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Resistenza sociale alla crisi oggi, per il rilancio del conflitto sociale nel prossimo futuro

category italia / svizzera | lotte sindacali | altra stampa libertaria author Wednesday September 09, 2009 14:55author by USI Roma - Unione Sindacale italianaauthor email usiait1 at virgilio dot it Report this post to the editors

Solidarietà a chi lotta per il diritto all'abitare e per il diritto al lavoro. Lotte a difesa dell'occupazione, dei livelli salariali, contro la precarietà selvaggia e per il ripristino di regole certe al Comune di Roma, negli appalti e affidamenti comunali e con pubbliche amministrazioni.


Roma

RESISTENZA SOCIALE ALLA CRISI OGGI, PER IL RILANCIO DEL CONFLITTO SOCIALE NEL PROSSIMO FUTURO

SOLIDARIETA' A CHI LOTTA PER IL DIRITTO ALL'ABITARE E PER IL DIRITTO AL LAVORO. LOTTE A DIFESA DELL'OCCUPAZIONE, DEI LIVELLI SALARIALI, CONTRO LA PRECARIETA' SELVAGGIA E PER IL RIPRISTINO DI REGOLE CERTE AL COMUNE DI ROMA, NEGLI APPALTI E AFFIDAMENTI COMUNALI E CON PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI.

Ormai al termine di una calda estate non manca la volontà di esprimere la solidarietà dell’USI a tutte le situazioni che si stanno battendo, spesso in condizioni difficili e con l'utilizzo di forme di lotta esasperate ed eclatanti, per veder tutelati i posti di lavoro, i livelli salariali e le condizioni di lavoro (compresa la salute e la sicurezza, attaccate dalle modifiche governative agostane al già non esaltante testo unico D. Lgs. 81 del 2008), contro la precarietà e la mobilità selvaggia, contro il mancato rispetto di ogni regola (nemmeno di dignità umana), nonché con le famiglie e gli occupanti di case e spazi, che rivendicano il diritto all'abitare - un reddito e servizi decenti, colpiti da sgomberi, repressione e campagne denigratorie, come gli sgomberati dell'ex Regina Elena o quello previsto della scuola 8 marzo di Magliana, per fare due esempi recentissimi nella nostra città.

Alcune vicende sono passate sui mass media e gli organi di informazione, sulla scia dell'azione degli operai dell'INNSE di Milano, come il personale letteralmente in mezzo ad una strada, della vigilanza privata (ex Associazione Nazionale Combattenti e Reduci - IVU), che dopo essersi arrampicati sul Colosseo, con promessa di incontri con il Governo e le istituzioni locali, sono da giorni in presidio a Piazza San Marco e senza molte prospettive di chiusura positiva della vertenza; o come gli operatori e operatrici di RI.REI (ex Anni Verdi) che da mesi sono in mobilitazione per i pagamenti di stipendi arretrati e per ottenere una garanzia occupazionale non legata a "umori politici".

Altre situazioni hanno avuto risultati positivi grazie alla capacità di autodifesa collettiva (anche per merito dell’USI), come gli operai della Roma Multiservizi appalto del verde pubblico, che all'inizio dell'estate sono riusciti a bloccare i 196 licenziamenti preannunciati con telegramma dall'azienda, ora a partecipazione privata (Manutencoop) e minoranza pubblica, o come il personale degli appalti di servizi culturali del Comune, che con una pressione continua e costante e una attività di informazione dei visitatori e dei cittadini, hanno ottenuto la proroga dell'appalto e precise garanzie di salvaguardia occupazionale, anche nei confronti dei futuri soggetti gestori, pur non rinunciando queste situazioni di lavoratrici e lavoratori all'idea di provare a far internalizzare i servizi al Comune con il loro assorbimento in organico .

Ultima in ordine cronologico, la vicenda delle educatrici e delle ausiliarie dei nidi affidati alla Farmacap, 40 persone con famiglie a carico, che hanno rischiato di trovarsi senza garanzie di lavoro e di salario durante la fase di cambio di gestione. Due accordi sindacali firmati in extremis con Farmacap e l'Ipab aggiudicataria del nido aziendale AMA e quasi 40 giorni di assemblee, picchetti ed estenuanti trattative, hanno vanificato il tentativo di buttare fuori le lavoratrici, con mancati rinnovi contrattuali per le precarie e peggiori condizioni di lavoro e di salario per le educatrici e le ausiliarie a tempo indeterminato.

In questo caso, i sindacati confederali (in primis FLC CGIL nazionale e locale) e quelli autorganizzati (nel caso specifico la Usi Ait ), spinti dalla richiesta di unità delle lavoratrici a prescindere dalla "tessera" sindacale, hanno fatto fronte comune e praticato l’unità d'azione, condividendo mobilitazioni, piattaforma e trattative, sfociate con gli accordi sindacali di garanzia occupazionale, anche se la vertenza non è da considerarsi chiusa, specie per le future scelte comunali in materia di nidi convenzionati e di precarietà che richiederanno ulteriori forme di controllo e vigilanza dal basso.

Anche al Comune di Roma (specie nidi e scuole dell'infanzia, ma anche la parte rimasta pubblica delle biblioteche – che tra l’altro il Comune vorrebbe esternalizzare - il personale tecnico e amministrativo di dipartimenti e municipi oggetto di una ristrutturazione in macrostrutture e accorpamenti di uffici non indolore per i dipendenti comunali) e in alcune aziende del Gruppo Comune di Roma (Zetema che si occupa di Musei ma anche di biblioteche comunali, informagiovani, Punti Informativi Turistici, salvaguardia beni culturali e manutenzione con quasi 950 dipendenti, la Roma Multiservizi che ha l’appalto del verde pubblico, pulizie di scuole e nidi e i servizi ausiliari di tutte queste, la Farmacap per teleassistenza - telecompagnia, servizi sociali, il citato nido ma anche le farmacie comunali a rischio di s/vendita, Musica per Roma.Auditorium su una vicenda di precari addetti a vigilanza antincendio) si agitano venti di mobilitazione, che culmineranno il 28 settembre, con uno sciopero per l'intera giornata nei nidi comunali indetta da RdB e scioperi orari e assemblee con manifestazione nelle vicinanze del Campidoglio che riguardano il resto del personale capitolino (dai nidi alle scuole, dalle biblioteche agli uffici), nonchè operai, tecnici ed operatori-trici delle altre aziende citate, di molte cooperative sociali, di chi lavora nei canili comunali come di chi opera su scolarizzazione rom e gestione campi, con appalti e affidamenti in scadenza nei prossimi mesi con tentativi di smantellare servizi, ridurre i diritti e peggiorare le condizioni salariali, garanzie contrattuali e il principio di salvaguardia occupazionale per tutti coloro che sono impiegati. Una mobilitazione, quest’ultima, indetta dai coordinamenti dell'Usi Ait e da gruppi di lavoratrici, precarie e stabilizzate non sindacalizzate.

Trasversale a molte di queste vertenze, l'approccio culturale e di solidarietà con lavoratrici e lavoratori immigrati, che spesso si trovano con problemi di casa, lavoro e permesso di soggiorno contemporaneamente, impiegate-i nelle imprese di pulizie, nelle cooperative sociali, nei servizi sanitari, in mense, bar e come colf e badanti, ultimo tassello delle disposizioni razziste del "pacchetto sicurezza" e che fanno spesso parte del movimento delle occupazioni di case nella città di Roma, con un cambio di composizione sociale e di classe che non va sottovalutato rispetto a quanto si è analizzato a partire dalla fine degli anni sessanta nei movimenti di lotta per la casa.

In città altre mobilitazioni, assemblee permanenti, scioperi, caratterizzano settori che fino a pochi anni fa sarebbero stati definiti "privilegiati", come nel settore del credito e delle assicurazioni, colpito da ristrutturazioni, fusioni e da effetti della crisi finanziaria che per primi lasciano segni tra chi lavora nel settore (sono colpiti anche i "bancari"...per salvare gli interessi dei BANCHIERI), oltre ai "clienti-risparmiatori" sottoposti a modifiche contrattuali e condizioni capestro; così nelle ristrutturazioni e "razionalizzazioni" di ospedali e ASL (o del servizio del 118, dove la resistenza del personale è superiore alle aspettative anche per il collegamento da loro operato tra lavoro, servizio e natura pubblica dello stesso), che penalizzano operatori del settore e cittadinanza, oppure nel settore del trasporto, dove pesanti operazioni imprenditoriali e di fusione stanno sconvolgendo condizioni di lavoro già difficili, non solo per gli effetti su Roma della crisi Alitalia-Cai, ma anche per il trasporto pubblico locale oggetto di fusione non indolore delle aziende pubbliche romane o del comparto ferroviario regionale, dove si assommano i disagi dei passeggeri pendolari con il peggioramento delle condizioni di lavoro, di sicurezza e di garanzie salariali per il personale viaggiante o per chi lavora negli appalti di pulizie, catering, manutenzione.

Un risveglio finora frammentato e tumultuoso, che cerca di collegarsi e di coordinarsi su punti comuni di difesa di condizioni di lavoro e di salario, dei posti di lavoro e della parità di trattamento, ma che ancora sconta una fase di resistenza e anche di sopravvivenza, una pratica di unità di azione tra sindacati (a volte non solo tra i sindacati di base) ancora in fase embrionale, una capacità di comunicazione all'esterno e di mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori interessati da questa massa di rinnovi di affidamenti, appalti, esternalizzazioni e trasformazioni societarie, insufficiente per rapporti di forza vincenti.

Da non dimenticare l'acuirsi di fenomeni di discriminazione di genere, le donne pagano un prezzo alto quando ci sono ristrutturazioni o crisi aziendali, in questa fase le forme di ricatto occupazionale e salariale già più volte evidenziate da inchieste e sondaggi, gli abusi e le discriminazioni sono aumentate al di là dei dati ricavabili statisticamente, è il dato di natura umana e di ricaduta sociale che non può essere trascurato come effetto della crisi generale e di un imbarbarimento dei rapporti sociali.

Tuttavia, sintomi positivi di voglia di non cadere nella rassegnazione e nella sfiducia, o ancor peggio nella paura, che solo pochi mesi fa sembrava aver intorpidito gli animi e la combattività anche dei delegati più attivi, si possono riscontrare "a pelle". Ed è anche su questa base che anche noi dell’USI AIT abbiamo proclamato lo sciopero generale del 23 ottobre (indetto anche da COBAS – CUB –SdL) sulla nostra Piattaforma sociale complessiva.

In molte di queste vertenze, si sono resi protagonisti e animatori compagni e compagne attivi in diversi sindacati di base e nella Cgil, anche se per noi tutte le iniziative servono a costruire collegamenti dal basso, promuovendo e sostenendo l'autorganizzazione di lavoratori e lavoratrici e la massima unità di azione sindacale.

Ancora poca cosa rispetto a quanto sarebbe necessario per contrastare efficacemente gli effetti della crisi e le politiche governative e le loro ricadute sociali e culturali (lo spettro del razzismo e della discriminazione aleggia sempre quando ci si deve contendere posti di lavoro e salario, pericolo finora sventato ma sempre in agguato anche tra gli stessi immigrati e immigrate), ma è un segnale che va alimentato ed è un percorso che va sostenuto, per far sì che diventi pratica di massa condivisa da tutti/e.

Uno strumento di collegamento e di coordinamento di queste situazioni e di queste lotte, che va rilanciato e costruito con la partecipazione collettiva dei tanti soggetti che animano le lotte in città, oltre allo sviluppo e al radicamento di situazioni autorganizzate e gestite dal basso, può essere la messa in cantiere di "comitati delle resistenze sociali alla crisi", in ambito territoriale se non cittadino data la vastità di territori e di posti di lavoro esistenti rispetto alle esigue forze in campo, nel quale provare a costruire quella unità di azione e la verifica dei metodi di lotta più incisivi, mettendo assieme cittadinanza beneficiaria di servizi e coloro che lavorano per erogarli.

Un compito arduo e che richiede pazienza e chiarezza sugli obiettivi di breve, medio e lungo termine, ma che diventa oramai attività ineliminabile e doverosa, per la nostra organizzazione e per gli altri soggetti che con noi sono disponibili a costruire un percorso di crescita, di lotta e di autorganizzazione.

LUNEDI’ 28 SETTEMBRE – MOBILITAZIONE (pomeridiana) CITTADINA IN CAMPIDOGLIO


SEGRETERIA USI AIT
LARGO G. VERATTI 25 – ROMA

TEL. 06/70451981 – FAX 06/77201444 – E-MAIL: usiait1@virgilio.it

Related Link: http://www.usiait.it/
author by Oliver Cromwellpublication date Sat Dec 05, 2009 04:09Report this post to the editors


noi dell’aria libertarian siamo stati accusati di essere aria fritta: tante chiacchiere, citazioni, accademismi da inutili (meglio, dannosi) professori universitari pagati dallo stato (!) nemico (intendo il nostro…), ecc.
tali accuse a mio avviso hanno un fondamento: chi lavora e produce vuole fatti, non chiacchiere.
e allora voglio proporre un fatto molto concreto, decisamente anticrisi, che favorirebbe produzione e commerci, e la nascita di nuove numerose entità produttive:

ABOLIAMO LE ASSICURAZIONI SOCIALI OBBLIGATORIE E LICENZIAMO A CALCI IN C*LO I DIPENDENTI INPS, INAIL, INPDAP ecc.

basta farci derubare: i nostri risparmi ce li gestiamo da noi.
se ci va ci assicuriamo con assicurazioni private.
morte a chi ci vuole schiavi. lampioni e corde ce ne sono a sufficienza.

sono stato sufficientemente concreto?

ciao a tutti

 
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