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Comunicato della CGT sulla riforma lavorativa del governo

category iberia | economia | comunicato stampa author Monday June 21, 2010 18:12author by Confederación General del Trabajo - SPCC-CGTauthor address C/ Sagunto, 15 - 1º. 28010-Madrid Report this post to the editors

"La Riforma Lavorativa del Governo, taglia e riduce i diritti lavorativi fondamentali e garantisce alla Confindustria minori costi nelle contrattazioni e nei licenziamenti"

Oggi, mercoledì 16 Giugno, il governo ha approvato il Regio Decreto Legge in tema di Misure Urgenti per la Riforma del Mercato del Lavoro. Questa Riforma non è assolutamente una risposta alle necessità dei lavoratori e delle lavoratrici, né una proposta per restituirci i diritti lavorativi e sociali che ci hanno strappato progressivamente negli ultimi anni, né tanto meno è una proposta di giustizia sociale in difesa dei lavoratori come parte più debole nel rapporto di lavoro, né una riforma per far cessare quello che è ormai un fatto generalizzato nel mercato di lavoro (licenziamento libero e a buon mercato), né una riforma per creare impiego.

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Comunicato della CGT

Per la CGT la riforma lavorativa del governo è un attacco frontale al diritto alla contrattazione collettiva e al sindacalismo stesso

La Riforma Lavorativa del Governo, taglia e riduce i diritti lavorativi fondamentali e garantisce alla Confindustria minori costi nelle contrattazioni e nei licenziamenti

Oggi, mercoledì 16 Giugno, il governo ha approvato il Regio Decreto Legge in tema di Misure Urgenti per la Riforma del Mercato del Lavoro. Questa Riforma non è assolutamente una risposta alle necessità dei lavoratori e delle lavoratrici, né una proposta per restituirci i diritti lavorativi e sociali che ci hanno strappato progressivamente negli ultimi anni, né tanto meno è una proposta di giustizia sociale in difesa dei lavoratori come parte più debole nel rapporto di lavoro, né una riforma per far cessare quello che è ormai un fatto generalizzato nel mercato di lavoro (licenziamento libero e a buon mercato), né una riforma per creare impiego.

Questa Riforma rappresenta, essenzialmente, una ulteriore istituzionalizzazione dei tagli ai diritti lavorativi e sociali applicati con mano di ferro sui lavoratori e sulle lavoratrici, normalizzando la precarietà e deregolamentando quasi completamente le relazioni lavorative. In questo modo, si omogeneizzano al ribasso le condizioni di lavoro intorno al criterio della flessibilità e si facilita ancor più la ristrutturazione selvaggia in tutti i settori di attività, già ora senza limiti istituzionali né controllo sindacale.

Si tratta di una Riforma Lavorativa che in tema di contratti, di licenziamento, di servizi per l'impiego, di controllo dell'assenteismo, di imposte imprenditoriali, di incentivi alle contrattazioni e di controllo ed organizzazione del lavoro, tende a garantire agli imprenditori i loro progetti essenziali: la diminuzione dei costi contrattuali, la riduzione delle indennità di licenziamento, la facilitazione all'ingresso delle ETT's (Imprese di Lavoro Temporaneo) in settori che fino ad ora ne erano rimasti immuni, la flessibilizzazione delle condizioni di lavoro (orari, durata della giornata lavorativa, funzionalità, turni e criteri di retribuzione), la precarizzazione ancora più accentuata della contrattazione giovanile e la istituzionalizzazione della perdita di potere sindacale per diminuire sensibilmente l'autonomia di una parte (quella sindacale) nella negoziazione collettiva, e per svuotare gli accordi collettivi del loro contenuto il giorno dopo averli firmati.

Come CGT abbiamo la convinzione che proteggere il diritto alla libertà sindacale e alla contrattazione collettiva significa anche preservare la difesa dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici (all'impiego, alle condizioni di lavoro, alla salute, alla sicurezza giuridica), diritti che non possono essere delegati al capitale in nessun caso.

Lo Sciopero Generale e la lotta sociale sostenuta nel tempo e che impegni i lavoratori e le lavoratrici e le classi popolari è ora, più che mai, irrinunciabile, perché rimane l'unica garanzia di fronteggiare il capitale e di mantenere i diritti conquistati e strappati ai prepotenti.

E' ORA DI SCENDERE IN PIAZZA.
NESSUN PASSO INDIETRO: LO SCIOPERO GENERALE E' NECESSARIO!

SEGRETARIATO PERMANENTE DELLA CGT

Giovedì 17 Giugno 2010

Traduzione a cura di Roberto Meneghini per la FdCA

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Verso lo sciopero generale e sociale nel mondo del lavoro, nei territori, nelle piazze

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Sat 25 Oct, 15:43

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