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Nuovo disegno di legge sull'immigrazione in Grecia

category grecia / turchia / cipro | migrazione / razzismo | comunicato stampa author Wednesday February 03, 2010 18:57author by Clandestina - Gruppo di immigrati e rifiugiati Report this post to the editors

Qui di seguito un comunicato del Clandestina network sulle trappole del disegno di legge sull'immigrazione e sui diritti di cittadinanza e di voto diramato dal governo greco. [English]


Nuovo disegno di legge sull'immigrazione in Grecia


La legislazione proposta per garantire la cittadinanza agli immigrati di seconda generazione pone parzialmente fine per costoro alla cronica situazione di essere ostaggi del paese in cui sono nati ed in cui vivono da lungo tempo. Tuttavia, questo disegno di legge, che si propone di correggere almeno parzialmente un'ingiustizia, contiene molti trabocchetti.

1) La “legalizzazione” dei bambini dipende dalla “legalità” dei loro genitori. Come è stato ripetutamente sottolineato, nessun sans papiers può beneficiare del processo di naturalizzazione che viene proposto.

2) Le condizioni proposte per garantire la cittadinanza trasformano quest'ultima in una “certificazione di coscienza sociale” [come quella adottata dalle autorità di polizia e dell'esercito nel dopo-guerra civile con cui si certificava che il possessore non era un comunista – per cui godeva dei diritti civili e poteva lavorare negli uffici pubblici]; coloro i quali saranno i prescelti e finalmente avranno la cittadinanza vivranno sotto la costante minaccia di vedersela togliere; inoltre, per poter essere prescelti per il processo di naturalizzazione ”si deve non essere stati condannati a nessuna pena superiore ad un anno nel decennio precedente all'ottenimento della cittadinanza, si deve non essere mai stati condannati per vilipendio allo Stato, (…) per resistenza alle autorità [per esempio, resistere ad un arresto], per calunnia” come pure “per aver facilitato l'ingresso o aver dato rifugio a immigrati clandestini o per aver violato la legislazione concernente l'insediamento e la mobilità degli stranieri in Grecia.”

3) La proposta del servizio militare per gli immigrati (un sollievo per l'esercito che deve far fronte al crescente rifiuto tra i giovani greci ad andare sotto le armi) si aggiunge alla lista di sfruttamento che permette la residenza legale solo se collegata al versamento dei contributi lavorativi (soprattutto nei traballanti fondi assicurativi pubblici e senza richiesta di pensione) ed al mantenimento dell'inaccettabile ed esosa gabella di 1000 euro a persona.

4) Questo disegno di legge così dibattuto non è che un regolamento per gli immigrati che provengono soprattutto dall'Albania, dopo 2 decenni di supersfruttamento e di scambio di voti. Il 28 aprile 2009 l'Albania è stata formalmente proposta per entrare a far parte della UE. Questa prospettiva potrebbe apparire remota, ma non è stato lo stesso per Romania e Bulgaria alcuni anni fa? Così, sebbene ora sembri che il processo di naturalizzazione venga applicato nell'interesse della maggioranza degli immigrati in Grecia, nel giro di pochi anni, quando gli Albanesi saranno cittadini comunitari, il regolamento che viene proposto oggi sarà applicato solo ad una piccola minoranza di immigrati. Infatti, chi oggi ha la peggio, si troverà domani ancora più deprivato. La divisione degli immigrati in ‘buoni’ e ‘cattivi", ‘utili’ e ’superflui’, ‘legali’ e ‘clandestini’ si sta consolidando sempre di più con l'inaspririsi del sistema globale di sfruttamento.

Insieme al disegno di legge “benefattore”, lo stato greco non fa che sottolineare il suo impegno nelle politiche di "tolleranza zero", nella “chiusura” dei confini, nei campi di deportazione, nel Patto per l'immigrazione e l'asilo, nel Regolamento Dublino 2, nel Trattato di Schengen, la Direttiva Oltraggiosa. Infine, dovremmo ricordarci che la previsione di legge per gli immigrati deportati accusati (ma non condannati) per reati minori contro "l'ordine pubblico e la sicurezza" è ancora in piena applicazione.

Clandestina network

Gennaio 2010

Traduzione a cura di FdCA-Ufficio Relazioni Internazionali

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