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Palestina-Israele, sale la lotta unitaria senza farsi intimidire dalla repressione statale

category mashrek / arabia / irak | lotte sul territorio | cronaca author Thursday March 25, 2010 17:14author by Ilan S. - Anarchists Against the Wall - Matzpen - A-Infosauthor address Tel Aviv Report this post to the editors

In aggiunta a Bil'in, Ni'ilin, and Ma'sara, e da poco a Nabi Salih e Sheikh Jarrah, ora abbiamo Beit Jala, Budrus e Beit Ummar che anni fa sono stati villaggi molto combattivi. Oltre a queste lotte unitarie a cui gli Anarchici Contro il Muro hanno partecipato, ci sono state altre località di conflitto con la presenza degli internazionali o solo con i palestinesi. Pare che a causa delle proteste dei media (pubblici), le forze di stato hanno evitato di impedirci di raggiungere Bil'in, ed hanno insolitamente evitato lo scontro con i giovani lanciatori di pietre. [English]


Sale la lotta unitaria senza farsi intimidire dalla repressione statale


22.03.10

 

In aggiunta a Bil'in, Ni'ilin, and Ma'sara, e da poco a Nabi Salih e Sheikh Jarrah, ora abbiamo Beit Jala, Budrus e Beit Ummar che anni fa sono stati villaggi molto combattivi. Oltre a queste lotte unitarie a cui gli Anarchici Contro il Muro hanno partecipato, ci sono state altre località di conflitto con la presenza degli internazionali o solo con i palestinesi. Pare che a causa delle proteste dei media (pubblici), le forze di stato hanno evitato di impedirci di raggiungere Bil'in, ed hanno insolitamente evitato lo scontro con i giovani lanciatori di pietre.

BEIT JALA

Domenica la manifestazione a Beit Jala si è tenuta all'indomani della morte per mano delle forze israeliane di 2 giovani a Iraq Burin durante una manifestazione contro le colonie e l'occupazione. Ricorreva anche il 7° anniversario della morte di Rachel Corrie a Gaza a causa di un bulldozer dell'esercito di occupazione israeliano.

Circa 50 palestinesi insieme ai sostenitori internazionali ed israeliani hanno marciato per la strada che porta al cantiere del muro dell'apartheid a Beit Jala. Solo poche decine di metri e poi siamo stati stoppati da una ventina di soldati e di un filo spinato più largo del solito. Slogan e discorsi in Arabo, inglese ed ebraico, a rivendicare per i palestinesi il diritto di potersi muovere sulle loto terre e per incitare i soldati a rifiutarsi di stare in un esercito di occupazione e di oppressione. Nonostante la manifestazione fosse pacifica, i soldati ed i loro ufficiali si sono fatti prendere dall'ansia ed hanno minacciato l'uso della violenza. I manifestanti si sono allora seduti per terra per allentare la tensione dei soldati. Poco dopo la manifestazione è finita pacificamente ed i manifestanti si sono ritirati senza conseguenze.

Nonostante gli si fosse detto di evitare tale gesto, alcuni ragazzini hanno lanciato pietre contro i soldati, i quali hanno poi sparato lacrimogeni sui manifestanti già lontani, avvolgendo il villaggio nel gas. Gli scontri non si sono ripetuti poiché la polizia palestinese nella zona ha bloccato la gente che voleva entrare in strada.

Foto: http://www.indybay.org/newsitems/2010/03/21/18642338.php
Oppure: http://www.flickr.com/photos/activestills/4451072128/in/set-72157623571453356/

BEIT UMMAR

Video della manifestazione del 13.03.10 http://www.youtube.com/watch?v=lIYG71GwH_8

Beit Ummar - Marcia in solidarietà con Gerusalemme

Report del Progetto Solidarietà Palestina

Alle 13:25 di venerdì 8 jeep militari con personale a bordo hanno invaso Beit Ummar in forze sparando decine di raffiche di proiettili di acciaio ricoperti di gomme, granate assordanti ed almeno 40 lacrimogeni. La gioventù del posto ha costretto l'esercito e la polizia di confine a ritirarsi alla periferia della città con un lancio costante di pietre.

In una serie coordinata di proteste non-violente in tutta la Cisgiordania migliaia di palestinesi hanno pacificamente protestato oggi contro le restrizioni imposte da Israele per l'accesso alla moschea di Al Aqsa a Gerusalemme, provvedimento che fa parte dell'attacco contro i palestinesi di Gerusalemme iniziato con l'annuncio del governo di voler costruire 1.500 nuove unità abitative a Gerusalemme Est.

A Beit Ummar oltre 100 residenti hanno marciato per la strada principale dopo la preghiera di mezzogiorno per dimostrare la forza della disapprovazione verso le incessanti violazioni della libertà di movimento e di culto. Contro di loro 8 veicoli militari con 35 soldati armati di tutto punto che hanno cercato di disperdere la protesta usando granate assordanti e lacrimogeni. Molti giovani hanno iniziato a lanciare pietre contro i veicoli e l'esercito ha risposto inviando 2 squadroni di soldati verso il centro del villaggio, irrompendo nelle case metro dopo metro. Protetti dai veicoli, altri soldati sparavano lacrimogeni e proiettili di acciaio ricoperti di gomma verso i giovani. Dopo una parecchie ore i soldati si sono ritirati verso la torre dell'orologio alle porte della città, sempre sparando proiettili ricoperti di gomma e lacrimogeni lungo il percorso. La situazione è rimasta tesa fino a notte con tre veicoli militari che stazionavano all'ingresso del villaggio e tanti giovani radunatisi per difendersi contro un'altra invasione.

BIL'IN

Venerdì 19.03.10 - Preoccupati del tentativo di vietare le manifestazioni in seguito ad avvisi di zona militare chiusa, almeno 50 israeliani ed oltre 25 internazionali si sono uniti ai palestinesi del posto per la manifestazione settimanale contro l'apartheid e gli espropri terrieri a Bil'in. Nonostante il fatto che tali avvisi non sono nuovi e che in passato siano stati dichiarati illegali dai tribunali israeliani se hanno lo scopo di impedire le manifestazioni, la grande pubblicità fatta dall'esercito a questi divieti aveva fatto supporre che fossero pronti arresti di massa. Per trovarne la conferma, i manifestanti hanno marciato verso il muro cantando e scandendo slogan e giunti lì hanno rimosso il cartello di zona militare chiusa, scuotendo il cancello fino a farlo saltare dai cardini. Sorprendentemente i soldati di guardia si sono limitati a lanciare minacce e niente altro.

I giovani si sono tenuti distanti dalla manifestazione per protestare a modo loro, restituendo pietre in cambio dei lacrimogeni lanciati sulle loro teste lungo il recinto. Dopo la fine della manifestazione, un drappello di soldati ha invaso il villaggio, costringendo i giovani ad intensificare la loro azione a fronte del gas che si diffondeva dappertutto. Ma ben presto i soldati si sono ritirati, come pure tutti i manifestanti. Resta ancora da vedere se questa risposta relativamente "moderata" da parte dell'esercito sia riconducibile alla reazione dei media, oppure sia una trappola per far abbassare la guardia ai manifestanti.

Video di David - http://www.youtube.com/watch?v=LOVWRMge98o
Video di Haitham - http://www.youtube.com/watch?v=kvVN5fRnDkk

BUDRUS

Cinque palestinesi feriti ed altri 8 fermati quando le truppe israeliane hanno attaccato una protesta anti-muro nel villaggio di Budrus, vicino a Ramallah, nella Cisgiordania centrale.

I residenti, insieme ai sostenitori internazionali ed Israeliani, hanno marciato dal villaggio verso le terre sequestrate da Israele per costruirci il muro. I soldati Israeliani hanno usato gas lacrimogeni, proiettili di acciaio ricoperti di gomma e bombe acustiche per fermare la protesta.

Cinque residenti sono stati feriti da proiettili di acciaio ricoperti di gomma. Le truppe hanno inseguito la gente fin dentro il villaggio e fermato 8 manifestanti. Tra questi fermati, 2 sono giornalisti palestinesi che lavorano per la TV di Stato palestinese.

La protesta di oggi è stata organizzata dopo che giovedì l'esercito aveva informato i residenti di Budrus, che altri terreni sarebbero stati sequestrati per costruirvi una torre di guardia. E' dal 2004 che il villaggio perde terreni per il muro.

Foto di: Shachaf Polakow/Activestills.org
http://www.flickr.com/photos/activestills/4449612109/
http://farm3.static.flickr.com/2787/4449612275_0a4e7018e7.jpg
http://farm5.static.flickr.com/4055/4449611817_4c49650c2a_m.jpg

Manifestazione contro il muro, Budrus, Palestina 19.03.10 (di activestills).
Venerdì 19 marzo 2010 circa 200 persone hanno manifestato contro il muro e contro l'occupazione israeliana:
http://farm3.static.flickr.com/2597/4449611639_15e1394f3d.jpg  (lancio di lacrimogeni da parte delle forze israeliane).

GERUSALEMME

No agli insediamenti a Silwan!

Supporto ai residenti di Silwan contro la destra radicale che sta per prendersi il villaggio!

Domenica 21 marzo, corteo della destra radicale nel villaggio. In testa Itamar Ben Gvir, Baruch Marzel, ed il deputato della Knesset Michael Ben Ari, scortati dalla polizia.
(http://www.haaretz.com/hasen/pages/ShArtVty.jhtml?sw=silwan&itemNo=1155850 - in inglese)

Questo corteo è un atto violento, in diretta prosecuzione della violenza messa in atto dai coloni della "Città di David" negli ultimi due decenni. Impossessandosi delle proprietà palestinesi, facendo scavi pericolosi che spesso provocano crolli ed occupando gli spazi pubblici usando energumeni armati, i coloni stanno cercando di costringere i residenti ad abbandonare il villaggio per poi giudeizzarlo.

Giovedì veglie di protesta contro l'insediamento e corteo nel villaggio.

Per aderire alla veglia di giovedì, venerdì o sabato, contattare M.

Sheikh Jarrah:

Lo scorso venerdì, dopo il corteo, abbiamo cercato di fare una protesta legale, che non richiede un permesso, nei pressi della casa della famiglia Hannoun. La polizia ha ignorato le recenti sentenze della magistratura e ci ha impedito di avvicinarci alla casa, dichiarando che si sarebbe causato turbamento dell'ordine pubblico. Le forze di polizia hanno cercato di disperderci violentemente ed hanno arrestato 8 manifestanti. Un'ora dopo la polizia ha permesso invece ai coloni di entrare nella strada. Questi coloni hanno lanciato pietre sui residenti palestinesi ferendone alcuni. Venite a protestare contro il terrore dei coloni e della polizia che li spalleggia!

Corteo venerdì alle 14:00 da Piazza Mashbir, angolo di King George con Ben Yehudah

per la manifestazione a Sheikh Jarrah, con inizio alle 15:30

Per altre informazioni - justjerusalem@gmail.com, S.

Siccome la polizia ci ha notificato all'ultimo minuto che non abbiamo il permesso di fare un corteo da Gerusalemme Ovest, ci vediamo direttamente a Sheikh Jarrah alle 15:30.

MA'SARA

Video su al Ma'sara del 12.03.10 - http://www.youtube.com/watch?v=qsrJHHuMAVk

Venerdì 19.03.10 - La manifestazione tenutasi a Ma'sara, ha ricordato l'anniversario della morte di Rachel Corrie, che è stata uccisa a Gaza, colpita da un bulldozer dell'esercito mentre cercava di opporsi alla demolizione di una casa. Il corteo relativamente ridotto, contava 20 palestinesi più 20 attivisti israeliani ed internazionali. I soldati stavano aspettando i manifestanti all'interno dell'area del villaggio, ed avevano messo il filo spinato per impedire il percorso verso le terre del villaggio. Ci sono stati discorsi in arabo, inglese ed ebraico. Il filo è stato rotto da un gregge di pecore che andava al pascolo. Da quel momento i manifestanti si sono mescolati con i soldati e poco dopo si sono ritirati, promettendo di continuare la lotta.

Uno strano raid notturno a Bil'in - http://www.youtube.com/user/haithmkatib#p/a/u/0/4J9LdZykj38

MEDIA

L'esercito contro la democrazia e la libertà di parola

(editoriale di Haaretz del 18.03.10)

La decisione delle Forze di Difesa Israeliane di dichiarare i villaggi palestinesi di Bil'in e Na'alin zone militari chiuse tutti i venerdì per i prossimi 6 mesi è un grave atto anti-democratico. L'ordine emesso dal comando generale allo scopo di applicare tale restrizione si pone come un atto contro la libertà di manifestare.

Il fatto che l'esercito abbia emesso un ordine di tale impatto e che esso abbia validità per un lungo periodo, richiede un'istanza urgente presso l'Alta Corte di Giustizia per chiedere la sospensione di un atto così pericoloso e dannoso, privo di qualsiasi giustificazione. La libertà di manifestare è un diritto fondamentale ed è un'estensione della libertà di espressione.

In anni recenti, i due villaggi sono diventati il simbolo della lotta contro il muro della separazione che divide i residenti dalle loro terre. Questa lotta è legittima ed ha dato modo all'Alta Corte di modificare il percorso del recinto nei pressi di Bil'in, una decisione a cui l'esercito non ha ancora ottemperato - commettendo così un altro evidente atto anti-democratico.

Ai residenti dei villaggi ed ai loro sostenitori - ebrei, arabi ed attivisti stranieri - deve essere dato il diritto di protestare e di lottare per i loro diritti.

In tutti questi anni di manifestazioni nei 2 villaggi, sono stati uccisi 23 manifestanti, metà dei quali minorenni; nessun soldato israeliano è stato ucciso.

Le stesse manifestazioni hanno avuto spesso caratteristiche non-violente, mentre sono stati l'esercito e la polizia di confine a commettere spesso eccessi ed a far ricorso inutilmente ala forza. Nonostante non sia conveniente l'esercito deve permettere la protesta. L'alternativa potrebbe essere il terrorismo.

La decisione dell'esercito è grave anche da un altro punto di vista: non è stata mai presa una decisione così estrema contro le manifestazioni della destra o dei coloni nei territori. Mentre i coloni scorazzano, bruciando campi e sradicando alberi, danneggiando le proprietà e spargendo terrore quale prezzo della loro politica criminale, l'esercito se ne sta lì a guardare. Quando invece la sinistra vuole protestare e manifestare, allora l'esercito dichiara l'area zona militare chiusa.

In questo modo l'esercito mina non solo i valori fondamentali della regola democratica, la libertà di manifestare, ma mette anche in atto una politica discriminatoria, con cui garantisce eccessiva libertà a coloni senza legge da un lato ed usa la mano pesante contro i manifestanti di sinistra dall'altro.

L'ordine dell'Esercito è dunque un atto rivoltante e ridicolo, ed il ministro della difesa, che è a capo dell'esercito, deve immediatamente procedere alla revoca di tale atto.

NABI SALIH

Manifestazione: 3 arrestati e decine di feriti a Nabi Salih, durante attacchi dell'esercito al villaggio

Questo venerdì a Nabi Salih c'è stata un'ulteriore escalation della violenza dell'esercito verso i manifestanti ricorrendo alla strategia criminale che prevede la punizione collettiva contro l'intero villaggio, tra cui il confino di manifestanti non-violenti e di abitanti che non manifestavano. 3 palestinesi sono stati arrestati, uno di loro con passaporto per stranieri israeliano. Gli altri 2 dovrebbero restare agli arresti per comparire in settimana davanti ad un tribunale militare del regime dell'apartheid. Oltre 20 persone sono state ferite, per lo più da proiettili di metallo ricoperti di gomma. Uno dei feriti è stato colpito alla fronte. Un'altra persona ha subito una frattura al braccio. Sono stati ricoverati in un ospedale vicino.

Circa 80 residenti di Nabi Salih, altri palestinesi e sostenitori israeliani ed internazionali hanno partecipato alla manifestazione settimanale contro l'asfissiante occupazione e contro l'insediamento di Halamish che si annette e distrugge una crescente quantità di terra e di risorse che appartengono al villaggio. Questa volta i manifestanti hanno preso una strada diversa della solita attraverso il villaggio, per dirigersi verso la più vicina area aperta, allo scopo di evitare attacchi all'interno del villaggio. Ma il diversivo non ha impedito all'esercito di invadere il villaggio immediatamente con le jeeps per opporsi ai manifestanti mentre altri soldati arrivavano a piedi da tutte le direzioni. Ben presto l'area è stata invasa dai gas lacrimogeni, che hanno respinto i manifestanti nell'area edificata del villaggio. Con lanci estensivi l'esercito è riuscito per tutto il tempo a tenere i manifestanti nei pressi delle abitazioni del villaggio, ricorrendo anche ad attacchi contro molti manifestanti non-violenti. Per 5 volte l'esercito ha usato il cannone automatico a bordo di una jeep per sparare raffiche di lacrimogeni sull'intero villaggio.

Verso le 17.30 soldati a piedi hanno invaso la strada principale del villaggio. Hanno sparato contro una casa, mandando in frantumi i vetri e la vasca dell'acqua sul tetto. Due proiettili hanno colpito anche uno degli abitanti della casa. Ha poi fatto vedere i danni ai manifestanti ed ai fotografi. Testimoni oculari dicono che l'attacco era mirato a colpire abitanti che non manifestano, per dividere così e quindi reprimere la comunità del villaggio.

Ma anche dopo il tramonto i manifestanti continuavano a radunarsi per proseguire la protesta, alcuni lanciando pietre per tenere a bada l'esercito, altri stando fermi pacificamente contro soldati armati dalla testa ai piedi, documentando, oppure prendendosi cura dei tanti feriti.

I giovani si sono tenuti distanti dalla manifestazione per protestare a modo loro, restituendo pietre in cambio dei lacrimogeni lanciati sulle loro teste lungo il recinto. Dopo la fine della manifestazione, un drappello di soldati ha invaso il villaggio, costringendo i giovani ad intensificare la loro azione a fronte del gas che si diffondeva dappertutto. Ma ben presto i soldati si sono ritirati, come pure tutti i manifestanti. Resta ancora da vedere se questa risposta relativamente "moderata" da parte dell'esercito sia riconducibile alla reazione dei media, oppure sia una trappola per far abbassare la guardia ai manifestanti.

NI'ILIN

Venerdì, i residenti hanno fatto le preghiere di mezzogiorno sulle terre vicino al muro e poi hanno marciato verso la barriera. Al cancello c'era una forte schieramento di truppe israeliane a separare i contadini dalle loro terre.

I manifestanti invece si sono diretti in una località vicina e sono riusciti a mettere una bandiera palestinese sul muro. Più tardi, i soldati hanno usato lacrimogeni e proiettili d'acciaio ricoperti di gomma per disperdere la folla. A decine hanno sofferto delle inalazioni di gas.

La protesta settimanale nonviolenta si è conclusa con scontri tra la gioventù locale e le truppe. All'alba di venerdì l'esercito aveva sigillato Ni'ilin e non permetteva l'accesso al villaggio a nessun israeliano, internazionale o giornalista. Le persone hanno dovuto usare un tratturo alternativo per raggiungere il villaggio ed unirsi alla protesta.

TEL AVIV

Il nostro compagno Samieh Jabbarin è stato arrestato oggi dalla malefica polizia che occupa Giaffa. Samieh è stato arrestato alla fine di una protesta organizzata in solidarietà con la lotta palestinese in al Quds [Gerusalemme]. Lo hanno falsamente accusato di aver organizzato una manifestazione illegale. Tutti invitati a venire domani alle 9.00, processo nel tribunale "Hashalom" in Waitzman Street a Tel Aviv.

Dopo un giorno passato in tribunale, Samieh è stato rilasciato col divieto di frequentare Giaffa, dove egli però vive e lavora, per 15 giorni.

Figli dei lavoratori ospiti:

La polizia ci ha impedito di manifestare giovedì, per cui abbiamo rimandato a sabato. E' giunta l'ora! Il comitato che deciderà sui bambini ha iniziato i lavori e prenderà una decisione a giorni. Occorre manifestare per il NO alla deportazione dei bambini - SI' ad un loro status legale permanente! Sabato 20 marzo alle 19.00, Levinsky Garden. Siccome la durata della manifestazione viene decisa dalla polizia, occorre iniziare puntuali. Questo è il momento di agire per i bambini, non lasciamoli soli! Fate girare la notizia del rinvio della manifestazione in tutti i modi possibili, Facebook: http://www.facebook.com/event.php?eid=387736364668

ISRAELI CHILDREN: http://www.Israeli-children.org.il
[Sito in ebraico. Traduzione automatico in italiano: http://translate.google.com/translate?js=y&prev=_t&hl=en&ie=UTF-8&layout=1&eotf=1&u=http%3A%2F%2Fisraeli-children.org.il%2F&sl=iw&tl=it ]

 

Ilan Shalif
http://ilanisagainstwalls.blogspot.com/

Anarchici Contro Il Muro
http://www.awalls.org

Traduzione a cura di FdCA - Ufficio Relazioni Internazionali
Sito in italiano su Anarchici Contro il Muro:

Related Link: http://www.fdca.it/wall
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Employees at the Zarfati Garage in Mishur Adumim vote to strike on July 22, 2014. (Photo courtesy of Ma’an workers union)

Mashrek / Arabia / Irak | Lotte sul territorio | Cronaca | it

Mon 05 Dec, 15:26

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textRojava: Fantasie e realtà Nov 08 by Zafer Onat 0 comments

La resistenza a Kobane che dura da oltre 45 giorni ha spostato l'attenzione dei rivoluzionari di tutto il mondo sulla Rojava. Grazie al lavoro svolto da Azione Rivoluzionaria Anarchica (DAF, Turchia, ndt), i compagni anarchici di varie parti del mondo hanno inviato messaggi di solidarietà alla resistenza di Kobane (1). Questa posizione internazionalista è di grande importanza per il popolo che resiste a Kobane. Tuttavia, se non analizziamo cosa sta accadendo veramente e se invece facciamo del romanticismo, i nostri sogni potrebbero essere delusi in un breve lasso di tempo. [English]

imageLa sperimentazione del Kurdistan Occidentale (Kurdistan siriano) ha dimostrato che il popolo può cam... Sep 03 by Zaher Baher 0 comments

Ciò che leggerete di seguito è l'esperienza della mia visita di un paio di settimane nel maggio di quest'anno, 2014, nel Nord Est della Siria o Kurdistan siriano (Ovest del Kurdistan) con un mio caro amico. Durante la visita abbiamo avuto piena libertà e l'opportunità di vedere e di parlare con chiunque. Incluse donne, uomini, giovani e partiti politici. Ci sono più di 20 partiti dai curdi ai cristiani, alcuni sono nell'Auto Amministrazione Democratica (DSA) o Autogestione Democratica (DSM) della regione di Al-Jazera. Al-Jazera è una delle tre regioni (cantoni) del Kurdistan dell'Ovest. Abbiamo incontrato anche i partiti politici curdi e cristiani che non fanno parte della DSA o della DSM. Inoltre abbiamo incontrato i vertici della DSM, membri di diversi comitati, gruppi locali e comuni così come uomini d'affari, negozianti, lavoratori, persone al mercato e gente che semplicemente camminava per strada.
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imageVita e opera dell'anarchico Omar Aziz... Sep 11 by Leila Shrooms 0 comments

Omar Aziz nacque a Damasco. Rientrò in Siria dal suo esilio in Arabia Saudita e negli Stati Uniti nei primi giorni della rivoluzione siriana. Intellettuale, economista, anarchico, marito e padre, all'età di 63 anni si è impegnato nella lotta rivoluzionaria. Lavorò con attivisti locali per raccogliere e distribuire aiuti umanitari nei sobborghi di Damasco, posti sotto assedio dal regime. Attraverso scritti ed attività ha promosso l'autogoverno locale, l'organizzazione orizzontale, la cooperazione, la solidarietà e il mutuo sostegno, quali mezzi attraverso i quali le persone possono liberarsi dalla tirannia dello Stato. Insieme con i suoi compagni, Aziz fondò il primo Consiglio Locale a Barzeh, Damasco. L'esempio si è poi diffuso attraverso la Siria e con esso sono nati alcuni dei più promettenti e duraturi esempi di autorganizzazione non gerarchica nei paesi della Primavera araba. [Ελληνικά]

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imageCade il muro israeliano a Bil'in in Palestina Jul 08 Federazione dei Comunisti Anarchici 0 comments

Una lotta durata 6 anni e 4 mesi ha costretto lo Stato di Israele a restituire quasi metà delle terre sottratte al villaggio di Bil'in e che erano destinate alla costruzione dell'insediamento coloniale di Modi'in Illit. La rimozione del vecchio muro della separazione è la vittoria della lotta unitaria che, a Bil'in come in tanti altri villaggi della Cisgiordania, vede insieme ogni settimana Palestinesi ed attivisti israeliani ed internazionali sfidare le forze di occupazione, per restituire la libertà e la terra ai palestinesi.

textIsraele-Palestina: L'assassinio di Ahmad Husam Yousef Mousa Jul 30 Anarchists Against the Wall 0 comments

Ahmad Husam Yousef Mousa, di 10 anni, è stato assassinato ieri mentre manifestava insieme agli amici contro il muro della separazione che attualmente si sta costruendo sui terreni del suo villaggio, Ni'ilin. Arrivati al cantiere del muro, i militari hanno sparato proiettili di gomma verso i ragazzi, che hanno poi cominciato a ritirarsi. A quel punto, uno dei militari ha sparato un proiettile carico alla testa di Ahmad da una distanza di circa 10 metri.

textBil'in, prosegue la lotta unitaria non-violenta nonostante le provocazioni e la crisi militare Jul 17 FdCA 0 comments

In un momento di escalation drammatico come questo sostenere, diffondere e rendere merito a questi piccoli/grandi momenti di lotta di base non violenta, che con continuità resistono ad opporsi alle logiche di stato, di dominio e di violenza, è forse la sola risposta che possiamo dare come comunisti anarchici per la costruzione di una società senza muri, senza stati e senza frontiere, senza più guerre.

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