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Per una scuola pubblica di libertÓ e laicitÓ, senza steccati religiosi

category italia / svizzera | scuola e universitÓ | comunicato stampa author Wednesday October 28, 2009 16:39author by Federazione dei Comunisti Anarchici - FdCAauthor email fdca at fdca dot it Report this post to the editors

Comunicato FdCA sulla "ora della religione"

Insospettabili politici di destra hanno lanciato l'idea dell'introduzione dell'ora di religione musulmana all'interno delle scuole pubbliche, facendo sorgere un dibattito fondato sul nulla, tanti e complessi sono i passaggi necessari per giungere ad una situazione come quella di cui gode attualmente l'ora di religione cattolica. Ma se tanti e complessi sono tali passaggi, qual Ŕ allora lo scopo recondito di questa operazione di apparente "liberalizzazione" dell'ora di religione?


Per una scuola pubblica di libertÓ e laicitÓ

Senza steccati religiosi


Insospettabili politici di destra hanno lanciato l'idea dell'introduzione dell'ora di religione musulmana all'interno delle scuole pubbliche, facendo sorgere un dibattito fondato sul nulla, tanti e complessi sono i passaggi necessari per giungere ad una situazione come quella di cui gode attualmente l'ora di religione cattolica.

Ma se tanti e complessi sono tali passaggi (necessitÓ di un'intesa con la confessione islamica, definizione dei contenuti didattici, individuazione e formazione dei docenti, legiferazione parlamentare, ecc.), qual Ŕ allora lo scopo recondito di questa operazione di apparente "liberalizzazione" dell'ora di religione?

In realtÓ si tratta di una manovra che dovrebbe consentire di procedere al rafforzamento della presenza - giÓ solidissima - della chiesa cattolica all'interno della scuola, mano a mano che questa perde la sua natura di istituzione per darsi quella di servizio pubblico e al tempo stesso muta il suo ruolo di luogo di formazione di coscienze libere e laiche per quello di luogo di formazione di identitÓ basate su appartenenze religiose, etniche, territoriali, e cosý via.

In una scuola pubblica che vÓ in questa direzione, la presenza ed il ruolo di presidio della religione cattolica diventa dunque elemento decisivo di processi identitari che facciano piazza pulita della laicitÓ e delle coscienze critiche.

I 136 milioni di euro per le scuole paritarie non bastano pi¨. Occorre rafforzare presenza e ruolo della religione cattolica nella scuola pubblica, e questo per il ministro in carica e per le autoritÓ vaticane significa due cose: procedere nella ridefinizione dello status degli insegnanti di religione cattolica da un lato e dello status dell'insegnamento stesso della religione cattolica (IRC), dall'altro.

Per poter garantire agli insegnanti di religione le stesse condizioni degli altri insegnanti (in buona sostanza il diritto di voto negli scrutini) si apre cosý la facile strada di una modifica dell'intesa Stato-Vaticano del 23 giugno 1990, laddove si recita che il voto dell'insegnante di religione cattolica "se determinante diviene un giudizio motivato", insieme ad una modifica dell'art.309 del Testo Unico n░297/1994 che consente allo Stato di poter liberamente decidere in fatto di valutazione del rendimento in religione cattolica. Percorso affatto impossibile, che porterebbe l'IRC all'equiparazione con le altre discipline, pur tra i mari burrascosi di una verifica di legittimitÓ sul piano costituzionale ed a costo di inibire i diritti degli alunni che non si avvalgono dell'IRC, i quali verrebbero a trovarsi in una condizione di disparitÓ. Va da sÚ che giÓ oggi le attivitÓ alternative per coloro i quali non si avvalgono dell'IRC, non ricevono finanziamenti per retribuire i docenti eventualmente necessari.

L'altro passo necessario Ŕ quello della equiparazione dell'IRC alle altre discipline sul piano dello status culturale e scientifico. Pu˛ sembrare un paradosso, dato che - a differenza della altre discipline il cui status ed insegnamento sono liberi - l'IRC Ŕ oggi emanazione delle autoritÓ religiose e da queste posti sotto controllo sia i contenuti didattici che la formazione e conformitÓ dei docenti; eppure in una lettera alle conferenze episcopali del 5 maggio scorso, la Congregazione per l'educazione cattolica, ha rivendicato il carattere scientifico, persino laico, dell'insegnamento della religione cattolica e - al tempo stesso - si Ŕ premurata di avvertire che spetta alla conferenza episcopale emanare norme generali su questa materia ed ai vescovi quello di vigilare.

Non bisogna cadere quindi nella trappola offerta ai media dell'ora di islam, quanto prepararsi per affrontare quello che sarÓ probabilmente l'affondo decisivo dell'integralismo cattolico verso la scuola pubblica, pronto a demolire gli ultimi baluardi di laicitÓ e di libertÓ di insegnamento che si frappongono al ritorno dell'autoritÓ dei chierici in campo di scienza e di cultura. L'ora di islam, se mai si farÓ, sarÓ ben poco prezzo da pagare.

Tutte le forze laiche, libertarie, anticlericali, tutti gli oppositori di ogni integralismo e di ogni steccato religioso, tutti gli irriducibili ad ogni divisione della societÓ fra appartenenze religiose, etniche, di sangue e di terra, sono chiamati perci˛ ancora una volta ad una nuova mobilitazione per la difesa della laicitÓ. Una mobilitazione di carattere culturale, politico e sociale che attraversi le scuole, gli operatori della formazione, l'associazionismo di base e quello sindacale per una campagna di salvaguardia delle basi costitutive della scuola di tutti e di tutte; per un allargamento delle iniziative e delle proposte che favoriscano una societÓ ed una scuola interculturali senza autoritÓ religiose e senza dogmi, fondate sulla solidarietÓ reciproca e sul riconoscimento dell'essere donne e uomini liberi nelle scelte e nella lotta.

Federazione dei Comunisti Anarchici

28 ottobre 2009

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