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Irlanda: I lavoratori dicono "noi non pagheremo la vostra crisi"

category irlanda / gran bretagna | economia | cronaca author Monday February 23, 2009 18:47author by Nestor McNab Report this post to the editors

120.000 persone in corteo a Dublino, contro il governo

Dublino, sabato 21 febbraio 2009. Circa 120.000 persone scendono in piazza per dire no alla proposta del governo di introdurre qualcosa conosciuto come "l'imposta sulle pensioni". Si tratta di una tassa tra il 3% e il 9,6% sullo stipendio lordo dei lavoratori nel settore pubblico, che nel maggior parte dei casi sarà intorno al 7%, cioè di circa €2.000 all'anno.

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Irlanda: I lavoratori dicono "noi non pagheremo la vostra crisi"


Dublino, sabato 21 febbraio 2009. Circa 120.000 persone scendono in piazza per dire no alla proposta del governo di introdurre qualcosa conosciuto come "l'imposta sulle pensioni". Si tratta di una tassa tra il 3% e il 9,6% sullo stipendio lordo dei lavoratori nel settore pubblico, che nel maggior parte dei casi sarà intorno al 7%, cioè di circa €2.000 all'anno.

La manifestazione era indetta dall'Irish Congress of Trade Unions (ICTU - Congresso dei sindacati d'Irlanda, un'organizzazione che raggruppa oltre 50 sigle sindacali), anche se esiste un forte sospetto, basato su alcune indiscrezioni, che lo stesso ICTU abbia proposto l'imposta al governo come alternativa ai piani di quest'ultimo di tagliare gli stipendi del settore pubblico (è interessante notare che l'ICTU non ha fatto appello per il ritiro della proposta del governo). L'imposta sulle pensioni infatti non è altro che un taglio allo stipendio ma sarebbe stato, secondo l'ICTU, più facilmente digeribile. Sabato, i lavoratori irlandesi, non solo del pubblico impiego ma da molti settori - infermiere, tassisti, insegnanti, autotranvieri, giornalisti, impiegati statali, muratori, pompieri, ferrovieri, studenti - tutti dicendo NO in massa: 120.000 sulle strade di Dublino, una città di un milione di abitanti.

Ma l'opposizione dei lavoratori non finisce con il corteo. E' in pieno sviluppo un movimento sindacale di base che lavora verso lo sciopero generale. Negli ultimi settimane ci sono stati decine e decine di assemblee locali nei luoghi di lavoro e nei sindacati per costringere i sindacati a indire uno sciopero ad oltranza. Il corteo di sabato scorso non era soltanto un messaggio al governo, ma anche uno ai dirigenti sindacali. Giovedì prossimo ci sarà lo sciopero nel pubblico impiego del CPSU (Sindacato dei servizi civili e pubblici), seguito sabato dallo sciopero dei trasporti urbani. Poi dal 1 marzo, gli autotranvieri del SIPTU inizieranno uno sciopero ad inoltranza. I lavoratori della scuola stanno agitando per lo sciopero generale e sembra inevitabile che altri sindacati del settore pubblico si uniranno al movimento per lo sciopero generale.

Si sa che una protesta limitata ad una giornata non farà cambiare idea al governo, e se c'è una cosa che le assemblee hanno reso chiaro finora, è che bisogna vincere: far retrocedere il governo e il capitale e far pagare la crisi ai padroni!

L'organizzazione comunista anarchica irlandese, il Workers Solidarity Movement, ha aderito alla manifestazione e ha partecipato con uno striscione dicendo "Il corteo non basta: sciopero generale ora!" e la distribuzione di un volantino dal titolo "Tagli degli stipendi, tagli dei posti di lavoro? Organizzare la resistenza!"

Foto della manifestazione: http://www.indymedia.ie/article/91222


Articolo scritto per Anarkismo.net

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