufficio Relazioni Internazionali.

Related Link: https://www.sac.se/
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