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comunicato stampa
Friday July 09, 2010 18:37 by Coordinamento Anarchico Palermitano - CAP coordanarchicopa at libero dot it
![]() "Nel cinquantesimo anniversario dei tragici fatti dell'8 luglio 1960, Il Coordinamento Anarchico Palermitano promuove e organizza per domani - giovedi 8 luglio - un presidio informativo a piazza Verdi a partire dalle ore 17. Gli anarchici parteciperanno poi al corteo celebrativo indetto dal Circolo "Francesco Vella" del Partito della Rifondazione Comunista, con le bandiere listate a lutto." Di Stato si muorePalermo, 8 luglio 1960-2010Nei primi anni '60, in Italia, i flussi migratori interni, il passaggio dall'industria alla produzione di massa, il veloce sviluppo dell'economia del dopoguerra creano scompensi difficili da arginare. Si fa strada la crisi della rappresentanza di partiti e sindacati davanti al forte malcontento della classe lavoratrice che deve fare i conti con la chiusura delle fabbriche e con molti licenziamenti. In quegli anni, lo stato italiano è privo di una reale cultura democratica. Prefetti, funzionari di polizia e anche molti esponenti politici sono le stesse persone che avevano fatto la loro fortuna durante il fascismo. Le istituzioni non si sono mai veramente defascistizzate anche a causa dell'opportunismo della sinistra parlamentare costituita da Partito Comunista e Partito Socialista. Dall'aprile 1960 c'è il governo Tambroni, formato dalla sola Democrazia Cristiana e appoggiato dai voti determinanti dei fascisti del Movimento Sociale Italiano (MSI). È la prima volta che succede, da quando il fascismo è caduto ed è nata la Repubblica. L'8 luglio è sciopero generale. Pochi giorni prima, l'insurrezione popolare di Genova aveva impedito che in quella città, medaglia d'oro alla Resistenza, si svolgesse il VI Congresso nazionale del MSI. In tutta Italia si tengono manifestazioni operaie e antifasciste in cui la polizia spara e ammazza: Reggio Emilia, Roma, Catania, Licata, Palermo. A Palermo il corteo operaio è blindato da uno schieramento di polizia imponente. L'ordine è di disperdere la folla a qualsiasi costo. Improvvisamente iniziano le cariche. La celere assale brutalmente il corteo con le jeep spinte a velocità. I manifestanti si difendono lanciando sassi, bastoni e quello che trovano. La zona tra il Teatro Massimo e piazza Politeama si trasforma in un campo di battaglia. Viene eretta una barricata al centro della strada ma a questo punto i celerini cominciano a sparare sulla folla. Muoiono ammazzati dalla polizia:
Oggi, a cinquant'anni di distanza le forze di polizia picchiano e ammazzano impunemente non solo nelle manifestazioni, ma anche per le strade e nelle carceri: da Carlo Giuliani a Federico Aldrovandi, da Stefano Cucchi a Marcello Lonzi, ecc. Oggi, a cinquant'anni di distanza, "democrazia" è una parola vuota che racconta un paese mortificato dalla sua classe politica, terrorizzato da politiche autoritarie e razziste, soffocato da una crisi economica provocata dai padroni e dal capitalismo.
Oggi, a cinquant'anni di distanza, il ricordo di chi è morto sulla strada della libertà serve a rinnovare il nostro impegno a resistere contro ogni fascismo e a rilanciare la lotta per una società veramente libera dalla brutalità dello stato e del capitale.
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