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8 marzo: giornata delle lotte delle donne

category italia / svizzera | genero | editoriale author Wednesday March 09, 2005 23:39author by OSL - Suisse Report this post to the editors

La lotta delle donne per la loro liberazione è una lotta per la liberazione di tutte e di tutti! Nessuno può essere libero finché esisti l'oppressione

La lotta delle donne per la loro liberazione è una lotta per la liberazione di tutte e di tutti! Nessuno può essere libero finché esisti l'oppressione.

L'8 marzo, giornata delle lotte delle donne, risale ad uno sciopero delle lavoratrici dell'industria tessile negli USA per migliorare le condizioni di vita e di lavoro. Secondo alcuni fonti, l'8 marzo ricorda le sorte di 129 operaie rinchiusi dai padroni sotto chiave nella loro fabbrica e morte tra le fiamme di un incendio all'interno. Nel 1909 i socialisti nordamericani organizzarono la prima giornata delle lotte delle donne a livello nazionale. Nel 1911 ebbe luogo la prima giornata di lotta internazionale in Danimarca, Germania, Svizzera e Stati Uniti. Nasce così una tradizione che porta le rivendicazioni delle donne e l'estensione dei loro diritti anche nei posti più arretrati e reazionari.

Anche in Svizzera l'8 marzo è stato tradizionalmente una giornata di manifestazioni nazionali delle donne. Ma cos'è successo a questa giornata di lotta?

L'8 marzo si riduce sempre di più ad una semplice giornata di memoria delle lotte del passato. Si hanno dei dibattiti sui temi della donna, oppure delle serate tra donne, ma la lotta non è più all'ordine del giorno. Le speranze sollevate dallo sciopero delle donne del 14 giugno 1994 sono da tempo svanite.

Tuttavia, la lotta delle donne è più che mai necessaria. Giusto perché l'ultimo cantone svizzero si è trovato costretto a concedere il voto alle donne non significa che le cose siano cambiate per le donne in una società che rimane dominata dagli uomini. In questo periodo di offensiva neoliberista dove l'economia detta le priorità alla politica e dove l'infrastruttura sociale è messo sotto pressione, le donne sono quelle toccate per primo e più duramente: la discriminazione sul lavoro continua, le donne guadagnono meno dei loro colleghi maschili e continuano a coprire la maggior parte del lavoro non remunerato (casa, educazione, cura dei bambini, ecc.). Il neoliberismo e gli attacchi dei conservatori si traducono in una rimessa in questione delle acquiste del movimento per la liberazione delle donne. I valori conservatori sono di nuovo in ascesa, le libertà conquiste dalle donne sono rimesse in causa. Sul lavoro, le donne continuano ad essere le ultime assunte e le prime licenziate e i morali conservatori le vorrebbero riconsegnate ai fornelli.

Interi settori sono stati "femminizzati", con una maggioranza di salariate che servono ad abbassare i salari e le condizioni di lavoro. Nell'attuale società, le donne sono doppiamente discriminate: in quanto donne e in quanto lavoratrici. il fatto che qualche donna accede a posizioni di potere (posti da dirigente o incarichi politici) non cambia niente nella situazione delle donne. Al contrario, queste vengono utilizzati come alibi per dare credibilità ad una pretesa "uguaglianza delle possibilità" che invece rimane una vana e pia speranza.

La lotta delle donne è dunque più necessaria che mai. L'uguaglianza sociale è impossibile senza uguaglianza tra uomini e donne. Una società emancipata non può esistere se non sulla base della liberazione delle donne. Infatti, la liberazione delle donne sarebbe negli interessi degli uomini.

La lotta delle donne non si limita all'8 marzo o al 14 giugno. Continua tutti i giorni, nella vita quotidiana nelle lotte, nelle organizzazioni politiche, nei progetti autogestiti. Politicamente, non ci può essere una scelta tematica tra le lotte delle donne e le altre lotte. La lotta delle donne riguarda l'insieme delle nostre lotte e se deve intrecciare in queste lotte se vogliamo che un vero cambiamento della società possa avverarsi.

La lotta delle donne per la loro liberazione è una lotta per la liberazione di tutte e di tutti! Nessuno può essere libero finché esisti l'oppressione.


Traduzione a cura di FdCA - Ufficio relazioni internazionali

Articolo di "Rebellion", no.32,
Giornale dell'Organisation socialiste libertaire

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