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Palermo: Nasce il Coordinamento contro la repressione per i diritti

category italy / switzerland | repression / prisoners | press release author Friday June 26, 2009 12:02author by Coordinamento contro la repressione per i diritti Report this post to the editors

Il Coordinamento fa appello a tutti coloro i quali sono interessati a smascherare e contrastare la repressione nelle sue varie forme, intervenendo concretamente sul duplice piano - politico e giuridico - in cui si sviluppa l'attacco del potere alle libertà e ai diritti fondamentali di ciascuno.


Nasce il Coordinamento contro la repressione per i diritti


L'imminente approvazione da parte del governo del disegno di legge 733 - meglio conosciuto come "pacchetto sicurezza" - rappresenta un violento salto di qualità nell'approccio repressivo che il governo intende adottare per soffocare le lotte sociali attraverso un più esteso uso della forza e limitando sensibilmente gli spazi di agibilità sociale e politica in questo paese, in nome dell'ordine costituito e del rispetto acritico della legalità.

Si tratta infatti di un insieme di disposizioni liberticide che colpiscono in primo luogo i soggetti più deboli della società (immigrati, senza casa, poveri) per estendersi contemporaneamente a chiunque manifesti opposizione e dissenso alle scelte di chi detiene il potere politico ed economico. Da ciò deriva la criminalizzazione di tutti coloro che lottano apertamente contro le ingiustizie quotidiane sia nel mondo del lavoro (contro la disoccupazione, i licenziamenti, la precarietà, gli infortuni, le morti), sia nell'ambito più generale delle lotte sociali (lotte per la casa, per i servizi essenziali, per l'uguaglianza sostanziale fra tutte e tutti).

Per quanto riguarda la nostra città, il questore di Palermo Marangoni sta cercando di applicare queste nuove disposizioni allineandosi di conseguenza: lo scorso 23 maggio i lavoratori Cobas Scuola sono stati denunciati per aver esposto uno striscione non gradito alle autorità e che sarà addirittura distrutto. Ma già alcuni mesi fa, l'accusa con conseguente "avviso orale" nei confronti di Pietro Milazzo della Cgil aveva costituito un precedente gravissimo in termini di limitazione della libertà di espressione. A tutto ciò si aggiungono le tante multe per migliaia di euro generate da prescrizioni del questore nei confronti di coloro che organizzano cortei, dai lavoratori agli studenti, e le centinaia di denunce penali scattate contro studenti, occupanti di case o centri sociali. Infine, l'ultimo grave episodio repressivo nei confronti dei più deboli si è registrato pochi giorni fa all'incrocio fra viale Regione Siciliana e via Perpignano, con un rastrellamento poliziesco ai danni dei lavavetri contro i quali è stato impiegato persino un elicottero.

In una città già avvilita per ultimo dalla questione dell'immondizia, ma che è normalmente in "emergenza" sulle diverse questioni sociali, sanitarie, del lavoro, della scuola; in una città sempre più povera e sempre più contraddistinta dal potere mafioso e dalle sue intime collusioni con il potere politico, non si sentiva certo il bisogno di un questore così attento ad attaccare chi lotta per la giustizia sociale e per un generale miglioramento delle condizioni di vita dei lavoratori, degli immigrati e degli oppressi.

Se a tutto questo si aggiunge il totale disinteresse del Prefetto Trevisone alle reali emergenze sociali della città, diventa concreto il rischio di vedere ridotta ogni manifestazione di dissenso a una mera questione di ordine pubblico.

In tutto ciò non bisogna dimenticare la totale incapacità amministrativa del sindaco Cammarata: il quale, grazie ai nuovi poteri concessogli dal ministero dell’interno, ha applicato alla lettera una serie di ordinanze liberticide e criminali. Una di queste è l’ordinanza anti-bivacco, che ha fatto il suo esordio in autunno e che viene applicata per reprimere soggetti come i senzatetto; mentre l’ordinanza più recente è quella contro i rottamai, che sta portando alla disperazione migliaia di persone che non potranno continuare a fare il loro lavoro. Gli stessi rottamai hanno già subìto fortissimi atti repressivi durante le loro manifestazioni di dissenso svoltesi davanti le sedi del potere cittadino.

Alla luce di queste considerazioni, molte realtà individuali e collettive che da sempre sono impegnate a Palermo nelle lotte per i diritti, sentono la necessità di coordinarsi per rispondere efficacemente e a viso aperto contro il drammatico restringimento degli spazi di libertà che si sta consumando in questa città.

Tale Coordinamento, che vuole essere aperto e inclusivo, fa appello a tutti coloro i quali sono interessati a smascherare e contrastare la repressione nelle sue varie forme, intervenendo concretamente sul duplice piano - politico e giuridico - in cui si sviluppa l'attacco del potere alle libertà e ai diritti fondamentali di ciascuno.

Coordinamento contro la repressione per i diritti

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