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stampa non anarchica
Monday September 06, 2010 19:21 by Tim Kennelly - The Bullet
![]() USA, Canada e NATO minacciano di prolungare la guerra Il 13 marzo 2008, il parlamento del Canada votò il prolungamento della sua “missione” militare in Afghanistan fino al luglio 2011. La mozione presentata dal governo conservatore di minoranza venne votata anche dall’opposizione liberale. I guerrafondai avevano correttamente calcolato che se si fosse stabilita una data per il ritiro delle truppe, si sarebbe indebolita l’opposizione alla guerra che stava montando nell’opinione pubblica e si sarebbe guadagnato tempo per una partecipazione continuativa del Canada. Da allora, la situazione politica e militare in Afghanistan non ha fatto che peggiorare per le forze di occupazione ed i dirigenti politici stanno ora facendo balenare proposte per prorogare la data del ritiro per una missione militare che già costituisce una grave violazione della sovranità nazionale e dei diritti umani del popolo afgano. [English] Il Primo Ministro Stephen Harper dice che il governo manterrà quella data. Tuttavia, dice anche che il Canada manterrà una presenza militare in Afghanistan anche dopo il 2011, per formare personale militare e di polizia afgano. Questa è di fatto una estensione della missione militare e non, come sostiene il governo, un ruolo non belligerante. Dopo una visita in Afghanistan lo scorso maggio, Bob Rae - deputato liberale ed esperto di affari esteri- ha dichiarato che è giunta l’ora di rettificare la data del ritiro e di prepararsi ad un intervento più lungo. Persino l’esperto di questioni militari del New Democratic Party, Jack Harris, non esclude un prolungamento della presenza militare canadese. Era nella stessa delegazione con Rae e a Kandahar dichiarò alla stampa: “Ovviamente, ci sono considerevoli preoccupazioni di carattere umanitario e sugli assetti istituzionali in Afghanistan. Se questo può avere o no degli aspetti militari, è comunque un’altra questione, . ... Ci sono altri modi per aiutare questo paese a costruire le sue istituzioni.” Il grande aumento della spesa militare in Canada sembra smentire le promesse di ritiro. Uno studio del 2009 del Canadian Centre for Policy Alternatives registra 21 miliardi di dollari di spese militari per il 2009-2010, il 56% di incremento rispetto al biennio 1998-1999. Recentemente, il governo ha annunciato una spesa di 9 miliardi di dollari per nuovi aerei da combattimento, una delle spese più ingenti in tutta la storia del Canada. Inasprimento della guerraLa guerra continua ad inasprirsi e sembra essere fuori controllo. A metà agosto erano già 425 i soldati delle forze di occupazione guidate dagli USA che risultavano uccisi nel 2010. Con questi numeri, il 2010 è già l’anno di guerra con maggiori vittime dei 9 anni di intervento militare da parte della coalizione imperialista.Finora erano giugno e luglio i primi due mesi per i morti in guerra delle forze straniere. Centodue le vittime in giugno ed 89 in luglio. Mese nero anche per gli USA con il più alto numero di soldati uccisi n Afghanistan: 66. Da quando ha assunto la sua carica di presidente nel gennaio 2009, Obama si è adoperato per l’intensificazione della guerra in Afghanistan. Alla fine di agosto saremo a 100.000 soldati sul terreno, 3 volte tanto il numero del gennaio 2009. Con l’unico tangibile risultato di un aumento dei morti afgani per mano delle truppe straniere e di un aumento delle vittime tra le truppe imperialiste per mano dei combattenti per la resistenza. Obama ha portato la guerra anche in Pakistan, dove gli attacchi aerei portati con i droni hanno ucciso un grande numero di pakistani sulle regioni montane e lungo il confine con l’Afghanistan. Una guerra per la democrazia e per i diritti delle donne?Gli USA ed i suoi alleati imperialisti della NATO dicono che lo scopo della loro guerra è quello di proteggere la democrazia ed i diritti delle donne in Afghanistan. Entrambe le affermazioni vengono smentite dalla realtà sul campo.Gli USA hanno sostenuto il presidente Hamid Karzai, rappresentante della elite corrotta e benestante dell’Afghanistan. Nel suo governo ci sono latifondisti, affaristi e noti criminali con i loro sodali. La maggioranza dei rappresentanti del parlamento afgano è nelle loro mani. Il loro governo non ha fatto niente per migliorare le condizioni degli afgani ed è inviso ad una larga maggioranza della popolazione. Per quanto riguarda le donne la situazione rimane disastrosa come non mai. Dal 2004, il parlamento afgano ha ri-approvato la maggior parte delle leggi contro le donne che esistevano al tempo dei Talebani. Alcune sono del tutto regressive. Le denunce per abusi sessuaIi ed aggressioni contro le donne afgane sono aumentate più che mai, mentre i colpevoli restano sempre impuniti. E sale il numero dei suicidi tra le donne con un atto di auto-immolazione. In un articolo di Glissa Rubin sul New York Times del 31 luglio si poteva leggere che “le scuole femminili stanno chiudendo, le donne lavoratrici vengono minacciate, le avvocate vengono aggredite e le famiglie impaurite tengono le loro figlie sempre di più chiuse in casa. ” Fallimento della strategia militare degli U.S.A. ed ampliamento dell’opposizione mondialeDal mese di giugno, la “riscossa” di Obama si è concentrata intorno a Kandahar, il caposaldo delle operazioni NATO nel sud del paese fin dal 2004. La necessità di concentrare la riscossa nella stessa città è un sintomo della debolezza della presenza degli USA e della NATO. Altrettanto significativa è la crescente capacità delle forze di resistenza di lanciare attacchi nella capitale Kabul.L’amministrazione Obama ha ricevuto un ulteriore colpo alla sua strategia in Afghanistan il 26 luglio con la pubblicazione su Wikileaks dei “Diari sulla guerra afgana”, una collezione di 91mila documenti militari segreti sulla guerra, che vanno dal 2004 fino al 2009 (e di cui 15mila atti devono ancora essere pubblicati). Secondo Wikileaks, i diari costituiscono “l’archivio più importante di cui si dispone sulla realtà di questi anni di guerra.” Il fondatore di Wikileaks, Julian Assange, intervistato da Democracy Now il 27 luglio, così si è espresso:: “Quello che più emerge è il grande numero di abusi che si sono verificati negli ultimi 6 anni, un vasto spettro dello squallore e della carneficina della guerra….la maggior parte delle vittime civili si è verificata in incidenti in cui venivano uccise 1, 2, 10 o 20 persone, e sono questi a dominare numericamente nella lista degli eventi.” I documenti rivelano che gran parte delle operazioni belliche sono state attuate in segreto dalle forze speciali USA, come la ormai famosa Task Force 373. Queste forze agivano soprattutto nottetempo, sfuggendo ai media, ed uccidevano impunemente. Le vittime civili afgane sono aumentate di molto per stessa ammissione delle forze di occupazione. In un articolo del 6 agosto del giornalista indipendente Justin Podur, i Diari di Guerra registrano 15.129 afgani uccisi in battaglia. C’è motivo per ritenere che molti di questi morti in combattimento siano nei fatti civili afgani. Vengono riportati 3994 morti civili, ma solo 34 di questi vengono attribuiti alle forze di occupazione. I Diari vengono fuori all’indomani della rimozione in giugno del comandante in capo USA in Afghanistan, il Generale Stanley McCrystal. McCrystal è stato sostituito col Generale David Petraeus, architetto della “riscossa” della Amministrazione Bush in Iraq nel 2007. La rimozione di McCrystal indica che c’è scompiglio tra le file dei dirigenti del Pentagono e della amministrazione Obama, e riflette le crescenti perplessità a livello di opinione pubblica, se non negli stessi ambienti militari, sulla “vincibilità” della guerra. Un sondaggio della CBS News, fatto ai primi di luglio, mostra che il 62% degli americani non sono contenti di questa guerra, con un incremento del 13% rispetto al mese di maggio. Lo stesso sondaggio mostra che il 54% degli americani chiede al governo USA di stabilire i tempi dei ritiro delle truppe dall’Afghanistan. Ignorando questo incremento nell’opposizione popolare alla guerra, il Congresso USA ha approvato il 27 luglio il War Funding Bill, con cui si finanzia la “riscossa” di Obama con 37 miliardi di dollari. Ma l’appoggio del congresso non è più così unanime. Centodue democratici hanno votato contro la legge, costringendo Obama a dover contare sui voti dei repubblicani per far passare il provvedimento. Obama sostiene che la riscossa finirà nel 2011 e che gli USA inizieranno il ritiro dall’ Afghanistan. Tuttavia gli USA si impegnano a restare per permettere al regime afgano di garantire la “sicurezza” al paese. Gli USA e gli altri governi che sostengono il regime di Karzai hanno tenuto recentemente una conferenza in Afghanistan in cui hanno deciso di assistere il regime finché esso non sarà in grado di gestire le operazioni militari in autonomia. E’ stata indicata la data del 2014 come quella più vicina. Questa stessa retorica è stata adottata dagli USA pure in Iraq. Il 2 agosto, Obama ha annunciato che gli USA metteranno fine alla loro missione militare entro la fine del mese. Tuttavia, 50mila soldati e 4500 “forze speciali” resteranno nel paese, senza contare le basi aeree e quelle navali. Il Segretario di Stato, Hillary Clinton, vuole da parte sua portare le Forze Speciali a 7500 unità. Secondo lo scrittore Jeremy Scahill, la politica di Obama in Iraq non è che la continuazione della politica della precedente amministrazione Bush. In un’intervista a Democracy Now il 13 agosto ha detto: “Il Presidente Obama sta mettendo in atto la politica che aveva in mente George W. Bush quando lasciò la Casa Bianca. Si tratta essenzialmente del piano Petraeus-Bush per l’Iraq. Per cui l’idea che Obama stia facendo bene impegnandosi in una campagna per mettere fine alla guerra è in realtà una sorta di gioco di parole, dal momento che egli sta solo mettendo in pratica quella che era già la politica USA quando è entrato alla Casa Bianca.” Lo scandalo delle torture sui prigionieri afganiIl governo canadese è stato messo sotto pressione per una profonda controversia sul trattamento riservato ai detenuti afgani da parte delle forze canadesi. Le prove sulla conoscenza da parte delle forze canadesi di detenuti regolarmente torturati e consegnati alle autorità di polizia afgane, vengono fuori per la prima volta nel 2007, quando il docente di diritto presso l’università di Ottawa, professor Amir Attaran produsse dei documenti pesantemente censurati ottenuti tramite una richiesta di Accesso alle Informazioni. Dai documenti si evinceva che i detenuti afgani consegnati da militari canadesi alle autorità afgane, venivano torturati.Nuove prove vennero fuori nel novembre 2009, quando Richard Colvin, già uomo di altissimo livello della diplomazia canadese in Afghanistan, rilasciò una testimonianza esplosiva davanti ad una commissione parlamentare, confermando che i detenuti afgani ceduti dal Canada venivano torturati e che gli ufficiali canadesi e verosimilmente anche il governo canadese, chiusero un occhio. Il Primo Ministro Harper allora chiese al Governatore Generale di sospendere il Parlamento per alcuni mesi allo scopo di evitare un approfondirsi dello scandalo. La richiesta venne accolta. Quando il Parlamento riprese in marzo, i partiti dell’opposizione fecero passare una mozione che obbligava il governo a rendere pubblici i documenti censurati sulle torture. Il governo si rifiutò ed in giugno fece un accordo con i Liberali per nominare un gruppo ristretto di 3 persone col compito di stabilire quali documenti si potevano rendere pubblici. Il movimento contro la guerraIn tutti i paesi belligeranti in Afghanistan, i sondaggi dicono che sta crescendo l’opposizione alla guerra. Gli attacchi ai diritti democratici ed i tagli alla spesa sociale che sempre accompagnano le imprese belliche spingono verso l’alto le voci dell’opposizione.Nonostante il numero apparentemente ristretto delle persone che si mobilitano nelle strade contro la guerra in Afghanistan, ci sono segnali di progresso verso una maggiore mobilitazione. L’Olanda è stata costretta a ritirare i suoi 1900 militari dopo che il governo in carica non aveva più la maggioranza per assicurare la presenza del contingente militare. L’Olanda è il primo importante paese della NATO a ritirarsi. Anche i governi di Germania e Regno Unito sono sotto pressione per disporre il loro ritiro. Nel Regno Unito, Joe Glenton, oppositore alla guerra, che si è fatto un anno di prigione per essersi rifiutato di ritornare in Afghanistan, è diventato uno degli esponenti più strenui nell’opposizione alla guerra. Negli USA, 850 persone hanno partecipato dal 23 al 25 luglio ad Albany (New York) alla Conferenza Nazionale Unitaria Contro la Guerra. E ’ stato lanciato un appello alla “unità d’azione, alle mobilitazioni di massa, coinvolgendo ampi settori della società, per un funzionamento democratico e per la costruzione di un movimento sociale di massa che operi indipendentemente da tutti i partiti politici ma che cerchi di influenzarne la base degli iscritti”. La Conferenza ha messo a punto un ampio programma di iniziative a partire dall’autunno, per culminare con grandi manifestazioni di massa a New York ed a San Francisco il 9 aprile 2011. L’Alleanza Canadese per la Pace – la più ampia rete contro la guerra nel paese- ha in programma una campagna autunnale contro qualsiasi prolungamento della presenza militare canadese, invitando in ottobre l’attivista sociale afgano Malalai Joya. Recentemente, a Toronto, Josie Forcadilla, madre di un soldato canadese in Afghanistan, ha tenuto un comizio ad un raduno di 200 persone contro la guerra. Mentre si approfondisce la crisi che gli USA e i suoi alleati devono affrontare, il ritiro dell’Olanda dimostra che si può mettere fine alla guerra. “Yes we can”, sì noi possiamo costruire un’opposizione che faccia sentire la sua voce nelle strade, per portare le truppe a casa, mettere fine alla guerra in Afghanistan, e per dare al mondo un nuovo corso di giustizia sociale ed ambientale. Tim Kennelly
Traduzione a cura di FdCA-Ufficio Relazioni Internazionali |
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