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Il vento delle Alpi

category italia / svizzera | lotte sul territorio | opinione / analisi author Monday November 14, 2005 20:51author by Federazione dei Comunisti Anarchici - FdCAauthor email fdca at fdca dot it Report this post to the editors

Un vento di rivolta soffia. Soffia dall’Esagono e passa le Alpi. Molto divide la rivolta delle banlieu parigine dalla rivolta in Val di Susa...


Alternativa Libertaria, nov. 2005:

Il vento delle Alpi

Un vento di rivolta soffia.

Soffia dall’Esagono e passa le Alpi.

Molto divide la rivolta delle banlieu parigine dalla rivolta in Val di Susa.

Da una parte giovani disperati, senza futuro, armati della propria rabbia e privi di un’identità chiara. Francesi, di nascita e di documenti, ma non riconosciuti come tali dai flic che ogni giorno chiedono i documenti, dagli uffici del personale che non ti assumono perché, con quella faccia da arabo, non è sicuro farti fare neanche da fattorino.

Dall’altra, famiglie, amministratori pubblici, militanti riconosciuti nel loro intervento che cercano di difendere la propria valle dall’invasione delle ruspe e dell’acciaio. Che si accorgono che, nonostante la retorica della partecipazione, delle autonomie locali, il loro parere è assolutamente ininfluente quando si tratta di mercato, di priorità decise a Strasburgo da chi si vende in patria, come nel gioco delle tre carte, come il campione in grado di difendere democrazia e legalità.

La violenza istintiva di chi si sente braccato e la determinazione di chi pensa di poter combattere ad armi pari l’arroganza del potere hanno pure qualcosa in comune.

La determinazione a non lasciarsi sottomettere allo status quo, il non poter finalmente accettare sulla propria pelle l’abito cucito su misura da chi, ormai da decenni, pretende per sé profitti lasciando per gli altri i costi. Umani, economici ed ambientali.

Non abbiamo dimenticato i roghi, gli alloggi fatiscenti, non dimentichiamo la disoccupazione e la sopraffazione che vige tutt’intorno alle luci di Parigi.

Come comprendiamo la rabbia di chi ha percorso inutilmente tutti i gradini proposti dalla burocrazia per accreditarsi come soggetto decisore e si vede esautorato, suddito di poteri forti che decidono altrove priorità (le proprie) e accettabilità dei rischi (altrui).

Il diritto a gestire il proprio territorio, a rivendicare diritti e soggettività, a immaginare un mondo e una vita diversa, declinata sui principi di solidarietà e giustizia, è la molla comune che oggi si esprime di qua e di là delle Alpi.

E, in controluce ma non tanto, quello che emerge forte è il contenuto di classe di queste rivolte. Forse ancora in cerca di sbocchi politici nelle banlieu parigine, dove occorrerà essere capaci di uscire dal modello della banda creato da anni di malgoverni, di destra con il pugno di ferro e di sinistra con logiche istituzionali, per far emergere l’autorganizzazone e l’autonomia necessaria a conquistarsi una cittadinanza costruita dal basso che ricostruisca tessuto sociale e riesca a imporre la redistribuzione delle ricchezze sociali e pienezza di diritti.

Più chiara nella consapevolezza di avere nemici sia i governi centrali, con la mania delle grandi opere, sia quelli regionali, e soprattutto un modello di sviluppo che per privilegiare il passaggio veloce di pochi mette in pericolo la vita, il lavoro e il territorio di tanti, nelle valli del Piemonte.

Più ampia nella composizione del fronte di lotta, più sedimentata nel tempo, è stata capace, grazie anche all’opera di tanti militanti anarchici e libertari, di acquisire una dimensione di massa.

Perché non sono le frontiere, né le montagne, a porre confini.

E’ il potere, per conto degli interessi economici, a tentare di contenere ed impedire una viscerale rivolta contro dominio e sopraffazione.

Sarà, speriamo, la partecipazione popolare, non quella istituzionale, e la solidarietà diffusa che accompagna queste lotte che saprà sedimentare forme di contropotere in grado di opporsi ai disegni del capitale.


da Alternativa Libertaria - novembre 2005
foglio telematica della FdCA

Scaricalo dal sito della federazione:

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