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Palestina-Israele, la lotta unitaria contro l'occupazione tocca più località contemporaneamente

category mashrek / arabia / irak | lotte sul territorio | cronaca author Friday January 22, 2010 19:41author by Ilan S. - Anarchists Against the Wall - A-Infos - Matzpenauthor address Tel Aviv Report this post to the editors

Bil'in, Ma'sara, Ni'ilin, Nabi-Saleh, Ofer Camp, Refusniks, a sud di Mt Hebron, Sheikh Jarrah, Walaja

Sheikh Jarrah ed altre località di Gerusalemme Est in primo piano durante la settimana insieme alle manifestazioni del venerdì. Le manifestazioni del venerdì a Ni'ilin e Ma'sara sono continuate nonostante la repressione delle forze di Stato israeliane. A Bil'in le forze di Stato hanno continuato nelle violenze contro il Comitato popolare, sia mettendo attivisti in carcere sia con "visite" fatte al villaggio in piena notte. A Walaja salgono le fiamme in risposta ai nuovi sforzi di annettere ancora più terra per gli insediamenti dei coloni nei quartieri a sud-est di Gerusalemme. Nabi-Saleh ha avuto un altro venerdì nella lotta del villaggio contro l'annessione della sua terra a vantaggio dell'adiacente insediamento coloniale di Halamish. A Budrus - un villaggio che ha lottato in passato con successo contro il furto della sua terra - i giovani si sono scontrati con le forze di Stato. [English]


La lotta unitaria contro l'occupazione tocca più località contemporaneamente


09.01.10

BIL'IN

Quasi una dozzina di israeliani di Anarchici Contro Il Muro si sono uniti alle due dozzine di attivisti internazionali e palestinesi della regione, oltre agli attivisti locali, nel corteo verso il muro della separazione. Quando siamo arrivati al muro la gente ha iniziato ad apostrofare i soldati schierati dall'altra parte del recinto. Purtroppo, i soldati non hanno risposto verbalmente ma sparando lacrimogeni. Molti attivisti hanno usato con successo buste di plastica trasparente come maschere anti-gas. Grazie al vento favorevole, abbiamo resistito più del solito.

Ad un certo punto, i soldati hanno superato il recinto ed hanno iniziato ad arrestare uno degli attivisti israeliani, ma gli è piombato addosso un nugolo di sassi e di lacrimogeni di ritorno, costringendoli a scappare senza portarsi dietro il loro prigioniero temporaneo. (Parte delle granate di gas lanciate contro di noi non sono esplose. Qualcuno le ha raccolte e le rilanciate contro i soldati in seguito - somministrando alla forze di Stato la loro stessa "medicina".)

Un manifestante ed un fotografo sono stati leggermente feriti alla testa da un lacrimogeno di plastica.

Video clip di Haethm Alkateeb : http://www.youtube.com/watch?v=c4E1ENvkYMU

Dopo la fine della manifestazione molti degli Israeliani e degli internazionali hanno proseguito per la manifestazione di Sheikh Jarrah.

MA'SARA

Nonostante le minacce giunte di recente da parte dell'esercito per stroncare la resistenza nel villaggio a partire dal 2010, e nonostante la repressione della manifestazione della scorsa settimana, circa cento palestinesi, israeliani ed internazionali si sono riuniti dopo la preghiera del venerdì per la manifestazione settimanale contro il recinto e gli insediamenti a Ma'sara. Tra i manifestanti vi era un nutrito gruppo di internazionali che venivano dall'Egitto, dove avevano preso parte alla Marcia per la Libertà di Gaza che ha cercato di rompere l'assedio ed ha avuto a che fare con la polizia egiziana durante una manifestazione al Cairo.

Il corteo ha attraversato il villaggio al suono dei tamburi di samba, per poi trovare solo il solito drappello di soldati e poliziotti di confine ad attendere sulla strada verso i campi agricoli, sbarrando la strada con il filo spinato. Sono stati fatti comizi in arabo, inglese, francese ed ebraico mettendo a fuoco la natura unitaria della lotta non-violenta e popolare. Tutto quiete.

Dopo un'ora la manifestazione è finita ed i manifestanti sono tornati al villaggio. Improvvisamente due pietre sono state lanciate contro i soldati. Un esponente del comitato popolare ha detto che si trattava probabilmente di un atto provocatorio di infiltrati dell'esercito nella manifestazione.

I soldati hanno usato la cosa come pretesto per uscire dal recinto ed attaccare la manifestazione. Gli attivisti hanno cercato di smorzare i toni, promettendo ai soldati che se si fossero fermati permettendo alla manifestazione di sciogliersi, non gli sarebbe accaduto nulla. I manifestanti allora si sono diretti verso il villaggio, lasciandosi i soldati alle spalle. Tuttavia, il comandante militare, non contento, ha ordinato di entrare nel villaggio, rivendicando il diritto per l'esercito di fare quello che voleva. I soldati si sono messi a seguire di nuovo i manifestanti, picchiandone alcuni e cercando di arrestarne altri.

Giunti nel villaggio, i soldati hanno fatto venire le jeep ed hanno iniziato a girare per le vie principali con i fucili carichi, lanciando granate assordanti in giro e nei cortili delle case. Solo dopo essersi accorti che non erano riusciti a prendere i presunti lanciatori di pietre, se ne sono andati.

Questa è la seconda settimana che i soldati fanno incursioni nel villaggio, a dimostrazione che intendono mantenere le minacce promesse. La lotta, però, continua ed il Comitato popolare di Ma'sara ha bisogno di aiuto.

NI'ILIN

Venerdì, gli Anarchici Contro il Muro si sono uniti agli attivisti del villaggio per la "regolare" manifestazione contro il recinto della separazione e contro l'occupazione. Né l'assassinio sporadico di manifestanti, né il muro di cemento costruito come deterrente per i manifestanti e nemmeno il blocco degli ingressi al villaggio hanno impedito la manifestazione del venerdì a Ni'ilin.

Media:

Ogni venerdì - nonostante ciò che veramente accade nella manifestazione a Ni'ilin, con negazione dell'uso illegale dei fucili a calibro .22, viene trasmesso nelle notizie del pomeriggio:

"200 manifestanti si sono scontrati con le forze di sicurezza vicino al villaggio di Ni'ilin ed hanno lanciato pietre sui soldati, che hanno risposto con mezzi di controllo della folla. Non risultano feriti né incidenti. "

NABI-SALEH

La gente di Nabi-Saleh - un villaggio adiacente all'insediamento di Halamish - ci ha invitato ad unirsi alla manifestazione domani venerdì 8 gennaio contro l'annessione strisciante delle terre del villaggio.

Venerdì:

"An-Nabi Saleh - coloni illegali e militari israeliani attaccano manifestazione non-violenta dei palestinesi contro l'espansione dell'insediamento

L'8 gennaio, gli abitanti del villaggio palestinese di An-Nabi Saleh (circa 500 persone), nel nord del distretto di Ramallah, hanno fatto la loro terza manifestazione in tre settimane contro la strisciante annessione e la confisca della terra da parte dell'insediamento illegale israeliano di Hallamish (noto anche come Neve Tzuf).

Secondo i residenti del villaggio, da quando l'insediamento è stato dichiarato illegale e le terre dichiarate di proprietà del villaggio di An-Nabi Saleh nel 1977, ci sono stati ripetuti tentativi di allargare l'insediamento. Nel 2009, il villaggio ha sfidato con successo, nei tribunali isareliani, l'espansione del confine dell'insediamento su un terreno lungo la superstrada 465. Nel mese scorso, comunque, i coloni illegali residenti nella colonia di Hallamish hanno cercato di riannettersi la terra lungo la superstrada, che ora attraversa la terra di An-Nabi Saleh. In questo periodo, i coloni hanno costruito una struttura protettiva per farne un monumemto, su una terra che ha anche una fonte d'acqua usata dai contadini e dai pastori di An-Nabi Saleh.

In risposta ai tentativi dei coloni di Hallamish di riprendersi la terra, i residenti di An-Nabi Saleh hanno iniziato le manifestazioni non violente e le azioni per opporsi all'espansione dell'insediamento nel dicembre 2009. Prima della manifestazione dell'8 gennaio, c'erano state azioni l'1 gennaio 2010 ed il 26 dicembre 2009. Durante queste manifestazioni sono stati ripiantati degli ulivi nell'area annessa dall'insediamento illegale.

Circa 120 residenti di of An-Nabi Saleh si sono uniti ad attivisti israeliani anti-occupazione e ad attivisti internazionali del Servizio di Pace Internazionale delle Donne (IWPS) e del Movimento Internazionale di Solidarietà (ISM) per una manifestazione non violenta, che si è diretta sulla terra che i coloni di Hallamish hanno cercato di riannettersi. Durante la manifestazione, i residenti di An-Nabi Saleh hanno bloccato con successo per più di 2 ore la 465, la superstrada illegale dei coloni. A metà manifestazione, uno spezzone ha attraversato la superstrada per piombare sulla terra riannessa da Hallamish, distruggendo la struttura illegale costruita dai coloni.

Entrambi gli spezzono della manifestazione non violenta, comunque, hanno dovuto fronteggiare le forze militari israeliane, forti di 17 jeep e almeno due dozzine di soldati nell'area. Durante le due ore di manifestazione, i militari israeliani hanno sparato sino a 100 lacrimogeni, insieme a proiettili di gomma e munizioni vere contro manifestanti disarmati. Più di 20 abitanti del villaggio sono stati feriti, di cui 3 sono stati ricoverati. Due feriti da proiettili di gomma ed un ragazzo colpito alla testa da un lacrimogeno.

Molti manifestanti sono stati feriti da pietre lanciate dai coloni illegali di Hallamish da sopra le colline sovrastanti la colonia e la manifestazione. Una delle volontarie dell'IWPS è stata colpita da una di queste pietre.

Nonostante una larga presenza, i militari israeliani hanno fatto ben poco per fermare il violento attacco dei coloni illegali contro i palestinesi disarmati. Quando i militari israeliani hanno cercato di impedire ai coloni di scendere dalle colline per attaccare la manifestazione palestinese non violente, i coloni non hanno esitato ad attaccare i soldati. Per parecchie ore dopo la conclusione della manifestazione non violenta palestinese, i giovani coloni hanno ripetutamente lanciato pietre sui veicoli palestinesi lungo la strada sotto la colonia di Hallamish.

Il 9 gennaio, il giorno dopo la manifestazione non violenta, i residente di An-Nabi Saleh hanno informato le volontarie di IWPS che più di 100 ulivi sono stati tagliati e bruciati dai coloni di Hallamish sulla terra che appartiene al villaggio e che i coloni stanno cercando di ri-annettersi."

Media:

"300 Palestinesi ed attivisti della sinistra israeliana hanno manifestato venerdì pomeriggio a Nabi-Saleh, un villaggio adiacente all'insediamento di Halamish in Samaria. I manifestanti protestano contro il fatto che i coloni vogliono il controllo su un pozzo la cui proprietà viene disputata. I palestinesi dicono che i coloni hanno lanciato pietre e che le forze di Stato israeliane non hanno fatto niente. Aggiungono che 14 di loro sono stati feriti da proiettili di gomma.

L'esercito ha già dichiarato l'area zona militare chiusa, ed ha usato messi per disperdere le manifestazioni. L'esercito dice che i soldati nell'area hanno rotto i due fronti, ma senza sparare proiettili di gomma. Dice che 5 palestinesi sono stati feriti dopo aver inalato gas lacrimogeno durante uno scontro tra colini, palestinesi e soldati vicino a Halamish in Binyamin. Sono stati ricoverati.

L'esercito smentisce il report palestinese, dicendo che nessun proiettile è stato sparato contro i palestinesi che stavano protestando contro quello che chiamano "violenza dei coloni" nell'area.

Venerdì sera, fonti palestinesi riportano che dopo la manifestazione, i coloni hanno tagliato ulivi mentre i soldati israeliani sparavano lacrimogeni contro i palestinesi senza intervenire contro i coloni."

Video di Israel Putermam a Nabi Salah, 08.01.10: http://www.youtube.com/watch?v=77iei8rQUCk

OFER CAMP

Il campo di concentramento di Ofer nonché sede del tribunale militare ha ricevuto nostre "visite". Oggi (4 gennaio) il tribunale militare del carcere di Ofer ha allungato di 3 giorni l'arresto di Jamal Jomah, aggiungendoli alle 2 settimane che ha già passato nel Russian Compound a Gerusalemme.

Durante il processo, ci sono state due veglie fuori della prigione di Ofer, una sul lato palestinese ed una sul lato israeliano del carcere. Sul lato israeliano circa 20 persone a cui si sono uniti 2 deputati palestinesi del parlamento israeliano. Sul lato palestinese una veglia di circa 50 persone. Presenti molti rappresentanti da consolati stranieri come quello britannico, spagnolo, norvegese e sudafricano.

Jamal Jomah è un attivista di primo piano dell'organizzazione per i diritti umani "Stop the Wall". "Stop The Wall" ha organizzato per anni una campagna di successo contro l'apartheid. Il suo arresto rientra in un vasto programma di reppressione e punizione dei dirigenti della lotta popolare contro il muro e l'occupazione. A settembre, Mohamad Atman, un altro attivista di "Stop the Wall" è stato arrestato ed è agli arresti domiciliari. Abdala Abu Rahma, un esponente del Comitato Popolare di Bilin, avrà un'udienza domani e il procuratore chiederà di estendere il suo arresto in carcere fino alla fine del processo.

Occorrono persone per partecipare all'udienza di Abdallah martedì alle 10.30. Occorre portarsi dietro un documento di identità.

Adeeb Abu Rahma, un altro attivista del Comitato popolare di Bil'in, è stato imprigionato per la durata del suo processo negli ultimi 5 mesi. Un'altra udienza del processo di Adeeb Abu-Rahma (con manifestazione) è prevista per domenica mattina 10 gennaio.

REFUSNIKS

Sostenere la lotta contro l'occupazione- Sostenere gli "Shministim"

"La nostra cara amica e sorella Or Ben-David è stata condannata ad altri 34 giorni di carcere militare (dopo averne fatti già 47) per essersi rifiutata di fare il servizio militare.

Or, come gli altri firmatari della lettera degli "Shministim" si è rifiutata di fare il servizio militare a causa delle azioni brutali ed illegali che l'esercito compie nella Palestina occupata. Lei, come molti obiettori di coscienza, sa di dover pagare il prezzo della sua libertà allo scopo di lottare per la libertà e per la giustizia per tutti.

Organizziamo la manifestazioni da fare in diverse località contemporaneamente, inclusa quella si trova il carcere. La manifestazione si farà il 9 gennaio. Suggeriamo una manifestazione non violenta di fronte alle ambasciate e consolati israeliani in tutto il mondo in periodi diversi.
Chi pensa di organizzare una manifestazione oppure conosce qualcuno che vuol farlo, contatti shministim10@gmail.com

Saremo felici di aiutarvi.."

A SUD DI Mt. HEBRON

Digest di sabato e del fine settimana: http://www.haaretz.co.il/hasite/spages/1140261.html

Questo sabato, 9 gennaio, siamo stati invitati a proseguire il lavoro a Bir al-Eid, i cui abitanti hanno subito 20 ordini di demolizione agli inizi della settimana.

SHEIKH JARRAH

Ogni venerdì delle ultime settimane si è svolto un corteo a Sheikh Jarrah per protestare contro lo sgombero dei residenti palestinesi dalle loro case. La violenza dei coloni nel quartiere è in crescita e questa settimana ci sono state sassaiole e percosse. La protesta sta crescendo ed ogni settimana sono sempre di più coloro che si uniscono al corteo nel quartiere.

Questo venerdì - come quelli precedenti, c'erano anche attivisti dei Anarchici Contro Il Muro. Alcuni si sono uniti al corteo, altri sono giunti a Sheikh Jarrah dopo essere stati ad altre manifestazioni del venerdì.

WALAJA

Attivisti da Gerusalemme e Tel Aviv si sono mobilitati per una manifestazione mattutina a Wallaj - dove l'espansione degli edifici dei coloni di Gerusalemme si prenderà la terra del villaggio. Gli attivisti hanno fatto il "tour" del venerdì tra Walaja-Ma'sara-Sheikh Jarrah.

Circa 150 manifestanti hanno marciato sulle colline di Walaja vicino Gerusalemme venerdì mattina, protestando contro i piani iniziali di costruire un nuovo insediamento sulle loro terre - Giv'at Yael. Il nuovo insediamento circonderà il villaggio, prendendosi la maggior parte dei terreni agricoli e stabilendo il controllo israeliano sull'area con un corridoio di coloni che va da Gerusalemme alla periferia di Beit Jala.


Ilan Shalif
http://ilanisagainstwalls.blogspot.com/

Anarchici Contro Il Muro
http://www.awalls.org

Traduzione a cura di FdCA - Ufficio Relazioni Internazionali
Sito in italiano su Anarchici Contro il Muro:

Related Link: http://www.fdca.it/wall

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Ahmad Husam Yousef Mousa, di 10 anni, è stato assassinato ieri mentre manifestava insieme agli amici contro il muro della separazione che attualmente si sta costruendo sui terreni del suo villaggio, Ni'ilin. Arrivati al cantiere del muro, i militari hanno sparato proiettili di gomma verso i ragazzi, che hanno poi cominciato a ritirarsi. A quel punto, uno dei militari ha sparato un proiettile carico alla testa di Ahmad da una distanza di circa 10 metri.

textBil'in, prosegue la lotta unitaria non-violenta nonostante le provocazioni e la crisi militare Jul 17 FdCA 0 comments

In un momento di escalation drammatico come questo sostenere, diffondere e rendere merito a questi piccoli/grandi momenti di lotta di base non violenta, che con continuità resistono ad opporsi alle logiche di stato, di dominio e di violenza, è forse la sola risposta che possiamo dare come comunisti anarchici per la costruzione di una società senza muri, senza stati e senza frontiere, senza più guerre.

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